Giorno: aprile 2, 2019

C.S._FESTIVAL SHOW compie 20 anni! Al via il 30 giugno da Padova l’edizione 2019 del festival itinerante dell’estate italiana


IL FESTIVAL ITINERANTE DELL’ESTATE ITALIANA

FESTIVAL SHOW

COMPIE 20 ANNI!

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Al via il 30 giugno da Padova l’edizione 2019

FESTIVAL SHOW quest’anno spegne 20 candeline! Una storia entusiasmante fatta di volti celebri, di sorrisi, di applausi ma anche di impegno e fatica per poi, alla fine, affacciarsi ogni sera su piazze gremite. Il tour estivo itinerante organizzato da RADIO BIRIKINA e RADIO BELLA & MONELLA è nato nel 2000, da un’idea di Roberto Zanella, editore del più potente network radiofonico del nord Italia. Ha mosso i primi passi nelle piazze di provincia, con un palco commissionato al Comune ospitante e una struttura tecnica semplice, per poi crescere edizione dopo edizione.

VENT’ANNI DI FESTIVAL SHOW: https://youtu.be/4qZgF-WeWTI

Basti ricordare che per quattro anni la finale si è svolta all’Arena di Verona, e l’anno scorso è cominciato un nuovo sodalizio con la storica Piazza Unità d’Italia a Trieste, la piazza più grande d’Europa affacciata sul mare.

Senza contare la crescita del profilo artistico rispetto alle prime edizioni: solo Festival Show 2018 ha portato sul palco artisti come Il Volo, Benji & Fede, Ermal Meta, Irama, Le Vibrazioni, Loredana Bertè, Enrico Ruggeri e i Decibel, Anna Tatangelo, Annalisa e tanti altri, con oltre 32 ore di show live e ben 100 ore di dirette radio e streaming. In questi vent’anni, sono stati tantissimi i grandi nomi della musica italiana che hanno calcato il palco itinerante, tra i quali, solo per citarne alcuni, Elisa, Pooh, Zucchero, Patty Pravo, Stadio, Umberto Tozzi, Ron, Luca Carboni, Arisa, Roberto Vecchioni, Nina Zilli, Max Pezzali, Francesca Michielin e tantissimi altri www.festivalshow.it/ospiti.

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 Cresce l’attesa per il nome della padrona di casa che condurrà insieme a Paolo Baruzzo le tappe di Festival Show 2019. Negli ultimi anni si sono passate il testimone Lola Ponce, Serena Autieri, Luisa Corna, Laura Barriales, Giorgia Palmas, Adriana Volpe, Lorena Bianchetti e Giorgia Surina.

Ora la produzione di Festival Show è riconosciuta per la qualità, l’imponenza del palco, l’affidabilità e la professionalità delle persone che ci lavorano per portare in scena uno spettacolo che miscela sapientemente musica, ballo e divertimento.

Un risultato che invoglia a ripartire con grinta per un’altra nuova ed avvincente edizione! Si inizia il 30 giugno da Prato della Valle: l’evento di Padova sarà l’unico in tutta la provincia. Le altre date del tour si snoderanno fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, fino alla finalissima a Trieste in Piazza Unità d’Italia il 7 settembre.

Squadra che vince non si cambia perché per governare una macchina complessa ci vogliono talento, esperienza e competenza. Anche per quest’anno la direzione della fotografia è affidata a Renato Neri (light designer di eventi come Festivalbar) che rinnova il palco in ogni edizione, mentre la regia televisiva è di Claudio Asquini che permette le dirette di qualità sul sito di Festival Show.

In ogni tappa gli artisti sono accompagnati dal corpo di ballo guidato da Etienne Jean Marie; sarà presente anche la sezione Young dell’Orchestra Ritmico Sinfonico Italiana, già protagonista di Sanremo Young su Rai Uno: formata da ben sette elementi, a cui si aggiungono tre fiati e tre coristi, racchiude alcuni tra i migliori giovani musicisti del panorama nazionale provenienti da tutta Italia.

La direzione commerciale e artistica è di Mariano Sannito, il coordinamento artistico di Stefano Favero. Valore aggiunto è dato dallo staff tecnico, che da sempre con stile e professionalità costruisce un grande show applaudito da decine di migliaia di persone, e dagli sponsor, che animano il pre-show, il backstage e impreziosiscono le piazze con i loro stand.

Sono aperte le iscrizioni per partecipare ai Casting che porteranno alla selezione dei giovani emergenti che saliranno sul palco di Festival Show nelle prossime tappe. Un invito per musicisti, cantanti, band, cantautori che hanno l’opportunità di farsi notare dal grande pubblico, dagli addetti ai lavori e di esibirsi sullo stesso palcoscenico dei grandi big della musica. Le finali nazionali si svolgeranno a Caorle (Venezia) dal 3 al 5 maggio. Novità del concorso di quest’anno è l’apertura delle iscrizioni anche per le “Prime Voci”, dagli 8 ai 14 anni.

