Day: luglio 19, 2022

CS_Terzo appuntamento con “Radio Norba Cornetto Battiti Live”


Dopo il successo della scorsa settimana, nuovo appuntamento con “Radio Norba Cornetto Battiti Live”, lo storico programma musicale di Italia 1 condotto da Alan Palmieri ed Elisabetta Gregoraci.  

Radio Norba Cornetto Battiti Live” ospita dal vivo gli artisti più noti della musica nazionale e internazionale, che canteranno le loro hit nella cornice degli splendidi panorami pugliesi: si alterneranno infatti sui palchi di BariGallipoli Trani
Mariasole Pollio avrà il compito di raccogliere a caldo l’emozione del pubblico presente nelle piazze.

Gli artisti saranno poi protagonisti di esibizioni on the road in alcune altre bellissime località turistiche pugliesi. Luoghi che offriranno incredibili scenografie naturali agli artisti e ai telespettatori di Italia 1. 

Come sempre, la rassegna accoglierà alcuni dei nomi più importanti della musica italiana e internazionale. Questi gli artisti che si esibiranno nella terza puntata: Rocco HuntElettra LamborghiniIramaAlbeLDAFedezMara SatteiTananaiDarinCristiano MalgioglioBianca AtzeiGabry PonteDargen D’AmicoFred De PalmaMalika AyaneFederico RossiGiordana AngiRikiMr RainAlfaBig BoyDani FaivBlindRandom Cioffi
Protagonisti delle esibizioni on the road saranno, invece, Bob Sinclair, da Massafra e Noemi da Cisternino.

redazione

CS_Il lungo omaggio del Tg2 a Paolo Borsellino


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L’uomo e il magistrato, il suo esempio e la sua eredità: a trent’anni dalla strage di via d’Amelio, il Tg2 ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, uccisi in quell’attentato, con servizi e approfondimenti nelle edizioni delle 13.00 e delle 20.30 su Rai 2. Il ricordo, con la ricostruzione di quanto accadde quel 19 luglio 1992, culminerà domani con i servizi in onda nelle edizioni del giorno e della sera, che comprendono anche un’intervista a Luca Tescaroli, pubblico ministero al processo per la strage di Capaci, le immagini dell’ultimo discorso di Borsellino a Marsala e le parole di Agnese Borsellino, la moglie del magistrato, scomparsa nel 2013.
Ma fin dal 15 luglio scorso, il Tg2 ha ripercorso la vita di Paolo Borsellino: dal rapporto con gli uomini della scorta all’esperienza di Marsala, dove fu procuratore capo. Tra le testimonianze raccolte dal Tg2 anche quella dell’ex commissario Rino Germanà, che aveva lavorato a stretto contatto con il magistrato, e di Ezia Gianquinto, che nel 1989 – all’età di 8 anni – si trovò a essere l’unica testimone di un incidente aereo e che con Paolo Borsellino strinse un rapporto diventato di amicizia. 
Trent’anni fa, le stragi di Capaci e via D’Amelio, una profonda lacerazione della coscienza civica e morale del Paese. In occasione di questo importante anniversario, il 23 maggio scorso il Tg2 è andato in onda da Palermo con le edizioni principali del telegiornale, trasferendo per un giorno la sua produzione nel capoluogo siciliano nel solco della tradizione che vede da sempre il Tg2 in prima linea nella lotta alla mafia. “La redazione del Tg2 dedica questa iniziativa a tutte le vittime delle mafie. La memoria di questi fatti è doverosa e fondamentale”, dice il direttore Gennaro Sangiuliano. E a Paolo Borsellino, inoltre, è stata dedicata la puntata di Tg2 Post di martedì 12 luglio scorso nel giorno in cui è stata emessa la sentenza sul depistaggio della strage di Via D’Amelio.

