Day: Maggio 31, 2015

NICCOLÒ FABI dal 6 giugno live con il GnuQuartet


NICCOLÒ FABI

Dal 6 giugno live con il GnuQuartet

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Dopo un anno straordinario condiviso con Daniele Silvestri e Max Gazzè, che vedrà 2 ultime importanti tappe il 22 maggio all’Arena di Verona e il 30 luglio sul palco di Rock in Roma, Niccolò Fabi decide di tornare sui palchi estivi accompagnato dal GnuQuartet e per alcuni appuntamenti solisti. Una scelta anticipata da un tour segreto che l’ha visto andare alla ricerca di locali, centri culturali e piccoli club che investano sulla musica emergente e sulla cultura.

L’estate 2015 vedrà Niccolò alternarsi tra partecipazioni musicali in festival, appuntamenti tra letteratura e musica e concerti accompagnato dal quartetto che è da tempo compagno d’avventura, grazie ad un a continua attenzione alla sperimentazione e ad una qualità tecnica assolutamente indiscutibile. Brani di repertorio con nuovi ed eleganti arrangiamenti, momenti intimi e acustici e alcune preziose novità.

Ecco i primi concerti confermati con il GnuQuartet, calendario in continuo aggiornamento:

(Barley Arts > www.barleyarts.com)

6 giugno – Andersen Festival – Sestri Levante (GE)

19 giugno – Musicultura – Macerata

24 giugno – Piazza Lusvardi – Soliera (MO)

27 giugno – Ciclocus – Locorotondo (BA)

11 luglio – Solstizio D’estate – Mezzocorona (TN)

16 luglio – Anfiteatro Pecci – Prato

18 luglio – Musicainstelle Outdoor – Aosta

29 luglio – Dal Missisipi Al Po –  Fiorenzuola D’arda (PC)

8 agosto – Le Notti Dell’utopia – Spello (PG)

13 agosto – Indiegeno Fest – Tindari (ME)

20 agosto – Umbria Folk Festival – Orvieto (TR)

21 agosto – La Versiliana – Marina Di Pietrasanta (LU)

22 agosto – Musica In Centro Storico – Fara San Martino (CH)

Oltre al tour con il GnuQuartet, Niccolò Fabi parteciperà ad alcune rassegne in solo, ecco le prime confermate: il 31 maggio alla GRANDE INVASIONE di Ivrea (TO); il 10 luglio al TOKUMA di Vimercate (MB); il 6 agosto a Bologna; il 7 agosto al Giardino Degli Angeli di Castel San Pietro (Bo); il 14 agosto a Senigallia (An); il 24 agosto a Suoni Della Dolomiti, Dolomiti del Trentino.

I Turi Mangano Orchestra presentano Naturale Ep – Sette brani intimi che rinnovano la forma-canzone con un omaggio a Lou Reed


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I Turi Mangano Orchestra presentano Naturale Ep

Sette brani intimi che rinnovano la forma-canzone

con un omaggio a Lou Reed

L’idea, all’apparenza, è piuttosto semplice: prendere una cantautrice che aveva appeso il microfono al chiodo, affiancarle un poeta con un passato da musicista e farli collaborare con tre ragazzi iscritti al Conservatorio di Messina. Il risultato che si ottiene è un insieme di brani che provano a scardinare la classica forma-canzone dei cantautori, cercando di trovare una voce del tutto personale che trae origine dal sound inglese degli anni novanta e dalla poesia crepuscolare. Nei sei brani di Naturale Ep gli orchestrali dimostrano che esiste un modo diverso di fare musica, che unisce la delicatezza delle intenzioni – nei testi e nel cantato – con la potenza degli strumenti.

I testi accompagnano le musiche legandole a doppio filo alla poesia delle piccole cose, parlando della natura, di un geco in fuga, del viaggio (metaforico) e dell’amore. Nel disco, auto-prodotto, c’è anche un omaggio a Lou Reed, realizzato usando i titoli di venticinque canzoni del cantautore americano con la tecnica del cut-up (rilanciata da William Burroghs negli anni sessanta e da David Bowie nel periodo berlinese).

