Giorno: maggio 4, 2014

PIPPO BAUDO INFURIATO CON LA DE FILIPPI: “ANCHE –AMICI- L’HO INVENTATO IO!”


 

 

A dispetto degli anni che avanzano, Pippo Baudo (classe 1936) non ha perso il suo usuale spirito battagliero e non risparmia “affondi” a nessuno, oltre a proclamare ad alta voce di non essere personaggio da “retrovie” e che se al momento si “accontenta” della simpatica parentesi in qualità di giudice a “Si può fare”, trasmissione “reality” di Carlo Conti, nata sotto una buona stella (più di 5 milioni di telespettatori al debutto il 2 maggio), i progetti che vorrebbe concretizzare a breve sono più ambiziosi e soprattutto in veste di protagonista. Intervistato dal rotocalco “Nuovo” (n. 18 08/05/2014), a una domanda della giornalista che, ponendo come premessa un dato di fatto, ossia che ormai i programmi sono in fotocopia, gli chiedeva se fosse mai stato “imitato”, il “Superpippo nazionale” ha così risposto “Assolutamente sì. Nel 1990 avevo portato in tv un programma di notevole successo. Si chiamava –Gran Premio- le squadre in gara, che raccoglievano varie categorie di giovani artisti, per esempio cantanti e ballerini, si sfidavano fra loro per farsi conoscere e affermarsi. Alcuni anni dopo Maria De Filippi è arrivata, copiando, in sostanza, la mia idea ….” Approfondendo l’argomento, si viene a sapere (da “Wikipedia”) che “Gran Premio” era una gara fra 12 squadre i cui nomi si riallacciavano alla regione (o all’area) di provenienza, per esempio il “Sole” era la Sicilia, il “Leone” il Veneto, la “Scala” la Lombardia, il “Corallo” la Sardegna e via dicendo, a vincere era stata proprio la Sardegna, lanciando un gruppo musicale di sicuro avvenire, che faceva un particolarissimo “rock” etnico, si trattava dei “Tazenda”. Non si sa come mai Baudo non rivendichi addirittura la paternità dei moderni “talent” musicali, citando un’altra sua “creatura” televisiva di cui si continua ad avere memoria, nonostante si debba riandare a tempi molto lontani, “Settevoci”, che sbancò gli ascolti fra il 1966 e il 1970, un varietà che è stato la “rampa di lancio” per cantanti “emergenti” quali una certa Giusy Romeo (universalmente nota come Giuni Russo), Massimo Ranieri, Al Bano Carrisi, Mario Tessuto, Orietta Berti, Giovanna, Marisa Sannia, i Girasoli e l’elenco sarebbe interminabile, a conferma delle innate qualità di “talent scout” di cui va fiero da sempre il presentatore catanese.

Come la prenderà Maria De Filippi, che, a sua volta, si reputa la “madre di tutti i talent (esistenti)”, essendo anche “autrice”?Si sa che non è certo nuova ad accuse di questo tipo, nel 2012, infatti, fu già coinvolta in un processo che verteva sul “format” di “Amici”, che, secondo un tale Roberto Quagliano, a capo della Kamel Film, gli era stato “scippato” a tradimento, comunque, la polemica di Baudo arriva un po’ “a scoppio ritardato”, dopo ben 13 anni dal primo “Saranno famosi” (in pratica “Amici” in embrione), come si suol dire, però, meglio tardi che mai …

Fede

Alessandra Amoroso su di lei…pioggia di fischi…


 

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Nella  finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli andata in onda ieri su Rai1, la parte introduttiva al  match è  stata affidata alla voce di Alessandra Amoroso che ha cantato l’Inno di Mameli. Qualcosa però è andato storto per una partita che non è nata propriamente sotto una buona stella, anticipata  da atti di teppismo e da un episodio dai contorni e dalle cause non meglio definite sfociato in un colpo di pistola e un ricovero in codice rosso di un tifoso del Napoli in Ospedale. Dei fischi all’indirizzo dell’Amoroso sono state date varie letture e tutte hanno escluso la possibilità che fossero indirizzati proprio alla salentina. Di fatto noi, invece, non ci sentiamo di escluderlo perchè Alessandra Amoroso, a cui questa volta va riconosciuto il merito di una resistenza stoica fino alla fine, senza piangere,   è stata fischiata per tutta la durata dell’esibizione con un aumento di intensità dei fischi proprio sul finale e questo, nonostante una stampa di parte si affanni a negarlo riversando  tutta la responsabilità del gesto al nervosismo creato dalla “guerriglia” che ha anticipato la partita.Tuttavia un’altra chiave di lettera potrebbe essere data invece da una reazione alla saturazione del pubblico verso un personaggio sovraesposto mediaticamente in virtù del semi-monopolio televisivo e radiofonico di chi cura la regia del suo percorso artistico: Maria De Filippi, deus ex macchina a cui sicuramente non saranno sfuggiti i vantaggi di una visibilità ad ampio spettro dati da un’occasione del genere, 79mila spettatori sul campo oltre una vasta platea televisiva offerta dalla diretta Rai e RaiHd canale 501 del digitale terrestre. Insomma l’Amoroso comincia ad essere vista come  una presenza “invadente” , seppure non per colpa sua, nella considerazione che tra i tanti cantanti ex talent è la maggiore fruitrice di visibilità televisiva e radiofonica del momento, a discapito di altri di particolare interesse del pubblico a cui la visibilità  è invece strumentalmente “negata” .