ADDIO A PAOLO VILLAGGIO: “Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare” é l’estremo saluto della figlia Elisabetta.


Paolo Villaggio è morto. Attore tra i più popolari e amati nella storia del cinema italiano, aveva 84 anni e da qualche giorno era ricoverato al Policlinico Gemelli.

Attore, doppiatore, sceneggiatore e scrittore, è entrato nella storia della cultura popolare italiana per i caratteristici personaggi grotteschi e a tratti paradossali a cui ha dato vita. Su tutti il professor Kranz, Giandomenico Fracchia, ragioniere dallo stesso Villaggio definito “ipertimido, un caso patologico” e soprattutto un altro ragioniere, quell’Ugo Fantozzi entrato nell’immaginario collettivo di tutti.

Nato il 30 dicembre del 1932 in quella Genova per cui non ha mai nascosto un amore viscerale (parallelo a quello per la Sampdoria), oltre ad essere uno dei più noti attori d’Italia aveva scritto anche svariati libri, tra cui ben nove dedicati proprio a Fantozzi.

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Gemello di Piero Villaggio (futuro docente alla Normale di Pisa), Piero Villaggio, molto conosciuto anche negli Stati Uniti, è stato uno dei maggiori esperti, a livello internazionale, di teoria classica dell’elasticità. L’ultima apparizione in pubblico insieme al fratello Paolo è stata nel 2012 a Palazzo Ducale per la festa degli 80 anni dell’attore organizzata dal Comune di Genova.vilefr

Paolo Villaggio, dopo il liceo classico “Andrea Doria”, si iscrisse a Giurisprudenza a Genova prima di dedicarsi al mondo dello spettacolo, partendo dal cabaret. I suoi primi spettacoli ebbero luogo sulle navi della Costa Crociere, dove lavorò anche con un giovanissimo Fabrizio De André, suo amico di vecchia data. Dopo aver lavorato anche come speaker per la BBC a Londra e come cameriere, divenne impiegato in un’industria metallurgica e siderurgica, la Cosider. Un’esperienza fondamentale per la nascita del personaggio di Fantozzi.

A partire dagli anni ’50 si diede quindi al mondo del teatro, entrando nella Compagnia goliardica Mario Baistrocchi. Qui si cimentò anche come autore. Lo notò Maurizio Costanzo, che nel 1967 gli suggerì di esibirsi anche a Roma. Negli stessi anni l’esordio anche al milanese Derby Club, dove conobbe Giorgio Gaber, Cochi e Renato e moltissimi altri artisti.

Datato 4 febbraio 1968 l’esordio televisivo in ‘Quelli della domenica’, dove portò in scena la sua comicità molto “fisica” e i personaggi dell’aggressivo e sadico Professor Kranz e del sottomesso Fracchia, noto tra l’altro per il suo costante sprofondare in una tremendamente scomoda poltrona sacco.

Nel 1968 per la prima volta compare Fantozzi, come personaggio di una sua rubrica sulla rivista ‘L’Europeo’. Il ragioniere e tutto il suo mondo della Megaditta diventano un libro nel 1971 e finalmente un film nel 1975, per la regia di Luciano Salce.

Infiniti i tormentoni consegnati al Paese da ‘Fantozzi’ e dai suoi nove seguiti, dalla partita “Scapoli contro Ammogliati” alla “Corazzata Kotiomkin” (parodia della Potemkin), dalla regata a “chi ha fatto palo”, fino alle frasi “Com’è umano lei”, “Batti lei”, “Mi si sono intrecciati i diti” e molte altre.

Tantissimi anche i personaggi di contorno entrati nel cuore degli italiani: la moglie Pina, la sgraziata figlia Mariangela, i vari “megadirettori” cambiati negli anni e poi il ragionier Filini, l’amata signorina Silvani, il geometra Calboni.

La sua comicità grottesca e spesso dolente fece ridere di pancia gli italiani, ma fu anche un fenomeno di critica sociale e mise anche al centro dell’attenzione pubblica una serie di problemi di carattere sociale dell’Italia del boom economico.

Oltre alla saga di Fantozzi, Paolo Villaggio è stato anche apprezzatissimo attore drammatico, lavorando tra gli altri con Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Nel 1992 conseguì il Leone d’oro alla carriera.

Lo scorso marzo, la figlia di Villaggio aveva postato un’immagine insieme con suo padre su Facebook: «Non starà al meglio, certo. Ma il cinema italiano lo ha abbandonato invece mio padre c’è», aveva scritto, in un post divenuto immediatamente virale.

Oggi scrive: “Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”, l’estremo saluto della figlia Elisabetta, che così ha voluto ricordarlo su Facebook, a corredo di una vecchia fotografia in bianco e nero.

Redazione

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