Finale di “Ti lascio una canzone”: vince il migliore.


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Ieri sera, 01/12/2012, si è svolta la “finalissima” del “baby-talent” “Ti lascio una canzone”, condotto da Antonella Clerici, che ha registrato uno share del 23,58% e 5 milioni e 619.000 telespettatori, battendo di larga misura la concorrenza. Dopo 13 settimane, nel corso delle quali una foltissima schiera di ragazzini provenienti da tutte le parti d’Italia si è data battaglia su brani che hanno spaziato dai classici del melodico al “rock” alla “disco-music”, abbiamo infine un vincitore, si tratta di Michele Perniola da Palagiano (Taranto), ossia la reincarnazione italiana di Michael Jackson, sorprendenti, infatti, in lui, la perfetta aderenza all’originale nella voce e la capacità di imitare le movenze della “popstar” americana, una vittoria meritatissima e che non giunge inaspettata (mentre sappiamo che non sempre avviene così nei “talent” …) visto che il giovanissimo cantante-ballerino pugliese, settimana dopo settimana, è stato sempre in testa alle preferenze dei giudici, Gasdia, Pani e Ghinazzi/Pupo, guadagnandosi molti “10” in pagella, amatissimo e premiato, comunque, ogni volta, anche dal pubblico televotante a casa, che, per non smentirsi, ieri gli ha attribuito, rispetto alle altre due piccole concorrenti facenti parte della terna rimasta in gara, proprio come a Sanremo, una percentuale di ben il 43%.
Non possiamo, tuttavia, passare sotto silenzio le voci contrarie alla formula di “Ti lascio una canzone” e simili, qualche perplessità sull’opportunità di utilizzare minori per delle competizioni canore basate su un repertorio non consono all’età ci arriva infatti dagli esperti, per esempio il sociologo Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia punta l’indice contro: ”Un sistema mediatico che li fagocita a beneficio degli ascolti e dello spettacolo” e prosegue “E’ tempo di finirla con i lolitismi e i capelli impomatati di bimbi arruolati per interpretare testi dei quali non percepiscono nemmeno il significato. Si tratta di una lesione al loro sacrosanto diritto di vivere l’infanzia senza distorsioni che, alla lunga, inficiano il percorso di formazione cognitiva e identitaria”.
E voi come la pensate?

Articolo a cura di Fede

31 comments

    1. @Valethevoice: grazie!in realtà si tratta solo di un “esperimento”, nient’altro.

      Tu, come mamma di una bambina di 6 anni (mi pare sia questa l’età di Baby-Vale), come vedi il fenomeno dei “talent” con protagonisti ragazzini?

      1. More, io non manderei mai mia figlia a fare la pagliaccia in tv, manco morta.
        La puzzolina ha 7 anni, ama ballare e cantare (anche se non è molto intonata 😀 ), ma soprattutto recitare…è un’attrice nata, devi vedere come piange per finta! Ci fa schiattare dalle risate. Vedessi come fa la “camminata” delle modelle, io mi piego in due dal ridere, la fa pure bene poi! Il prossimo anno (a 8 anni, ora ne ha 7) le farò fare un piccolo corso di teatro, c’è una mia amica che insegna ai bambini, si divertirà molto e darà sfogo a tutta la sua energia e al suo esibizionismo. 😀
        Tra il teatro e il judo (l’anno prossimo sarà al 4° anno di questo sport), speriamo che si stanchi abbastanza da darci un po’ di tregua la sera. 😉

  1. Ecco come si è espresso Cino Tortorella, il mitico “mago Zurlì” della nostra infanzia, sulle trasmissioni canore con piccoli concorrenti (da “Nuovo” n. 46 06/12/2012): “Rimpiango i tempi in cui i bimbi, oltre a essere incoraggiati nel loro talento, venivano amati e rispettati. Il mio travestimento da mago serviva a trasportarli in un clima da fiaba che sdrammatizzava l’esperienza in tv. Certi spettacoli di oggi non si avvicinano con il dovuto tatto al delicato universo infantile e io non ci manderei mai un mio nipote” e ancora “Lo -Zecchino d’Oro- aveva uno spirito ludico e sereno”.

