Giorno: luglio 26, 2013

“NEMICI DI MARIA”: LA CONTRO-PROPOSTA DEI LIVORNESI ALLO SPETTACOLO TARGATO “DE FILIPPI” (28 LUGLIO 2013)


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Meglio che siano i fatti a parlare da soli e già di per sé la dicono lunghissima. La premessa è che il 26 luglio, con durata fino al 04 agosto, la XXVIII edizione del festival “Effetto Venezia” animerà le strade e i canali navigabili del caratteristico quartiere soprannominato “La Venezia” di Livorno. La manifestazione, che si avvale, fra gli altri, di una massiccia presenza di sponsor privati, è patrocinata e finanziata anche dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Livorno e da alcune fondazioni, il programma musicale si preannuncia, come sempre, molto nutrito e ricco, quest’anno, però, si da il caso che sia prevista, per domenica 28 luglio, la partecipazione dei quattro finalisti dell’edizione 2013 di “Amici”, ossia Nicolò, Greta, Verdiana e il vincitore Moreno, beh, che cosa ci sarebbe di strano?Apparentemente nulla, visto che all’onnipresenza dei “figliocci di Maria” ci siamo abituati, sta di fatto che in questa occasione la loro tappa nella città toscana ha scatenato un vero e proprio putiferio, con velocissimo passaparola dal sapore di “adunata” che ha fatto il giro del Web in poche ore, raggiungendo quota 10.000 invitati su Facebook per dare massima diffusione a un’iniziativa dal titolo “Nemici di Maria – jam session di protesta”, queste le rivendicazioni, i dissensi e il programma dei promotori di essa: “… Ad –Effetto Venezia- arriveranno i 4 –big- di –Amici-, il nostro evento (ndr emblematicamente ribattezzato –Nemici di Maria-) nasce semplicemente per far sentire la voce di quella parte della città che non condivide questa direzione artistica dell’evento principe dell’estate livornese. Mesi di tira e molla –Non ci sono soldi- e poi l’evento principale e più propagandato è l’ennesimo prodotto dei –talent show- …. Noi vogliamo riunire tutti coloro che contestano questa scelta …Livorno deve far sentire la propria voce con i fatti, trovandoci tutti insieme per una festa ma anche un segnale alle istituzioni cittadine perché si può e si deve far meglio…. Ci troveremo tutti (ndr presso la Terrazza Mascagni a Livorno, lo stesso 28 luglio) per stare assieme, portate strumenti musicali … chi vorrà potrà suonare e cantare, ballare, giocare, ognuno libero di fare ciò che vuole, importante sarà approfittare della situazione per riunire in quella sera tutto il –malcontento artistico- ….”

Il mondo è bello perché è vario (e meno male!!), gli “Amici di Maria” sono avvertiti.

[Articolo a cura di Fede]

