Giorno: giugno 30, 2013

Valerio Scanu: “Ogni concerto è un viaggio, un viaggio di musica”


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Un successo preannunciato quello di Valerio Scanu ieri a Valmonte  al Rainbow  Magicland . Un pubblico entusiasta, tra cui alcuni fan che fin dalla notte prima hanno  aspettato l’apertura dei cancelli del parco per procurarsi un posto in prima linea. Valerio Scanu in autogestione, è decisamente sorprendente, a partire dall’allestimento scenografico del palco, alla composizione della band che rispetto alla formazione  del tour “teatrale” conclusosi con tre sold out (Milano, Roma e Locarno) che  ha preceduto quello estivo partito ieri, è stata integrata da due coriste, poi  un megaschermo, che troneggiava al centro del palco, su cui passavano dei videoclip emozionali che raccontavano ogni brano, videoclip  realizzati dagli studenti della NUCT, Scuola Internazionale di Cinema e Televisione. Infine, Valerio Scanu, con la sua voce pazzesca,  in un look “diverso” che forse gli varrà le critiche dei soliti malpensanti in rete e anche di qualche fan abituato all’immagine del ragazzo uscito da “Amici”, che cantava  “Sentimento”, classico, pacato, riservato, quasi “timido” ma chiuso in un clichè che evidentemente non gli era congeniale e in cui probabilmente era stato “obbligato” a stare per esigenze “altrui” e che soffocava la sua creatività e il suo estro di giovane “artista” poliedrico e istrionico. L’oggi, ci presenta un Valerio “diverso”, insolito, che coglie di sorpresa e  impreparati solo coloro che osservano nell’ottica dei  limiti di un gusto personale che fatica ad apprezzare l’artista a 360 gradi che nel viaggio faticoso dell’affermazione di sè stesso, con coraggio e consapevolezza, sa che non può fermarsi  davanti al giudizio e al pregiudizio. Il sorriso di Valerio  a fine concerto, e gli occhi “ridenti” rispecchiano la gioia, l’appagamento, la soddisfazione e la fierezza per il suo lavoro e per come sta conducendo il suo “viaggio musicale”, che trova conferma nella risposta entusiasta del pubblico che lo acclama. Chi era presente giura  sia stato un concerto superlativo  caratterizzato da momenti di pura emozione e alcuni commenti significativi rilasciati a caldo di cui riporto qualche stralcio lo attestano:

Linda: “che CANNA ragazzi!!!! Stasera Scanu era in gran forma, ha mostrato tutto il suo strapotere vocale!!! Grandissimo su tutte le cover …. ma Scanu-rocker è uno schianto!!!! Mescola il velluto con il graffio in un modo che mi emoziona davvero tantissimo! Listen, Il cerchio della vita, The best, I surrender, Pride e Show must go on sono state di spumeggiante potenza mentre Morirò d’amore è stata intensa e raffinata, molto emozionante … e che tecnica!!!” Bravo, bravo e bravo …

Patry: “…canta come se volesse che la sua voce ci raggiungesse e ci accarezzasse fisicamente le orecchie. In realta quello che ci arriva non sono carezze ma schiaffi …schiaffi che fanno dimenticare i concerti precedenti, che fanno crollare le tue piccole barriere, che spettinano l’anima e arruffano le emozioni. Valerio non sta cantando, Valerio sta donando tutto se stesso…è senza difese e senza limiti…. Chi non vede non sa…Grazie Grazie Grazie…”

Questa la scaletta della serata: Aria colorata, Credi in me, Mio, Dopo di me, Ricordati di noi, Listen, Sentimento,You’re simply the best,, La mia coperta sul cuore, Esisti tu, Domani, Libero, L’amore cambia, Il cerchio della vita, Amami, Morirò d’amore, I surrender, Trasparente..Per tutte le volte che Pride, Could I have this kiss for ever, Chances, Show must go on,

A fine concerto Valerio, fra le ovazioni del pubblico,  ringrazia tutti e saluta il pubblico con una frase che la dice lunga e… fa riflettere: “Il viaggio termina qui …e ricordate che The  show must go on”  e… il suo viaggio continua e lo vedrà protagonista in giro per l’Italia per tutta l’estate.

E allora… The show must go on

“UNA VOCE PER PADRE PIO”: MARCO CARTA, ELHAIDA, LE SOLITE “VECCHIE GLORIE” E … TANTO ALTRO ANCORA.


