Giorno: aprile 24, 2015

Silvia Olari cantautrice parmense proveniente da Amici8 si sente “un’artista in fuga”


silvia

Ricordate Silvia Olari? Partecipò all’ottava edizione di Amici di Maria Defilippi, vinta da Alessandra Amoroso dopo una sfida fino all’ultimo respiro con Valerio Scanu classificatosi secondo. Silvia, cantautrice, musicista, fu eliminata nel corso della 6^ puntata dalla Commissione, suscitando l’indignazione del pubblico e dell’allora coach Luca Jurman che ne chiese inutilmente la riammissione in deroga al regolamento. Silvia, in una recente intervista ricorda  quel momento:  “Del momento della mia eliminazione ricordo tutto, come fosse ieri. Tanto smarrimento, delusione, il dispiacere e l’imbarazzo di Maria De Filippi, la rabbia di Luca Jurman, le lacrime a fiume di Valerio (Scanu, nda), il mio unico vero amico là dentro. Ricordo anche il silenzio in studio alternato a fischi di disapprovazione. Però ricordo anche la mia ultima esibizione sulle note di ‘Georgia on my mind’ e la commozione di Fioretta Mari. Un bel momento. Chissà se un giorno si potrà andare oltre a tutto questo e magari avere una piccola nuova sorpresa positiva in quegli studi, è stata una grande esperienza per me e ho un bel ricordo di Maria, mi ha dato fiducia sin dai primi provini”.

Dopo l’esperienza di Amici, Silvia Olari, un Ep omonimo, un album di inediti dal titolo Libera da, diverse collaborazioni e duetti, il tentativo di calcare il palco di Sanremo,  è volata in Inghilterra, ritenendo l’Italia poco ricettiva per i cantautori (non vincitori) provenienti dai talent: ” …Tante volte mi sono chiesta cosa stesse succedendo in Italia dal punto di vista musicale e discografico. Difficile spiegarlo al 100%, tuttavia penso che i Talent rappresentano forse l’unica opportunità in Italia, ma non per i cantautori. Gli interpreti sono più agevolati perché tengono in piedi il mercato degli autori, che hanno così modo di scrivere per gli artisti. Per i cantautori, invece, soprattutto quelli che vengono da talent show e non sono vincitori, non solo è più difficile, ma si portano sulle spalle anche il ‘peso’ della partecipazione al programma. Lo trovo insensato, dovrebbe essere un punto a favore, un aspetto più che positivo, ma negli ultimi tempi è sempre più considerato un marchio che spesso preclude eventuali possibilità di entrare in certi circuiti musicali”.

A Londra la cantautrice, ha tenuto il suo primo concerto londinese e sta portando avanti un progetto impegnativo con una serie esibizioni in vari locali. Inoltre ha partecipato con successo al contest Archer Street’s Got Talent  un contest canoro, racconta:“…che da l’opportunità a giovani artisti emergenti di esprimersi e di farsi ascoltare. Una giuria di esperti presiede le varie selezioni/semifinali. Durante la “Wild Card” (una specie di semifinale), ho cantato ‘Listen’ di Beyoncé: è andata molto bene, guadagnarsi la standing ovation qui a Londra non è cosa da poco, sono onorata”

Il brano che più la rappresenta è  Cenere, contenuto nell’album “Libera da” del 2010,  “…una canzone che parla di coraggio, di speranza e di grinta nell’affrontare la vita… la mia grinta, che non mi abbandona mai!” e alla domanda se consiglierebbe a chi vuole vivere di musica di andare all’estero, risponde:  “Sì, lo consiglierei, ma solo se ci si sente abbastanza forti: è un’esperienza ricca e importante, non è come stare nella nostra amata ‘culla’ italiana! Più che cervello in fuga, mi sento “artista” in fuga. Ma non importa, il mondo è grande e bisogna avere il coraggio di cercare più opportunità possibili”.

