Giorno: luglio 10, 2013

Valerio Scanu arriva in Campania!


copertina

Valerio Scanu dopo Roma, Milano, Brindisi presso il C.C Auchan l’11 luglio alle ore 16.00 arriva in Campania presso il Mondadori Multicenter del C.C. Campania di Marcianise come informa questo tweet:
<a href="

“>
Tutti coloro che acquistano il cofanetto presso il punto vendita da venerdì 12 luglio, riceveranno il PASS esclusivo e potranno incontrare Valerio.

Il successo? si costruisce a tavolino con Musicontrol….


Microphone1

Quante volte si è detto che il solo talento non basta per diventere un cantante di successo? E  quante volte si è detto che chi è spesso in radio e in tv , non c’è perchè dotato di solo talento?  E ancora, quante volte si è detto dello strapotere  delle majors che influenzano e pilotano il mercato discografico, le classifiche e le programmazioni radiofoniche?  In merito si è detto di tutto e di più eppure sono ancora pochi quelli che sanno e ancora molti quelli che   preferiscono ignorare.  Leggete questa interessante denuncia:
MUSIC CONTROL: ECCOVI SERVITA LA MAFIA RADIOFONICA! Sia la discografia che gli artisti non sono mai stati in grado di controllare esattamente il numero e la frequenza dei passaggi delle loro canzoni sulle radio.Per questo motivo, a metà degli anni 90, le etichette discografiche chiesero ad una società di rilevazioni di inventarsi un metodo (o meglio, di copiare quello che già esisteva in America) per monitorare le emittenti private più importanti. Nasceva così il Music Control, cioè il mezzo di rilevazione dei passaggi radiofonici (non vi stiamo a spiegare l’esatto meccanismo perchè sarebbe troppo complesso e poco interessante) con la funzione di conoscere l’effettiva airplay di un brano sul territorio nazionale.Da qui si stilano una serie di classifiche dei brani più ascoltati, della permanenza di un artista nella hit ecc. ecc. ecc.Secondo l’intento iniziale Music control doveva costituire uno strumento d’aiuto sia per i discografici che per le radio, e quest’ultime accettarono di essere monitorate perchè avrebbero potuto conoscere esattamente la programmazione delle concorrenti e regolarsi di conseguenza.Le cose purtroppo sono andate in una direzione imprevista: oggi Music control è diventato il mezzo per eccellenza a cui si fa riferimento per avere il polso del panorama musicale in Italia, sebbene il sistema offra un quadro completamente falsato della situazione.Dovete pensare che anche l’amministratore delegato di una major ha un superiore a cui deve riferire del suo lavoro e di quello dei suoi dipendenti. Con un mercato in crisi come il nostro, quindi con vendite quasi inesitenti, come faccio io, che per es. sono il Sig. Emi Italia, a far vedere al sig. Emi International (mio capo ) che ho lavorato bene?Ma con Music control!“Se il brano del mio artista passa su tutte le radio vuol dire che la promozione ha lavorato al meglio, e allora cosa posso farci io se poi vende pochissimo?”Il fatto che Music control sia diventato l’unico mezzo a disposizione per giustificare il proprio lavoro all’estero, fa si che le major esercitino una serie di pressioni sulle radio (vorresti avere in anteprima il nuovo singolo di un artista americano importante ….allora suonami anche….) limitandone la libertà di scelta e di selezione dei prodotti da una parte, dall’altra aumentandone molto il potere sul mercato (se ti sono così utile… allora devi fare un investimento sulle mie frequenze….) .Music control, inoltre, produce dei risultati che non corrispondono alla reale situazione, dando adito ad aspettative false perché, con questo sistema, si sale in classifica a seconda del numero di passaggi d’airplay. Le hit radio (come RDS per es) suonano solo presunti successi decisi a tavolino, quindi pochissime canzoni (circa 40) molte volte al giorno.Il numero elevatissimo di passaggi di alcuni brani da parte delle hit-radio fa si che siano presenti e rimangano in classifica canzoni inutili o obsolete a scapito delle novità, falsando assolutamente