Day: novembre 27, 2020

CS_GIANNA NANNINI PROMUOVE L’IMPORTANZA DI PROTEGGERE E VALORIZZARE LA MUSICA ITALIANA AL WORLD PROTECTION FORUM™


Style: “DEV”

Oggi, venerdì 27 novembre, GIANNA NANNINI è intervenuta al World Protection Forum, nato da un’iniziativa di KELONY® First Risk-Rating Agency per diffondere un nuovo modo di fare impresa e di fare cultura mettendo la protezione al primo posto, per promuovere l’importanza di proteggere e valorizzare la musica italiana.

Gianna Nannini ha dichiarato: «L’obbiettivo della nostra musica per comunicarla è che bisogna invertire i parametri e dare precedenza alle nostre produzioni in italiano e alle tipicità dei linguaggi che solo la musica italiana possiede perché c’è un’articolata territorialità. È un patrimonio e non bisogna disperderlo e neanche dimenticarlo. Io è un po’ tutta la vita che mi interesso alle culture popolari, innanzitutto mi sento proprio in dovere di tutelarle perché mi ci sono dedicata attraverso i miei studi, anche all’Università, sulle culture e soprattutto sulla cultura dei territori diversi in Italia. Questo è molto importante perché il rischio è che tutta questa cultura popolare di nostra origine si disperda, perché è molto diversa, però è rimasta un po’, nei ristoranti per esempio… Nessuno oggi prende un mandolino, una fisarmonica, perché sembra una cosa un po’ antica. Quindi sia la musica ma soprattutto l’appartenenza alla lingua italiana, cioè bisogna assolutamente rivalutare e promozionare la lingua italiana, questo vuol dire che bisogna cantare in italiano, ed è importante perché la lingua italiana è da proteggere, un po’ come è stato fatto in Francia con la legge Toubon, valorizzando la propria lingua oggi i francesi sono molto più attenti ai contenuti nella loro nazione.

Al di là di tutti i nazionalismi, il mio è un discorso più europeo, di tanta diversità che abbiamo in Europa, l’Italia è sicuramente un panorama bio-diverso che abbiamo solo noi. Noi abbiamo tanti modi di fare musica, un esempio è la Taranta, che salvaguarda questo con un’istituzione sulla Taranta con una grande organizzazione per far sì che la Festa della Taranta sia sempre presente ogni anno, ma questo è un piccolo granello, bisogna andare molto più a fondo su questa cosa qua. A fondo vuol dire cambiare le cose come stanno adesso, noi abbiamo una grande percentuale di musica italiana sui media ma non è abbastanza per tutelare la nostra lingua, bisogna imporla di più, fare in modo che questo accada.

Quando io ho dovuto studiare tante cose che non sapevo, mi sono resa conto del grande lavoro che ha fatto Alan Lomax, che lì per lì mi dava anche fastidio, lui è venuto qui per un anno, ha registrato tutti i nostri canti popolari e ha creato un grande archivio, ma meno male l’hanno fatto con la BBC, oggi è un grande patrimonio culturale nostro e lo trovate anche su Youtube, meno male che è uscito. Si può attingere a questa cosa, che non vuol dire rifare il passato ma fare il futuro, la tradizione è il futuro, non vuol dire rimanere nel passato, essere antichi, vuol dire che puoi fare rap, trap, rock (che è musica popolare per me), e difendere la nostra cultura folk, il folk è il nostro futuro. Non ho capito perché gli altri lo possono fare e noi non lo facciamo, rimane lì in un angolo. Sono stata a Nashville, a fare il disco nel Tennessee dove c’è la country music, guai a chi gliela tocca la country music, è una roba importante come la nostra musica dovrebbe essere. Mi sono resa conto che bisogna fare qualcosa.

