Giorno: febbraio 24, 2017

Costanzo: ‘Io e Maria più vicini a Stefano che a Belen’


deStavolta tutto si può dire tranne che Maurizio Costanzo non abbia parlato in maniera forte e chiara. Il conduttore al settimanale ‘Nuovo’ ha rilasciato alcune dichiarazioni su Stefano De Martino e Belen Rodriguez che stanno facendo discutere.

Costanzo ha infatti detto che lui e la moglie Maria De Filippi, che insieme formano la coppia più potente della televisione italiana, sono dalla parte del ballerino dopo il divorzio tra quest’ultimo e la showgirl argentina dello scorso anno.

Stefano De Martino è dotato di grande umiltà e per questo Maria lo stima molto. Non è per lei un figlio artistico, però gli sta dando ruoli sempre più importanti. Stefano del resto non è solo un ballerino, ha altre capacità perché è una persona fedele e appassionata“, ha detto Maurizio.

Poi l’affondo: “Personalmente consiglio a Belen di trasferirsi all’estero e di togliere il disturbo, di non romperci più le scatole. Non è che ogni due minuti possiamo discutere degli amori di Belen: chi se ne importa? E comunque noi ci sentiamo più vicini a Stefano”.

La Rodriguez, che in passato è stata chiamata dalla De Filippi per diverse trasmissioni, anche con ruoli importanti, deve iniziare a preoccuparsi?

Redazione

 

TERESA DE SIO sabato 25 febbraio riceverà il Premio Nazionale ASDOE a Cassino (FR), per i meriti culturali e il contributo alla formazione di giovani generazioni.


TERESA DE SIO

Sabato 25 febbraio a Cassino (FR)

RICEVE IL PREMIO NAZIONALE ASDOE

per i meriti culturali e il contributo alla formazione di giovani generazioni

È DISPONIBILE L’ALBUM “TERESA CANTA PINO

Un inedito omaggio in chiave folk d’autore

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Sabato 25 febbraio TERESA DE SIO riceverà il  presso l’Aula Pacis di Cassino – FR – (via Marconi, 41 – ore 16.30 – ingresso libero),alla presenza di docenti, studenti, musicisti, giornalisti e autorità.

Il presidente Antonio Riccardi afferma che per l’ASDOE, Associazione Docenti Europei, è un grande onore avere ospite Teresa De Sio, considerataesponente di spicco del rinascimento folk-rock italiano, attiva sia sul fronte della musica popolare, che in contesti più propriamente d’autore. Il riconoscimento va alla De Sio in quanto anche scrittrice: due sono infatti i suoi romanzi pubblicati da Einaudi, “Metti il diavolo a ballare” (2009) e “L’attentissima” (2015).

Teresa De Sio è un’artista poliedrica che, grazie alla sua intensità interpretativa, sa coniugare le atmosfere della tradizione musicale napoletana con le suggestioni più particolari e innovative del mondo contemporaneo, ed è diventata un autentico punto di riferimento di tutte le giovani band meridionali.

Il Comitato scientifico del Premio nazionale ASDOE assegna annualmente il prestigioso riconoscimento a personalità che si sono particolarmente distinte per meriti culturali, professionali, artistici, sportivi e per il contributo dato alla formazione delle giovani generazioni.

È disponibile nei negozi e in digitaleTERESA CANTA PINO” (prodotto da Luisa Pistoia e Carlo Gavaudan per Sosia&Pistoia e da Teresa De Sio/distribuito da Universal Music), il nuovo progetto discografico di TERESA DE SIO, il suo personale “atto di devozione” a Pino Daniele.

In questo disco, il mondo musicale di Teresa De Sio si fonde con quello del cantautore napoletano, dando nuova vita ad alcuni storici brani di Pino Daniele, senza stravolgerli ma immergendoli nelle sonorità tipicamente folk-rock di Teresa.

«Per me questo è un progetto devozionale – racconta Teresa De Sio – Pino sta sulle facce della gente, sulla facciata dei palazzi, per le strade. Non possiamo salutarlo che con la musica».

