Michele Bravi da cantante a you tuber per “ritornare” cantante con un Ep in inglese rilasciato il 2 ottobre.


michele bravi

Molto spesso e facilmente si legge di oblio o insuccesso riferiti per lo più a cantanti provenienti dai talent show su cui è inutile dire, grava un pregiudizio di fondo che poggia le basi proprio nel format di provenienza indipendentemente dal loro valore artistico. Colpisce la superficialità nel trattare l’argomento da parte di una certa stampa incurante degli effetti quasi mai positivi che si abbattono sull’artista di turno. E’ ben noto infatti che la mancanza di presenzialismo in tv o in radio non sia da considerare indice di effettivo “insuccesso”, tenuto conto che a questo  spesso  il cantante  viene destinato suo malgrado e seppure professionalmente valido da tutto un sistema inteso a soddisfare le esigenze e gli obiettivi dell’ormai ben noto business discografico che segue le leggi di mercato più spicciole. Di fatto chi “arde” di passione per la musica non si ferma davanti ad ostacoli di sorta e trova il modo per sopravvivere e riproporsi magari rinnovato. Di esempi ce ne sono tanti ma questa volta sottoponiamo all’attenzione Michele Bravi, il vincitore dell’edizione 2013 di X Factor, che dopo un inizio promettente che pareva proiettarlo nell’immediato verso un futuro musicale e artistico di grande successo con l’uscita  nel 2014 di ‘A piccoli passi’ (che vedeva collaborazioni importanti comeTiziano Ferro, Giorgia, Luca Carboni e James Blunt) ha improvvisamente avuto  una battuta d’arresto che ne ha rallentato lo sprint iniziale. Tuttavia il cantante non si è perso d’animo e ha intrapreso una carriera parallela a quella di cantante, diventando uno youtuber ed è grazie ad una serie di video periodicamente postati sulle sue pagine social e in particolare, sul suo canale YouTube  in cui discute della sua musica, ma anche dei suoi amici e colleghi con cui divide eventi e quotidianità, che ad oggi è seguito da circa 150 mila persone. Il 2 di ottobre Bravi ha rilasciato il nuovo album, dal titolo ‘I Hate Music‘ avvalendosi della collaborazione di un piccolo team di produzione guidato da Francesco “Katoo” Catitti. Otto brani co-prodotti e co-scritti dallo stesso cantante: “Io nasco come autore, ma fino ad oggi il pubblico mi ha conosciuto solamente come interprete: grazie al dialogo con il mio pubblico ho capito che dovevo far conoscere la mia musica, così ho iniziato a scrivere i miei pezzi e ho trovato il coraggio di tirarli fuori”, e ancora: “le decisioni si sono prese mano a mano, è stato tutto un continuo work in progress: il cambiamento è molto forte rispetto a quello che ho fatto fino ad oggi, ma grazie a questo percorso di condivisione e di maturazione i miei fan non si sono trovati disorientati”

L’album è anche la prima pubblicazione di Bravi su Universal Music, dopo il distacco dalla Sony Music a suo dire avvenuto serenamente: “Con Sony ci siamo lasciati in maniera serena …il divorzio è avvenuto lo scorso maggio: loro avevano delle idee precise su cosa fare e come farlo, io invece no. Le cose da dire erano finite: loro volevano andare verso una direzione, io volevo intraprendere un altro percorso”. Michele ammette che per un attimo,  ha pure pensato di intraprendere un percorso indipendente e autoprodursi il disco: “In un primo momento ho pensato di fare questo disco con i miei soldi, proprio come fanno gli artisti indipendenti. Poi, però, è arrivata la proposta da parte di Universal, che ha abbracciato completamente il mio progetto: è stato un incontro fortunato“.

L’Ep contiene il brano “The days” (“Questa è una canzone che tenevo nel cassetto da un po’, è la mia voglia di gridare e il coraggio di rimanere in silenzio”, dice Michele a proposito del pezzo) e una cover di “The fault in our stars” (cover del brano originariamente inciso dal cantante e youtuber australiano Troye Sivan, presentato da Bravi come il modello di questo suo cambiamento artistico).

Track list dell’Ep: “The Days”, “Sweet Suicide”, “Sometimes (Just Let Go)”, “The Fault In Our Stars”, “Big Dreams And Bullet Holes”, “Insane”, “Say My Name” e “The Days (Acoustic)”.

Il disco concepito completamente in inglese è di sicuro  “respiro” internazionale  e fa pensare sia destinato anche ad una mirata conquista del mercato discografico oltre i confini nazionali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...