Giorno: ottobre 27, 2017

JERRY CALA’: FALSO CHE HO TRADITO MARA VENIER IL GIORNO DEL MATRIMONIO, VI RACCONTO COM’E’ ANDATA


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“Non è vero che ho tradito Mara Venier nel giorno del nostro matrimonio, sono passati 35 anni e non era nemmeno il giorno delle nozze”. A parlare è Jerry Calà, che ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha risposto alle ‘accuse’ rivoltegli dalla Venier, sua ex moglie, che qualche giorno fa aveva detto di averlo ‘beccato’ a tradirlo proprio appena sposati. “Noi ci siamo sposati a Las Vegas, e Mara si riferiva ad un weekend che avevamo fatto dopo il matrimonio, a Castiglioncello, circa un mese dopo le nozze”. Ma è vero che in quella occasione stava facendo sesso con un’altra in bagno? “No, non è vero. Mi ha trovato che parlavo fitto fitto con una. Ma la signora Venier dovrebbe dire che lei soffriva di una gelosia quasi morbosa”. Fitto fitto? “Si, parlavo fitto fitto, era una festa, eravamo tutti un po’ brilli”. Oggi i rapporti con la Venier come sono? “Ci vogliamo un grandissimo bene”. L’ha picchiata? “Non me la ricordo, forse qualche ‘bastonata’ me l’avrà data!”.

VIDEO / CLICCA QUI PER J. CALA’ A UN GIORNO DA PECORA RAI RADIO1: https://wetransfer.com/downloads/869dca75a8fd35b47483c250d1cceae120171027111521/ec5880341d1bdc724120bfdae393871c20171027111521/6b0cac

da @Redazione@1giornodapecora 

Amanda Lear a Domenica Live per replicare alle dichiarazione di Simona Izzo “Amanda era un uomo…”? Nemmeno a peso d’oro!


Dopo le dichiarazioni a Domenica Live di Simona Izzo: “Amanda era un uomo, lei stessa non ha mai confermato né smentito”, ad avvalorare poi la tesi ci ha pensato la contessa Patrizia De Blanck: “Sì, Amanda era un uomo. Si chiamava Peki d’Oslo“, Barbara d’Urso ha ben pensato di dare la possibilità all’interessata di replicare, per cui Mediaset avrebbe offerto ad Amanda Lear  15 mila euro per un’ospitata. La fonte della notizia  sarebbe una  indiscrezione   raccolta da una giornalista di Libero, ma l’invito sarebbe stato declinato nonostante la stessa Amanda Lear  in passato abbia spesso giocato sulla sua presunta ambiguità  per poi confermare nel tempo di essere sempre stata donna.

Redazione

Papa Bergoglio porta la sua voce nello spazio intervistando l’astronauta Paolo Nespoli in volo a 400 km dalla terra


papa

Papa Bergoglio nelle insolite vesti di intervistatore ieri pomeriggio si è video-collegato per venti minuti dal Vaticano con l’austronauta brianzolo Paolo Nespoli sulla Stazione spaziale internazionale.

Il Papa ha così esordito:

Buongiorno o buonasera, perché quando si è nello spazio mai si sa, penso che lì nella stazione spaziale le giornate scorrono in modo diverso, vero?” “Ringrazio voi e quanti hanno organizzato questo collegamento che mi dà la possibilità di incontrarvi e di rivolgervi alcune domande. Comincio subito con la prima domanda: l’astronomia ci fa contemplare gli orizzonti sconfinati dell’universo e suscita in noi le domande da dove veniamo dove andiamo. Chiedo a lei, Dottor Nespoli, alla luce delle sue esperienze nello spazio qual è il suo pensiero sul posto dell’uomo nell’universo?“.

Risponde Nespoli (principale interlocutore per via della lingua) “Santo Padre”,  questa è una domanda complessa, io sono una persona tecnica, un ingengere, quando si parla di queste cose rimango anch’io perplesso, è un discorso molto delicato. Penso che il nostro obiettivo qua è quello di conoscere il nostro essere, riempire la conoscenza, capire quello che ci sta attorno. Più conosciamo e più ci rendiamo conto di conoscere poco. Mi piacerebbe che persone come lei, non solo ingegneri e fisici, teologi, filosofi, scrittori, poeti venissero qui nello spazio per esplorare cosa  vuole dire avere un essere umano nello spazio”.

E’ vero quello che lei dice“, ha commentato il Papa, “ma in questa sala da cui vi sto parlando si trova, come vedete, un arazzo artistico ispirato a Dante, ‘l’amor che muove il sole e le altre stelle’. Vi chiedo che senso ha per voi che siete tutti ingegneri e astronauti chiamare amore la forza che muove l’universo?”

A rispondere, questa volta, con la successiva traduzione di Nespoli, è stato il russo Segey Ryazanskiy, che ha fatto riferimento “a un libro che sta leggendo qua sopra, il piccolo principe di Saint Exupery, la storia del ragazzo che darebbe volentieri la propria vita per tornare piante e animali sulla terra e sostanzialmente l’amore è quella forza che ti dà la capacità di dare la tua vita per qualcuna altro“.

Mi piace questa risposta. Grazie di cuore per questo colloquio. Il Signore benedica voi il vostro lavoro e le vostre famiglie. Pregherò per voi e voi per favore pregate per me”.

“Grazie di essere stato con noi nella stazione spaziale“, ha concluso Nespoli, “averci portato più in alto, averci tirato fuori dalla meccanicità quotidiana e averci fatto pensare a cose pi grandi di noi“. L’equipaggio della Missione 53 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, in volo a 400 km dalla Terra.

Redazione