Day: maggio 24, 2015

EUROVISION SONG CONTEST 2015: VINCE IL “NEK” SVEDESE, “IL VOLO” SPRECATO, GIURIE DA INCUBO E RIVOLTA SUL WEB


     Eurovision-Song-Contest-2015Complessivamente più decorosa (salvo rare eccezioni) l’edizione dell’Eurovision Song Contest 2015 ospitata a Vienna, almeno non si è assistito alla “baracconata” pacchiana e “kitsch” dell’anno scorso a Copenhagen, caratterizzata da eccessi, cadute di stile e un permissivismo incontrollato verso espressioni folkloristiche esteriori di qualche paese in gara che erano un vero e proprio oltraggio al buon gusto. E’ comunque inutile girarci intorno, per l’Italia, in cerca di riscatto dopo la “magra” figura rimediata nel 2014, che ci ha visto addirittura ventunesimi, rimane tanta amarezza, perché i più confidavano e avevano riposto tante speranze nella potenza vocale, intensità interpretativa e disinvoltura nel calcare i palcoscenici di tutto il mondo de “Il Volo”, 60 anni divisi per tre, Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto, ragazzi puliti, carini e dal “look” inappuntabile, sicuramente “internazionali” con il loro inglese parlato correntemente, capaci con il brano “Grande amore” di sedurre mesi fa il pubblico dell’”Ariston” di Sanremo e di fare altrettanto sabato sera con quello viennese, che al termine dell’esibizione, da lasciare senza fiato lo spettatore, non voleva smettere di applaudirli, segno che il “calore” e il “cuore” italiano non possono lasciare indifferenti ma colpiscono sempre in profondità; il piazzamento finale è stato un terzo posto, alle spalle della concorrente russa Polina Gagarina (parente, per caso, dell’astronauta Yuri Gagarin?), pletora di teatralità fuori moda, da “divina” alla Maria Callas, abbinata a una bella voce, tutto qui, il pezzo “A million voices”, niente di straordinario, in vetta, il cantante svedese, Mans Zelmerlow, con “Heroes”.

zelmerloeweurovisionChe dire di lui?  Anni 28 prossimo ai 29,  abbastanza un bel “manzo”, sarebbe perfetto per il trono di “Uomini e donne”, con le “corteggiatrici” tutte a strapparsi le vesti per lui, non rispecchia la tipologia fisica dello svedese standard – il cognome tradirebbe origini slave- niente del tipico “manichino” scandinavo rigido come uno stoccafisso e di aspetto “lunare” e slavato, che sembra aver bisogno di una trasfusione da un momento all’altro, si intuisce che è fatto di “sangue e carne” dal suo modo di muoversi sulla scena, che, curiosamente, non è sfuggito a molti, ricorda il Nek lanciatissimo di “Fatti avanti amore”, per il resto non si sa cosa avesse di speciale, la canzone era appena all’altezza di un qualsiasi “talent” alla “The Voice of …”, forse hanno colpito gli effetti speciali e la grafica, con delle figure umane dotate di palloncino disegnate elementarmente, quasi con tratto infantile, che spuntavano al suo fianco e si moltiplicavano disponendosi a schiera, simili, come concezione, al celebre cartone animato dello “spot” della Lagostina, nei nostri antidiluviani Caroselli, costituito da un omino che percorreva una linea (ndr l’ideatore era Osvaldo Cavandoli). E intanto su You Tube infuria la polemica, proprio sotto il video dell’esibizione de “Il Volo” alla serata finale del ESC crescono di ora in ora i commenti di “fans” e non, soprattutto greci, israeliani, spagnoli e ispano-americani, ma non mancano i rumeni e gli albanesi, che gridano allo “scandalo” e alla vittoria “rubata” ai tre ragazzi, alle cui voci quella dello svedese sarebbe inaccostabile, ma sta assumendo i contorni di un vero e proprio scontro fra Sud e Nord Europa, tanto che qualcuno degli “scontenti” auspica un abbandono collettivo della manifestazione da parte di tutti i paesi mediterranei e che se la cantino e se la suonino fra di loro solo i nordici, abituati a fare “cartello”; si tratta di una reazione molto “passionale”, tuttavia a conforto delle proteste di chi ci ha accordato le sue preferenze, cui siamo grati, ci sono i dati numerici: Italia 36.483.754 televoti, Russia 28.594.727, Svezia 27.942.832. Questo significa forse che in qualche modo sono state “imbrogliate le carte”? Semplicemente c’è un sistema di valutazione (probabilmente da rivedere) che determina che il televoto incida al 50% e per il resto si calcola quello della giuria di cosiddetti “professionisti”, evidentemente non favorevoli aduna vittoria italiana.