Questo primo lavoro ufficiale del quartetto si chiude con una (settima) traccia fantasma che, toccando il tema dell’adolescenza, ricorda la scrittura breve di Naturale Ep, partendo da un’idea musicale che si affianca a una poetica, cerca di trovare un suono unico, capace di invitare l’ascoltatore a collaborare alla creazione artistica, con un ascolto più attento e partecipe.

La band sta preparando il nuovo tour estivo, tutelando i propri live, come ha già fatto in passato, con la licenza Soundreef al posto di quella Siae.

T.M.O.

“NATURALE EP”

(Tu.Ma. Records)

Tracklist:

01 Naturale, 02 L’assenza, 03 Lou Reed, 04 Il geco

05 Carovane, 06 Pesci, 07 Irene

Registrato e Missato da:

Ottavio Leo presso Ludnica Records (Me)

Parole: Marco Annicchiarico

Musica: Rosa Mangano

Rosa Mangano, Emanuele Torre, Ennio Corica, Gianluca Saporita

Arrangiamenti:

Hanno suonato:

Rosa Mangano: Voce, tastiere, pianoforte

Emanuele Torre: Chitarre

Gianluca Saporita: Basso

Ennio Corica: Batteria

I T.M.O. sono:

Rosa Mangano, Ennio Corica, Gianluca Saporita, Paolo Furnari, Marco Annicchiarico

#VENGODASUD: SCRIVI LA TUA STROFA RAP E PARTECIPA AL NUOVO DISCO DI KENTO & THE VOODOO BROTHERS


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Al via il contest per rapper promosso da daSud nell’ambito delle iniziative verso il festival dei suoi dieci anni “Restart Antimafia”

C’è tempo fino al 28 giugno per partecipare

Roma, 28 maggio 2015 – Una sfida a colpi di strofe rap per prendere parte al nuovo progetto artistico di Kento & The Voodoo Brothers: un disco rap sull’antimafia e i diritti, in uscita il prossimo autunno, per i dieci anni dell’associazione antimafie daSud.

Si chiama #VengodaSud ed è il contest per giovani rapper che prende il via oggi nell’ambito delle iniziative promosse dall’associazione daSud verso “Restart Antimafia”: il festival delle creatività antimafia che, dal 21 al 27 settembre 2015, arriverà sulla scena culturale romana con un mix di eventi pensati per celebrare il decennale dell’Associazione.

Da anni impegnata nella creazione di un nuovo immaginario antimafia, attraverso la sperimentazione di più linguaggi espressivi, l’Associazione questa volta sceglie il rap come forma artistica privilegiata per sensibilizzare i più giovani sulle mafie e l’antimafia. Per questo, lancia una nuova sfida nel solco della collaborazione di lunga data che la lega a Kento & The Voodoo Brothers: la band che unisce il rapper Kento al collettivo di musicisti guidati dal poliedrico Federico “JolkiPalki” Camici.

I rapper avranno un mese di tempo per cantare l’impegno civile in chiave antimafia. Il tutto a partire dal brano di Kento & The Voodoo Brothers dal titolo “daSud”: lasciato volutamente incompleto, il brano va scaricato dal sito http://www.daSud.it. I rapper interessati dovranno quindi scrivere e rappare una strofa a completamento della traccia, registrare il proprio contributo e inviarlo insieme ai propri contatti (nome, cognome, telefono) all’indirizzo e-mail vengodasud@dasud.it, entro le ore 23.59 del 28 giugno 2015.

