Il centenario dell’ Arena di Verona: Ritorno agli antichi splendori.


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Lunedì 10 giugno 2013 l’”Arena” di Verona, inizialmente accesa di innumerevoli luci, o, per meglio dire, quasi illuminata a giorno, stracolma di pubblico, sicuramente, come sempre, proveniente anche dall’estero, si è preparata a ospitare un evento attesissimo, l’inaugurazione della stagione operistica, oltre che di innegabile valenza celebrativa, avendo essa ricevuto la sua consacrazione a “tempio della musica” esattamente 100 anni fa, nel 1913 e da allora, oltre ad aver visto avvicendarsi e sfilare i più stimati nomi della lirica e della musica, un tempo prevalentemente classica, nazionali ed internazionali, è diventata, per così dire, uno dei “fiori all’occhiello” in grado di rappresentarci onorevolmente nel mondo. E in tale cornice magica e prestigiosa, ieri, si sono dati il cambio artisti di primissimo piano, dando vita ad esibizioni singole e corali di altissimo livello, fra cui l’aria toccante e nostalgica “E lucevan le stelle” dalla “Tosca” di Puccini e la potente “Vincerò” da “Turandot”, rese dal tenore Andrea Bocelli con voce limpida e dalle sfumature inalteratamente giovanili e il mirabile duetto, nella datata romanza “Non ti scordar di me”, che ha visto impegnati quel “monumento della scena” -meglio noto come uno dei “three tenors” (ndr Pavarotti-Domingo-Carreras) di fama interplanetaria che hanno dato dimostrazione della loro sorprendente vocalità, riuniti in trio, in molteplici occasioni- che è Placido Domingo, e il citato artista toscano, con cui hanno omaggiato l’indimenticabile amico comune scomparso Luciano Pavarotti, applauditi, fra il pubblico, dalla sua giovane vedova, Nicoletta Mantovani Pavarotti.

E ancora, sul palco sono apparsi un mobilissimo e vivacissimo (l’aggettivazione in “–issimo”, dopo aver ascoltato, nell’opera, tanti “Bravo bravissimo, presto prestissimo” ecc. è pressoché un riflesso condizionato) baritono che ha fatto rivivere un “Barbiere di Siviglia” divertente e dalla lingua sciolta proprio come lo si immagina e una “Madama Butterfly” interpretata da una cantante ispanica che nel ruolo dell’eroina pucciniana ha saputo essere intensamente emozionante nel tratteggiarne lo struggente amore illusorio e senza speranza, carico di vane aspettative, senza mai essere tentata da scivolamenti sul versante lacrimevole e lamentoso.

Rutilante e multicolore lo spettacolo collettivo, che ha impegnato, pare, ben duecento figuranti, della piazza, che, in “Carmen”, accoglie il “toreador” Escamillo e poi le coreografie imponenti per la marcia trionfale di “Aida” e le danze dei gaudenti che intonano, con il calice levato, il famosissimo “Libiamo” da “Traviata”. Ma la tradizione è stata anche sapientemente mescolata con l’innovazione, la modernità e l’aggancio a tragiche pagine di storia di un passato non remoto non completamente rimosse dalla memoria di molti, infatti non poteva non colpire la scenografia di “Nabucco”, dove l’immancabile “Va Pensiero” è stato sussurrato da un popolo ebraico in stato di schiavitù impossibilitato a oltrepassare lo sbarramento di “cavalli di Frisia” e reticolati di filo spinato che si riportavano a forme di detenzione in stato di prigionia ben più dure e senza scampo di quelle dell’Egitto antico.

La serata è stata presentata da Antonellina Clerici, con il busto strizzatissimo nel corpetto del suo abito lungo rosa da cui debordava, con tanto di “carne tremula” ai lati, i casi sono due, se vuole riuscire a “entrare” in questi abiti: o si iscrive alla svelta presso un centro “Figurella” o si fa scucire tutte le “pinces” dalla sarta e si allenta la “guepière”, altre soluzioni non ci sono.

In conclusione, l’inno di Mameli, intonato da Bocelli, con partecipazione del pubblico all’unisono. L’ “Arena”, finalmente, ieri sera, è stata restituita alla cultura, all’arte, all’universalità, dopo che in tempi recenti si era temuto potesse inesorabilmente declinare, vista la sempre più frequente concessione ad ospitare sullo stesso palcoscenico e nell’ambito delle stesse manifestazioni, personaggi di mediocre spessore artistico, per lo più di estrazione televisiva, accanto a “big” che invece ne hanno fatto la storia e hanno contribuito a darle lustro e fama generalizzati. Cinque milioni di telespettatori all’ascolto sono un risultato più che confortante, che sta ad indicare che la trasmissione non è stata seguita solo da un ristretto numero di melomani e appassionati e che l’opera, il “bel canto” e la musica in genere godono tuttora, fortunatamente, di un ottimo stato di salute.

