Il “proibitivo” e schietto Valerio Scanu


L’aver ricordato all’Amoroso che tra loro un rapporto non c’è mai stato, dopo che lei ha più volte manifestamente  rinnegato, per prima,  “la loro amicizia”  attraverso interviste televisive e carta patinata di riviste gossipare; il rispondere per le rime  ad un Malgioglio che dopo essersi complimentato con lui in varie occasioni, dopo Sanremo 2010, lo attacca e denigra in ogni salotto televisivo e attraverso le pagine dei giornali;  rispondere ironicamente ad un Facchinetti, simpatico quanto si voglia, ma che ironizza pesantemente su di lui su facebook e su twitter ,   in una logica di “onesta” valutazione dei fatti, dovrebbe essere vista  come   reazione  conseguente a  reiterate   provocazioni  che perdurano ormai da anni e di  cui Scanu è da tempo vittima designata, anzichè come attacchi velenosi . Che sia vero che la verità non paga?  Molto spesso si parla di lui per i suoi look bizzarri, i capelli,  le sue torte, i suoi piercing, ma non di musica. Eppure Scanu, per chi è informato, proviene dalla Scuola di Amici di Maria De filippi, esattamente come Carta, l’Amoroso, Emma e tanti altri.  Ma forse pochi sanno che,  distintosi all’interno della Scuola per il suo talento “vocale”, giudicato dal <strong>maestro Luca Jurman  “raro”  e per  il suo carattere “trasparente” , la sua lealtà in amicizia dimostrata anche all’interno della scuola con alcuni compagni, era  entrato tra le preferenze del pubblico  riuscendo a stare  primo nella classifica di gradimento.  In grado di cantare qualunque genere musicale, storiche sono rimaste le sue performance cosidette “prove al buio” o “proibitive”  a cui i suoi compagni di squadra, tra cui l’Amoroso, lo candidavano in quanto considerato l’unico a poterle sostenere. L’Edizione di Amici8, che lo vide  fra i partecipanti, fu vinta comunque a “sorpresa” da Alessandra Amoroso ma Valerio Scanu, nell’immaginario comune,  è rimasto il vincitore “morale” di quell’edizione e la” vera rivelazione” come riconobbe anche l’”illustre” giornalista Paolo Giordano. Sono passati quattro anni  e di Scanu si parla ancora, ha fatto davvero tanto strada  in questo frattempo destreggiandosi fra le mille insidie del difficile mondo musicale e nonostante un’informazione spesso “inesatta” e fuorviante.  E’ riuscito ad imporsi nonostante tutto anche grazie al supporto di un “suo” vasto  pubblico che lo sostiene fortemente riconoscendone i meriti.  Che possa piacere o meno per repertorio e genere musicale, Valerio Scanu ha qualcosa che va oltre l’essere un normale “interprete” di canzoni per “struttura” vocale e   se  i “distratti”  mettessero da parte quel pregiudizio che limita la libertà di giudizio individuale, potrebbero apprezzare, supportare e valorizzare questo talento, gia riconosciuto da musicisti e artisti  di fama anche internazionale. Lui è uno dei pochi cantanti  che attualmente rappresenta la parte migliore della tradizione musicale italiana, cosidetta del “bel canto” non  contaminata dagli stili modaioli d’oltreoceano e  per questo unica al mondo e tanto apprezzata proprio oltreoceano ed è  per questo che  Valerio Scanu, nella sua specialità di cantante  pop-melodico- andrebbe tutelato e  preservato da una stampa becera, screditante e purtroppo imperante.

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