I contributi saranno selezionati da una giuria ad hoc, formata da daSud e dalla band Kento & The Voodoo Brothers, e valutati in base alla rispondenza al tema, alla coerenza con il testo della canzone e all’originalità. Il vincitore andrà dritto in sala studio insieme alla band per le registrazioni del nuovo album discografico che verrà presentato a settembre in occasione del festival di daSud “Restart Antimafia”

Amici14 vince ancora col 24,58% di share e …racconta una storia…


la-ballerina-michaela-deprince_372411Amici14 condotto da Maria De Filippi nella semifinale vince ancora la serata del sabato sera con il 24.58% di share e 4 milioni 908 mila telespettatori. Musica, Ospiti, tante parole e…una storia come quella raccontata da Roberto Saviano  introdotto da Maria De Filippi in studio con queste parole:

Un giorno mi è stata raccontata una storia che è una storia vera, che è incredibilmente terribile e allo stesso tempo è incredibilmente bella. Io vorrei che voi la sentiste raccontare come è stata raccontata a me“.

Per chi non avesse visto il programma, questa la storia, buona lettura:

Saviano:
Eccoci. Qui c’è una foto. In realtà in questa foto io ci vedo il diritto a essere felici e per dimostrarlo vi racconto una storia. Una storia che parte da lontano, un po’ di anni fa. Sierra Leone, Africa occidentale, anni Novanta. C’è una guerra terrificante tra le truppe governative e i ribelli. Si scontrano ufficialmente per motivi ideologici, in realtà c’è un unico reale motivo: diamanti. La Sierra Leone esporta diamanti, è uno dei maggiori esportatori di diamanti. In Olanda, in Belgio, in Francia, in Inghilterra. Fateci caso, questi ultimi due Paesi in questi giorni sono molto freddi sulle quote di profughi africani da accogliere eppure non sono affatto freddi nell’accogliere grandi flussi di diamanti. I ribelli cercano di occupare, e ci riescono, miniere.
I loro soldati sono sempre ubriachi, pieni di coca, bruciano villaggi e soprattutto utilizzano uno strumento per terrorizzare. Il Governo dice, con una sorta di slogan, ‘il futuro è nelle tue mani’ per invitare ad andare a votare e a partecipare alla democrazia. I ribelli quindi con il machete tagliano le mani degli abitanti della Sierra Leone per terrorizzarli, per evitare che possano accedere alla democrazia.
Mentre tutto questo sta succedendo in Sierra Leone, c’è una ragazza, una bambina in realtà, Michaela, ed è proprio di lei che voglio parlare. Lei ha tre anni quando suo padre, un commerciante ma in quel momento sta lavorando in una miniera di diamanti, viene ammazzato dai ribelli che hanno occupato quella miniera. Michaela e sua madre vanno a quel punto dal fratello del padre, Zio Abdullah, che ha già 14 figli, diverse mogli, difficoltà a sfamarli e maltratta questa nipotina e la madre del fratello, cui dà sempre meno cibo. La madre, come succede spessissimo, si priva del cibo per darlo alla piccola Michaela, si ammala di una febbre virale e muore. In realtà quella febbre si chiama morire di fame. Fatto sta che la famiglia ha paura che possano contagiarsi e quindi non fanno neanche un funerale, prendono e seppelliscono subito questa donna. La piccola Michaela non ci crede a quello che sta vivendo e va a scavare nella terra con le mani per tirare fuori la madre al punto tale che la devono strappare via dalla terra e danno la colpa a lei di questa sventura perché la piccola Michaela ha delle piccole macchie bianche sul corpo, la vitiligine. Ebbene l’ignoranza, la stupidità, il pregiudizio fanno sì che quelle macchie siano viste come le macchie del demonio, la chiamano proprio ‘la figlia del diavolo’ e finisce in orfanotrofio. La storia in orfanotrofio è complessa, perché ci sono 27 bambini e sono in un ordine gerarchico, nel senso che sono chiamati con i numeri e i primi numeri sono i bambini prescelti per l’adozione, gli danno più cibo, più vestiti mentre gli ultimi sono quelli che hanno meno cibo, meno cure, gli ultimi a scegliersi i vestiti, gli ultimi ad avere attenzione. Michaela, anche per il suo aspetto – dovete pensare che un ragazzo o bambino albino o con la vitiligine spesso sono condannati a morte in molti Paesi dell’Africa – è la 27esima, quindi riceve tutto sempre per ultimo. C’è però la sua migliore amica che è la 26esima, e loro si scelgono perché prima del sonno si riescono a raccontare storie belle, un momento di pace in quell’inferno.
Ebbene, qui accade un miracolo portato da una folata di vento. Perché un giorno arriva una copertina di una vecchia rivista degli anni Settanta