“Teresa canta Pino”, con la produzione artistica di Sasà Flauto, contiene 15 brani di Pino Daniele, riletti in chiave personale da Teresa De Sio, e 1 brano inedito, “’O jammone”, ossia “il capo”, scritto dalla stessa Teresa in ricordo dell’amico e collega scomparso, da sempre visto come il più grande artista napoletano.

Al disco, hanno preso parte anche Niccolò Fabi, voce nel brano “Un angolo di cielo”, e il coro dei ragazzi dell’Istituto Melissa Bassi di Scampia, protagonista in “Napule è”.

“Teresa canta Pino” è il primo progetto strettamente discografico al quale la CMC – Campania Music Commission – ha deciso di collaborare. La CMC è un’associazione ideata e presieduta dall’avv. Ferdinando Tozzi, esperto di diritti d’autore, sviluppatasi grazie all’impegno ed al supporto di professionisti ed associazioni del settore musicale, della discografia nazionale nonché di istituzioni private attente ai bisogni del territorio. L’associazione nasce con lo scopo di valorizzare e rilanciare il territorio campano, i suoi beni culturali e le sue professionalità attraverso la musica in tutte le sue declinazioni: con“Teresa canta Pino” ciò è stato concretamente realizzato.

www.teresadesio.com

24/02/2017 -Michele Bravi esce il nuovo album, Anime di Carta: “Le canzoni di questo disco non sono 13 canzoni ma sono il racconto della mia vita degli ultimi tre anni”.


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Il diario degli errori è il brano che Michele Bravi ha presentato a #Sanremo2017 che si è piazzato quarto nella classifica del Festival e che occupa il sesto posto nella classifica Fimi/GFK. Il brano è contenuto nell’album “Anime di Carta” in uscita  oggi 24 febbraio che racconta gli ultimi tre anni della vita del cantante.

Michele dopo la partecipazione a Sanremo sembra risorgere dalle ceneri di un periodo buio post XFactor che ha richiesto riflessione, analisi e tempo come  racconta nelle dichiarazioni rilasciate  nel corso dell’incontro con la stampa