    1. Concordo, ora queste esperienze canore sono caldeggiate più dai genitori che dai bambini, infatti vedo poca giocosità e divertimento tra di loro 😦

  2. @Fede….ammazza! : D Congratulation! 😉 Esperimento molto ben riuscito a mio avviso! Anche io da mamma di teen agers condivido il pensiero ,che questi ragazzi,vengono già predisposti alla competizione…abbandonando il puro è semplice piacere! Mi auguro…anzi ne sono certa, che non spingerò mai i miei figli a partecipare a questo tipo di prove canore televisive!Piuttosto chiudo la portadella cameretta a chiave e la butto! 😉 😀

    1. @Anna: ciao e grazie!sì, la competitività che si sviluppa, a quell’età, in certi casi è negativa, soprattutto se “fomentata” dagli adulti, ne parlerò più avanti. In sè, “Ti lascio una canzone”, non è un programma diseducativo, ci sono anche ballerinette vestite da pennuti o da danzatrici di flamenco, c’è stata la Principessa Sherazade a dorso di cammello (autentico), un tappeto volante ha trasportato Aladino …

  3. Io non la metterei tanto sul tragico, come il sociologo Antonio Marziale sopra, che parla addirittura implicitamente di nocività di questo genere di spettacoli nonchè possibili ripercussioni sulla fragile psicologia infantile in piena “formazione”, nè mi rifarei troppo a modelli “ultra-datati” di trasmissioni come quelli presentati “illo tempore” da Tortorella, i loro punti di vista sono indubbiamente validi, per quanto riguarda le necessità di un’azione di tutela e vigilanza sui “contenuti” delle canzoni affidate ai minori in gara e sulle esibizioni degli stessi, nessuno lo può negare, ma mi sembra che i due personaggi interpellati non tengano nel dovuto conto i tempi che corrono, infatti i ragazzini di 8/10/12 anni di oggi sono molto più smaliziati di quelli di trenta, quarant’anni fa, è una generazione che si vede Bonolis nel pre-serale con corredo di sexy-professoresse, dottoresse (da caserma, come nei films anni ’80 con la Cassini), “mammifere” che solleticano con carezze i concorrenti, “alieni” provvisti di ditone allusivamente sempre alzato e un’infinità di doppi sensi gettati a profusione qua e là, quindi l’infante odierno, con tutte queste sollecitazioni visive, si dubita fortemente che possa ancora credere a Babbo Natale o che i neonati si trovino sotto i cavoli.

    Detto questo, nel programma della Clerici ho visto ragazzini più svegli e disincantati e altri più “cucciolotti”, meno autonomi e molto “mamma-dipendenti”, con ognuno di loro la conduttrice è riuscita a rapportarsi con grande sensibilità, con piena considerazione per i rispettivi caratteri, anzi, facendo da “cuscinetto” fra i piccoli e i giudici, quando le loro sentenze sembravano un tantino severe, su di lei, come surrogato della figura “materna”, quindi, nulla da ridire.

  4. Ragazze, sapete che anche il “nostro” si è espresso sui “baby talent”?d’altra parte una tappa della sua lunga gavetta è stata “Bravo Bravissimo”, quindi parla con le dovute conoscenze, Valerio ha detto, in varie interviste, che comunque, queste trasmissioni dovrebbero rimanere sul piano “del gioco”.

  5. Alla finale di “Ti lascio una canzone” di sabato, Cecilia Gasdia, soprano di fama mondiale e giudice di gara, ha detto, rivolta ai piccoli canterini “Cantare non vuol dire urlare, ricordatevelo bene! Abbiamo una generazione di cantanti ventenni che URLANO al posto di cantare. Voi date il buon esempio!”, a chi si riferiva, secondo voi?

    1. All’ URLATRICE per eccellenza, nonché la nuova “star” della musica italiana de’ noantri Emma?
      Chi URLA invece di cantare viene premiato, anzi premiatA, chi CANTA invece di urlare presi/e a pesci in faccia.