(la rivista Dance magazine campeggia dietro Saviano nel ledwall dello studio di Amici) e arriva oltre le ringhiere di questo orfanotrofio proprio in faccia a Michaela che vede questa copertina, vede questa donna in punta di piedi,  le sembra quasi che stia per volare e il primo pensiero è: ‘ah ma è bianca, i bianchi si vestono in maniera così buffa?’. Primo pensiero. Secondo pensiero: ‘Mi sembra felice, quindi se lei facendo questo è felice forse se io farò questo sarò felice’. E’ un primo riconoscimento, per una bambina che ha vissuto quello che ha vissuto, della felicità. Si nasconde questa copertina nelle mutandine, unico spazio che aveva per portare con sé qualcosa. Va dall’unica maestra con cui ha un rapporto, la maestra Sara e mostra questa foto. La maestra le racconta che è una ballerina, che non si veste così, che ha il tutù, che è un vestito di scena, che le scarpette sono per danzare, insomma le spiega… Anche le prime mosse di danza Michaela le fa davanti alla sua maestra. Una sera la maestra va via, si allontana, ha finito la lezione, come sempre Michaela la saluta, la segue con lo sguardo e vede che un camion di ribelli la ferma perché la maestra Sara è incinta e i ribelli stanno scommettendo sul sesso del bambino, puntano soldi.  A un certo punto il capo di questa banda decide di capire se è maschio o femmina, la sbatte a terra e col machete le aprono il ventre, prendono il bambino e lo lanciano perché è una bambina e loro hanno puntato sul maschio. La piccola Michaela vede tutto questo, cerca di salvare la bimba, e succede un’altra cosa, ovvero che un soldato vede che sta armeggiando per cercare di salvare questo corpicino e quindi prende anche lui il machete. Si guardano, questo soldato è poco più grande di Michaela, un bambino – molti venivano arruolati in quegli anni – e quindi le taglia solo la pancia con il machete ma non affonda e la salva. Dopo poco che la sua maestra Sara è morta, l’intero orfanotrofio viene occupato dai ribelli.
Camminano per giorni e ore dalla Sierra Leone sino al Ghana perché in Ghana c’è qualcuno che li sta aspettando, una famiglia adottiva che sta aspettando questi bambini della Sierra Leone. Ebbene succede che nella testa di Michaela inizia a innescarsi una sorta di magia, cioè lei sogna di avere una madre e vede una madre americana che è lì ad aspettarla. Quindi lei sogna e c’è, poi lei sogna che Mia (la sua amichetta) possa diventare sua sorella a tutti gli effetti e la mamma prenderà anche Mia come sua sorella, adottando entrambe.
A Michaela sembra che tutto si stia materializzando, che la forza del suo sogno sia capace di trasformare la realtà. Una sera la nuova famiglia si trova in albergo, e lei, la piccola Michaela, apre i cassetti, gli armadi, guarda sotto il letto e la mamma non capisce cosa stia facendo. Perché nella sua testa Michaela aveva sognato il tutù e le scarpette e non le vedeva, diceva ‘come è possibile che sto sognando e non vedo queste cose realizzate?’. Allora fa vedere alla mamma la copertina, la quale dice ‘ah, vuoi danzare quindi’. Ebbene, quando andranno poi negli Stati Uniti la prima cosa che farà Michaela è iniziare a prendere lezioni di danza e anche qui non sarà facile. A 8 anni le dicono che non potrà interpretare lo Schiaccianoci perché l’America non è pronta a vedere una ballerina nera danzare danza classica nello Schiaccianoci. Poi crescendo incontrerà una maestra che le dirà ‘ma no, noi non puntiamo affatto su di lei, sulle ballerine di danza classiche nere, che poi crescendo diventano formose, grossi fianchi, grosso seno…’. Quindi è difficile, ma, visto tutto quello che Michaela aveva vissuto, questi ostacoli non la fermano, anzi rilanciano la sua voglia  di realizzarsi.
Vedete, in qualche modo il talento non è qualcosa che cade dal cielo, qualcosa che ti viene riconosciuto così, d’ufficio. Il talento è qualcosa che scovi, scavando e trovando questa strada dentro di te, conquistandola bastione per bastione. Ora questa storia, la storia di Michaela che ho voluto qui raccontarvi, a me personalmente quando ci penso, quando penso a lei, quando penso a tutte le energie, mi porta sempre in un punto semplice. Quante volte è facile dire ‘quello lì ci sta riuscendo perché è raccomandato, perché ha denaro, perché è figlio di, fratello di’. L’augurio che questa storia ci suggerisce è che si lasci perdere, che non si lasci vincere il lamento, ma che invece lasciamo spazio e forza, lasciamo vincere il talento, la possibilità di credere che oltre ogni possibilità di limite, oltre ogni possibilità anche di ostacolo ce la puoi fare.
Ora, la storia di Michaela è una storia davvero incredibile perché oggi Michaela è ballerina professionista del Dutch National Gallery. E’ diventata la ballerina che ha sempre sognato di essere ed è così, ballando, che mostra di essere felice
“.