Questo è un momento di immobilità e di silenzio della nostra scena, invece la nostra scena in questo momento di silenzio deve urlare, nella sua lingua, deve dire le cose come stanno, deve portare la musica italiana a grandi livelli, che può essere anche fuori dall’Italia, non rimanere fino a Chiasso, come dico sempre io, la nostra musica è una delle cose più belle. La moda, il cinema,… sono tutte cose che vanno fuori dai confini, noi con la musica siamo sempre lì legati, perché non ci crediamo, sembra di fare una cosa che facevano i nonni, ben venga invece, capito? Questo sto dicendo da anni.

Bisogna stare molto attenti a quello che è proteggere le nostre differenze, la tipicità dei linguaggi, perché sono così diversi, c’è un modo di accentare le parole, secondo la musica, secondo la forma. Nel sud Italia, dalla Tarantella alla Pizzica, trovi talmente tante cose diverse e dialetti diversi, che bisogna attingere a questi per continuare la nostra lingua. È molto importante non farla in dialetto per forza, io canto in italiano, perché non ho il dialetto. Bisogna prendere assolutamente una posizione, una posizione governativa, non si può stare qui solo a lamentarsi, bisogna creare questa possibilità come hanno fatto anche in altri paesi d’Europa perché il rischio è di perdere questo patrimonio culturale, che è un patrimonio dell’umanità, come la voce.

La contaminazione è assolutamente importante nella difesa del nostro repertorio, sennò si rimarrebbe immobili. Tutto il canto metrico nasce da atteggiamenti di lavoro. Una volta sono stata in Cina e ho parlato un mese intero con una cantante folk e mi faceva capire che è l’atteggiamento del corpo che crea la metrica del canto, come nella tamurriata nel napoletano. La mia tesi riguardava cinque esempi femminili di cultura folk, come si sono trasformate, partivo da lì, fino a Janis Joplin. Qualcosa di appartenenza che non bisogna dimenticare. È una cosa che fa parte di me, il mio modo di cantare, la melodia. La melodia viene messa sempre nella ricerca di un canto nordafricano, quindi se io vado in Africa, vado a sentire come fanno la musica lì e chiedo come possiamo influenzarci a vicenda, in base ai milioni di ritmi diversi. Credo che la contaminazione sia importantissima.

Quando sono andata dagli Himba in Namibia ho chiesto una canzone e loro non mi hanno voluto cantare una canzone, perché si vergognavano, allora io gli ho fatto una tamurriata nera e loro mi hanno applaudito, da lì è scaturito un rapporto di amicizia, mi hanno mandato, un giorno che ero in alloggio, delle persone di tutti gli Himba che sono venuti a fare un canto per me e io li ho registrati, lì è nata una canzone, loro non avevano i diritti d’autore, la SIAE, quindi per questa canzone gli ho mandato sei mucche e un toro, grazie al consolato della Namibia di Milano.

È uno scambio la vita, lo scambio dei linguaggi è fondamentale. Bisogna difendere prima di tutto la lingua italiana, perché senza quella tutti i meccanismi di comunicazione musicale, radiofonico, televisivo… Ormai c’è un’invasione di musica in inglese, niente contro la musica in inglese ma perché prima non difendiamo la nostra?».

Per vedere in streaming l’intervento di Gianna Nannini, è possibile accedere al World Protection Forum™, in replica fino a lunedì 30 novembre, tramite il seguente link https://wpf.aristonsanremo.com oppure tramite richiesta sul contact form del sito https://wp.fo.

Redazione

CS_DENI BEAT FUORI IL NUOVO SINGOLO “NATALE PER ME”


 

Ritorna il cantautore Deni Beat dopo qualche mese dall’uscita dell’ultimo singolo “A volte Cuba”.

Questa volta ci racconta il suo amore con il brano romantico “Il Natale per me“.

