Giorno: luglio 13, 2013

Valerio Scanu: le “poracciate” non finiscono mai….. peggio degli esami!‏


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Ussignur, ragazzi….ma davvero le “poracciate” dei giornalisti vincitori del premio “Fessulitzer” non finiscono mai! Cominciamo inevitabilmente a pensare che, se non potessero usare il soggetto “Scanu” nei loro “articoli” (le virgolette sono imprescindibili, in questo caso), dovrebbero cercarsi un altro lavoro…Saremo quindi consapevolmente benigni con loro: con questa crisi dove lo troverebbero un altro impiego?
Dunque dunque…l’articolo che ci è stato segnalato è: “Valerio Scanu si lamenta: in Italia troppo attenti al gossip“, di tal Melinda, o Woobinda, o come cacchio si chiama.
L’egregia signorina “parte” male, già dal titolo….e prosegue peggio.
 Che gli italiani provino un enorme interesse per il gossip è storia, non leggenda: cos’ha detto quindi Scanu di così strano? Nulla: ha detto la verità. E non ci risulta (l’intervista a cui la penna d’oro fa riferimento è stata rilasciata dal cantante a uno dei blog nei quali scriviamo) che si sia lamentato: ha semplicemente citato un fatto incontrovertibile.
….lancia una piccola provocazione allo staff di autori della De Filippi. Che non lo chiama più, pare. O forse siamo troppo maliziosi?”
??? Non lo chiama più?!? Mah…..se non siamo diventati “cecati” (tanto per citare l’ottima Anna Marchesini) all’improvviso, ci sembra di leggere tutt’altra dichiarazione da parte di Scanu…..”Sono sempre in contatto con Maria e con gli autori.”  Più che maliziosa, la signorina è in malafede…o forse, semplicemente, non sa leggere! Non ci sarebbe da stupirsi…sapete che, nel mondo, il 60% degli analfabeti sono donne? A Londra, recentemente, c’è stato un grande concerto (a cui hanno partecipato Beyoncé, Madonna, John Legend, Simon le Bon, la Lopez e la nostra Laura Pausini) per sostenere la campagna fondata da Gucci in favore della condizione femminile. Fortunatamente qualcuno si interessa di questi problemi….ma scusate la piccola digressione, e continuiamo.
A proposito, vorrei puntualizzare una cosa:  ai fans del cantante non ha fatto alcun piacere la notizia che egli “è sempre in contatto” con quel bell’ambientino della “Scuola” di Amici….è una zona molto umida (per via delle incessanti lacrime dei concorrenti), ed essi temono per lui l’insorgere di fastidiosi reumatismi.
“Valerio ha cantato al Rainbow magicland di Roma e si è offeso perché si è parlato più della sua acconciatura alla Heidi Klum che delle sue canzoni. Beh, ma se uno va in scena con una testa così, di che dobbiamo parlare?
Ma non parlate affatto, no? Capirai che danno….l’Italia ne guadagnerebbe! C’è già abbastanza gente che blatera su tutto….. sulle pettinature, poi….bah.
La Grazia Deledda dei poveri riporta poi un’altra frase di Scanu: “L’arte è arte. L’arte anche dell’imitatore sta nel percepire e catturare quel quid che rende il cantante imitato così riconoscibile e per catturare quel quid ci vuole il genio” , e prosegue dicendo: “Ecco, a parte la piccola vena di presunzione sull’uso della parola ‘arte’….
Veramente Valerio ha parlato di arte in generale, non ha certo detto “io sono un artista”, o cose del genere. Dov’è, quindi, questa “presunzione”?!? L’ha vista soltanto lei. Avrà le visioni, forse?!? A proposito della malafede di cui parlavamo prima….
Non ancora paga, la sopraffina Dacia Maraini del Terzo Mondo rincara la dose:
” Io direi che lavorare su questo smettendola di lamentarsi di chi non chiama o di cosa si scrive in rete sarebbe la cosa migliore!
IO direi invece che la cosa migliore per la sagace (#credici) Adelinda sarebbe andare a lavorare PUNTO, magari nel sociale (o anche nei campi, perché no…non poniamo limiti alla provvidenza), e guadagnarsi così la pagnotta senza rivoltare le affermazioni altrui, facendone insipide frittate dal retrogusto vagamente… vendicativo.
Alla prossima “poracciata”, cari utenti!
(Quindi….a presto).
[ a cura di Valethevoice]
Grazie a “Valethevoice”, sempre divertente e ironica… Personalmente  aggiungo però, che l’autrice dell’articolo, per niente ironico invece ma dal tenore “stizzoso” avrebbe potuto smussare il suo risentimento magari facendo qualche accenno  al cantante dal punto di vista artistico  oltre che alla sua acconciatura, fra l’altro  di “scena”,  sfoggiata per il concerto e quindi un accenno  allo spettacolo che Valerio Scanu ha offerto a Valmontone. Un vero  spettacolo nello spettacolo, a cui fra l’altro la nostra “Valethevoice” era presente e di cui ha fatto un “ritratto”  onesto  (http://www.webl0g.net/2013/06/30/valerio-scanu-show-must-go-on/).  Un concerto che ha affascinato migliaia di fan arrivati da ogni parte d’Italia e dall’estero pure, ma non solo, anche il pubblico di passaggio e a cui è stato dedicato questo video, ma evidentemente l’autrice ha altre preferenze e potremmo azzardare anche a  immaginare quali…
[Fonte: Valerio’s  Music]

