Giorno: aprile 23, 2014

GABRIEL GARKO: IL RE (della “fiction” nostrana ) E’ NUDO?


GARKO

Video: http://bcove.me/zc52eoyd

Per essere bello, è bello, anzi, “bello come il sole”, Gabriel Garko (classe 1974, 40 anni la prossima estate), è forse il solo “divo” formato televisivo (meglio lasciar cadere, nel suo caso, l’argomento “cinema”) che possa realmente essere considerato tale, in carica da una decina d’anni a questa parte, è tuttora richiestissimo da sconfinate platee femminili, sicuramente di ragazzine, ma forse ancora di più di smaniose, sospirose e allupate “desperate housewives” a corto di emozioni, ossia massaie ammazzate di fatica, condannate a consumare un’esistenza grigia e senza spiragli di luce, da un capo all’altro dello Stivale, da Borgomanero a Bagnocavallo, da Bitonto a Caltagirone, le stesse che, anziché “sognare la California”, come i Dik Dik, sognano i “Californian (dream men)” e i calendari in grado di deliziare la loro vista con la plasticità di tonici corpi ancora freschi, del tutto privi di veli, esposti anche laddove di solito non battono i raggi solari e Garko non si è certo distinto per ritrosia, in questo senso (nel 2002). Baciato dalla fortuna con l’”audience”, infatti viaggia abitualmente sui cinque/sei milioni e oltre secchi di telespettatori (o piuttosto telespettatrici), ha l’abitudine di lavorare invariabilmente con le stesse attrici, Manuela Arcuri, Cosima Coppola, Eva Grimaldi, Giuliana De Sio, Laura Torrisi (meno rischio, per lui, su “sentieri già battuti”?), il ruolo che gli hanno cucito addosso meglio è quello del malavitoso Tonio Fortebracci di “L’onore e il rispetto”, un’ “animaccia nera” capace di qualsiasi efferatezza, anche di provocare la folgorazione di una donna (nemmeno lei una mammoletta) con un phon in una vasca da bagno riempita d’acqua, eppure, alla fine, le sue “fedelissime”, quelle che non si perdono nemmeno un fotogramma di ogni puntata della serie, gli perdonano tutto, elevandolo ad eroe. Ma stavolta (17 e 22 aprile 2014 – Canale5), la sfida che si è prefisso il bell’attore di Settimo Torinese era di quelle da far tremare le ginocchia, confrontarsi, nell’ennesima “fiction”, “Rodolfo Valentino – La leggenda” nientemeno che con il mito immortale della più grande “star” di tutti i tempi, così sintetizzata da “Nuovo” (n. 16 24/04/2014) “Magnetismo animale, fascino speciale, mix di sensualità e mistero … sguardo profondo, insinuante dolcezza e imprevedibile aggressività”, sono esattamente le caratteristiche che ritroviamo nel personaggio interpretato da Garko?E’opinabile, ma naturalmente lui afferma di essersi documentato e preparato diligentemente in tutto e di aver studiato danza fino a farsi venire i crampi, visto che il grande Rudy aveva esordito, ufficialmente come ballerino, in realtà “taxiboy”, in un localaccio frequentato da vogliose “over” in cerca di prezzolata compagnia, la scena è ricreata anche nel film tv, ma purtroppo i rimandi, più che all’America appena prima degli anni ’20, vanno piuttosto alla trasmissione pomeridiana della De Filippi “Uomini e donne”, con sei o sette aitanti e decorativi ragazzotti che si mettono in mostra su un palcoscenico, Garko compreso, in tutto e per tutto simili, per fisicità e atteggiamenti, a “tronisti”, presi d’assalto impudicamente, per l’occasione, da un “mucchio selvaggio” di fameliche carampane litigiose che sembrano reclutate nel girone delle “corteggiatrici” senior, quello della celebre e sboccatissima Rosetta, mancano la sottile allusività e l’atmosfera torbida proprie della situazione ed è tutto troppo pacchianamente mal abbozzato e di grana grossa. E non bastano certo le macchine d’epoca, gli abiti “charleston”, i capelli alla “maschietta” e i paralumi o i pannelli “liberty” a restituire l’Italia (la storia inizia nel nostro Paese) e l’America di quasi un secolo fa, né Garko riesce a far rivivere il “seduttore” per antonomasia, Valentino, non sa far altro che prestare il suo corpo (e solo quello!), allo stesso personaggio, in pratica un “replicante” all’infinito, da una “fiction” all’altra, che si chiami Bobo De Contris de “Il Bello delle donne”, Roberto Parisi di “Viso d’Angelo”, Nito Valdi de “Il peccato e la vergogna” e lo stesso Tonio Fortebracci di cui si è già detto, con la sua recitazione approssimativa, statica, in “posa” e poco sfumata, da ex-attore di fotoromanzi quale è stato (da “Wikipedia”) è sempre uguale a se stesso, ma allora, diciamo, visto che nel “sonoro” difetta, avrebbe potuto forse essere un fenomeno nel cinema muto, di cui il suo ultimo modello ispiratore era il re?C’è qualche dubbio, i divi anni ’20, mancando loro “la parola”, dovevano “industriarsi” con i pochi mezzi a disposizione, ovvero i gesti enfatici e il gioco di sguardi -con tanto di occhio opportunamente bistrato di contorno scuro- capaci di una vastissima gamma espressiva, si va dal languido, al tenebroso, al truce, cupo, minaccioso ecc., abbiamo capito che forse Garko avrebbe dovuto lasciar perdere anche su questo fronte …

E quello che riesce insopportabile è che ci hanno anche “tagliato” la tanto a lungo spampanata sequenza di nudo integrale del bel Gabriel, una delle poche spinte incentivanti a guardare il film “Mi spiace che l’abbiano tolta, ma all’estero ci sarà …” ha detto (sul più recente numero di “Nuovo”), quindi se la potranno gustare solamente le telespettatrici benedette dalla sorte che possiedono un’antenna parabolica o che possono confidare su parenti o amici magari in paesi più permissivi del nostro -e pensiamo con tutta probabilità a Germania, Francia, Svezia, Danimarca e simili-, che potrebbero inviare loro una video-registrazione? Ma forse non è il caso di muovere mari e monti, perchè Gabriel Garko nudo è qui!  http://bcove.me/zc52eoyd

Fede