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 “Questo per me è un disco importante. Questo è stato un percorso intenso, diverso dal percorso standard post-talent. Ho preso scelte difficili ma Sanremo mi serviva per dimostrare quanto fossero state giuste le mie scelte sbagliate. Ho iniziato a scrivere le prime cose di questo disco tre anni fa e solo a dicembre sono riuscito a finire quelle canzoni iniziate tre anni fa”.
“E’ stato anche un percorso umano. Il lavoro e la vita personale si sono incontrate spesso. Ho iniziato a pensare a me stesso… ho perso una persona importante a cui tenevo e c’ho scritto un disco. E’ stata una seduta di psicanalisi con me stesso. Ho capito che siamo tutti Anime di Carta. La carta è quel materiale accessibile a tutti, un pezzo di carta ce l’hai sempre vicino, quindi non è un qualcosa di ricercato ma lì ci puoi scrivere la tua storia. Ci si può accartocciare, si può prendere fuoco, si può diventare un’origami bellissimo”.
“A vent’anni non posso parlare di queste cose? Il punto è proprio questo. La mia prima storia è stata a vent’anni ed è stata una storia perfetta. Non mi sono posto problemi perché ci sono andato a braccia aperte, come si va la prima volta. Dopo la prima scottatura, ci si rende maggiormente conto. Avevo trovato una persona che mi illuminava. E questo disco è quella luce. Sono contento di aver potuto dimostrare che quelle scelte sbagliate erano giuste e spero di poter continuare a scrivere questo diario degli errori. Sono arrivato ad una fase di serenità, anche se non sembra (si commuove, ndr)”.
 “Ho fatto delle enormi cavolate, sono stato uno stronzo e ho sbagliato. Dalle scelte sbagliate spero di imparare ancora. Prima ero più stabile ed energico. Ora sono più emotivo ma perché ho tolto ogni filtro. Queste di questo disco non sono 13 canzoni ma sono il racconto della mia vita degli ultimi tre anni”.
L’intervista a Vanity Fair (in cui fa coming out, ndr) è stata solo un’anticipazione di quello che si sentirà nel disco. Avevo bisogno di dire le cose come stavano, senza filtri. C’è anche un pezzo che parla di sesso orale con una ragazza. Avevo bisogno di togliermi quella sovrastruttura. Canto quello che vivo e vivo quello che canto. Spero anche che questo disco divida. Spero che ci siano tanti a cui questo disco faccia schifo perché questo significherà che sono riuscito a raggiungere le persone che mi interessavano”.
Il tour:A maggio sarò a Milano e Firenze con un’anteprima. Anche nel concetto dal vivo mi piacerebbe parlare di spettacolo. Ci sarà un filo conduttore. Mi sto dedicando a queste due date. Non ci sarà una normale band ma ci saranno musicisti specifici. E sul palco ci sarà una rivisitazione del concetto di carta. Ho il timbro interessante, questo disco mi ha permesso di vestirlo bene e coccolarlo”.
Non è un album di rivincita:  “Ho capito che non me ne frega un cavolo. Ho imparato a capire le regole del mercato discografico. Quando mi hanno stracciato il contratto, era giusto. Non ho ritenuto giusto l’atteggiamento di quella persona di merda che mi voleva far sentire morto. Non è una rivincita, questo è un inizio. Il primo disco era un debutto nella discografia e chiedevo ai grandi autori ‘cosa può diventare Michele?’. Il secondo disco era più mio. Ma questo è il mio primo vero disco perché sento di poter dire che queste canzoni posso cantarle solo io. Me lo sono sudato tanto”.
“Ho un rapporto particolare con gli autori, infatti mi odiano tutti. Ho chiamato personalmente degli autori e prime di iniziare a scrivere, ho iniziato a frequentare queste persone. Noi ci vedevamo, pomeriggi su pomeriggi, anche solo per parlare o perché c’era la voglia di prendere un caffè insieme, senza dover scrivere nulla per forza. Non riesco a sedermi al tavolino con una persona solo perché so che scrive delle hit. Non funziona così. Ci sono anche autori impensabili per il pop, da Contessa de I Cani in poi… ma umanamente ci siamo trovati bene”.
“Mi sono incontrato con questi autori. Faccio l’esempio di Federica Abbate. Ci sono incontrati a cena per la prima volta a marzo. Ci siamo messi a parlarci, poi abbiamo iniziato a condividere pezzi e consigli. Un giorno, dopo una chiacchierata sulla fine della mia storia, si è presentata a casa mia con Il Diario degli Errori. E’ nato su di me e mi aveva capito come un’amica vera. Quel pezzo era perfetto così, non ho cambiato una parola”.
Sanremo è andato bene (i voti delle giurie erano ottimi): “Non ho visto percentuali o cose. So solo che sono arrivato quarto perché ero davanti alla tv. Senza presunzione, sapevo di avere un pezzo importante e sapevo che quella canzone meritava una platea ampia. Se è piaciuta alle varie giurie sono contento, però riconosco il merito alla canzone perché quello è il Festival della canzone. Ha vinto il pezzo, non io. Lo metto nel mio diario delle vittorie… anche se partivo sotto zero”.

Perché anche le canzoni in inglese? “E’ una scelta lucida. Non voglio rinnegare il vecchio disco, però il fatto di aver cantato in inglese mi sono reso conto che mi faceva nascondere dietro qualcosa. Era una protezione o un filtro. Io penso in italiano, la mia lingua. Se ti devo dire ‘vaffanculo’, te lo dico in italiano perché in inglese non avrebbe la stessa forza”

Hai delle influenze particolari? “Ascolto di tutto. Ho approfondito tanto la musica elettronica. Da lì ad ispirarmi mi sembra di mancare loro di rispetto”.

Pausa sarà il nuovo singolo?Non ne ho idea. Mi tiro indietro sulle scelte discografiche”.

 Mi piacerebbe duettare con Chiara. Io e lei ci facciamo già delle cantate infinite”.

 
 Redazione