Eugenio Finardi e il suo progetto: un disco a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione in Sardegna


finardi

L’alluvione che ha colpito la Sardegna mietendo vittime e provocando danni incalcolabili ha animato lo spirito di solidarietà di tutta Italia, molti i personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, della cultura e della musica che si sono prodigati in iniziative di “raccolta fondi” e non solo.

Tra questi Eugenio Findardi, che lo scorso 20 novembre, dai canali dei suoi social si è fatto promotore di una nobile iniziativa lanciando  l’invito per una collaborazione tra gli artisti italiani e i musicisti della tradizione sarda  alla realizzazione di una compilation da destinare alla raccolta fondi  a favore della popolazione della  Sardegna duramente colpita dal “ciclone”.

“Piccola idea! E se tutti noi artisti che hanno cantato in lingua sarda (Elio, Vecchioni, De André…) chiedessimo la liberatoria alle nostre case discografiche per pubblicare un disco a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione? Magari con Artisti della grande tradizione musicale Sarda? Se vi piace l’idea condividete questo post!”.

Come informa l’artista milanese dalla sua pagina  Facebook in parecchi stanno rispondendo all’appello:

EUGENIO FINARDI official fan page
2 ore fa

Piccolo e incompleto progress report sul progetto:
Fino ad ora ho avuto l’adesione di Dori Ghezzi per Fabrizio De André, Roberto Vecchioni, Nomadi, Valerio Scanu, Alberto Bertoli per Pierangelo e i Tazenda, dei Tazenda con Checco dei Modà, Istentales, e sto mettendomi in contatto con molti altri da Paolo Fresu a Cristiano De André, da Francesco Renga a Peter Gabriel a Marco Carta…
Ma saremo molti di più, generazioni e stili diversi per una sola causa.
Ce la faremo!
EF

Come riporta la Nuova Sardegna, quotidiano Sardo,  sarebbe pronta una prima  canzone, Narami, (Dimmi) scritta da Istentales, gruppo nuorese con il quale Vecchioni si esibisce in terra sarda, da cantare insieme a Finardi e Vecchioni e il coro dei piccoli di Olbia.  Olbia è la città maggiormente colpita dal ciclone, dove il presentatore Giuliano Marongiu tenterà di organizzare un megaconcerto per raccogliere fondi da destinare alla rinascita dell’isola. È in quella occasione che verrà presentato il cd musicale da far girare in tutta Italia come è stato fatto con Domani, la cover per l’Abruzzo terremotato del 2009.

8 comments

  1. B.pomeriggio…E’ davvero una nobilissima iniziativa però, sinceramente, comprerò i cd solo se sarà inserito anche Valerio… altrimenti contribuirò in maniera differente…

  2. Ilaria Porceddu – Riu

    Traduzione…sommaria:
    Un vecchio sedeva vicino al fiume Viso corrucciato dal tempo Ti scrutava e diceva di conoscerti Diceva di sapere i tuoi errori E quel che avevi lasciato Di una storia che conosceva-Amico mio hai scambiato una donna per un ballo, ma i passi si contano in musicaPassa, segue, fuma Gira, tira e balla… Il vecchio sulla riva del fiume Un suono portato dall’acqua-bevi- diceva, -che ancora devi vivere-, la corrente è come un ballo
    Camminavo lungo il fiume In una notte chiara Ma non vedevo ciò che desideravo Che tutto sembrava di un buio raro, e l’acqua passava, andava e tornava, non si fermava a guardare. E anch’io, forse, avrei dovuto fare come lei, continuare ad andare. Il vecchio sulla riva del fiume Un suono portato dall’acqua-bevi- diceva, -che ancora devi vivere-. La pietra non ferma E a forza di passarci L’acqua lucente… la lima

  3. ultime notizie relative al cd dalla pagina di Eugenio Finardi
    EUGENIO FINARDI official fan page
    4 ore fa
    Il progetto sta prendendo forma, ci sono molte nuove adesioni di cui vi parlerò domani (molti devono aspettare lunedì mattina per contattare le loro case discografiche etc.)
    Intanto però non c’è ancora un nome per il CD.
    A me piace ARCU E CHELU (arcobaleno) per sottolineare la fine della tempesta. Che ne pensate?
    Grazie

  4. Buongiorno volevo farvi leggere qualcosa scritta da Roberto Vecchioni dopo l’alluvione di questi giorni e dedicata ai sardi, devo dire che mi ha commosso
    “Il mio cuore è ferito.
    Negli occhi mi trascorrono prati, monti, volti, alcuni dei quali non vedrò mai più.
    Ho pianto, sinceramente pianto, come un bambino a cui han rapito il fratello per nasconderlo nel passato, lasciarlo a mezza strada tra i ricordi e l’impotenza.
    Mi lega a voi, alla Sardegna, non solo una cittadinanza formale, ma una ben più alta affinità elettiva di sentimenti e sensazioni: mi sento un sardo, sono un sardo.
    Non è la terra di amici miei ad essere stata sconvolta, no, è la mia stessa terra.
    C’è nella ricorrenza fatale, nel perdurare di questi disastri, quasi uno spregio, una incomprensibile sfida del destino contro il popolo che meno di tutti merita il dolore e la distruzione; ma d’altronde è nella sintassi stessa del vivere sardo essere soli contro tutti e tutto, vivere come “canne al vento”.
    Vi abbraccio, vi abbraccio tutti in questo silenzio improvviso che risponde al tuono e alla morte: vi penso non come un eccezionale incontro, ma come la gente della mia vita a cui più assomiglio per volontà, dignità, senso morale.
    Tra i miei ricordi trovo, per darci una sorta di consolazione, le parole bellissime tratte da un frammento del grande poeta greco Archiloco:
    “Cuore, mio cuore sconvolto – in mezzo a pene senza fine tirati su – a petto in fuori aspetta l’assalto – dei nemici: stai ben fermo all’istante – dello scontro e se vinci non metter su – arie, se sei caduto non affliggerti – girando col muso per casa: no no – goditi i tuoi momenti di gioia e – affliggiti al dolore quanto basta, impara – la melodia, il ritmo della vita umana”.
    Tornerò presto ma in verità da voi non sono mai partito, è come se fossi lì a dirvi, gridarvi, sussurrarvi “si ricomincia”, perché gli uomini sono troppo grandi per darla vinta al destino.
    Roberto Vecchioni Milano 21 novembre 2013”

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