Giuliano dei Negramaro:#Attenta …ecco perché ho cambiato «Ti uccido» in «Mi uccidi»


Giuliano dei Negramaro racconta a Corriere della Sera il nuovo singolo‪#‎Attenta‬ e un retroscena importante sul suo testo… Buona lettura!

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“Qualsiasi cosa è soggetta alle inesorabili intemperie del tempo.

Che si tratti di costumi o mode, di montagne o pianure, di pelle o corpi, tutto cambia sotto i continui attacchi del tempo.

Anche le parole o il contenuto di alcune.

Cambia a volte il significante per significare la stessa e identica cosa.

Cambia il significato di alcuni significanti, passati attraverso epoche diverse.

Cambia la poesia, la letteratura… cambia la metafora e la maniera di percepirla.

E cambia persino la libertà di dire alcune cose che, in altri tempi, sarebbero passate come «simboliche» e del tutto innocenti. Nell’epoca in cui viviamo, invece, c’è il rischio che diventino pericolose e fuorvianti, perché «imbottite» di immagini e fatti terribili a cui ci stiamo abituando giorno dopo giorno.

Nel nuovo singolo dei Negramaro, «Attenta», ho raccontato di un bacio come stessi descrivendo un atto violento, consumatosi sulla scena di un delitto e l’ho fatto usando termini e codici linguistici propri di una detective story: «Attenta, ha avuto inizio in questa stanza, non perdere di vista nemmeno l’ombra…».

Una stanza passata al setaccio per cercare di ricordare dove fosse accaduto l’irreparabile: un bacio.

Non c’è gesto più «violento», infatti, a mio parere, di un bacio. È uno sfiorarsi di labbra, leggero, che lascia il segno per sempre. Può cambiare la vita di una persona, la percezione delle cose e della vita stessa. «Attenta», sì… perché è bellissimo e da qui non si torna indietro.

Lasciandomi guidare, così, quasi da un istinto detective, ho analizzato gli angoli della stanza in cui è avvenuto un bacio, gli angoli della bocca in cui mi sarei perso e dove avrei consumato il mio delitto di labbra.

Nella prima stesura di questa canzone, ho cantato con tutto l’amore che potevo: «Ti uccido in questa stanza».

Sì l’ho fatto, ed è stato bellissimo sentirsi libero di affidarsi alla poesia, alla parola, alla metafora e alle analogie con un contesto che è tutt’altro che bellissimo — come la scena di un crimine — per cantare di un amore esploso sulle labbra di una donna che avrei «ucciso» metaforicamente, che avrei amato da lì in poi con tutte le mie forze.

Mi sono accorto subito dopo però, che quello che in altri tempi sarebbe «suonato» come una semplice canzone d’amore assoluto, sotto il peso dell’attualità assumeva sembianze del tutto diverse.

«Ti uccido in questa stanza e un bacio non conosce l’innocenza»: un’immagine simbolica, nella mia testa, assolutamente poetica e metaforica, ha iniziato a prendere il contorno di un atto vero, di una delle tantissime brutte notizie a cui ci siamo abituati in questi ultimi tempi.

Mi sono chiesto se fosse stato giusto continuare a tenere una frase simile, oggi che questa scena è diventata più reale che mai e per nulla metaforica. Mi sono interrogato su come sarebbe stata recepita in una canzone, su quanto sarebbe stato più importante e prioritario il rispetto per le donne. Più importante dello stesso istinto artistico. Alla donna che tanto ho amato in questa come in tutte le canzoni che ho cantato e scritto dovevo rispetto.

Mi sono accorto che mai avrei immaginato di trovarmi di fronte a un interrogativo così importante, sempre continuando a pensare: «è solo una canzone… parlo di un bacio!… Canto della potenza di un bacio?!… Racconto di Lui, di Amore che passa dalla scena del suo crimine e lascia il segno per sempre… e non davvero la morte… per una donna, poi?!»

Ho avuto il dubbio e intanto alla tv: «Un’altra donna uccisa a coltellate!».

E ho cambiato, e ho cantato: «Mi uccidi».

Non me la sono proprio sentita di ucciderla, neanche di baci. Affinché l’uomo di questo tempo, non uccida mai più la donna e la poesia, che è sempre donna… pure quella!!!

I Negramaro si sono formati in Salento nel 2001. Nella foto di apertura, in alto da sinistra, sono: Ermanno Carlà, Danilo Tasco, Giuliano Sangiorgi, Andrea Mariano, Emanuele Spedicato e Andrea De Rocco.
Il 25 settembre uscirà «La rivoluzione sta arrivando», il sesto album della band, anticipato dal singolo «Attenta», uscito il 7 agosto.
A novembre partirà il tour nei palazzetti.

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