[Articolo a cura di Fede]

 

9 comments

  1. Ho visto la serata,piccola correzione i figuranti erano più di 500 almeno così ha detto la Clerici durante la serata.E’ proprio il caso di dirlo dopo la profanazione di settembre 2012 da parte di alcune sgallettate che con quel luogo non hanno proprio nulla a che spartire finalmente l’altra sera si è riportata L’arena Di Verona al suo antico splendore,alcune esibizioni davvero da brivido,e poi l’arena tutta in piedi per omaggiare Bocelli,che quando ha appreso dalla voce della Clerici che c’era la standing ovescion,visibilmente commosso e intimidito da tanto affetto ha lasciato il palco sopraffatto da una forma di pudore che solo i grandi hanno.Bellissima serata,davvero e riguardo alla Clerici ho seriamente creduto che il vestito durante la serata scoppiasse mentre c’erano delle fluttuazioni davvero imbarazzanti.

    1. @Francy73: ciao!vedo che anche tu apprezzi la lirica, non siamo in molte, sul “blog” a condividere questo interesse, ma ammetto che non è proprio un genere che va per la maggiore, i giovani e giovanissimi, poi, dubito persino che sappiano chi siano stati Enrico Caruso, Giovanni Zenatello, Mario del Monaco, Giuseppe di Stefano, Franco Corelli, Renata Scotto, Giulietta Simionato …
      Sì, l’ “Arena” è ritornata ai fasti dell’epoca di Maria Callas, di Luciano Pavarotti, di Renato Bruson, con questo non si intende che, per mantenere un alto livello qualitativo, si debba necessariamente “specializzare” solamente in un determinato genere musicale a esclusione di tutti gli altri, infatti non ho avuto niente da ridire sulle serate “d’onore” tenute l’anno scorso da Adriano Celentano, che su quel palcoscenico ha portato il suo repertorio di musica leggera, nè direi niente di altri “numero uno” con carriere sfolgoranti par suo e non collegate all’opera, ciò che ho voluto contestare è stata la commistione, l’anno scorso, durante lo stesso evento, di personaggi di levatura straordinaria a loro agio alla “Scala” di Milano come al “Metropolitan” di New York accanto a certe “ultime arrivate” da “teatro delle pulci” e ci siamo capite benissimo sull’identità di costoro …

  2. @Fede ho letto che ieri hai avuto problemi nel trovare il CD,ho letto dalle zie che a Milano è possibile trovarlo Alle Messaggerie Musicali.

    1. @ Fede, bello questo articolo.
      So che tu sei un’appassionata di lirica, io invece ammetto la mia più totale ignoranza in materia, anche se quel mondo mi affascina. Mi vergogno di dire che nonostante abiti a Parma dove c’è uno dei teatri più famosi : “il Regio”,non ho mai assistito ad una rappresentazione.
      Non ho visto lo spettacolo di ieri sera, ma dalla tua descrizione penso sia stato bellissimo, con artisti di livello internazionale. E poi l’Arena è un posto magnifico.Peccato, come ha scritto @ Francy che lo scorso anno un luogo così prestigioso sia stato ” profanato” da personaggi che non c’entravano proprio niente
      Per quanto riguarda la Clerici, non capisco perchè si ostini a voler ” entrare “per forza, dentro abiti non adatti alla sua corporatura…mah!! 😀

      1. @Gloria: ciao!sì, effettivamente quel luogo andrebbe “bonificato”, vista la “contaminazione” avvenuta …
        Lo so, il “Regio” di Parma ha consacrato grandissimi artisti, se non mi sbaglio anche lo stesso Pavarotti si è esibito lì, nella sua lunga carriera, se puoi, approfitta di questa fantastica opportunità, non te ne pentirai. Pensa che io ho a disposizione, nella mia città, solo di un teatrino, con tutti i limiti che la provincia può offrire, comunque quest’estate ci saranno i “Baustelle” e il ballo moderno di David Parson, non male, dai, anche se non so se ci andrò. Mi devo anche informare sui “pullman” che partono da qui per l’ “Arena” fino fine agosto.

  3. @Fede bell’articolo sulla “mia” Arena,da veneta mi compiaccio di “possedere un simile gioiello.In quel luogo sacro della bella musica ci sono andata quattro volte: l’Aida 2 volte,il Nabucco e La vedova allegra,assistere a tali eventi è stato emozionante.Sogno Valerio tra quelle mura che mi canta All By Myself il suo animorrrrrrr merita quel teatro

    1. @Gemma: ciao!solo mia madre, a casa mia, ha avuto il privilegio di sedere in platea all’ “Arena”, ha assistito a un “Trovatore” superbamente diretto da Franco Zeffirelli, io mi sono dovuta accontentare di vedere la struttura dall’esterno, di giorno, in una ormai remotissima gita scolastica sul Garda e dintorni.

  4. sono d’accordo sulla positivissima serata areniana.Lodi al tesissimo Bocelli .Domingo è e esempre sarà all’altezza di tutte le situazioni.
    Clerici ha solo un difetto:.non sa vestirsi sono anni che dovrebbe cambiare stilista.

    1. @Laura: ciao!Domingo è un artista che travalica mode e epoche, uno di quei rari “gioielli” che si contano sulle dita di una mano, in un secolo, come Pavarotti e Callas.

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