CS_PINK FLOYD  Il film ”The wall” di Alan Parker, la pellicola più iconica della storia del rock, compie 40 anni


Il 14 luglio del 1982, al Leicester Square Empire Theatre di Londra, veniva presentato il film ”Pink Floyd – The Wall” di Alan Parker, trasposizione cinematografica dell’omonimo concept album della band, datato 1979, che quest’anno compie quarant’anni. “A dire il vero, non avrei mai dovuto fare questo film”, aveva raccontato il regista nelle note stampa che accompagnarono l’uscita della pellicola. Anche se a distanza di anni ha ammesso di esserne “molto orgoglioso”: in un’intervista per Classic Rock, Parker ha aggiunto che “la realizzazione del film era stato un esercizio troppo miserabile per me per ottenere il piacere di guardare indietro”. Gli anni successivi hanno alleviato un po’ la sua sofferenza, ma non hanno mai tinteggiato di rosa i ricordi di quell’esperienza: “Quando vado ai festival cinematografici e mostrano i miei film, includono sempre ”The Wall” e la sala si riempie. Così mi sembra strano dire che ho odiato realizzarlo. Mi sono ammorbidito un po’ e dico che è stato un periodo tormentato, ma altamente creativo. Da non ripetere”, ha commentato Parker.

La causa principale dei suoi tormenti fu l’avere a che fare con due artisti riluttanti al compromesso. Roger Waters e il fumettista Gerald Scarfe avevano creato lo stravagante spettacolo teatrale dedicato all’album e avevano lavorato insieme alle idee per il film, prima che Parker fosse chiamato a dirigerlo. La collaborazione si rivelò altrettanto stressante per Waters, che nel DVD del documentario sul film del 1999, aveva sottolineato che “ci sono stati gravi scontri in termini di stili e filosofia”, e che lui, Scarfe e Parker erano tutti abituati a fare a modo loro e trovavano difficile scendere a compromessi. Una valutazione condivisa appieno da Parker: “Sì, penso che sia vero. Tre megalomani in una stanza; è incredibile che abbiamo ottenuto qualcosa”. In più, a suo parere “era persino impossibile salutare Waters, senza diventare polemico”. Tuttavia, per il regista, un autoproclamato fan dei Pink Floyd fin dai tempi di ”A Saucerful Of Secrets”, l’opportunità di lavorare con il gruppo, è stata interessante. Il regista inglese, già in auge a Hollywood, grazie ad un impressionante numero di film di successo, (tra cui ”Bugsy Malone”, ”Midnight Express” e ”Fame – Saranno famosi”), stava per iniziare le riprese di ”Shoot The Moon” a San Francisco, con Diane Keaton e Albert Finney, quando una conversazione casuale con il dirigente della EMI, Bob Mercer, lo portò a conoscere Waters. “Durante il nostro primo incontro fu subito ovvio che Roger non fosse la tipica rockstar sballata. Quando ci siamo seduti nella sua cucina per parlare della storia del pezzo, mi illustrò l’evoluzione del lavoro, con frammenti di nastri demo originali, che aveva realizzato da solo. Questi erano crudi e arrabbiati: l’urlo primordiale di Roger, che ancora oggi rimane al centro del brano”, ha dichiarato Parker.

In questa fase della sua vita, concentrato sul suo nuovo progetto, Parker non aveva alcuna intenzione di dirigere il film, anche se “Roger era molto persuasivo”. Quando gli fu chiesto, perché pensava che Waters volesse che lo facesse, Parker rispose con incertezza: “Nessuna idea. Forse gli è piaciuto ”Midnight Express”. Dave Gilmour una volta si riferì alla pellicola come al mio ”Dark Side Of The Moon”, e fu molto lusinghiero”. Mentre il regista era a San Francisco per le riprese del suo nuovo film, ricevette una chiamata da Waters che gli proponeva di produrre il film. “L’idea mi piaceva, perché mi permetteva di essere coinvolto in un progetto su cui nutrivo grandi speranze, senza dover sudare il sangue che si butta nella regia”, ha raccontato. Per avere un’idea del compito che l’aspettava, Parker partì per la Germania, con Michael Seresin (suo cameraman di lunga data); voleva vedere i Pink Floyd suonare ”The Wall” dal vivo. “Era impossibile non rimanere impressionati dall’immensità dell’esibizione”, ha ricordato il regista. “Il concerto fu probabilmente più grandioso e ambizioso di quanto in quel genere non fosse mai stato realizzato prima; uno spettacolo gigantesco, infuriato di Punch e Judy”.