(video di Michaela DePrince che balla – entra Michaela)
amiciMichaela DePrince:
Grazie. Come sapete tutti, mi chiamo Michaela DePrince. Come avete visto, ero molto felice in quel video ma non lo sono sempre stata felice. In Sierra Leone ho avuto una vita molto difficile, mi chiamavano la figlia del diavolo, mi dicevano ‘nessuno ti vorrà mai, chi mai potrebbe volere una bambina così brutta’. Io ho incominciato a credere a queste persone, anche se c’era quella che poi è diventata mia sorella, la mia migliore amica, comunque avevo bisogno di qualcosa in cui credere. Avevo bisogno di qualche cosa per realizzarmi ed è a quel punto che ho trovato quella foto su quella rivista. Mi ha dato speranza, qualche cosa in cui credere. Vedevo questa ballerina, vederla mi faceva felice perché lei lo era e se fossi potuta diventare come lei sarei stata felice. Quando ho cominciato a ballare mi sono impegnata tantissimo, i miei genitori mi hanno sostenuto al 100% come anche i miei amici. Sapete, non è sempre così, non tutti credono in te. Ci sarà sempre qualcuno che ti dirà ‘hai dei piedi bruttissimi, sei troppo grassa’, ci sarà sempre qualcuno che ti dirà ‘devi dimagrire’, ma voi dovete capire che siete perfetti esattamente come siete. Io ero triste però decisa a dimostrare che questa gente si sbagliava e ho capito che forse avrei potuto ispirare gli altri così come quella ballerina aveva ispirato me.
Ecco perché sono qui oggi, perché voglio incoraggiare i giovani a sognare, qualunque siano le vostre condizioni, per quanto poveri o tristi, in qualunque momento, continuate a sognare. Dovete osare, abbiate il coraggio di essere diversi, magari dubitate del vostro talento, ma il talento lo abbiamo tutti. Forse non diventerete una cantante, una ballerina, un danzatore ma forse uno scrittore, uno chef o qualcuno che può ispirare gli altri.
Sono qui quindi per dirvi osate, abbiate il coraggio di credere in voi stessi ed è solo così che potete realizzarvi. Naturalmente dovete impegnarvi e capire che essere diversi dagli altri va bene. Grazie
“.
elisaUna storia toccante che viene raccontata in un religioso silenzio, lo studio e’ rapito dal racconto e alla fine tutti si alzano in una standing ovation.