DIFFAMARE E’ REATO, MA NEL CASO DI SCANU E CARTA C’E’ “LICENZA D’INSULTO” …


WORKER GLOBE

Se in questi giorni per caso bighellonate distrattamente per il Web, su “Liquida”, potrebbe anche capitarvi sott’occhio un articolo di tale Matteo Grimaldi che come minimo vi farebbe esclamare con stupore “Non mi sembra vero!”, a cominciare dal titolo “Cose che dovremmo tenere bene a mente quando scriviamo: qual è il confine fra dire la verità e diffamare?” e immediatamente sareste indotti ad addentrarvi febbrilmente nella lettura, visto che non potreste non notare un sottotitolo altrettanto eloquente “Fino a che punto è lecito spingersi coi propri pareri?  Dov’è che finisce l’opinione e comincia l’insulto? E quando questo diventa punibile?”, che la si possa interpretare come una breve “guida” a sfondo moraleggiante rivolta a “blogger”, giornalisti o sedicenti-tali, scribacchini affiliati a qualche corrente propagandistica o semplicemente vaniloquenti perditempo perennemente in rete, affinché rivedano le loro espressioni verbali prive di freni e censure e si rendano conto dell’estrema pericolosità delle stesse (lo spauracchio è l’art. 525 sul reato di diffamazione)?chi sarà mai questo “cavaliere senza macchia e senza paura” che osa sfidare le ire dei suoi inattaccabili colleghi che vanno avanti imperterriti a riversare in tutti i luoghi deputati e “zone franche” atte a ospitare la chiacchiera, o meglio, la maldicenza, “fiumi di parole”, frantumando a destra e manca reputazioni, carriere, rapporti umani, prestigio, onorabilità sociale di chiunque, per ragioni che a volte ci sfuggono, abbiano deciso di trasformare in zimbello del loro scherno? E Grimaldi, nel “prosieguo”, continua, con le sue note di biasimo a carico dei colleghi e sulla mancanza di senso deontologico ed etico di chi, in generale, scrive sui “social network”, che, a suo avviso, spesso si arrogherebbe “la convinzione di potersi esprimere in assoluta libertà, perché nella rete tutto è permesso e il passo fino a ragionamenti selvaggi e offensivi è più breve di quanto si pensi. Il social-opinionista si carica di un’onnipotenza immotivata che è lui stesso ad attribuirsi, e si convince di non essere soggetto a nessuna regolamentazione, a differenza dei giornalisti… Rilascia pareri non richiesti sugli usi e i costumi di chi dice di conoscere pur non avendolo mai incontrato, né averci scambiato quattro parole direttamente…Forse senza rendersene conto insinua e, in nome del sacrosanto diritto d’opinione, assolve o condanna”, fin qui c’è da rimanere a bocca aperta per come ci si ritrova in queste parole, vien voglia di scrivere all’autore di tutte queste pillole di saggezza un bel “Sei tutti noi!”, eleggendolo a nostro portavoce, i trasporti estatici, tuttavia, non varcano le prime righe del passaggio successivo “Infine (ndr il soggetto è sempre il social-opinionista) completa l’opera con un clic pubblicando la sua menzogna che, di bacheca in bacheca e di tweet in tweet, si moltiplica fino talvolta a raggiungere i media nazionali … E a rovinare nomi, immagini e carriere. Giustamente? (Nel caso di Valerio Scanu: Sì!) Ingiustamente? (Nel caso di Marco Carta: No!)” e qui tutti i nodi si sciolgono e arriva improvviso, stridente, stonato, dissonante, il tonfo, la frase-killer rivelatrice, ma non lo poteva dire prima? Perchè non qualificarsi fin dal primo istante come il solito articolista in cerca di “entrate”, che estrae fuori dal mazzo sempre gli stessi nomi, usando loro un trattamento vessatorio o comunque facendo leva su provocazioni, appositamente per garantirsi fulmineamente, ne è convinto, anche se ultimamente l’irresistibile “tam tam” non ha più lo stesso effetto, l’invasione di battaglioni di “fans” inferociti e assetati di vendetta pronti a battersi all’ultimo sangue per i loro campioni, anzi, all’ultimo commento? E che diamine, il trucco lo conoscono anche i gatti!

E che ci voleva poi tanto, per arrivare al punto (ossia tirare in ballo i due cantanti per ottenere un po’ di visibilità)? Tutte quelle digressioni, quel discorso disorganico su soprusi e ingiustizie, l’inutile sermone introduttivo rivolto a chi scrive in rete irresponsabilmente e anche le esortazioni generali, in chiusura, a ponderare sul “peso delle parole, Grimaldi poteva anche risparmiarseli, dal momento che si è dimostrato lui stesso il primo a “predicare bene e razzolare male”, non esitando, per fini suoi, a discriminare due ragazzi, legittimando e implicitamente approvando, con le sue affermazioni, l’operato di chi, nel regno del virtuale, passa il tempo a distruggere rispettabilità e “carriere”, ma se si tratta di Scanu e Carta – e solo loro, badate bene –, è questo il senso, “nun è peccato”, anzi, è quasi dovuto. Azz … alla faccia di tutti gli alti propositi dichiarati in partenza …. Ma ci faccia il piacere!

[Articolo a cura di  Fede]