Paragonandolo ad un colossale spettacolo di marionette (forse non proprio come Roger Waters vedeva la sua tormentata, alienante storia semi-autobiografica), Parker ne era rimasto chiaramente entusiasta. In particolare era stato colpito dall’inquietante animazione di Scarfe e dall’impatto che la memorabile sequenza che coinvolgeva i fiori copulanti aveva avuto sul pubblico. Parker ha riconosciuto che la potente combinazione della musica dal vivo, l’animazione proiettata sui grandi schermi del trittico e la costruzione del vasto muro che attraversava il palcoscenico “ha creato una sensazione teatrale che sarebbe stato difficile migliorare nei limiti di un normale schermo in una sala cinematografica”, colpito anche dal fatto che “tutto era dominato dal controllo quasi demoniaco di Roger sull’intero progetto. Nel backstage durante i concerti c’erano quattro roulotte in una piazza, una per ogni Floyd. Tre erano rivolte verso l’interno, verso un’area comune per chiacchierare e bere insieme; quella di Roger era rivolta verso l’esterno, con l’ingresso lontano da tutti gli altri”.

Concluse le riprese di ”Shoot The Moon”, Parker tornò a Londra e iniziò a lavorare con Waters e Scarfe allo sviluppo della sceneggiatura dell’autore. “Non era il caso che Rogers scrivesse la storia”, ha dichiarato Parker, “si trattava di approfondire la sua psiche per trovare verità personali; ero più interessato alla finzione cinematografica”. L’intenzione originale era stata quella di includere i filmati dei concerti di ”The Wall”, ma i tentativi di girare cinque live a Earl’s Court si erano rivelati tutti disastrosi. “Michael (Seresy) e Gerry (Scarfe) – ai quali era stata affidata la regia del film – non hanno fatto i registi o addirittura non si sono resi conto di cosa dovessero fare esattamente”, ha osservato Parker. “Per quanto mi riguarda, sono stato piuttosto inutile come regista impotente e ancor meno utile come produttore usurpatore e ho iniziato a fumare a catena per la prima volta nella mia vita”. Di conseguenza, Parker accettò di assumere il ruolo di regista e l’intero concetto della pellicola venne cambiato. L’idea di includere i filmati dei concerti fu abbandonata, così, senza l’apparizione degli altri tre membri dei Pink Floyd – David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason – si decise che Waters non dovesse più interpretare il personaggio centrale del film, Pink. Nonostante la sua natura ossessiva, curiosamente non fu difficile per Parker convincerlo a rinunciare al ruolo: “Era abbastanza freddo a riguardo. Non è stupido. Dopotutto non aveva alcuna aspirazione ad essere Laurence Olivier”. Parker era indifferente alla recitazione di Waters, il quale per lui era “più vicino ad Albert Speer che ad Albert Finney”.

Cominciò così la ricerca di un sostituto adatto per il ruolo di Pink; e, colpito dalla performance di Bob Geldof nel video di ”I Don’t Like Mondays” dei Boomtown Rats, il regista si avvicinò al cantante (che confessò di non essere un grande fan dei Pink Floyd), e lo invitò a fare un provino. Parker rimase impressionato dalla prova di recitazione. Si trattava quindi soltanto di ottenere l’approvazione di Waters. In più, temendo che Geldof non fosse in grado di cantare le canzoni, il regista avanzò l’ipotesi che avrebbe potuto semplicemente parlare con la voce di Waters. “Alan convinse Roger che Bob era l’uomo giusto per Pink e che avrebbe dovuto registrare nuovamente le canzoni”, aveva spiegato nel documentario il produttore del film, Alan Marshall. Le riprese iniziarono il 7 settembre 1981, con Parker che lottava per dare un senso alla storia che stava raccontando, scontrandosi al tempo stesso con il suo creatore; e terminarono, dopo 61 lunghe e faticose giornate, 977 scatti, 4.885 ciak e 350.000 metri di pellicola. In più c’erano più di 15 minuti di animazione di Scarfe, con oltre 10.000 disegni. Ci vollero otto mesi per completare il gigantesco lavoro di montaggio e riassumerlo in 99 minuti, prima che “Pink Floyd – The Wall” debuttasse fuori concorso al Festival di Cannes nel 1982. Due camion carichi del sistema di amplificazione per concerti del gruppo furono trasportati dall’Inghilterra per potenziare l’impianto audio del Palais.

