Giorno: settembre 2, 2014

Aleandro Baldi scrive a Pupo….sono stufo di combattere contro chi dice che “in televisione Aleandro Baldi mette tristezza al pubblico”.


aleandro-baldi

Ricordate Aleandro Baldi? ha vinto due volte il Festival di Sanremo e negli anni novanta spopolava col suo “Non amarmi”  uno dei pezzi più amati e famosi della musica pop, tradotto in tutte le lingue che ha venduto milioni di dischi nel mondo. ? Ebbene recentemente in occasione del Festival di Castrocaro la cui finale è stata trasmessa sabato 30 agosto è stato vittima del pregiudizio e della discriminazione e sapete perche?  Pupo,il  conduttore del Festival, quest’anno l’avrebbe voluto come giurato  ma alla sua proposta si è sentito contrapporre un secco no dai responsabili del programma. Queste le parole di Pupo deluso dal diniego: “Lasciatemi passare la battuta: il punto di vista di una persona con il suo problema, di uno che non vede, è davvero sempre illuminante e molto diverso. Ma ancora oggi l’Italia è piena di questi pregiudizi, che secondo me sono il nostro limite”.

L’episodio ha ovviamente scatenato lo sdegno dell’Unione Ciechi e  Ipovedenti che nella persona del loro presidente Mario Barbuto, ora chiede la testa dei  “potenti” responsabili e non solo, chiede anche la solidarietà di coloro che  hanno finito per accettare passivamente un atto discriminatorio e odioso così grave, limitandosi solo a riferirne ai mezzi di informazione in modo vago e allusivo, senza denunciare apertamente  dichiarando nomi e cognomi  dei responsabili della decisione.

Intanto Aleandro Baldi ha scritto una lettera, tramite Affaritaliani, al suo amico “Enzo” (Ghinazzi) “Pupo” in cui specifica anche i motivi dei suoi ostacoli…questo il testo:

Ciao Enzo (Pupo),
intanto ti ringrazio di aver pensato a me per questo importante ruolo a Castrocaro. Lavorare con te è sempre stato molto piacevole e interessante e in pochi conoscono la tua sensibilità e il coraggio di voler combattere battaglie difficili a volte impossibili che anche in questa occasione dimostri. Per l’ennesima volta mi sento dire che la mia figura non è gradita in televisione: dire che ci ho fatto il callo è sbagliato, ma credimi, dopo tanti anni di tentativi, all’ennesimo rifiuto per la partecipazione ad una manifestazione televisiva mi sono messo l’anima in pace. Non ho più voglia di combattere con la mediocrità di autori televisivi che sono solamente galoppini di alti funzionari, persone che non escono mai allo scoperto perché non avrebbero mai il coraggio di ammettere in pubblico quello che dicono in privata sede (Giancarlo Bigazzi li chiamava Farisei). Le persone con cui ho collaborato nel tempo mi hanno riportato le opinioni segrete di questi signori, del tipo che “in televisione Aleandro Baldi mette tristezza al pubblico”.Non lo so, non capisco, a me la tristezza la mette l’imbecillità, ma ognuno è libero di pensarla come vuole.

Grazie Enzo, alla prossima cena piena di barzellette.

e … questa la risposta di Pupo che non si è fatta attendere:
E’ una lettera commovente. Se lui si è stancato di combattere, io no!”.  “Continuerò a coinvolgere Aleandro in tutti i miei programmi dove il suo contributo potrebbe essere utile. Non solo perché è un amico, ma anche perché lui è migliore di molti altri che stanno sempre in tv”.

Anche questa volta … ogni considerazione appare superflua….

 

Album: Figli della crisi…di nervi | Artista: Camera d’ascolto


unnamed (2)Camera d’Ascolto
Figli della crisi…di nervi
I Cuochi Music Company / Rock Today
12 June 2014

“Figli della crisi…di nervi” è il primo album dei milanesi Camera d’Ascolto. Il full-lenght registrato e mixato da Fabrizio Vercellino (former Io?Drama) e da Federico Slaviero è un ironico quanto nevrotico richiamo allo stato di stallo esistenziale vissuto dai ventenni italiani di questi giorni.

“La nostra è la generazione che più di tutte risente degli effetti della crisi, ne siamo figli, appena diventati maggiorenni il nostro futuro si è oscurato lasciandoci inermi e incerti; conquistare l’indipendenza è un sogno tipo .” — spiega Steso, leader della band e autore dei brani — “Cerchiamo di raccontare l’effetto che questa situazione porta a livello emotivo e psicologico, creando una analogia con la prima fase alchemica, la “Nigredo”, speranzosi nella rinascita e nella fase successiva…”
Per sottolineare l’aspetto surreale della situazione, la copertina dell’album (da un’idea di Steso, realizzata da Stefano Facca) è la rivisitazione, ambientata sui Navigli di Milano, della famosa opera pittorica La Grande Guerra di Magritte: “il visibile nasconde l’invisibile e tutto ciò che vediamo cela qualcosa dietro di sé”. Lo stesso nome della band è un omaggio all’omonima opera del pittore belga.

Musicalmente, i Camera d’Ascolto si distinguono per una libertà espressiva che unisce un suono duro, garage, venato punk al cantato in italiano che abbraccia senza ripensamenti la dolcezza del pianoforte e la modernità di un violino suonato con carattere.

Notevole la cura infusa nella ricerca compositiva e testuale (segnaliamo “Orfeo nell’Ade” e “P.s.c…?“).

Camera d’Ascolto sono:

Stefano “Steso” Longo, Voce e Chitarra
Maria Elena Biagini “La Mary”, Basso
Gio, Batteria
Valeria Gelfi, Violino