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Ormai è consuetudine consolidata: con il termine dell’anno scolastico per la maggior parte degli studenti e l’arrivo delle vacanze, automaticamente si azzera, in concomitanza, un po’ ovunque, su tutte le reti o quasi, anche l’offerta di programmi televisivi. L’estate italiana si sostenta di repliche di “fiction”, vecchie pellicole all’ottantacinquesimo passaggio e un numero, di anno in anno in progressiva crescita, di trasmissioni musicali a sfondo solidaristico e benefico o, in alternativa, commemorativo-celebrativo. E’il caso di “Una voce per Padre Pio”, divenuto ormai un appuntamento, per così dire, pressoché “liturgico”, considerato il numero di edizioni che ha già al suo attivo; ieri sera, 28 giugno 2013, quindi, puntuale, come aveva già fatto l’anno scorso, ad attendere al varco il telespettatore c’era Massimo Giletti, aria finto-devota e persino compunta da “compagnuccio della parrocchietta”, è passato con sorprendente disinvoltura dall’intervista a esponenti del clero, miracolati, testimoni che hanno incrociato la “vita straordinaria” del santo, alla presentazione di “mostri sacri” del palcoscenico e del cinema come Giancarlo Giannini e Lina Sastri e di “vecchie glorie” della canzone nel pieno degli “anta”, capaci di materializzarsi ovunque, su qualsiasi canale e il cui mestiere è ormai quello di “ospiti fissi”, tra cui Toto Cutugno, che ha cantato una “ninna nanna” assieme a bambini e ragazzi italiani e africani, Patty Pravo e –poteva forse mancare?- Orietta Berti.

A rinverdire la categoria dei “frati canterini”, inaugurata in un lontano Sanremo da padre Cionfoli, era presente frate Alessandro, timidezza e sorriso disarmanti, che deve aver pensato bene di applicare alla lettera il famoso motto “Ora et labora”, certo, di un altro ordine religioso, ma comunque efficace per tutti, infatti il giovincello, senza per questo trascurare preghiera e vita contemplativa, ha saputo mettere a frutto il patrimonio che il Padre celeste gli ha donato, ossia una voce tenorile che non passa inosservata e che gli ha consentito di strappare nientemeno che alla Decca un contratto coi fiocchi e di vendere migliaia di copie di cd, “aiutati che il Ciel ti aiuta”, mettiamola così.

E si poteva forse non attingere al pingue vivaio degli “ex-talent”?sicuramente no, visto che, in caso di raccolta fondi a mezzo chiamata di numeri opportunamente predisposti, come per l’appunto ieri, chi è più allenato ed esperto dell’affezionato pubblico che segue questi ragazzi, dopo anni di pratica con il televoto, nell’utilizzo di telefonia fissa e mobile?Da poco incoronata vincitrice di “The Voice of Italy”, si è esibita a Pietralcina Elhaida Dani, riproponendo per l’ennesima volta il suo tristissimo ”Adagio” rifatto praticamente “tale e quale” come nel programma che l’ha rivelata, persino nell’espediente di interrompersi per una pausa prima del ritornello finale per abbandonarsi a una commozione ostentata in modo piuttosto teatrale, il pubblico però non ha compreso e ha applaudito credendo che il brano fosse terminato, lei, poi, sebbene un po’ incerta, ha ripreso a cantare lanciando il solito acuto “in altezza”, di seguito ha interpretato una canzonetta “leggera”, un motivetto da spiaggia “mare cuore amore” che ha rivelato tutti i suoi limiti alle prese con il repertorio moderno che non riesce a rendere con brio, si tratterà di vedere se risulterà redditizia come investimento commerciale per la casa discografica, una delle maggiori, che attualmente la gestisce.

Ha invece fatto sospirare fino a poco prima della chiusura della trasmissione le sue numerose “fans”, tutte provviste di palloncini gialli da sventolare, l’ex-amiciano Marco Carta, che si è mostrato agli spettatori, come sempre, semplice, educato e “pulito”, un ragazzo come tanti, senza grilli per la testa né eccentricità, che ieri ha dedicato un brano alla propria mamma, che, purtroppo, come si sa, non c’è più e ha colpito per il modo contenuto e discreto come l’ha fatto, del tutto bandite le “scene madri” e nessuna concessione all’affettazione di sofferenza e senso di perdita e privazione, anche l’appello alla gente a casa affinché desse un aiuto concreto e tangibile ai bambini africani è sembrato sentito “Fare del bene fa bene oltre a chi lo riceve anche a chi lo fa …”, finalmente parole autentiche, in una trasmissione alquanto prolissa che, indulgendo spesso e volentieri eccessivamente all’agiografia e alla retorica, ha rischiato di disperdere molte sue energie, distogliendole dagli obiettivi per cui è stata concepita e che si è prefissa.

[Articolo a cura di Fede]