Parker ricorda ancora la proiezione come “un’esperienza magnifica”. La combinazione fra il suono assordante e le potenti immagini del film ebbe un grosso impatto sul pubblico del Festival, tra cui alcune celebrità di spicco: “Stephen Spielberg si alzò alla fine e si inchinò educatamente verso di me”, ha raccontato Parker. “Poi si avvicinò al suo vicino, Terry Semel, il direttore dello studio della Warner Brothers, dicendo chiaramente: Che cazzo era quello?”. Una domanda che molti si sono posti nel corso degli anni. “È un miscuglio, un amalgama di idee folli di Roger Waters”, ha aggiunto Parker. “Penso che sia l’unica persona al mondo a sapere di cosa si tratti. Sono sicuro che la maggior parte di noi non lo sappia. Pensavamo tutti che fosse un mucchio di cose vecchie, in realtà. Penso che sia un film interessante, ma penso anche che fosse pretenzioso illudersi di sapere quello che stavamo facendo. Ma forse Roger l’ha fatto. Il resto di noi ha improvvisato tutto, mentre andavamo avanti”. Negli anni, è saltato fuori che anche l’uomo la cui idea originale era alla base di tutto, rimase incerto di fronte al risultato. “Sono confuso”, ha ammesso Waters nel documentario. E dal suo punto di vista il film è “profondamente difettoso, perché non si ride. Sono due ore piuttosto tristi”. Nonostante lo smarrimento e la sofferenza legati al film, Parker oggi ritiene che i suoi aspetti pionieristici abbiano resistito piuttosto bene: “Gli effetti speciali e le tecniche di animazione sarebbero probabilmente più sofisticati al giorno d’oggi, ma nel complesso ”Pink Floyd – The Wall” resiste ancora alla prova del tempo”, ha concluso. (Virgin Radio)

CS_Riccardo Fogli prosegue il suo tour con due date in Canada alle Cascate del Niagara dove porterà il libro disco “Predestinato (Metalmeccanico)”, di recente lanciato sul mercato con la nuova versione di “Storie di tutti i giorni”.


Riccardo Fogli

in Tour

il 6 e 7 agosto in Canada

alle Cascate del Niagara

con

Storie di tutti i giorni

e i  successi
tratti da
Predestinato
(Metalmeccanico)

pubblicato per i 40 anni dalla vittoria di Sanremo

In occasione del 40° anniversario dalla vittoria del Festival di Sanremo, era il 1982, Riccardo Fogli prosegue il suo tour con due date in Canada alle Cascate del Niagara dove porterà il libro disco  “Predestinato (Metalmeccanico)”, di recente lanciato sul mercato con la nuova versione di “Storie di tutti i giorni” realizzata con gli arrangiamenti di Mauro Ottolini.

«Tornare dopo più di due anni a suonare live con la band – racconta Riccardo Fogli – è una grande soddisfazione anche perché in realtà io sono un “Predestinato Metalmeccanico”. La mia famiglia era una semplice famiglia di operai e io a 15 anni ero alla Piaggio di Pontedera. Torno a cantare con la band in giro per il mondo e nella mia Italia le più importanti canzoni che sono dentro questo libro/disco riarrangiato dal M° Ottolini con l’aggiunta, fra le altre, degli ultimi singoli e di due canzoni dedicate ai miei figli arrangiate da Filadelfo Castro.»

Questa la tracklist dell’album: Storie Di Tutti I Giorni”, In Silenzio”, “Piccola Katy”, “Noi Due Nel Mondo E Nell’anima”, “Pensiero”, “Tanta Voglia Di Lei”, “Pierre”, “Che Ne Sai”, “Malinconia”, “Per Lucia”, “Io Ti Prego Di Ascoltare”, “Mondo (2020)” , “La Tenerezza ’93”, “Maledetto L’amore” , “Gli Angeli Hanno I Denti Bianchi” ,  e la bonus track di “La Tenerezza ’93 (Piano & Voce)”. Il disco è contenuto in un libro di 144 pagine scritto da Riccardo Fogli e curato da Michaela Sangiorgi. Nel libro anche un secondo cd con la versione audiolibro letta dallo stesso Fogli.

Qui il video: https://youtu.be/zO3Sk3CELEk

Il singolo è accompagnato da un video che documenta, nelle riprese, Riccardo Fogli in studio con L’Orchestra Ottovolante, da un’idea di Michele Sartori, realizzata da Federico Rettondini e che ha superato le 120mila visualizzazioni su Youtube. Ad oggi su Spotify Riccardo supera i 130mila ascoltatori mensili.