  6. hi,hi,hi,l’affermazione della signora Cecilia , mi fa venire in mente 2 stelle emergenti,ma ormai famozzizzime del panorama italiano 😀 ! Comunque,tornando al discorso teen agers ,ma secondo voi ,tutto il tempo che dedicano a queste gioiose competizioni, non porta via ore e ore di studio scolastico???? Di ore di attività ludiche o ore di sport e tutte le santissime cose che fanno o che dovrebbero fare alla loro tenera età???? E poi mi domando….quanti di loro effettivamente sono cosi motivati e appassionati????? Mentre invece c’è dietro la frustrazione di qualche genitore che non essendoci riuscito spinge fortemente il proprio figliolo/acome esibizione di un bel trofeo! 😦 Mahhhhh! 😉

    1. ahahhahahaha Anna…..le 2 urlatrici hanno il primato….Sanremo è stata l’apoteosi….hanno fatto la gara a chi urlava di più……….finale…pareggio 🙂

  7. Carissima FEDE, TI RINNOVO I MIEI COMPLIMENTI! 😀 E SE TI VA …..ricordati che lo spettegulessss è il nostro pane ! Quindi aspettiamo newssss! Buona notte a domani!

    1. @Anna: buonanotte anche a te!per la rubrica “Spetteguless” ci stiamo lavorando, le notizie sono un pò scarne, al momento, battibecchi Belen-De Martino, il misterioso trasferimento di Corona a Roma, Balotelli avvistato con una moretta che non è la Fico, provvisto di nuovo “tattoo” sul braccio firmato Gengis Khan (megalomane!), Clerici più radiosa che mai, forse grazie a un nuovo incontro, mentre Eddy Martens è stato frettolosamente imbarcato su un aereo per Bruxelles, nozze annunciate fra Valeriona Marini e l’imprenditore Cottone, Rita Rusic, con qualche cedimento sul versante “B”, paparazzata con fidanzato-baby su una spiaggia assolata ed esclusiva, ma mi manca lo “scooppaccio”.

  8. @Anna: è come dici tu (18.34), dietro a molti atteggiamenti forzati e alla competitività sfrenata di tanti di questi ragazzini, ben evidente in trasmissione e infatti da me riscontrata spesso, ci sono continui “pungolamenti” da parte dei genitori e persone di famiglia a loro vicine, a favore di una vittoria a qualsiasi costo o di un piazzamento molto in alto alla classifica resa pubblica sempre in chiusura di ogni puntata e questo è deleterio e controproducente. E’sbagliato lo spirito in cui viene fatta affrontare questa prova ai propri figli, qui non si tratta di “big” in lizza al festival di Sanremo, ma di anonimi bambini, destinati nella maggior parte dei casi a ritornare a breve nell’anonimato, che dovrebbero semplicemente essere paghi di poter realizzare il loro sogno di cantare in televisione, privilegio non da tutti, prendendo questa piacevole occasione come un’avventura da assaporare al momento, da raccontare a scuola per strabiliare insegnanti e compagni di classe e da affrontare in modo “sano” e “realistico”, visto che, come hanno più volte ribadito la Gasdia e Ghinazzi, quando avverrà il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, con molta probabilità, tutte le belle voci dai toni acutissimi che sentiamo ora, cambieranno radicalmente registro e potrebbe anche non esserci più un futuro nel mondo della canzone per la maggior parte dei concorrenti in erba visti dalla Clerici.

    La leggenda vuole che un “monumento” della musica italiana anni ’50/’60, di passaggio a Napoli, abbia sentito cantare un ragazzino di nemmeno 13 anni, già conosciuto come una “promessa” in città e, rimasto stupefatto, gli abbia pronosticato una sfolgorante carriera, ebbene, il “monumento” era Domenico Modugno, il ragazzino Giovanni Calone, che in seguito, per tutti, è diventato Massimo Ranieri, purtroppo non a tutti gli “enfant prodige” è concesso di ripercorrere le orme dell’artista partenopeo.

  9. Bell’articolo Fede, concordo….meno male il pubblico è sovrano, il pubblico dovrebbe decretare la vittoria….sia per l’artista sia per la canzone!! Ho dovuto assistere a vittorie decretate a tavolino………..smentite dal televoto , in quel caso il telespettatore è stato usurpato dal suo ruolo di sovrano……… Spero che il telespettatore abbia capito queste truffe e le varie raccomandazioni usando il telecomando, per non farsi più manovrare, da gente che sta in questi posti strategici solo perchè raccomandati alla loro volta!! Chi vuol intendere intenda 😉