Festival Show è anche solidarietà, grazie al sodalizio con la Fondazione Città della Speranza che si occupa di raccogliere fondi per i bambini malati di gravi patologie. Da sempre, infatti, promuove nelle piazze una raccolta fondi che alla fine delle otto tappe viene versata nelle casse della Fondazione. Festival show ha donato in questi anni 630.000 euro.

Redazione

C.S._Gabry Ponte “Il Calabrone ft Edoardo Bennato, Thomas”


 Gabry Ponte torna in scena con l’attesissima collaborazione con Edoardo Bennato 

Gabry Ponte torna sulle scene con un nuovo singolo “Il Calabrone feat. Edoardo Bennato e Thomas”,   uscito venerdì 29 marzo per Warner Music e disponibile in digitale.

Il brano è un’irresistibile canzone pop che sorprende fin dal primo ascolto, un’intensa fiaba moderna dove il sound elettronico si intreccia con una romantica storia d’amore raccontata dal più celebre cantastorie della tradizione musicale italiana, Edoardo Bennato, e dalla straordinaria vocalità del giovante talento Thomas, già in vetta alle classifiche FIMI con il suo disco di d’esordio.

La canzone, scritta e prodotta da Gabry Ponte insieme a Jacopo Ettore, sancisce la collaborazione tra il producer torinese e il cantautore napoletano che lo stesso Bennato descrive come un “volo bellissimo e impossibile”:

“Faccio un sogno ricorrente sin da quando ero bambino, sogno di volare. Questa canzone mi ha subito colpito perché parla della storia di un volo, un volo bellissimo e a prima apparenza impossibile…

Un ritorno atteso quello del dj e produttore Gabry Ponte che – con all’attivo oltre 20 milioni di dischi venduti nel mondo, più di 2,5 milioni di stream mensili su Spotify e 160 milioni di views su YouTube – lo vede protagonista di un nuovo capitolo del suo viaggio musicale, sempre nel segno dell’originalità e della contaminazione.

Attualmente Gabry Ponte è in studio di registrazione al lavoro sul nuovo imminente progetto discografico.

 

Redazione

02 APR 2019, 21:25 #RAI1″Meraviglie” Il viaggio di Alberto Angela ritorna per la terza puntata


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Il viaggio di Alberto Angela attraverso le Meraviglie d’Italia ritorna per la sua terza puntata martedì 2 aprile alle 21.25 su Rai1. Le Meraviglie d’Italia sono i siti che l’Unesco ha inserito nella lista del patrimonio dell’umanità. Sono 53, nessun altro paese al mondo ha altrettanti tesori. Il nostro non è soltanto il patrimonio più ricco, ma è anche distribuito in tutte le regioni e abbraccia tutti i periodi storici.
Il percorso attraverso i tesori del nostro paese partirà da Parma, dove si potrà ammirare l’audacia pittorica del Correggio nella cupola del Duomo con lo sfondamento dello spazio e l’apertura verso il cielo. Alla reggia di Colorno, si farà poi la conoscenza di Maria Luigia di Asburgo Lorena, la duchessa rimasta nel cuore dei parmigiani nonostante i secoli trascorsi. E al Teatro Regio, il più vivace d’Italia, si rivivranno le arie e le armonie di uno dei più grandi musicisti italiani: Giuseppe Verdi.
La seconda tappa della puntata vedrà Alberto Angela alla scoperta di un sito unico al mondo: le Grotte di Frasassi, un complesso di caverne e cunicoli che si estende per chilometri all’interno delle montagne dell’Appennino marchigiano. Un paesaggio fiabesco, dove si esploreranno alcuni degli ambienti più spettacolari, come l’impressionante Abisso Ancona o la celebre Sala delle candeline. A rendere il viaggio ancora più suggestivo, la voce della soprano armena Maria Sardaryan e l’attore Cesare Bocci che, in qualità di testimone, racconterà i suoi ricordi di questa meraviglia.
Il percorso della puntata si chiuderà in Sicilia, nel Val di Noto, la splendida zona sud-orientale dell’isola dove nel corso del Settecento è sbocciata l’ultima fioritura dell’arte barocca in Europa. Noto, Modica, Ragusa le principali tappe, ma è tutto il territorio che, dopo il devastante terremoto del 1693, ha saputo risorgere dalle macerie creando chiese e palazzi che non hanno eguali al mondo. Uno dei testimoni della rinascita e della bellezza di questa zona sarà Pippo Baudo che in quei luoghi è nato e cresciuto.
Tra un sito e l’altro il generale Fabrizio Parrulli, comandante del Nucleo Tutela patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, a 50 anni dalla nascita del Nucleo, farà un bilancio del lavoro condotto a difesa e protezione dei tesori del nostro paese.
Redazione