Viviamo un periodo particolare della nostra vita, nulla è o sarà più come prima, in senso buono intendo. Abbiamo dimenticato cose che non ci servivano e ricordato quelle che ad oggi ci aiutano ad andare avanti con il sorriso: i vecchi valori, la casa, la famiglia, l’amore, scontati si, ma onnipresenti. Il Natale li racchiude tutti dolcemente in una palla di neve che rimane intatta e non si può scalfire; dentro c’è tutto quello che serve, non importa cosa succede al di fuori…almeno adesso, almeno a Natale

Così Deni Beat spiega il  significato del suo ultimo brano, prodotto in collaborazione con Livio Boccioni al The Convent Recording Studio di Sant’Angelo di Vado (PU) e disponibile su tutti i digital stores.

Il videoclip del brano è semplice,  intimo e piacevole. Diretto e girato dallo stesso Deni Beat.

Il cantautore paragona il Natale ad un gioco da tavola con tanto di dadi, pedine e caselle. Chi troverà al traguardo?

Redazione

CS_Antonella Clerici conduce il nuovo “The Voice Senior” su Rai1 |Da venerdì 27 in prima serata con i coach Loredana Bertè, Gigi D’Alessio, Al Bano e Jasmine, Clementino


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Da venerdì 27 novembre, in prima serata su Rai1, arriva The Voice Senior, una variante over 60 del talent show che ha conquistato più di mezzo miliardo di spettatori in tutto il mondo. Lo show avrà una veste totalmente rinnovata e ricca di grandi novità, a partire dal cast e dal meccanismo del format. 
A tenere le fila delle 5 puntate, arriva alla conduzione Antonella Clerici, volto amatissimo della rete. Con lei i coach Loredana Berté, Gigi D’Alessio, Al Bano e sua figlia Jasmine – che rappresentano il team Carrisi – e Clementino. 
Grandi novità anche nella dinamica di gara di The Voice Senior, che avrà un meccanismo più snello: 3 puntate saranno dedicate alle Blind Auditions, le “audizioni al buio” che sono la cifra del programma: i giudici, di spalle, ascolteranno i concorrenti senza poterli vedere. Sarà solo la loro voce a doverli conquistare e, in quel caso, il coach potrà voltarsi per aggiudicarsi il concorrente in squadra. Se più coach si volteranno, invece, sarà il concorrente a decidere a quale coach affidarsi. 
In questa prima fase gli aspiranti talenti musicali tenteranno di conquistare i quattro coach, ma solo 24 tra loro, 6 per team, arriveranno alla semi finale, il Knock out, quando i talenti di ciascuna squadra si sfideranno fra loro con un cavallo di battaglia. Sarà il coach a decidere stavolta chi far andare avanti nella gara, e solo 2 concorrenti per team accederanno alla spettacolare finale, prevista domenica 20 dicembre.
The Voice Senior è prodotto in Italia per Fremantle da Marco Tombolini ed è figlio di The Voice, format internazionale creato da John de Mol tra i più visti al mondo e in onda in ben 62 Paesi. La regia è di Sergio Colabona.

Redazione

Redazione

CS_”Sacramento” BRIGA – in digital download e sulle piattaforme streaming


Briga, ascolta "Sacramento" prodotto da Sick Luke

“Sacramento” 

BRIGA 

Fuorivenerdì 27 Novembre 2020

in digital download e sulle piattaforme streaming(Honiro Label)

Sacramento”, è il singolo di Briga da oggi in radio e disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming per Honiro Label.“Sacramento” è un brano del 2013, uscito su YouTube e all’interno della compilation annuale della Honiro Label intitolata ‘Best Of 2013’, all’epoca in free-download.Pezzo dalla strumentale con influenze chicane che riportano ad un immaginario crudo e, se vogliamo, anche un po’ splatter.
«“Sacramento” deve il suo titolo – dichiara Briga – ad una cartella che denominava così questo beat.  Scritto nel 2013, anno di transizione a cavallo fra l’uscita di ‘Alcune Sere’ e la stesura di ‘Never Again’, questo pezzo è un vero e proprio sfoggio di rime, rilasciato all’epoca per placare la fame di rap dei molti fan che attendevano il nuovo album (uscito poi, in seguito alla partecipazione ad Amici, nel 2015). Una perla nascosta della discografia di Briga ».