l’andamento del mercato, senza per altro nessuna utilità rispetto alle vendite reali (perché comprare un brano che posso sentire quando voglio?).L’aspetto del fenomeno è talmente rilevante che le analisi di mercato da parte di questo tipo di radio procedono in senso inverso: non si fanno più indagini di gradimento per sapere quali siano i brani preferiti dai propri ascoltatori, ma si cerca di capire quando un brano ha stancato.Le classifiche di Music control, inoltre, condizionano fortemente anche le scelte di molte emittenti minori che, in questo modo, risultano prive di ogni originalità e, contraddicendo la loro base sociale di ascolto, diventano solo brutte copie dei network, mentre la loro funzione principale dovrebbe essere quella di selezione e lancio di canzoni liberamente scelte.Anche il mondo del manageriato viene condizionato dalle classifiche di Music control: per i personaggi che hanno molta airplay, e che quindi risultano al top, vengono organizzati tour faraonici (che il più delle volte finiscono in bagni di sangue finanziari), mentre diventa sempre più difficile trovare spazi per chi offre proposte di effettiva qualità.Il discorso fatto per l’impresariato vale anche per la promozione: la presenza di un artista in Music control, oltre a garantire la diffusione praticamente totale di un prodotto nella radiofonia nazionale, condiziona notevolmente gli operatori degli altri media.Avendo questo strumento praticamente sostiuito la classifica tradizionale di vendita, la televisione invita sempre gli stessi artisti che sono al verdice dell’airplay, i giornalisti parlano solamente dei soliti noti e così via. Purtroppo, con questi assurdi meccanismi, si innescano tutta una serie di conseguenze basate su una bolla di sapone.Abbiamo ormai centinaia di esempi di artisti che hanno delle vendite discografiche bassissime a fronte di una diffusione radiofonica e una promozione imbarazzanti.Ma come si fa ad arrivare ad essere “suonati” dai network? Ecco, quì parte la vera truffa. Infatti, affinché un nuovo brano venga programmato, bisogna fare un investimento di almeno sei spot pubblicitari quotidiani che possono arrivare a costare anche settantamila euro per quindici giorni (questo solo per una radio) e comunque spesso la folle spesa può non bastare (soprattutto per le etichette indipendenti che non hanno merce di scambio con dischi di artisti stranieri). I palinsesti musicali vengono fatti al 99% dai direttori artistici ( i gusti degli speaker non contano oramai quasi più niente) che decidono autonomamente se il brano in questione sia o no adatto allo standard della emittente e quindi non mandarlo in onda (o programmarlo pochissimo, magari in orari di basso ascolto, tanto per accontentare chi ha speso in inutile pubblicità). Ovviamente il clientelismo e la corruzione diventano, come si può immaginare, altissimi e spessissimo vengono chiesti altri soldi sotto banco o parti di edizione Siae. Raramente può capitare che un direttore artistico decida di mandare in onda un brano gratuitamente, forse perché quell’artista gli è simpatico o l’addetto alla promozione è un suo caro amico e lo ha pregato per giorni in ginocchio, ma comunque quel bonario favore assomiglia fortemente a quello che ogni tanto fa ai suoi sudditi un boss o un padrino. E secondo voi tutto questo meccanismo di ricatti, più o meno leciti, non sono gli stessi che usa la MAFIA? E perché i moltissimi che sanno non hanno il coraggio di denunciare pubblicamente tanti abusi? Noi continueremo a parlarne e a dire:“a casa, in macchina, in ufficio non ascoltate le radio dei network, per favore. Se vogliamo veramente cambiare qualche cosa, cominciamo da noi stessi, dalle nostre piccole azioni “.
(fonte: Idea Suono Immagine)

Ora, letto quanto sopra gli scettici, quelli che non ci credevano apriranno  gli occhi? O tutto sommato preferiranno tenerli chiusi  perchè in fondo il loro cantante preferito passa in radio e in televisione  e i giornilisti (tutti assoldati) si sperticano in lodi?