#MUSICA: ESCE IL NUOVO ALBUM “TIENITI FORTE” DI MARCO CARTA CHE PROMETTE: IL 2017 SARA’ ALL’INSEGNA DEL LAVORO.


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Tieniti forte” è il nuovo album di Marco Carta (il sesto della sua carriera), che esce venerdì 26 maggio  per Warner Music anticipato dal singolo “Il meglio sta arrivando”  un incoraggiamento per coloro che il meglio non ce l’hanno, dice il cantante.

Ma perchè il titolo “Tieniti Forte”? Marco Carta ne spiega il significato: “Mi piaceva il concetto di tenersi forte, di resistere alle intemperie della vita – spiega il cantante -: il tenersi forte a una storia, a un oggetto, a qualcuno. Tenersi forte diventa così un mantra”. “Gli ultimi 10 anni per me è stato come andare sulle montagne russe. Soprattutto agli inizi, dopo la vittoria ad Amici e quella al festival di Sanremo: un successo inaspettato e travolgente.

A due anni di distanza dal precedente lavoro discografico, cresciuto e più consapevole ha rilasciato varie interviste in occasione del lancio del suo nuovo album “Tieniti Forte” che da domani 26 maggio sarà negli store. E pronto poi   il calendario dell’instore tour che è  in costante aggiornamento ma partirà  solo n autunno col tour vero e proprio. Sarà un’estate piena di impegni che vedrà anche la sua partecipazione  ai festival radiofonici che Marco considera “una bella occasione d’interazione e contatti” che potrebbe far nascere una bella collaborazione, dice.

Riportiamo l’intervista rilasciata al TgCom24  in cui parla dell’amore, del rapporto con i social, del talent, del tour, del nuovo team e del nuovo genere musicale, dei recenti attentati al Bataclan  e qualche giorno fa a Manchester, degli amici e altro ancora.

 

Canti “Il meglio sta arrivando”, cos’è il meglio per te?
E’ un messaggio positivo e di incoraggiamento verso le persone che non hanno il meglio in questo momento. Il meglio può solo arrivare. La serenità, se uno sta bene in una casa di 60 metri con il suo cane, è già una vittoria. Per me il meglio è iniziare e non fermarmi più, mai più.

Canti l’amore lontano, che si trasforma, ma quanto è importante l’amore per te?
La musica è il mio vero amore, per delle infatuazioni ho sacrificato talvolta il lavoro, forse ho anche perso un po’ tempo. Ma il 2017 sarà all’insegna del lavoro, lo prometto.

Dici che al digitale mancherà sempre la pelle, che rapporto hai con il web e i social?
Sono molto presente, ma senza polemica. Mi piace interagire con i miei follower. Per colpa del digitale nasceranno meno cose, forse meno figli. Gli incontri in Rete non sostituiranno mai quel colpo di fulmine con una persona che vedi e ti piace. Non lo puoi avere con una foto sui social.

Marco sembra più maturo, come hai imparato a tenerti forte?
Non ho più bisogno delle montagne russe, volevo il successo a tutti i costi, volevo diventare un cantante e arrivare. Ora ho fatto un passo indietro, ora guardo le piccole cose, quelle importanti, la mia famiglia, vedo mia nonna invecchiata e mi spaventa, mi fa male, mi verrebbe da chiuderla in una teca di vetro per non farla invecchiare mai.

Hai fatto un talent, un reality… cosa ti manca oggi?
L’anno prossimo festeggerò 10 anni di carriera e mi piacerebbe fare un grande concerto, con delle collaborazioni importanti.

Manchester come l’attentato al Bataclan, perché si colpisce la musica?
Sono arrabbiato perché usarla per terrorizzare è infame, sono molto triste, sono un cantante e da musicista vivo queste cose in modo più doloroso. Non mi do pace.

Questa estate cosa farai?
Promo in tv e dei tour live radio. In autunno invece inizierà il vero tour.

Guardi Amici?
Certo, sempre. Tutti criticano… criticano e poi ad Amici ci vanno. Come ‘X Factor’, i talent servono ai giovani. All’inizio ci attaccavano, io sono tra quelli che ha pagato di più lo scotto, sono stato uno dei primi ad aver fatto un successo discografico grosso.

Degli artisti chi ti è stato più vicino in questi dieci anni?
Laura Pausini mi ha insegnato tante cose. E Arisa, con la quale si è instaurato un feeling umano. Abbiamo un rapporto strano, ci allontaniamo e ci riprendiamo. Artisticamente è bravissima. Per il resto sono circondato da persone normali. Mi trovo meglio con quelli che hanno ritmi e orari normali.

Redazione

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