Recentemente il 18 aprile si è esibita dal vivo alla Brasserie Toulouse Lautrec ottenendo un successo incredibile, che ha stupito lei stessa:  “Ero in fibrillazione prima dell’inizio del concerto ma tutto è andato per il meglio: é un grande punto di partenza per me tutto questo, vedere la gente incollata alla sedia fino alla fine è veramente il meglio che ci si può aspettare dal pubblico. E poi condividere il palco con dei bravissimi musicisti che mi hanno seguito in tutto e per tutto, non ha prezzo! “.

Negramaro: nella notte postata a sorpresa anteprima nuovo singolo “Sei la mia città”


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I fan possono esultare! Sulla pagina social dei Negramaro è stato postato a sorpresa, un video in cui la band al completo intona il nuovo singolo (in versione acustica) che anticipa l’album in per il prossimo autunno, dal titolo “Sei tu la mia città“  la sorpresa è stata preannunciata da questo messaggio:

“Come state, bentrovati, anzi ovunque vi troviate, qualunque sia la vostra città, siamo tutti qui in una stanza per una sorpresa per voi. Ci abbiamo messo un po’ di tempo però abbiamo preparato una cosa che non vedevamo l’ora di farvi sentire ed oggi qui vi diamo un’anteprima, in questa stanza, tutti i Negramaro, tutti insieme, per voi”: con queste parole Giuliano, Lele, Ermanno, Danilo, Andrea e Pupillo sigillano il loro ritorno.

La canzone, scritta da Sangiorgi, richiama quel pop-rock energico e grintoso in cui   il suono della chitarra elettrica e della batteria predominano nell’arrangiamento e nasce da una lunga esperienza internazionale che ha portato la band a viaggiare e registrare tra New York, Nashville, Londra, Madrid e la loro terra d’origine, la Puglia, fonte inesauribile d’ispirazione.

Il singolo ha conquistato subito la vetta dei singoli più acquistati su iTunes .

Negramaro, Sei Tu La Mia Città: testo della canzone

La strada si aggroviglia nei tuoi capelli
i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi
hai il cuore che sa di asfalto e di preghiere
e le macchine che attraversano senza più guardare
e sciogliti i capelli nel fango solo se ci riesci
allacciami i tuoi dubbi, alle scarpe se poi tu non mi credi
se non mi credi

Il cielo lo reggono ancora i miei difetti
le mani si incastrano e formano grattacieli
le scuse attaccale bene così non cadi
le unghia affilate resistono tagliando i vetri
e asciugami i pensieri, col fiato degli ultimi alberi
accendimi di notte, le insegne dei più bei ricordi
concedimi la pace e i treni senza più rimorchi
e puntami negli occhi, come un tram a fari spenti
investimi di luce, se non mi vedi ancora in piedi

Sei tu la mia città
se tu la mia città
che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perché tu sei la mia città
sei tu la mia città

Le case che aprono le gambe agli sconosciuti
e le chiese sono bocche di donna coi fucili appesi
le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni
il fumo porta via con se gli ultimi avanzi
nascondimi dagli altri, son troppo comodi i tuoi denti
e sputami poi fuori, quando stenderai i tuoi panni
e lavami nel fiume, se vorrai ancora indossarmi
e imboccami le maniche, quando pioverà dei muri
e soffiami sul mondo, come quasi fossi vento

Sei tu la mia città
sei tu la mia città
che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perché tu sei la mia città
sei tu la mia città
che si colora quando è sera
mentre i vicoli sono neri
e ti ricordi solo allora
della tua vera natura
e hai bisogno un pò di me
per sentirti meno sola
per sentirti una città
che resta sempre ancora accesa

Sei tu la mia città
sei tu la mia città
che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perché tu sei la città
sei sempre e solo la città
che si colora quand’è sera
mentre i vicoli sono neri
e ti ricordi solo allora
della tua vera natura
ed hai bisogno un pò di me
per sentirti meno sola
per sentirti una città
che resta sempre ancora accesa
sei tu la mia città
sei tu la mia città
sei tu la mia città.