ilvolo-voto-finale-740x330Onore al coraggio de “Il Volo”, che ha cantato, assieme a pochi altri partecipanti, nella propria lingua madre, chissà come sarebbero andate le sorti della competizione se Zelmerlow, anziché in inglese, avesse cantato in svedese. Un interrogativo allarma alquanto, se i tre ragazzi che ci hanno rappresentato, che sono, da noi, forse i migliori su piazza, sono arrivati terzi, chi manderemo l’anno prossimo?

by Fede

AMICI 2015 -SEMIFINALE del 30 maggio – GLI OSPITI: RICKY MARTIN quarto giudice, ALVIN, CRISTIANO DE ANDRE’ – ritornano: RENATO ZERO, NEK, MASSIMO RANIERI


ricky-martin-2013-billboard-650-e1432460369458Ad abbandonare Amici2015  ad un passo dalla semifinale   nella settima puntata andata in onda ieri 23 maggio su Canale5,  è stata Valentina, cantante, che si è dovuta confrontare nel rush finale per la “sopravvivenza” a passare il turno con la balleria Klaudia sua compagna di squadra (bianca ndr). Valentina ha lasciato il programma tra le lacrime di Emma che ha attribuito la responsabilità della sfida giudicata “assurda” , nel mettere a confronto due concorrenti della stessa squadra, ai giudizi dei giurati, non sempre calibrati all’effettivo talento dei concorrenti. Sabato 30 maggio la penultima puntata e quindi la semifinale decreterà i quattro finalisti dopo l’ultima eliminazione di questa edizione di Amici.

E vediamo chi i due direttori artisti (Emma ed Elisa) e Maria De Filippi hanno convocato come ospiti per la semifinale: Il quarto giudice che affiancherà Francesco Renga-Sabrina Ferilli-Loredana Bertè, sarà la star latino-americana Ricky Martin  mentre tra gli ospiti troveremo Cristiano De André e  (ri)troveremo  Renato Zero (che nella puntata di esordio aveva partecipato come giudice), Nek e Massimo Ranieri. Ad Alvin, è affidato il compito di giudicare i due direttori artistici (Emma ed Elisa)  nella prova del “Chi iniziera?”

All’appuntamento con la semifinale la squadra bianca di Emma ci arriva con due allievi (il rapper Briga e la ballerina Klaudia) mentre la squadra blu di Elisa con tre (la band dei The Kolors e i ballerini Giorgio e Virginia).

 Chi sarà ad abbandonare il programma nella semifinale? Ve lo diremo poi…

“SUPERTRUCK”: un tuffo nostalgico negli anni ’80 con il nuovo singolo di BEN COEN


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Un inno alle stelle, alla notte e al divertimento, per lasciarsi andare e farsi trascinare dal suono e dai colori in un viaggio ludico e a tratti confusionario, caotico

Supertruck” è un tuffo nel passato in quegli anni ’80 in cui Ben Coen è nato, in quegli anni ’80 che tutti ricordano e che molti spesso rimpiangono anche artisticamente, senza però rinnegare il sound della modernità e del nuovo millennio; il pezzo emerge da un’atmosfera fumosa e colorata tipica della vita dei club di quegli anni per esplodere in un ritornello pop facilmente fruibile.

The stars will talk to you and you’ll never gonna be the same….” e in effetti da allora non siamo più stati gli stessi.

Guarda qui il video su VEVO:

http://www.vevo.com/watch/ben-coen/Supertruck/QMGR31506911

BIO

Ben Coen nasce negli anni ’80, non solo fisicamente ma anche artisticamente. Approccia la musica all’età di sette anni con lo studio del violino, che però metterà da parte in fretta per poi iniziare a scrivere le proprie canzoni, un misto tra pop e dance, abbandonandosi anche talvolta ai motivi in stile urban. La prima canzone è capitata per caso a tredici anni, davanti a una partita di calcio, un motivo nella testa, qualche battito coi piedi e una corsa a casa in bicicletta. Poi fogli e un piccolo studio fai da te per la realizzazione dei primi demo ne caratterizzeranno l’adolescenza. La musica inglese e americana sono la sua passione e non ne ha mai fatto segreto con nessuno, la sua musica ne è una prova.

La prima vera concretizzazione arriva nel 2008, quando inizia il rapporto collaborativo con Harry Frank Towers, storico Dj di New York con il quale farà uscire il primo pezzo “Check this out”, un chiaro richiamo al pop danzereccio degli anni novanta. A seguire uscirà “Lady” e “Giving it up”, realizzata e rilasciata con producer e etichetta italiana. “Leave this time” arriverà invece a mescolare le carte in tavola, proponendo un sound diverso dalle altre produzioni, una chiara virata verso la trance che tanto piace ai paesi del Nord Est Europa. Ma è con “Supertruck”, realizzata in collaborazione col producer Nikolas TGN che torna indietro alla prima passione, sonorità attuale che strizza l’occhio agli anni ’80, e melodia pop. Back to the ‘80s, ma con la carica di oggi, è proprio il caso di dire.

