LUCA CARBONI: I 60 ANNI DEL CANTAUTORE POP PIU’ ATIPICO DEL PANORAMA ITALIANO


Il suo antidivismo, in fondo, è sempre stato proverbiale. Nell’estate del 1992, trent’anni fa, mentre tutta l’Italia cantava la sua “Mare mare”, che trionfava al Festivalbar e faceva vendere all’album “Carboni” un milione di copie (cinque Dischi di platino quando i dischi si acquistavano ancora, ben prima della pirateria e dello streaming), Luca Carboni se ne stava tranquillo sotto l’ombrellone, estraniandosi da un successo che sembrava quasi provocargli una forma di disagio. “Mi godetti l’esplosione di quel pezzo dalla radio, sdraiato in spiaggia all’Isola d’Elba tutta l’estate, come un normale ascoltatore. Devo essere sincero: non pensavo che quella canzone fosse così potente. Invece l’idea sonora e di linguaggio del disco fu recepita in modo profondo, influenzando anche le generazioni successive”.

Non sorprende che per i suoi sessant’anni – li compie oggi – non abbia preparato un concerto-evento, una biografia, una raccolta, un film, un documentario: l’autocelebrazione non è nella natura di Luca Carboni, caso più unico che raro di artista in cui la persona e il personaggio sono la stessa cosa. È stato definito come uno schivo, un timido, un intimista. La verità è che Luca Carboni somiglia perfettamente alle sue canzoni. (105.net)

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