Day: luglio 19, 2015

L’EVOLUZIONE DELLE “TEEN AGERS”: DA “SPO-SERO’ SIMON LE BON” A “SPO-GLIERO’ STASH FIORDISPINO”


the-kolors-concerto-stash_980x571Quello dei “teen idols” (da ‘eidolon’, che in greco significa immagine che diventa simbolo, emblema, ma anche ombra fittizia) rientra a giusto titolo nei cosiddetti “fenomeni di massa”, ma vogliamo tralasciare qualsiasi lettura troppo complicata di tipo sociopsicofilosofico, ci interessa di più mettere a confronto diverse generazioni di adolescenti -parlando prevalentemente al “femminile”- che sono poi coloro che si rapportano, in qualità di “fans”, con i loro “idoli”. C’è da dire che, nel tempo, le manifestazioni collettive più comuni sono rimaste immutate, si entra a far parte del “fandom” di un artista, si adottano forme espressive, lessicali e codici propri a tale “comunità” e di fatto lo si elegge ad “amico di famiglia”, “confidente” o rifugio e supporto nei momenti “critici”, non sarebbe di per sé troppo grave, se non fosse che, talvolta, certe “passioni” apparentemente innocenti per la “star” di turno, possono degenerare in un attaccamento morboso, assumendo i contorni di una totale ossessione, con tanto di sofferenza, polemiche e sostituzione della realtà con un mondo parallelo e un amore “immaginario” ed esclusivo da vivere nella propria “cameretta-reliquiario” tappezzata di manifesti, locandine, articoli di giornale e foglietti con l’autografo dell’ispiratore di tanta venerazione, spesso idealizzato e di cui si pretende di conoscere per filo e per segno ogni piega della personalità. Eppure le “teen agers” degli anni ’80 non erano le stesse di oggi, ha parlato del “come eravamo” in una recente intervista su “Dipiù” Clizia Gurrado, oggi 45enne, che ha avuto il suo quarto d’ora di celebrità nel lontano 1985, quando, ancora liceale, pubblicò un “best seller” che vendette 500.000 copie, dal titolo “Sposerò Simon Le Bon”, da cui fu poi tratto un film.

simonSimon Le Bon, per chi non lo sapesse (forse i più giovani) era (e lo è tuttora, visto che sono in attività) il cantante di una “band” di inglesoni, i “Duran Duran”, composta, oltre che da lui, dal tastierista Nick Rhodes, che aveva qualcosa, nel trucco mezzo “sbavato”, del Joker di Jack Nicholson in “Batman”, e poi ben tre Taylor, non imparentati fra loro, il batterista Roger, il chitarrista Andy e il bassista, molto ambito (inutilmente) anche lui, John, troppo impegnato a fiutare attorno a sé profumo di “top models”; non è chiaro a tutti cosa possedesse di così unico Simon Le Bon, al di là della chioma leonina mesciata, dei pantaloni attillati, delle giacche multicolori e dei saltelli ginnici sul palco, da far impazzire eserciti di adolescenti ovunque, risultava persino un po’ antipatico, l’aria era di quello che “non deve chiedere mai” eppure a ogni suo concerto era schierata una fila di autoambulanze (non è uno scherzo), sì, perché le ammiratrici, al suo apparire, venivano colte da estasi più violente di Santa Teresa d’Avila. La Gurrado, di cui sopra, ammette candidamente che “è stato il primo amore” e di aver sognato di “portarlo all’altare” e che addirittura a scuola, con le compagne di classe, si immedesimavano nei panni di “mogliettine” e se ne uscivano con frasi tipo “Devo farmi bella perché usciamo (con Simon) a cena”. “C’est de la folie!” direbbero i Francesi.