    1. @Luisa: mia carissima!abbiamo inteso, ogni riferimento NON è puramente casuale. Nel caso del vincitore di “Ti lascio una canzone”, Michele Perniola, si possono fugare tutti i dubbi e i sospetti, visto che al termine delle sue scatenatissime “performances” il pubblico in sala era sempre in orbita, il “sistema” dove convergono tutti i televoti era in tilt e Pupo e la Gasdia erano in piedi che si scorticavano le mani dal tanto applaudire, solo Pani, lo “svizzero” del gruppo non si è mai scomposto, ma lasciava trapelare il suo gradimento.
      C’erano altri ragazzini validi dal punto di vista vocale, ma erano terribilmente “impostati”, vestiti come cantanti anni ’60, con il braccio disteso avanti per accompagnare l’acuto, qualcuno anche con la faccia da vecchietto, sembravano, nello stile, oltre che nel repertorio loro affidato, dei piccoli Morandi o Sinatra o Al Bano Carrisi e qualcuno deve pure aver detto loro di imitare i modelli citati, in mezzo a loro, il “Michael Jackson all’italiana” è stato una sferzata di energia, di scatenamento pirotecnico, di allegria e soprattutto di gioventù, Cecilia Gasdia gli ha consigliato di puntare sul “musical”, in considerazione della sua agilità come ballerino.

  10. Bell’articolo @fede….io sono rimasta scioccata quando “Pupo con un gruppo di bambini cantava tutto entusiasta “gelato al cioccolato”…sapendo benissimo a cosa si riferisca quella stupida canzonetta!!! Senza parole….

    1. @Igna: ciao!io ho seguito molte puntate, ma non tutte, ero all’oscuro del fatto che Pupo si fosse esibito coi ragazzini in “quella” canzone, certo loro non potevano interpretarne il senso … ma i genitori sì e pure il Moige, delle volte ci si “scomoda” per niente e non si è insorti per questo episodio?
      Voglio aggiungere che la condotta del presentatore-cantante aretino è stata per più versi sconveniente e disdicevole, nell’arco di questa edizione del programma, era il più esaltato, “tacchinava” apertamente l’elegantissima Cecilia Gasdia con battute talvolta di dubbio gusto e denotanti eccessiva confidenza, non è mancata qualche frecciatina maliziosa alle “rotondità” della Clerici e “dulcis in fundo”, nei riguardi dei bambini, l’elemento “debole” e da proteggere, ha dimostrato a più riprese scarse doti di tatto e comprensione, portando, con il suo atteggiamento inflessibile e duro, una piccola concorrente a scoppiare in una crisi di pianto, poi gli è stato chiesto di “correggere il tiro” e un pò si è contenuto, ma aveva la tendenza, comunque, a strafare e ad “allargarsi” troppo.

  11. @ Marinella Meloni – Ciao Ignuzza, che ha fatto Pupo?!? Ma che schifo, e che schifo anche i genitori che permettono queste cose…se mia figlia fosse stata lì, nonostante io sia tutto tranne una perbenista, sarei salita sul palco e l’avrei preso a boccatoni in diretta, il ridicolo nano. I bambini devono esser tenuti lontano da questa roba.

    1. Ciao Vale…………ebbene siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…………..vado a Roma!!! ahahahahha
      vi lascio rosicare……..per ora, poi vi racconto!! Baci scanufanciulle 🙂

    1. @Valethevoice: scatenatissima “mamma iraconda” (a ragione, ovviamente), grazie ancora, ma mi manca un pò il tempo, se capiterà qualche spunto su cui discutere, “why not”?

  12. Gelat al cioccolato dolce un po salato …tu me l’hai rubato…dammi il mio gelato al cioccolato! 😉 Valissima…io manco gli facevo intonà le prime note …che già stava spiaccicato a terra il mammolo de noi altri! 😀 Feduccia buona giornata …..preparato oggi giornata di sorpreseeee! 😉

    1. @Anna: no, era da rincagnirgli il muso ancora di più di quanto ce l’abbia a suon di padellate, i bambini non si toccano!

  13. @Fede complimenti per questo articolo,bravissima.

    riguardo alla trasmissione Pupo è stata proprio la nota stonata,sia per il comportamento avuto verso la Gasdia,che verso i bambini,era da prendere a calci nel popò in diretta.

    1. @Francy: ciao!grazie, ma si è trattato solo di una collaborazione, in fondo, il programma presentato dalla Clerici è stato meglio dell’offerta di altre reti e ho pensato, visto che l’ho seguito, di dire la mia.

  14. I bambini sono innocenti e devono restarlo più a lungo possibile, mi fa schifo l’idea che cantino certe cose senza nemmeno capirne il significato, credo sia una forma di violenza nei loro confronti.

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