Giorno: luglio 23, 2018

24/07/2018 – 21:25 #RAI1: THE GOOD DOCTOR Le imprese straordinarie del giovane chirurgo autistico con la Sindrome del Savant


Martedì 24 luglio, in prima serata alle 21.25 su Rai1, nuovo appuntamento in prima visione assoluta con “The Good Doctor“, la serie che racconta le vicende di Shaun Murphy (interpretato da Freddie Highmore), un giovane chirurgo autistico con la Sindrome del Savant.
Nel primo episodio, “Scelte difficili”, una donna incinta insiste per far rimuovere al bambino che ha in grembo un tumore. Sia dal punto di vista clinico che da quello legale il caso è molto complesso, l’intervento è altamente rischioso e Shaun dovrà valutare tutte le difficoltà. Nel secondo episodio, “Soltanto la verità”, Shaun segue il caso di un bambino malato di osteosarcoma al quarto stadio al quale i genitori tengono nascosta la malattia. Claire e Jared, invece, sono alle prese con Merrill, un paziente affetto da inspiegabili e violente reazione allergiche. Infine nel terzo episodio, “Incidenti di percorso”, il dottor Murphy dovrà affrontare per la prima volta una grande emergenza al pronto soccorso. A causa di un incidente stradale che ha coinvolto un pullman in ospedale sono arrivati molti feriti gravi.
Redazione

#CANALE5: “Temptation Island”, nel terzo appuntamento del reality confronto finale per Ida e Riccardo, ma anche per unʼaltra coppia


"Temptation Island", nuove rivelazioni nel terzo appuntamento del reality

Tante sorprese e colpi di scena nel terzo appuntamento di “Temptation Island“, in onda lunedì 23 luglio in prima serata su Canale 5. Il viaggio nei sentimenti del docu-reality condotto da Filippo Bisciglia è giunto a un vero e proprio punto di svolta: per due coppie sarà tempo di un confronto finale, con nuove rivelazioni che scuoteranno gli animi di alcuni di loro.

La terza puntata segnerà un punto di svolta nelle dinamiche sentimentali dei protagonisti. Il periodo di separazione porterà fidanzati e fidanzate a nuove consapevolezze che cambieranno completamente il loro approccio alla vita di coppia, consolidando, per alcuni, i rapporti nati con i single.

A sorpresa, oltre che per Ida e Riccardo, anche per un’altra coppia sarà tempo di confronto finale.

Ma, durante il falò, pure gli altri fidanzati e fidanzate si troveranno di fronte a sconvolgenti rivelazioni e tutti alla fine ne usciranno profondamente cambiati.

[fonte TgCom24]

 

ERMAL META al Giffoni: “Scrivi quello che vuoi ma fallo bene, perché più di un paio di occhi azzurri, quello che veramente piace tanto è l’uso corretto del congiuntivo”


Festival di Giffoni 2018, il cantautore Ermal Meta © ANSA

Ermal Meta, protagonista di una seguitissima masterclass al Giffoni Film festival   ha risposto ai giovani giurati .Capire “che gli altri sono solo il nostro specchio, che abbiamo in mano il futuro del nostro Paese, dipende da tutti noi, e soprattutto da voi che siete gli alberi giovani” ha detto.

Nel rispondere ai giovani giurati ha mescolato riflessioni sulla sua lunga gavetta (“Aver suonato a lungo in tutti i buchi d’Italia è stato positivo, quando hai poche persone a un metro da te, la tua attenzione aumenta”), sui temi delle sue canzoni e il successo. Negli ultimi anni “ho assistito a un impoverimento del linguaggio all’interno della musica e delle canzoni. Ogni genere e stile può avere spazio, il vero problema è quando, a volte, si tenta di distruggere la grammatica italiana. Scrivi quello che vuoi ma fallo bene, perché più di un paio di occhi azzurri, quello che veramente piace tanto è l’uso corretto del congiuntivo”.

Ermal Meta, che da tre anni cavalca la cresta dell’onda dimostra di essere infaticabile tra live, album, Sanremo e impegno come giudice ad Amici, è in pieno tour con l’ultimo disco, Non abbiamo armi: “Continuerò con i concerti almeno fino a fine anno, farmi frenare dalla stanchezza fisica sarebbe sabotarmi da solo e poi non posso fare a meno della musica dei live, lì non puoi bluffare”.

 Meta ha scoperto la musica molto piccolo ad appena  quattro anni: “Ero in sala di registrazione con mia madre che suonava in un’orchestra. Mi aveva ‘parcheggiato’ sullo sgabello davanti a un pianoforte. Quei tasti bianchi e neri mi hanno stregato”. A sette anni per lui la musica era già un “chiodo fisso” ma c’era anche l’obiettivo dell’università: “Studiavo lingue, mi sono fermato all’ultimo esame, me lo tengo per la vecchiaia – dice sorridendo -. Mi aveva chiamato la Caselli e quando lei chiama non puoi dire di no”. Rispetto ai suoi inizi, nel 1997, oggi “le case discografiche non fanno più scouting” e per farsi notare nel mondo della musica si utilizzano il web e i talent:Bisogna distinguere tra popolarità e successo. Puoi essere famosissimo ma per ragioni non proprio edificanti. Non bisogna cercare di essere popolare a tutti i costi. La parola talent è un contenitore, quello che conta è il contenuto, e a quello molti non guardano con attenzione. Con la popolarità ti conoscono migliaia di persone; il successo invece vuole dire che quello che tu fai e ami riesce a toccare in qualche modo le vite altrui. Se avessi 18 anni proverei qualunque strada ma preferirei sempre un piccolo successo a una grande inutile popolarità”. Nato in Albania 37 anni fa, ma cresciuto in Puglia dove è arrivato con la madre a 13 anni, Meta definisce “incredibile” l’accoglienza avuta nel suo Paese d’origine dove è da poco stato in concerto: “C’erano 100 mila persone in piazza. Cantando le prime canzoni mi venivano le lacrime. Quello però è un successo di riflesso, c’è nei loro occhi l’orgoglio di sapere che sono loro figlio. Il successo in Italia invece ha basi più solide.
Qui vedo negli occhi del pubblico la partecipazione e la gioia di qualcosa che abbiamo costruito insieme”.

Redazione