SCONTRO ALLA FINALE DI “THE VOICE OF ITALY” 2014: SUOR CRISTINA, “UNTA DAL SIGNORE”, VINCE SUL “MALIGNO” … MA CON-VINCE?


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“Le porte degli inferi non prevarranno” (Vangelo di S. Matteo): sostanzialmente, il confronto “finale” di “The Voice of Italy” (05/06/2014 Rai2), con trionfo del Bene, tanti se lo figuravano così e infatti è andata secondo previsioni. Certo, autori della trasmissione e “coach” si sono adoperati strenuamente per indirizzare la gara verso questo esito, mettendo in atto delle strategie selettive, è avviso di molti, discutibili, sulle quali aleggia il sospetto di “premeditazione”, volte a “spianare la strada” e garantire credibilità alla vittoria della candidata designata, forte di ben 50 milioni di visualizzazioni su You Tube e, presumibilmente, di conseguenza, come in effetti è stato, di un ampio bacino di televotanti e infatti, nessun gusto della sorpresa, i posti occupati in classifica, nella puntata conclusiva, si sono rivelati l’esatta proiezione del numero di “preferenze” che ciascun concorrente contava in tale sito. Poco o nulla da fare per la giovanissima Giorgia Pino, voce “sabbiata” (l’ennesima!), del “team” di Noemi, giunta ultima, nessuno ha pensato, nemmeno per un istante, che “the Voice” potesse essere lei, inutile anche l’atteggiamento stizzito e poco “sportivo” della sua “tutor”, avrebbe potuto mantenere in squadra Gianna Chillà, una delle poche concorrenti, assieme a Daria Biancardi (per Pelù), a meritare veramente il titolo, entrambe “sbranavano” il teleschermo, ma prescindendo – e che non si parli più di pari opportunità concesse (in linea teorica!) da “The Voice” a tutti i partecipanti – dai limiti di età, sarebbero state avversarie in grado di far sfigurare chiunque, fra i loro colleghi, le avesse affrontate; scarse possibilità di avanzamento anche per Tommaso Pini, pupillo di Raffaella Carrà, caruccio, introverso, come ha detto di sé, raffinato e con le sue singolari “atipicità” nel canto, irresistibile invito “vivente” alla scienza perché riveda le proprie posizioni ufficiali sul dimorfismo vocale maschio-femmina.

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Era inevitabile che a tenere banco, nello “scontro finale”, fosse il dualismo, molto manicheo, oltreché apportatore di “audience” – ben 4milioni e 100mila telespettatori – fra “demonio” e “santità”, che ha visto schierato da una parte, nella categoria “rock”, genere tradizionalmente trasgressivo e avvolto in vapori “sulfurei”, Giacomo Voli per “El Diablo” Piero Pelù, in quella contrapposta, per il “rapper” J-Ax, Suor Cristina Scuccia, o meglio, “Sister Ax”, come è stata soprannominata. Peccato che il ragazzo di Correggio abbia sprecato l’occasione di poter offrire una panoramica di prestazioni pienamente persuasive, come invece aveva fatto nell’arco di tutto il suo percorso nel “talent”, forse la scelta dei brani non è stata confacente, certo non avrebbe dovuto sfidare incautamente la sorte con un “Nessun dorma” in chiave “rock” o con uno “Stairway to heaven”, in duetto col suo mentore, anche lui sottotono, pezzo che, specialmente per un non professionista che non conosce tutti i trucchi del mestiere è insidioso come un triplo salto mortale senza rete, purtroppo il regolamento, per ragioni poco sostenibili, gli impediva di riproporre “Impressioni di settembre”, della “Premiata Forneria Marconi”, presentato anteriormente ai “live”, in cui è riuscito, invece, a dispiegare le sue migliori potenzialità e il suo falsetto da brivido, che i suoi sostenitori, sul Web, hanno definito addirittura “spaziale”; come gli altri finalisti, ha cantato l’inedito, nel suo caso scritto da Pelù, “Rimedio”, la stoffa del “rocker”, se vuole, sa tirarla fuori.

 

Suor Cristina, come “fenomeno canoro”, francamente, dà adito a molti interrogativi, certo, ha ricevuto vagonate di televoti, forse naturale effetto del “boom” mediatico di portata persino transoceanica che si è levato intorno a lei, colui che ha contribuito alla sua scoperta, padre Raffaele Giacopuzzi, direttore del “Good News Festival” (fonte: “Funweek”) spergiura (espressione “forte”?) che ha studiato canto, eppure quello che “arriva” di lei è una voce immatura, con un timbro ancora da adolescente, che non sa “amministrare” adeguatamente, imprecisa e tremolante in più di un passaggio, la sorella se la cava soprattutto negli acuti, ma è priva di una sua impronta identificativa e ha “appiattito” più di un motivo che le è stato affidato. Anche lei, nel corso dell’ultima puntata, ha presentato un inedito, “Lungo la riva”, di Neffa, un pò “country” e un pò “folk”, canzoncina da sigla dei cartoni animati, noiosetta, forse adatta a essere cantata sul pullman dai ragazzini di qualche oratorio in gita-pellegrinaggio a Città del Vaticano. Rimane l’incognita del repertorio, effettivamente che soggetti potrebbe mai interpretare Suor Cristina, visto che le sono precluse le esperienze di vita di tutta quell’umanità che fa parte del mondo che palpita al di là del suo “ritiro” e la vasta gamma di sfumature passionali che fanno da corredo agli amori “terreni”?a meno di gettarsi su “Heidi ti sorridono i monti” e affini o di cercare di entrare come “coach” all’Antoniano di Bologna oppure “extrema ratio”, “spogliarsi” (state calmini!) dell’abito talare e intraprendere una carriera d’artista come Dio comanda, ma sarebbe meglio di no, il velo, in fondo, le calza a pennello. Vedremo se Sister Ax “lascerà il tempo che trova”, come ha detto la velenosissima Dolcenera, o se riapparirà ancora all’orizzonte, purchè non si lasci “tentare” (mi scuso!) troppo da una sovrastima e consapevolezza di sé ingiustificate “Ho un dono (ndr alludeva alla voce) e ve lo dono”, ma come, non è proprio lei che dovrebbe essere “umile” (per voto)?impari da certe colleghe cantanti che ne hanno fatto una bandiera … E anche la propaganda di Santa Romana Chiesa “Ho un messaggio da Dio da portare” e altro inserita nel contesto di una trasmissione ultraleggera come “The Voice” appare fuori luogo, di “predicatori” televisivi abbiamo già Celentano, ma lui, almeno, lo sa fare con ironia…

Fede

 

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