Addio a Paolo Limiti. Il suo pensiero tratto da alcune interviste “…Un artista può anche essere talentuoso ma, se poi non ha la possibilità di affidarsi a una macchina che funziona, non arriva da nessuna parte “


limiti
La notizia di oggi della scomparsa di Paolo Limiti, morto a Milano, a 77 anni, per un tumore scoperto appena un anno fa, è rimbalzata sul web spiazzando un pò tutti. Personaggio di straordinaria poliedricità ha spaziato nella sua lunga carriera dalla musica ai film, dai documentari ai libri e alla televisione. Il conduttore e critico musicale è stato anche uno dei parolieri più importanti della scena musicale, ha scritto per Ornella Vanoni, Albano e Romina, Massimo Ranieri, Peppino di Capri e tanti altri,  ma soprattutto per Mina: per lei scrisse i testi di Viva lei, Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio, Secumdì secumdà.   Dal 2000 al 2002 è stato sposato con Justine Mattera, conosciuta per caso  che ha lanciato in televisione come sosia  di Marilyn Monroe.

Analizzava spesso lo stato di salute della musica e della televisione, lo ricordiamo pertanto con alcune su esternazioni da critico musicale e professionista di grande esperienza su argomenti come talentshow, cantanti nati dai talent,  televisione e conduttori di oggi.

Va comunque precisato che poichè trattasi di “pareri” estrapolati da alcune interviste rilasciate tra agosto 2015 e luglio 2016 – le opinioni di Limiti, possono sembrare poco attinenti ai personaggi da lui presi in considerazione,  oggi sicuramente più evoluti artisticamente rispetto al periodo cui si riferiscono le interviste.

Paolo Limiti sui Talent show: “In sé questi programmi sarebbero anche delle buone vetrine per i giovani artisti. Però mancano i buoni pezzi musicali da cantare. In ogni caso non rappresentano una vera novità: già negli anni Cinquanta Nunzio Filogamo presentava Il microfono è vostro, un programma che dava la possibilità a chiunque di salire sul palco e cantare”.

Tuttavia Limiti, in una intervista pubblicata su Grand Hotel nel 2015 rilasciò alcune dichiarazioni su  Mengoni, Emma, Amoroso e Fragola. Di loro disse:

Su Mengoni:  “E’ già un numero uno, ha fatto la gavetta e ha una bella carriera. L’unica cosa che gli suggerirei è di avere la voglia e il coraggio di scegliere anche brani più ‘maturi’, non necessariamente troppo suoi, ma capaci di esistere anche al di là della sua bravura. Tra l’altro il suo personaggio affascinante ed elegante mi ricorda Teddy Reno“.

Su Emma: “Ha una voce potente e una bella impostazione ‘rock’ che però non sempre coincide con il suo look, a volte un po’ troppo romantico. Potrebbe cercare di costruirsi un personaggio un po’ più coerente, da vera ‘urlatrice’. Proprio come fece un’urlatrice del passato, Betty Curtis, che osò abiti e look da far impallidire le ‘santarelline’ dell’epoca” (Che dire? si vede che Emma ha ascoltato il suo consiglio e oggi è una “rocker” a tutti gli effetti ..ndr)

Sull’ Amoroso sempre nel 2015 invece ha detto: “Ha una voce versatile e un fisico dolce. E’ un personaggio perfetto per un genere melodico, tipicamente italiano. Non le manca altro che un po’ di esperienza e magari qualche brano molto cucito su di lei, lontano dalle solite logiche commerciali. Quando l’ho vista a Sanremo duettare con Emma sulle note di Per Elisa mi ha ricordato molto l’eleganza di Alice“.

Su Lorenzo Fragola: “Ha vinto X Factor e se lo meritava ma è ancora agli inizi e bisogna vedere come evolverà. Di certo è simpatico e con un faccino pulito che può renderlo molto popolare. Se non sbaglia canzoni e impara a vincere la timidezza potrebbe addirittura diventare un Gianni Morandi del futuro”.

Nel luglio del 2016 in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero raccontò  di aver rinunciato a fare il giudice in un talent

…ho detto di no perché non mi interessa”.

e fece un analisi critica della televisione moderna:

“Nella televisione moderna, si è innescato un meccanismo di fruizione veloce: ognuno può costruirsi il suo palinsesto come e dove vuole. La conseguenza è una produzione a catena di programmi. Tanti, tantissimi. Più che si può. Per riempire i vuoti. Non importa neppure se si fanno programmi fotocopia. Inevitabilmente, questo determina un calo di originalità. E di qualità. Da qui la necessità di tornare al passato e di riavere sul piccolo schermo volti già noti”. E a tal proposito infatti gioì per il ritorno di Pippo Baudo, Heather Parisi, Lorella Cuccarini  dei quali disse:  “Credo che faranno bene, perché ne hanno fatta di buona tv. Faccio il tifo per Pippo, in bocca al lupo. E in bocca al lupo anche a tutti quelli capaci, a prescindere dall’età e dalle correnti di appartenenza. I nuovi conduttori non sanno dire di no. pensano che basti stare davanti alla telecamera con la lucetta rossa accesa a fare due moine. Non è così. In tv ci sono conduttori che non sanno parlare in italiano, che prendono tempo tra una frase e l’altra perché non sanno cosa dire, che aspettano costantemente suggerimenti. Non serve che faccia i nomi, sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono personaggi che sono in tv da quattro stagioni (e ci avviamo alla quinta) e restano sul piccolo schermo nonostante dicano cose come ‘anche l’occhi vuole la sua parte’. In questa frase non c’è nessuna parola che accorda con l’altra“.

E per finire su Maria de Filippi disse: “è una che sa fare televisione e infatti nessuno le toglie i programmi. C’è posta per te è ben strutturato e variegato. Lo guardo sempre con molto piacere. Non mi piacciono, invece, i programmi basati su format ripetitivi come Tale e quale show”.
Sua  poi una frase che, se interrogato sullo stato di salute attuale della musica, ripeteva spesso quasi a ribadire e ribadire ancora le criticità che maggiormente affliggono il  mondo musicale oggi e che adesso che non c’è più, suona quasi come monito e  nel contempo un appello  in aiuto del talento laddove esiste. Ed è questa:
Ripeto, mancano bravi autori, produttori, case discografiche lungimiranti. Un artista può anche essere talentuoso ma, se poi non ha la possibilità di affidarsi a una macchina che funziona, non arriva da nessuna parte “.  (Paolo Limiti)
Redazione

One comment

  1. “Ripeto, mancano bravi autori, produttori, case discografiche lungimiranti. Un artista può anche essere talentuoso ma, se poi non ha la possibilità di affidarsi a una macchina che funziona, non arriva da nessuna parte “.

    Ecco….di questi stralci di varie interviste questa è la sola e unica verità che condivido pienamente…purtroppo!!

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