VENT’ANNI SENZA LUCIO BATTISTI


Lucio Battisti, genio, visioni, alchimia. Un enigma inafferrabile rimasto tale fino alla fine

Esattamente 20 anni ad oggi, moriva Lucio Battisti, stroncato a 55 anni da una grave malattia il 9 settembre 1998. Per un gioco del caso, l’anniversario della scomparsa di uno dei geni assoluti della musica italiana coincide con la notizia che potrebbe avviarsi a una soluzione definitiva l’intricatissima e annosa vicenda legale che vede da una parte gli eredi di Battisti,  la vedova, Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca e dall’altra Mogol e la multinazionale del disco che detiene il catalogo della Ricordi, che ha come oggetto i diritti dei 12 album più amati e conosciuti della carriera di Battisti: quelli incisi con i testi di Mogol.

L’aggrovigliata vicenda, ricordiamo, nasce da una serie di divieti imposti dalla vedova Battisti alla divulgazione della musica del marito eccezion fatta per vinili e cd. Divieto pertanto di sfruttamento per pubblicità, colonne sonore, omaggi, perfino festival. E, tema scottante, per la diffusione su Internet, a cominciare dalle piattaforme di streaming. Anche il meno esperto si rende conto di quale sia la potenzialità commerciale, non sfruttata, di questo catalogo.

Vista l’impossibilità di arrivare a una soluzione, il Tribunale di Milano si è affidato ad un legale esperto in materia, affidandogli “tutti i poteri di legge volti alla miglior liquidazione della società (Le edizioni Acqua Azzurra, di cui sono soci tutti i soggetti citati sopra), nessuno escluso, che eserciterà nella sua piena discrezionalità e responsabilità senza necessità di autorizzazione alcuna dei soci, compresa la possibilità di concedere licenze di sfruttamento economico delle opere anche online”.

C’è da ben sperare quindi che la musica di Lucio Battisti potrebbe essere diffusa online e  finire a disposizione anche di quel pubblico giovane e giovanissimo che ormai da tempo non utilizza i supporti fonografici. Battisti ha costruito la sua leggenda sulla sua musica di talento visionario e sulla sua assenza: detestava le derive del divismo, la pubblicità e i riti della comunicazione, in televisione ci stava a disagio e dal vivo il pubblico non lo cercava, non lo voleva, non lo riteneva indispensabile,sua la frase: “Non parlerò mai più, l’artista non esiste, esiste solo la sua arte”. La sua ultima, storica apparizione alla tv italiana risale al 23 aprile 1972: il programma è “Studio 10”, dopo aver presentato in playback “I giardini di marzo” si lancia in un duetto con Mina che resta uno dei momenti più alti della tv e della musica italiane. Qualche anno dopo sceglierà la via della chiusura totale a incontri, interviste, esibizioni lasciando parlare solo i suoi dischi. Il resto è stato, fino alla fine, impenetrabile riservatezza. [F.te Ansa]

 

Redazione

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