Maria De Filippi raggiunge il centro dello studio, raggiunge Michaela DePrince e Roberto Saviano  e dice a Michaela:Grazie per la tua storia e per avercela raccontata. Vorrei regalarti qualcosa. Posso?“.
Con un gesto familiare e affettuoso Maria si sfila da collo il suo escapolario d’oro che indossa da 10 anni, Michaela sorride felice e lo avvolge al suo braccio destro.

Partita del Cuore Rai 1 Juventus Stadium – Nazionale Cantanti – Valerio Scanu a sostegno della ricerca…


2 giugno Torino Juventus Stadium

“Partita del Cuore”

Diretta Rai 1 dalle 20.30

partita-del-cuore-acquistoIl 2 giugno torna a Torino la Partita del Cuore. Allo Juventus Stadium scenderanno in campo la Nazionale Cantanti e i  campioni per sostenere la ricerca contro il cancro. Obiettivo della manifestazione, giunta alla 24esima edizione, e’ quello di raggiungere i due milioni di euro a favore della Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro e della Fondazione Telethon. Tra le fila della Nazionale Cantanti  sono stati intanto annunciati i nomi del  presidente Luca Barbarossa, Paolo Belli, Enrico Ruggeri, Niccolo’ Fabi, Marco Masini, Alex Britti, Moreno, Il Volo, Lorenzo Fragola, Raul Bova e Neri Marcore’, Marco Bocci e Luca Argentero, Clementino e Boosta, anima dei Subsonica.

A sfidare i cantanti ci saranno i Campioni per la Ricerca. La squadra sara’ composta da Pavel Nedved, dal presidente bianconero Andrea Agnelli, Massimo Giletti e Massimiliano Allegri. Prestando la sua immagine, ha aderito per sostenere l’iniziativa il capocannoniere del campionato italiano, Carlito Tevez , Eros Ramazzotti e tantissimi altri nomi. La partita sara’ trasmessa in diretta su Raiuno, dalle 20.30, e Rai Radio 2 seguira’ l’incontro con uno speciale di Radio 2 Social Club.

La Nazionale Cantanti con un tweet sul social informa che anche Valerio Scanu sostiene la ricerca facciamolo tutti è per una buona causa…

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“AMICI 14” – IL PRONOSTICO: VITTORIA CONTESA FRA BRIGA E I KOLORS? LA SPUNTERA’ UN “PERSONAGGIO”, UN “ARTISTA” O … IL SOLITO CAMPANILISMO?


finalisti“Amici” edizione 14 è pressoché in chiusura di partita, manca ancora l’esito della semifinale, con l’ultima fase eliminatoria che decreterà l’accesso dei “fantastici 4” ragazzi rimasti alla “finalissima” di venerdì 05 giugno (anticipata di un giorno per la finalissima di Champions League tra Juventus e Barcellona), ma è irrilevante, anche senza il puntuale “spoiler” sul Web, nessun effetto-sorpresa guastato, è già da un pezzo che si intuiva il verdetto, ossia che il ballerino Giorgio era destinato a uscire, anzi, magari qualcuno non si spiega come sia potuto durare così a lungo, a scapito di elementi più meritevoli che già hanno salutato la trasmissione da un pezzo. Chi rimane in lizza?

