THE KOLORS – IL VIDEO DI “WHY DON’T YOU LOVE ME?”: “TUTTE PAZZE PER AMORE” DI STASH … MA SU FACEBOOK C’E’ CHI HA DA RIDIRE.


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E’ stato lo stesso Stash Fiordispino, “leader” del gruppo a scrivere una dedica al suo pubblico su Facebook in relazione all’uscita del video ufficiale, il 18 settembre, che accompagna il lancio del singolo “Why don’t you love me?” avvenuto il 14 settembre:

Questo video è il vostro video. E’ frutto di notti spese davanti a dei monitor cercando di descrivere al meglio il nostro messaggio per voi. Voi che siete la mia vera benzina”.

Le reazioni, ovviamente, da parte dello sterminato esercito di “fans”, sono state nella stragrande maggioranza dei casi, consultando le pagine ufficiali della “band”, entusiastiche, con i e le (soprattutto) “stashers” che si libravano già “al di là delle nuvole” appena pochi istanti dopo aver visionato il filmato, con tanto di esclamazioni estatiche “Stratosferico!”, “Capolavoro!”, “Perfezione!” e simili, così si leggeva scorrendo i vari commenti, delle perplessità, semmai, sono state sollevate da alcuni frequentatori del profilo condiviso dei “Kolors”, forse meno “ispirati” e alla ricerca del classico “neo”, fra i rilievi più comuni, in primo luogo lo spazio ristretto riservato agli altri membri della “band”, Daniele e Alex, che figurerebbero alla stregua di “comparse” sullo sfondo, senza intermezzi in cui il trio suona assieme e poi l’inserimento nel video dell’attuale ragazza di Stash in qualità di attrice, dopo che il “frontman” aveva più volte dichiarato apertamente di voler tutelare la sua vita privata e di desiderare che le sue vicende personali non finissero in alcun modo nell’occhio del “gossip”, presa di posizione apprezzabile e allora come mai questa improvvisa inversione di marcia? Che si possa rivelare un passo falso? La “clip” è girata bene, meglio dove prevale il bianco e nero rispetto al colore, non a tinte vive, l’immagine di Stash, sia nei primi piani, con qualche posa in cui c’è un vago riflesso di David Bowie, che a figura intera, vi regna incontestabilmente e d’altra parte, vista l’indiscussa prestanza fisica, la sua intesa con la telecamera non può che essere totale, mentre la storia rappresentata “regge” meno; lo si vede alle prese con un’affascinante “milf” (ndr acronimo che sta per “mother I’d like to f*ck”) bionda (l’attrice olandese Barbara Snellenburg, apparsa spesso in “Casa Vianello”), forse un omaggio alle numerose seguaci “over” che conta il gruppo, la signora sulle prime sembra intenzionata a spupazzarselo, infatti lo spoglia (solo della giacca) e gli rivolge attenzioni tutt’altro che “materne”, poi lo scenario cambia e irrompe l’irritatissima fidanzata che gli sfugge, correndo trafelata, con impressa sul volto l’espressione terrorizzata di una che deveseminare un potenziale violentatore o “stalker” e non il tipo con cui sta, poi c’è la riconciliazione, con tanto di bacio “alla francese” (sissignore!) e il ritorno a casa della ragazza, mai ve l’aspettereste, accolta sulla porta dalla bella quarantenne inizialmente vogliosa e stra-attizzata, che dovrebbe impersonare sua madre, Stash, che è con loro, scambia due convenevoli con lei in buon inglese (pronuncia pressochè impeccabile) e se ne va ed è tutto. Qualcuno si chiederà se la trama illustra e traduce visivamente il testo della canzone, alla lontana, forse, perché il brano parla genericamente di disaccordi di coppia, di una “lei” che soffre, non è dato saperne la ragione e di un “lui” che ripete all’infinito “why don’t you love me?” e “why don’t you want me?” e la invita a ripensare al passato, di certo intromissioni di genitrici “supersexy” non ce ne sono.

Chissà l’effetto del video sulle migliaia di “fans” adolescenti che hanno eletto Stash a “fidanzato di tutte” e “idolo” collettivo, si sa, con delle ragazzine in preda a “infatuazione” (passeggera) bisogna andarci molto cauti, infatti se rivelare pubblicamente di avere già un legame può essere interpretato come un atto di onestà e trasparenza, farsi addirittura riprendere con la propria compagna di vita potrebbe risultare deludente per più di qualche “teen ager” – fra loro c’è anche chi, su You Tube, ha scritto, drammaticamente, che è stato come ricevere una “pugnalata” -, visto che “sapere” è un conto e “vedere” un altro. Il colmo è che, in passato, perché non si alienasse le simpatie delle ammiratrici, la casa discografica era arrivata al punto di costringere, un cantante ventenne che spopolava – e che poi è diventato uno dei nostri artisti di primo piano più completi, tuttora richiestissimo – a mantenere il più stretto riserbo persino sulla sua paternità di una figlia che ha poi riconosciuto da adulta durante una trasmissione televisiva.

Un consiglio ai Kolors per il futuro?(in certi casi) ”Stateve (cchiù) accuorti” …

by Fede 

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