Secondo un sondaggio di Spotify “I don’t want to wait” di Paola Cole è la canzone che gli italiani sbagliano di più


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Spotify, fra i principali servizi di musica in streaming on demand, svela la classifica delle canzoni più storpiate dagli italiani. Resa famosa dal telefilm Dawson’s Creek“I don’t want to wait” di Paola Cole si posiziona al primo posto: il famoso ritornello è stato trasformato più volte in “Adouanaueii”.

  • Tra i brani italiani si distingue “Non amarmi”, successo sanremese cantato da Aleandro Baldi e Francesca Alotta
  •     Dalla ricerca si evince che gli italiani sono soliti sbagliare i testi delle canzoni, ma commettere errori non li imbarazza troppo
  • La playlist Canzoni Sbagliate di Spotify può essere incorporata online utilizzando il Play Button di Spotify.

Il risultato del sondaggio dedicato agli appassionati di musica è un mix di canzoni straniere e italiane. I brani che vengono sbagliati più frequentemente sono prevalentemente grandiclassici della musica, mentre solo “Get Lucky”, il successo dei Daft Punk, compare tra le hit più recenti. La prima canzone italiana è “Non amarmi” di Aleandro Baldi e Francesca Alotta, il cui ritornello è spesso diventato “Non amarmi perché vivo a Londra”.

Ecco le top 10 Canzoni Sbagliate di Spotify

1.      Adouanaueii / I don’t want to wait (Paola Cole, I Don’t want to wait)

2.      Non amarmi perchè vivo a Londra / Non amarmi perchè vivo all’ombra (Aleandro Baldi e Francesca Alotta, Non amarmi)

3.      So open the door, I’m a looser baby / Soy un perdedor, I’m a looser (Beck, Loser)

4.      We rob a Mexican Monkey / We’re up all night to get lucky (Daft Punk, Get Lucky)

5.      Motocicletta, riesci a capì? / Motocicletta dieci HP (Lucio Battisti, Il tempo di morire)

6.      I’ll bidè for you / I’ll be there for you (The Rembrandts, I’ll be there for you)

7.      Ti ho vista a Perugia, sempre più lontana / Ti ho vista delusa, sempre più lontana (Francesco Renga, Raccontami)

8.      How to stay alive / How to save a life (The Fray, How to save a life)

9.      Oh uennesen go macinin / Oh when the saints go marching in (Louis Armstrong, When the saints go marching in)

10.   We can be yellow for one day / We can be Heroes just for one day (David Bowie, Heroes)

Secondo il sondaggio effettuato da Spotify, gli utenti italiani (oltre il 50%) sbagliano abbastanza spesso i testi delle canzoni, inventandosi le frasi quando non le conoscono, ma commettere un errore non li imbarazza troppo. Solo il 21%, infatti, dichiara che essere scoperti crea disagio.

Oltre il 30% degli utenti dichiara di essere piuttosto infastidito quando sente una persona sbagliare il testo di una canzone; ciò avviene in particolare durante un concerto (50%) o al karaoke (26,23%), meno se in ufficio o sui mezzi pubblici (8%).

L’errore nella musica, quindi, fa parte del gioco: oltre il 60% degli utenti non ha mai provato a fermare qualcuno mentre intonava un ritornello sbagliato. Tra quelli che lo hanno fatto, il metodo più utilizzato per non innervosirsi molto è stato cantare più forte con le parole esatte (44%) o chiedere alla persona di smettere di cantare (19%).

“Tutti conosciamo persone che sbagliano costantemente le parole di una canzone e sicuramente è capitato anche a ognuno di noi di cambiare involontariamente il testo del nostro brano preferito”, dichiara Will HopeDirector of Label Relations di Spotify. “La ricerca che abbiamo condotto rivela come storpiare le canzoni sia un fenomeno mondiale. Se però gli inglesi appassionati di musica sono perfezionisti e non mancano di far notare ai propri amici gli errori commessi, gli utenti italiani non si fanno infastidire troppo, forse perché sono i primi ad inventare i testi quando non li conoscono”.

James Arthur vincitore di XFactor Uk del 2012, ora, alla conquista dell’Italia


James Arthur classe 1988, dotato di una voce importante ha vinto  XFactor Uk del 2012 mandando in estasi giudici, pubblico e compagni di avventura con “Impossible” di Shontelle, il brano che ha scalato le classifiche mondiali, ha venduto 200 mila copie in 24 ore e oggi è approdato  in Italia ed è in rotazione in radio. Il brano, è una ballad con  una melodia che conquista fin dalle prime note, giudicate voi.