Ecco, in continuo aggiornamento, le date del Tour di cui si occupa, come sempre, Antonio Colombi della Color Sound:

29.07 CIVITANOVA MARCHE (MC)

06.08 NIAGARA FALLS (CANADA)

07.08 NIAGARA FALLS (CANADA)

10.08 TORRE DEL LAGO PUCCINI (LU)

11.08 MILANO MARITTIMA (RA)13.08 PESCHICI (FG)

14.08 SANTA MARIA IMBARO (CH)

15.08 STORNARELLA (FG)

17.08 GROTTE DI CASTRO (VT)

27.08 BENEVENTO (BN)

31.08 MINTURNO (LT)

02.09 ROMA

08.09 MONTE SANGIUSTO (MC)

09.09 SANARICA (LE)

17.09 TORRICELLA SICURA (TE)

25.09 ROMA

04.10 LIVORNO

06.10 MERANO

23.10 ROMANIA

04.11 ATLANTIC CITY

05.11 CONNECTICUT

06.11 PENNSYLVANIA

Riccardo Fogli ha fatto parte dei Pooh fino al 1973. Nel 1976 pubblica “Mondo, brano di Carla Vistarini e Luigi Lopez, che diventa un successo ed entra nella Top Ten della Hit Parade, nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo e vince con “Storie di tutti i giorni”.  Nel 1987, per promuovere il disco ”Le infinite vie del cuore, si riunisce ai Pooh per la realizzazione del singolo “Giorni cantati. Escono poi altri album: “Amori di guerra (1988), la raccolta “Non finisce così (1989), che include il brano presentato quell’anno a Sanremo, e “Sentirsi uniti (1990), nel quale è incluso “Ma quale amore. Nel 1991 Fogli partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con un brano introspettivo, “Io ti prego di ascoltare, che viene incluso insieme a “Dimmi chi sei e “A metà del viaggio nell’album intitolato come quest’ultimo pezzo, dove vengono rivisitati molti dei suoi grandi successi. Sempre nel 1991 incide “Amici, brano scritto da Roby Facchinetti e Valerio Negrini, interpretato a due voci con Marcella Bella. Riccardo Fogli torna a Sanremo nel 1992 con “In una notte così”. Nel 2015, dopo 42 anni di assenza, rientra nei Pooh per il tour “Reunion” del 2016, organizzato per celebrare il cinquantesimo anno di attività del gruppo. Oltre a suonare in tutte le date del tour, Riccardo incide con i Pooh le nuove versioni, a cinque voci, di alcuni dei loro grandi successi, oltre ai quattro inediti presenti nel triplo cd/DVD live “Pooh 50 – L’ultima notte insieme”: “ Tante storie fa, “Le cose che vorrei, “Ancora una canzone e “Traguardi. Il 31 gennaio del 2017 Riccardo pubblica l’autobiografia “Un uomo che ha vissuto – Storie di tutti i miei giorni. Il 3 novembre dello stesso anno esce “Insieme, album realizzato con Roby Facchinetti, con cui partecipa anche al Festival di Sanremo 2018, presentando “Il segreto del tempo. Il 27 novembre 2020 esce una versione rivisitata di “Mondo – sono un uomo che ha vissuto con la presenza di Dodi Battaglia alle chitarre. Il 19 marzo 2021 pubblica “La tenerezza ’93, dedicato al figlio Alessandro e il 2 luglio esce “Maledetto l’amore”. Il 22 aprile 2022 viene pubblicato il libro/disco “Predestinato (Metalmeccanico)” che contiene alcuni suoi successi riarrangiati tra cui la nuova versione di “Storie di tutti i giorni” a 40 anni dalla vittoria del Festival di Sanremo, oltre a “La Tenerezza ’93” dedicato al figlio Alessandro, “Maledetto l’amore”, l’inedito “Gli angeli hanno i denti bianchi“, scritto per la figlia Michelle, ed una bonus track da scoprire. Il 30 agosto 2022 sarà a Piombino, città che ha visto nascere Riccardo Fogli musicista, con gli Slenders sua prima band, dove incontrerà le Autorità locali e il suo pubblico. Riccardo Fogli è attualmente in tour.

redazione