Biografia Briga
Briga, vero nome Mattia Bellegrandi, classe 1989 è nato a Roma.Frequenta, a Roma, il prestigioso liceo classico Mamiani, trasferendosi nel 2006 in Danimarca per poi fare ritorno in Italia e terminare gli studi.Dopo la maturità, viaggia in giro per il mondo, sviluppando la sua grande passione per la musica.Si avvicina al mondo rap e inizia a scrivere i suoi primi brani.Nel 2008, si sposta a Madrid prendendo contatti con la scena hip hop locale.Nel 2010, pubblica “Anamnesi”, il suo album di debutto autoprodotto. Nel 2011, mette in download gratuito il mixtape “Malinconia della partenza”.Grazie ai successi ottenuti con questo Mix Tape viene notato dall’etichetta indipendente Honiro e firma il suo primo contratto discografico.L’anno seguente, pubblica  lo street album intitolato “Alcune sere” e collabora con diversi artisti della scena rap romana, tra cui Gemitaiz e Coez.Nel 2015 partecipa ad ‘Amici’, talent show di Maria De Filippi e il suo singolo “Sei di Mattina” diventa una  hit e conquista il disco d’oro.Pubblica  l’album “Never Again”, certificato disco di platino e con ‘L’amore è qua’ scala tutte le classifiche. Nel 2016 lancia l’album ‘Talento’ , che vanta due singoli di Platino “Baciami” e  “Mentre nasce l’Aurora”. Nell’estate del 2017, pubblica il Singolo “Nel Male e Nel Bere” certificato disco d’oro. A Giugno 2018 esce il nuovo progetto discografico di inediti, dal titolo “Che Cosa Ci Siamo Fatti” e vince il ‘Premio Lunezia’.A dicembre 2019 partecipazione al Festival di Sanremo con Patty Pravo, con il brano “Un pò come la vita” e pubblica la collection  “Il Rumore dei Sogni”-  24 brani di cui alcuni live e tre inediti “Sesso”, “Influencer” e “Un pò come la vita”.Ha scritto due libri: “Non odiare me”, pubblicato nel 2016, e “Novocaina. Una storia d’ amore e di autocombustione”, nel 2017.
Nella sua carriera ha collaborato e duettato con tanti artisti della musica italiana come Antonello Venditti, Tiziano Ferro, Gianluca Grignani, Gigi D’Alessio, Boosta, Emma Marrone e Patty Pravo. Ha preso parte alle riprese del film “Zeta” (2016), diretto da Cosimo Alemà e partecipato nel ruolo di mentore, alla trasmissione televisiva Selfie (2017) su Canale5.Briga ha co- condotto con Ema Stokholma il programma “Stranger Europe”, un viaggio alla scoperta di cose strane in giro per l’Europa in onda su Rai4.Dal 12 Giugno 2020 Briga ha rilasciato in radio e nei digital store alcuni singoli: versioni originali, remix ed alcuni rivisitati e mai usciti sulle piattaforme digitali dei brani:  “In Rotta per Perdere Te”, “Calle Maria Ignacia”, “Humans vs Apes”, “Nessuna Pietà” e“Atto di Dolore”.
Attualmente è impegnato in studio per la realizzazione dell’album per il suo decennale.

Redazione

Maradona sepolto a Jardin de Bella Vista


Nuovo cinema Maradona, la vita è un film - Magazine - quotidiano.net

Diego Armando Maradona è stato sepolto nel cimitero di ‘Jardin de Bella Vista’, nell’ovest di Buenos Aires dove ora riposa vicino al padre e alla madre.

Ne danno notizia le tv argentine che hanno seguito per tutta la giornata in diretta prima la camera ardente, con gli scontri che ne sono seguiti davanti alla Casa Rosada, e poi il trasferimento del feretro al cimitero e la cerimonia privata prima dell’inumazione della leggenda del calcio scomparsa a 60 anni. (ANSA)