WHISPER OF THE RAIN


WHISPER OF THE RAIN 
(based on a true story)
Sarà il Titolo del nuovo album di Alessio Miraglia, il talentuoso  Compositore Italiano residente a Los Angeles è infatti in procinto di pubblicare un intenso Concept Album che verrà alla luce nel Giugno 2015.
Registrato a Los Angeles, il disco è prodotto e mixato da Tim Starnes
(Lord of the rings, Avatar, King Kong etc)
“Ero a Boston, il 10 Marzo 2014. Cercando di proteggermi dalla pioggia, presi riparo sotto un ponte vicino alla stazione ferroviaria. All’improvviso una bellissima voce catturò la mia attenzione: un anziano homeless stava in un angolo tra coperte e valigie rotte e cantava l’inno nazionale Americano. La curiosità mi sopraffece, mi avvicinai e iniziai a parlargli. Iniziò  a raccontarmi la sua storia, proprio come avrebbe fatto un saggio nonno. Rimasi affascinato, attraverso quelle parole riuscii a vedere la sua vita. Mi fece percorrere passo dopo passo ogni momento, ogni dolore ed ogni tragedia con i quali il Destino aveva deciso di condurlo sotto quel ponte, proprio dove io lo incontrai. Ora è  passato tempo da quell’incontro ma la sua storia ha continuato ad echeggiare dentro di me e proprio per questo ho deciso di rendergli omaggio componendo questo album, trasformando le sue parole in note. Ho cercato di presentare la storia nel modo più veritiero possibile e spero di riuscire a trasmettere la voce di quell’uomo e di far sentire e rivivere a voi tutti ciò che commosse me sotto quel ponte di Boston. “ 
È questo ciò che dice Alessio Miraglia raccontando quell’incontro speciale.
L’album è diviso in cinque parti (più l’ Ouverture) e ogni parte rappresenta cronologicamente il percorso tratto da quella storia.
L’album è una vera è propria “Colonna Sonora” di un film che l’autore ha scritto e diretto nella sua testa.
E’ una delicata e cruda testimonianza di un giovane ragazzo di colore, che diventa con il passare degli anni un vecchio homeless, abbandonato dalla società, un randagio essere umano libero nella povertà.
E’ un viaggio attraverso i ricordi, la vita, i drammi ed i sogni di un uomo destinato sin da subito a restare ai margini del “Sogno Americano”

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Per la copertina dell’album sono state scelte due foto, in bianco e nero, della talentuosa fotografa e artista: Irene Fittipaldi, raffiguranti due pugni uniti (fronte) e due mani intrecciate (retro).
Ho chiesto ad Alessio il perché della scelta di queste due foto e mi ha risposto :
“Mi fanno impazzire. Non si capisce se il soggetto è bianco o nero, è simbolico, è solo un uomo. 
La razza, il colore, la fede, tutto il resto scompare. 
Ci sono solamente le vene che pulsano vita. Sono foto che annullano il razzismo. Le trovo davvero interessanti, un occhio al dettaglio unico”.
 Testi e musica sono interamente di Alessio Miraglia, tutti gli strumenti arrangiati e suonati da Alessio Miraglia ad eccezione della batteria che è stata suonata e registrata dal maestro Mario Contarino.
Le voci di  John ClinebellEva Mahgrefteh  e la partecipazione di Granpa Murashige all’ukulele ed il violino di Patrick Shade completano un album caratterizzato da moltissimi cambi di scena e colori musicali.
“Non vedo l’ora di catapultarvi nel mio mondo, nei miei sentimenti. Spero di riuscire ad arrivare nelle vostre anime e di non fermarmi solo alle orecchie.
Molte volte la musica non è fatta di sola melodia e armonia… 
C’è un’essenza, una piccola scheggia che entra in circolo nel sangue fino a colpire! Ho sempre scritto musica e spero di continuare a farlo per tanto. Lasciatevi stupire ed innamoratevi ogni giorno delle piccole cose che avete, ascoltate la Musica, qualunque essa sia, perché ci avvicina alla Perfezione“. 

il festival di PARCO TITTONI a Desio (MB) ospita: 99 POSSE, BANDABARDÒ, FABRIZIO MORO, MARLENE KUNTZ, MECNA, FERRETTI, RUMJACKS, TRICARICO e molti altri


DAL 27 MAGGIO AL 5 SETTEMBRE

La IV edizione di

PARCO TITTONI – DESIO

Il festival della Brianza #belloda … passarci l’estate!

 par

Ogni sera un evento diverso e tantissimi ospiti:

99 POSSE, BANDABARDÒ, CRISTINA D’AVENA & GEM BOY, EIFFEL 65, FABRIZIO MORO, MARLENE KUNTZ, MECNA,GERRY CALÀ,

GIOVANNI LINDO FERRETTI, RUMJACKS, TRICARICO e molti altri

Dal 27 maggio al 5 settembre, nel cuore della Brianza, il festival del Parco Tittoni (Via Lampugnani 66 – Desio – Monza Brianza), giunto alla sua IV edizione, diventa contenitore di eventi che spaziano dalla musica live di ogni genere alla danza, dal cinema al teatro, dal relax all’animazione, con una programmazione rivolta ad un pubblico trasversale e all’insegna della condivisione con l’#belloda.

Le attività di Parco Tittoni sono organizzate da Coop. Mondovisione ed Arci Tambourine in partnership con il Comune della città di Desio.

Oltre ai grandi ospiti del panorama musicale, come 99 POSSE, BANDABARDÒ, CRISTINA D’AVENA & GEM BOY, EIFFEL 65, FABRIZIO MORO, MARLENE KUNTZ, MECNA, GERRY CALÀ, GIOVANNI LINDO FERRETTI, RUMJACKS, TRICARICO e molti altri, per ogni giorno della settimana Parco Tittoni offre sorprese ed eventi di qualità nell’omonima Villa settecentesca e nei suoi giardini.

Il festival sarà inaugurato il 27 maggio da una serata evento ispirata alla “grande bellezza”, con spettacoli, musica e suggestioni uniche, il tutto #belloda… scoprire nella splendida cornice del parco di Villa Tittoni e non solo. Protagonista della serata sarà la cantautrice Maria Antonietta, considerata una delle nuove rivelazioni del panorama musicale indipendente italiano.

La settimana di Parco Tittoni inizia con i lunedì dedicati al cinema sotto le stelle, realizzati in collaborazione con il Cinema Roma di Seregno –Monza Brianza. “Tropical” invece è il format settimanale del martedì sera costruito come un grande viaggio alla scoperta delle musiche, dei sapori e dei colori dell’America latina. Ogni mercoledì una platea di spettatori potrà godere di musica, poesia e teatro all’insegna di tutto ciò che è #bellodaascoltare. Tornano anche quest’anno i “Nasty Thursday“, l’appuntamento estivo dedicato ai giovani amanti della musica dance elettronica, e continuano i party a tema e la grande musica del weekend. La settimana si conclude nel relax, ogni domenica pomeriggio infatti Parco Tittoni si apre ai grandi e ai piccini con laboratori gratuiti di teatro, sport e attività ricreative per i più piccoli, mentre la sera si potrà degustare il ricco menù a tema della cucina e ascoltare musica dal vivo.

Condividendo l’auto per raggiungere Parco Tittoni, attraverso il servizio Club Sharing (www.clubsharing.it), sarà possibile vincere ingressi omaggio per gli eventi e gadget esclusivi.

Eurovision song contest 2015: Vince la Svezia, con Il Volo l’Italia al terzo gradino del podio.


il voloE’ andata in onda ieri, su Rai2 la serata conclusiva dell’Eurovision song Contest 2015 presentato da Conchita Wurst vincitrice della passata edizione. Circa 200 milioni i telespettatori collegati in diretta con  la StadtHalle di Vienna da cui è stata trasmesso il festival, che ha incoronato la Svezia con 365 punti, seconda la Russia con 303 e terza l’Italia con 292. Mans Zelmerlow per la Svezia era tra i favoriti della vigilia e ha trionfato sulle note di «Heroes», mentre per la Russia  la biondissima Polina Gagarina «A million voices» ha guadagnato il secondo gradino del podio. Il Volo, in rappresentanza dell’Italia, seppure dati per favoriti dai bookmakers non sono riusciti a realizzare il “sogno” di portare il famoso “festival” in Italia. Il trio, composto da Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble che ha proposto il brano vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo Grande amore, può comunque vantare uno dei migliori piazzamenti, meglio di loro solo Galuazzi nel 2011 che si piazzò al secondo posto. Poi Marco Mengoni nel 2013 conquistò un  dignitoso  settimo posto e  ancora  un nono posto nel 2012 con Nina Zilli. Italia invece fanalino di coda con Emma nel 2014 che piazzandosi al 21mo posto  è stato considerato (forse esageratamente)  il peggior risultato italiano di sempre.

Curiosità: La nazione che ha vinto più edizioni  è l’Irlanda premiata sette volte.  L’Italia, che in passato ha vinto con  Gigliola Cinquetti (1964) e Toto Cutugno (1990), è tornata nella competizione solo nel 2010 dopo 13 anni di assenza

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