richyUna ballerina per squadra, Virginia per i Blu e Klaudia per i Bianchi, due diversi modi di intendere la danza a confronto e anche due tipologie femminili fra loro molto distanti, la prima la grazia e raffinatezza incarnate, con volto e chiome da dipinto rinascimentale, la seconda la tecnica, l’energia, la duttilità, il coordinamento, spesso impegnata sul fronte “sexy” come le viene richiesto, solitamente riesce a fermarsi quel tanto che basta per non sconfinare nel volgare. Sarà dura per entrambe (è meglio che si rassegnino fin da ora?), salvo inaspettati colpi di scena, riuscire a imporsi come vincitrici, i giochi (o per meglio dire, gli“interessi” di chi regge le fila), nel “talent”, procedono da sempre in tutt’altra direzione …Piatto forte della serata, fino a prova contraria, dovrebbero essere le sfide all’ultimo televoto fra il “rapper” Briga e i molto più innovativi “rockettari” (in realtà il loro genere è un misto di “funk”, “rock” e musica elettronica) Kolors, il cui “frontman”, Stash, fisicamente un David Bowie “ripensato” dalle parti di Mergellina, è ormai l’idolo delle adolescenti (anche se piace un po’ a tutti), ma non si deve assolutamente credere di aver a che fare con il solito ragazzotto “f*go” da programma defilippiano,

rickymartin-stash-klaudia-videoAntonio Fiordispino (così si chiama) è un polistrumentista, capace di passare agevolmente dal pianoforte alla chitarra elettrica e quando canta, preferibilmente in inglese, si trasforma in un vortice scatenato e trascinante di ritmo, euforia e movimento, che lascia ogni volta stupefatti i giudici e gli ospiti che non lo conoscono, per farsene un’idea basta ascoltare alcune sue interpretazioni, sempre “personalizzate”, mai incolori o meccaniche, “Shout” (dei “Tears for Fears”) “Smells like teen spirit” (Nirvana) e “Time is running out” (Muse) con l’apporto esplosivo di J-Ax; sulla carta, stando alle ovazioni che riceve dal pubblico e dai consensi all’insegna del superlativo che miete fra gli “addetti ai lavori”, a partire da Loredana Bertè e Francesco Renga, la “vittoria per meriti” (artistici) dovrebbe, di diritto, spettare a lui e al suo gruppo, ma non si può dimenticare che “Amici” è un “talent” e bisogna relegare in un angolo logica e ovvietà, contemplando il concorso di tutta una serie di fattori che non calcolano valore e capacità, tanto che più spesso di quanto non si creda la “palma d’oro” la strappa chi è riuscito a farsi notare meglio come “personaggio”. In questo senso, in testa alla lista ci sarebbe il “rapper” Briga, che non ha dato prestazioni vocali o autorali particolarmente esaltanti o in grado di “laurearlo” fuoriclasse come originalità e novità di stile, ma in compenso ha avuto dalla sua, con la burrascosa “arena” settimanale a cui ha dato vita con Loredana Bertè -che gli ha anche dato del “basfemo” per aver “rappato” “Imagine” di John Lennon- un’esposizione sotto i riflettori, alimentata ad arte da Emma, sua “tutor” e, sebbene non così sfacciatamente, dalla stessa De Filippi, che gli altri allievi si sognano.

La prossima settimana la parola passa al televoto, che auspichiamo quanto prima possa tradursi in espressione di reale apprezzamento che vada a premiare il concorrente che, a giudizio degli spettatori, si è distinto di più rispetto agli altri per talento, volontà e oggettivi requisiti artistici posseduti e non sia la solita fin troppo scontata manifestazione di campanilismo, che ha sempre indotto a scelte esclusivamente “di parte”, incapaci di varcare orizzonti cittadini o regionali, i tempi sarebbero maturi per l’adozione di una “visuale” senza condizionamenti e di maggiore respiro.  Appuntamento a venedì  5 giugno sempre su Canale 5 in prima serata per la finalissima in diretta e con i finalisti  Stash e i The Kolors più Virginia per i Blu, per i Bianchi Mattia Briga e Klaudia.

by Fede