EMIS KILLA: CANTO LA RIBELLIONE, VI “TORMENTO” CON “MARACANA’ ” E HO GIA’ PRONTO UN “PIANO B”…


emis

Il “rap” continua a mietere consensi qui da noi, tanto da aver “espugnato” da poco persino un “sacrario” intoccabile come l’Arena di Verona e uno dei nomi di punta di questo movimento artistico si chiama Emis Killa (alias Emiliano Giambelli, classe 1989) da Vimercate, alle porte di Milano, la biografia parla di studi non ultimati, madre operaia metalmeccanica e un contesto di quartieri-alveare. A cosa si deve questo pseudonimo?semplicemente Emi è sempre stato il suo diminutivo e la “s” finale, aggiunta in un secondo tempo, ci stava a pennello, Killa deriva da “killer”, in uno “slang” americano mal pronunciato e il gioco è fatto. Ad oggi vanta un album “L’erba cattiva”, del 2012, in classifica per un anno e collaborazioni con Fabri Fibra, Guè Pequeno, Tormento, Marracash, J-Ax, Club Dogo ecc., il 10 aprile corrente, all’”Alcatraz” di Milano, ha ricevuto il disco di platino per il cd “Mercurio” (Carosello Records) e intanto imperversa in radio con il singolo “Maracanà”, che doveva essere la colonna sonora di Sky per i Mondiali di calcio brasiliani 2014, a dirla tutta assai deludenti per l’Italia, che a lui stesso non dispiace si sia trasformato nel “tormentone dell’estate”.

Che tematiche affronta, nelle sue canzoni, il 25enne “rapper”?Fanno fede le sue stesse affermazioni (la fonte è un’intervista recente di Leonardo Iannacci) “Racconto i disagi e forme di ribellione … le ho toccate da vicino … durante l’adolescenza ho sofferto di problemi psicologici e ho cercato un appiglio nella musica … Andavo in giro a far danni. Non posso dimenticare che da ragazzino sono stato arrestato in Svizzera perché riempivo i muri di graffiti (e fa quasi atto di contrizione?non sa, forse che, nell’ambiente, non sei nessuno se non puoi mettere nel curriculum almeno un ‘fermo’ in commissariato? certi idoli ‘leggendari’ della musica, poi, hanno osato molto di più)”. Killa ha fatto anche qualche puntualizzazione di rigore “De Gregori considera noi ‘rapper’ i cantautori del nuovo millennio, definizione che ci fa onore perché viene da un grande della musica … aggiungo però che siamo radicalmente differenti dai cantautori anni ’70, raccontiamo storie di strada, visto che è da lì che veniamo. Loro erano più prigionieri di ideali politici, a me delle ideologie non frega proprio nulla”. Riguardo alla provenienza “verace” dal “ghetto” di molti “rappers” e al loro spessore artistico, Povia, su Facebook, gliene ha dette di tutti i colori, collocandone addirittura una parte nella categoria di suo conio dei “rappami*kia”, le risposte per le rime degli interessati non si sono fatte attendere e Killa è stato fra quelli che hanno replicato in maniera più vibrante.

Il suo futuro vuole immaginarselo così “Mi piacerebbe ripercorrere l’iter artistico di Jovanotti… era partito come noi dal marciapiede, lui come dj e io come freestyle” ma sorprende con la sua uscita successiva “Ho pronto un piano B: la radio” e se il suo idillio con le principali emittenti radiofoniche (attualmente è citato ovunque, sui siti di Radio Italia, 105, Radio Deejay …) perdura immutato nel tempo, c’è da scommettere che qualcuno possa, prima o poi, prenderlo in parola.

by Fede

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