02 APR 2019, 21:20 #RAI2 “Il Collegio 2” Terzo appuntamento per la seconda stagione del docu-reality


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Terza puntata per la seconda stagione de Il Collegio, in replica martedì 2 aprile alle ore 21.20 su Rai2. Un successo straordinario per il docu-reality che catapulta 18 ragazzi tra i 13 ei 17 dietro ai banchi del Collegio Convitto di Celana, a Caprino Bergamasco, dove vigono le regole scolastiche ed educative del 1961, centenario dell’Unità d’Italia.
In questa avvincente nuova puntata, lo sport rivela il carattere e le Convittiadi forniscono agli studenti l’occasione ideale per dimostrare di che stoffa sono fatti; non sempre però i migliori sul campo di atletica si distinguono anche nelle prove più accademiche.
Le giornate di scuola sono punteggiate da molti momenti emotivi, occasioni di crescita e anche di divertimento: una lezione al museo di scienze naturali e il primo incontro con il maestro di ballo danno a tutti una dose di buon umore.
A fine settimana, però, il discorso del Preside e la lavagna con i voti cambiano l’umore dei ragazzi: è ora di diventare tutti più seri.
A far da voce narrante del programma ritroviamo Giancarlo Magalli che, grazie al ricco archivio delle teche Rai, commenta le immagini dell’epoca riportandoci alle atmosfere del 1961.
Redazione

I GIOVANI PREFERISCONO LA MUSICA DEL PASSATO


Lo dice uno studio della New York University

È una di quelle questioni che potenzialmente sarebbero in grado di distruggere un matrimonio o sciogliere un’amicizia: quale è stato il decennio migliore per la musica pop? Certo, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano, ognuno avrà la sua risposta e non è detto che una sia più giusta dell’altra. Del resto, ogni epoca ha avuto i suoi picchi (e, di controverso, le sue vergogne). I baby boomers, alla domanda su quale sia stata la golden age del pop, non potranno che rispondere gli anni ’60, quelli della diatriba Beatles/Rolling Stones, degli Who, di Woodstock e via dicendo; così come i figli dell’indie degli anni ’80 risponderanno che mai nessuno ha toccato le vette di Smiths, Joy Division, Depeche Mode e tanti altri. Adesso però New Musical Express ha reso noto uno studio della New York University, pubblicato su Plos One, che ci viene (quasi) in soccorso stabilendo lui, sulla base di prove scientifiche, se non qual è la risposta più giusta, perlomeno dove andare a cercare la musica migliore. L’indagine, infatti, non ci dice con precisione da quale decennio attingere più di altri, ma ci informa che la musica pubblicata nel periodo che va dagli anni ’60 ai ’90 è più valida di quella precedente e successiva. Il tutto, sulla base di un campione di 630 individui nati tutti dopo il 2000, per i quali – ed è questa la notizia, secondo noi – la musica degli ultimi quattro decenni dello scorso secolo è più popolare di quella del nuovo millennio. Ai ragazzi è stato infatti chiesto se riconoscessero una serie di singoli selezionati a caso tra i numeri uno di Billboard degli ultimi 76 anni, per vedere quanto popolari essi fossero tra le nuove generazioni. Ebbene, il risultato ci dice che i giovani d’oggi conoscono di più la musica pubblicata prima che nascessero rispetto a quella che, in teoria, avrebbe dovuto accompagnarli nella loro crescita. I brani più popolari sono risultati ”When A Man Loves A Woman” di Percy Sledge, ”The Tide Is High” dei Blondie e addirittura ”Baby Come Back” dei Player, brano e band che probabilmente anche molti di coloro che hanno vissuto “in diretta” gli anni Settanta non conosceranno. Insomma, per la ricerca anche i giovani d’oggi preferiscono rifugiarsi nella musica del passato. Come si spiega? Probabilmente con l’auto-selezione che opera Spotify sulla tipologia di ascolti di ogni utente. Il che, secondo noi, chiarisce solo in parte il fenomeno, dal momento che anche un algoritmo – per quanto automatico – richiede degli input. Come dire, il seme germoglia se il terreno è fertile. E a nostro avviso è sulle ragioni di questa fertilità che, semmai, si dovrebbe indagare. Magari saremo dei tromboni insopportabili, ma può darsi che anche i ragazzi di oggi rifiutino molta della musica di plastica (elettronica e non) che si produce ai nostri giorni e preferiscano a un’epoca antecedente, ancorchè lontana. Chiaramente, restiamo dell’opinione che non esista un criterio oggettivo per comandare quale musica ascoltare e quale no. Quella buona, diciamo noi, di qualsiasi epoca si tratti. Chiaro però che quando escono fuori queste indagini un po’ di curiosità uno possa averla. Della serie, questi studi lasciano il tempo che trovano ma se volete dare un occhio a questi qui che provano a dirci quale è la musica migliore, accomodatevi pure. (SentireAscoltare)

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Redazione