Le figlie delle 15enni di allora non hanno molto da spartire con le genitrici, basta seguire i concerti dove c’è una loro vasta concentrazione, a me è capitato qualche giorno fa, a Milano, all’ “Estathè Market Sound”; arrivano a gruppetti, sguardo diretto, “culotte” estiva o “hot pant” balneare, canotta aderente e più che mai “rivelatrice”, ventre scoperto con ombelico trafitto da anellini e sciarpette, quella sera, dei “Kolors” annodate, oltre che al collo o all’avambraccio, anche sotto la coscetta, con sexy-effetto giarrettiera, le studiano tutte, le “porcelline inside”, hanno una fantasia incontrollata, quando poi un gruppetto compatto di loro si è messo a gridare insistentemente e impudicamente “Nudo!nudo!” al “frontman” Stash Fiordispino, mi si è aperto un mondo che forse non conoscevo abbastanza. Altro che “sposare”!Se ho ben inteso, non disdegnerebbero un “giro di valzer” (diciamo così) col bel ganzo, ma di progetti a tempo indeterminato non c’è ombra e vista l’irrealizzabilità pratica dei loro propositi, probabilmente qualcuna finirà, prima del rientro a scuola, fra le braccia di qualche suo coetaneo (7-10 anni meno del proprio idolo) simil-Stash solo per ciuffo e abbigliamento – ho notato che, in giro, qualche furbetto si sta “attrezzando” in questo senso – a “concretizzare” con la “copia” quanto solo vissuto, nell’irrealtà, come in un “film”  con l’ “originale”.

Ripenso con tenerezza ai miei 14 anni, allora il massimo a cui mi spingessi era immaginare di partecipare a una rapina al fianco di Diabolik e diventare la sua nuova Eva Kant.

Che ci volete fare, non esistono più le adolescenti di una volta …

[Articolo di Fede]

Si conclude UMBRIA JAZZ 15, un’edizione da record con oltre 350.000 paganti per 1 milione 500 mila euro di incasso


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SI CONCLUDE OGGI 19 LUGLIO UMBRIA JAZZ 15, UN’EDIZIONE DA RECORD

OLTRE 35.000 PAGANTI PER 1.500.000 €

CIRCA 450.000 PRESENZE IN CITTA’ NEI GIORNI DEL FESTIVAL

OLTRE 1 MILIONE DI UTENTI RAGGIUNTI SU FACEBOOK

400.000 LE PAGINE DEL SITO DI UJ VISITATE

Cala il sipario su Umbria Jazz 15, un’edizione da record sotto tutti gli aspetti.

1 milione 500 mila euro di incasso per oltre 35.000 paganti.

L’immenso afflusso di pubblico in città, circa 450.000 presenze complessive, e la grandissima partecipazione ai concerti dell’edizione di quest’anno, tutti di altissimo livello, sono la riprova che il marchio UJ funziona e che il jazz sta vivendo uno dei suoi momenti più felici nel mondo e in particolare in Italia, come dimostrano anche gli ottimi risultati dei concerti nei teatri, spazi riservati al jazz più autentico nelle sue diverse espressioni, tradizionali e moderne.

I numeri sono quelli dei tempi migliori, di quando la cultura non era un lusso, ma al contrario, una voce importante del bilancio. 
Il primo weekend del Festival ha visto le strade del centro storico invase da migliaia di visitatori, e nei giorni successivi la situazione non è mutata. Una città che per 10 giorni ha vissuto immersa nella musica dalla mattina a tarda notte.

Ottimo risultato anche quello del merchandising ufficiale, con oltre 100.000 euro di incasso

Vero e proprio boom “social” per UJ; il team di UJ ha documentato live i concerti, il backstage, gli eventi nelle strade con centinaia di post, foto, tweet, dirette streaming, riuscendo a coinvolgere centinaia di migliaia di utenti. In particolare, i canali Facebook, Twitter, Periscope e Instagram hanno fatto registrare un numero enorme di interazioni, che hanno permesso ai contenuti prodotti di avere un’audience mai raggiunta prima.

Qualche numero: più di 1 milione di utenti raggiunti su Facebook, oltre 100.000 interazioni tra like e condivisioni, più di 250.000 visualizzazioni video, oltre 4.000 commenti e retweet. Grande coinvolgimento anche degli artisti, che hanno continuamente commentato, retwittato e condiviso contenuti sui canali social di Umbria Jazz: da Gilberto Gil ai Subsonica, da Paolo Conte a Joshua Redman da Lady Gaga a Stefano Bollani, una vera comunità di personaggi entusiasti e partecipi costruita intorno al Festival. Tutta l’attività, ha permesso di seguire non solo i concerti, ma anche il backstage, producendo una quantità enorme di contenuti: quasi mille post tra Facebook, Twitter e Instagram, oltre 3000 foto e video, spesso realizzate e pubblicate direttamente dal palco, in tempo reale. Grande audience anche per il sito internet ufficiale  www.umbriajazz.com, che ha fatto registrare oltre 100.000 visite e 400.000 pagine viste.

