SANREMO UN MESE DOPO: UN BILANCIO DELUDENTE – Dalle analisi comparate delle classifiche di vendita e dei passaggi radiofonici emergono dati molto significativi. Tanto da chiedersi: ma il Festival serve ancora?


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Milano, 24 marzo 2014

E’ passato giusto un mese dalla conclusione dell’edizione 2014 del Festival di Sanremo: tempo di bilanci, dunque.

Rockol ha analizzato dettagliatamente le classifiche di vendita (quelle FIMI/Gfk degli album, dei singoli e delle compilation) e le graduatorie dei passaggi radiofonici delle canzoni di Sanremo (fornite da Radio Airplay).

http://www.rockol.it/news-586723/sanremo-2014-festival-un-mese-dopo-in-radio-e-nelle-vendite

Ne sono emersi dati ampiamente deludenti: a quattro settimane dalla manifestazione, nella Top 10 delle vendite figurano due soli album di concorrenti sanremesi (“Tempo reale” di Francesco Renga e “Se vedo te” di Arisa), e anche nella Top 20 dei singoli sono presenti due sole canzoni del Festival (“Controvento” di Arisa e “Vivendo adesso” di Francesco Renga). Solo la compilation del Festival riesce a ben figurare (è prima nella speciale classifica da tre settimane, cioè fin dalla sua uscita).

Tutto questo nonostante le emittenti radiofoniche italiane, monitorate da Radio Aiplay, non possano essere certamente accusate di non aver promosso abbondantemente le canzoni del Festival: delle 14 in gara per la sezione Campioni, per le prime due settimane (dal 21 febbraio al 6 marzo) tutte figuravano nella Top 100 delle più trasmesse, mentre per le due settimane successive (dal 7 al 20 marzo) ne figuravano ancora ben tredici su quattordici.

Sono dati sui quali vale la pena di riflettere: come ci siamo chiesti tempo fa, il Festival di Sanremo serve ancora all’industria discografica?

6 comments

  1. Il “festival” serve ancora a qualcosa o è un “fossile” da museo?
    Potrebbe servire ancora, credo, purchè il direttore artistico non si chiamasse più Fazio, la co-conduttrice Luciana Littizzetto, i cantanti in gara non fossero ammessi solo in virtù dell’appartenenza alla medesima corrente politica dei selezionatori e i brani in gara fossero scritti da parolieri e musicisti con le controp….. e fossero tali da rimanere “incisi” per lunghissimo tempo nella memoria della gente, proprio come avveniva in un passato purtroppo abbastanza remoto. La “ricetta” vincente per confezionare il Sanremo perfetto forse non esiste, però qualche idea la si può avere per farlo elevare dallo squallore di quest’anno, innanzitutto serve la figura di un presentatore “vero”, che lo fa di mestiere, non un giornalista-intervistatore, Carlo Conti farebbe al caso, affiancato da un/una buon/a umorista, che non scada nella volgarità (ne abbiamo abbastanza), come Geppy Cucciari, o da un duo comico abbastanza “sopra le righe”, come Bizzarri e Kessisoglu (si scrive così?fa lo stesso), niente ospiti internazionali, o appena uno e basta (ma non una cariatide!) e infine ridare dignità e centralità alla musica, facendo partecipare i veri “big”, quelli che “vendono”, per trasformare la “kermesse” nell’evento capitale dell’intero anno televisivo, nonchè celebrazione dell’eccellenza di casa nostra, se proprio c’è chi ha il sacro terrore della gara a eliminazione, che si metta a punto un regolamento meno penalizzante dove nessuno debba “rimetterci la faccia” e la reputazione artistica e concludendo, sarebbe il caso di richiamare di corsa gli “ex talent”, che sono quelli che attirano i giovani e soprattutto scalano le superclassifiche. Che ne dite?

  2. I nomi che “giravano” a Sanremo negli anni ’50/’60/’70 erano Modugno, Villa, Mina, Celentano, Vanoni, Di Capri, Bobby Solo, Little Tony, Pavone, Pravo, Milva, Zanicchi ecc. ecc., le “mezze tacche” non ci andavano, ora, invece …

  3. buon pomeriggio a tutte. Articolo chiaro se ce ne fosse ancora bisogno…… ci fa capire finalmente. altro che posizioni incollate in FIMI per un anno intero (bufaleeee) . Piu’ che mai esaustiva questa frase all’interno dell’articolo:

    E’ difficile, dunque, sostenere che il Festival di Sanremo 2014 abbia avuto risultati esaltanti in termini di vendite; del resto, nemmeno l’anno scorso e l’anno prima ancora, come già ampiamente documentato da Rockol, le ricadute commerciali (in termini di vendite di dischi) della manifestazione rivierasca erano state soddisfacenti.

    DEL RESTO NEMMENO L’ANNO SCORSO – 2013 – E L’ANNO PRIMA ANCORA – 2012 – (ma come ??!! ci hanno fatto il lavaggio del cervello per vendite con il botto e tutto il resto!!! quante bufale ) finalmente un po’ di verita’!!!! E si prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, tempo al tempo –

    1. Lu

      A NON credere a TUTTO ciò che ci racconta la FIMI ogni settimana forse siamo in due: io e te.
      La maggior parte della gente purtroppo crede ad occhi chiusi a questa classifica, prendendo per ORO COLATO ogni singolo NUMERO.

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