Spotify ha acquisito CrowAlbum per “…rafforzare la connessione tra gli artisti e i loro fan”


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L’industria discografica e il mercato dello streaming  vanno ormai a  braccetto e la distribuzione immateriale  inizia fattivamente a sostituirsi alla distribuzione materiale, diventando la principale voce di introito del mercato complessivo. Oggi la distribuzione in streaming rappresenta il 45% degli introiti contro il 39% derivante dalla distribuzione con supporti fisici.Lo sviluppo dei servizi di streaming non solo aumenta gli introiti, ma aumenta anche la quantità stessa di prodotti musicale in circolazione e le piattaforme che operano in questo settore costituiscono un business ormai di rilievo sia per le etichette che per gli artisti e Spotify lo dimostra.

Infatti, Spotify, ha comunicato l’acquisizione di CrowdAlbum, una startup fondata nel 2013 e con sede a San Francisco, il cui obiettivo è essenzialmente quello di aggregare le fotografie e i filmati realizzati dagli appassionati durante le performance live, offrendo così al pubblico la possibilità di assistere (seppur indirettamente) ai concerti e ai musicisti quella di poter contare su un album multimediale che racconta i propri tour. L’entità dell’investimento economico messo sul piatto non è stata svelata. La finalità della mossa è proprio quella di consentire agli artisti di monetizzare il rapporto con il loro fan. Queste le parole di Charlie Hellman, VP Product di Spotify.

Lavoriamo ogni giorno per trovare modi in grado di rafforzare la connessione tra gli artisti e i loro fan. L’acquisizione di CrowdAlbum è la nuova via percorsa da Spotify finalizzata ad aiutare gli artisti nello scoprire e intrattenere il loro pubblico sia sulla nostra piattaforma che altrove, soprattutto nell’ambito di un business sempre più importante come quello dei tour.

Per far fruttare al meglio la nuova acquisizione, Spotify sta già collaborando con oltre 1.000 tra musicisti e location per concerti live in tutti gli Stati Uniti. L’intenzione è dunque quella di trascendere i confini virtuali imposti dallo streaming, per operare direttamente sul campo e sul palco, laddove la musica trova la sua massima espressione trasformandosi in esibizione e forma d’arte fruibile senza barriere tra chi la produce chi l’ascolta.

(Redazione)

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