Umbria Jazz è sempre più social, una comunità viva e attiva in grado di riproporre anche sul web l’atmosfera del Festival: i suoi suoni, i suoi colori, il suo entusiasmo.

Arrivederci a Umbria Jazz Winter#23, a Orvieto, dal 30 dicembre 2015 al 3 gennaio 2016 e a Umbria Jazz 16 a Perugia dall’8 al 17 luglio 2016.

 

The Kolors: “Non è vero che se vai ad Amici ti fanno fare solo cose alla “Marco Carta”.


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Indubbiamente  nel panorama musicale attuale è il momento dei The Kolors, la band vincitrice dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi e campione di vendite, la band che richiama contaminazioni musicali pop-rock anni 80, furoreggia  in radio, in televisione, nei palazzetti,  eventi e/o manifestazioni musicali e quant’altro.  Il frontman del gruppo dal ciuffo ribelle, a nome di tutti, rilascia interviste su interviste e giura riconoscenza al  talent show che li ha lanciati Amici di Maria De Filippi, giudicandolo “una esperienza inebriante”, ma probabilmente nella foga dell’entusiasmo per il successo della sua band, nel corso di una intervista rilasciata a Vanity Fair  (a seguito dell’ospitata dell’Estathè Market Sound ndr) non ha tenuto conto di quanto sia facile scivolare nella   “tracotanza” di chi crede di aver capito tutto senza considerare fattori come: tempo,  condizioni,  evoluzione:

Non è vero che se vai ad Amici ti fanno fare solo cose alla “Marco Carta”. La gavetta del futuro è quella e noi ci abbiamo trovato un ambiente molto rock and roll perchè ci hanno lasciato fare quello che volevamo“.

Che fa? usa Carta come prova di un pregiudizio di discredito sui talent portando The Kolors come prova contraria?

marco carta

Questo proprio non ci piace e vorremmo ricordare a Stash quello che forse ignora e che altri invece hanno dimenticato. Indipendentemente dai gusti musicali, fra tanti cantanti passati per il Talent show di Amici, Marco Carta oltre ad aver vinto l’edizione 2007/08 a furor di popolo ha dato nuova linfa al programma incuriosendo il pubblico televisivo e il mondo discografico quando ancora il mondo del social network non era esploso ai livelli attuali e si contava solo sul televoto in cui si era fatto fama di “imbattibile”  La grande popolarità di Marco Carta nel 2009 l’ha portato a vincere  il festival di Sanremo col brano la Forza mia, aprendo (a lui va il merito…)  la “via di Sanremo” a tutti gli “Amici di Maria” dopo di lui, pertanto il passaggio di Carta al talent show è stato “precursore” del successo di questo tipo di programma di cui ora gli stessi The Kolors si avvantaggiano.

Il successo di chi vince il talent oggi è un successo che gode della “potenza mediatica” raggiunta oggi  dalla stessa Maria De Filippi (e suoi partner), capace di cambiare l’impostazione di un programma in corsa se qualcosa non funziona e che si avvale di una corazzata come RtL 102.5, la radio più ascoltata dagli italiani,per la promozione dei progetti discografici in genere di suo gradimento come per  i The Kolors (sotto etichetta Baraonda ndr) per i quali la radio (RtL) ha una funzione anche di casa discografica!

Insomma il richiamo a Carta da parte di Stash riteniamo sia stato  inappropriato e i paragoni sono impopolari di per sè (a meno che non siano elogianti) specie se riferiti a colleghi e /o artisti tutt’ora presenti nel panorama musicale e di successo come Marco Carta recentemente ospite, come loro del Coca Cola Summer Festival 2015 con l’ultimo singolo “Ho scelto di No” che anticipa l’uscita a breve dell’attesissimo album di inediti e che questa sera si esibirà a Bisceglie per la nuova tappa della tournée estiva di Radionorba Battiti Live, in piazza Vittorio Emanuele  e che ospiterà amati artisti della musica italiana e internazionale.