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BAGLIONI QUERELA RICCI E LUI REPLICA: … ‘accoccolati ad ascoltare il mare’ per me è un verso cacofonicamente osceno, meritevole di essere radiato dall’Alta Cantautoreria Italiana.


 

Secondo quanto riporta Il Messaggero i commenti al “veleno” di Antonio Ricci nei confronti del direttore artistico dell’ultimo festival di Sanremo, Claudio Baglioni, sono diventati materia di contenzioso tra i due e il cantautore  avrebbe querelato il “patron” di Striscia la Notizia per diffamazione. Ma Ricci non si rimangia nulla e anzi rincara la dose confermando sostanzialmente il giudizio negativo su Baglioni:

La querela di Baglioni? È la riprova del ‘piccolo grande amore’ con cui ha affascinato tanto i fasci. Il Divino Claudio – scrive oggi Ricci in un comunicato – non accetta la critica e neppure il diritto di satira. Nonostante abbia migliaia di fan, voglio ribadire che ‘accoccolati ad ascoltare il mare’ per me è un verso cacofonicamente osceno, meritevole di essere radiato dall’Alta Cantautoreria Italiana. Confermo che, tra le canzoni che hanno come tema l’abbandono, per me ‘Sabato pomeriggio’ non rientra neppure nelle ultime posizioni. È una canzone ampollosa e barocca, lontana dalla non-retorica ad esempio di ‘Ne me quitte pas’. Chi, sano di mente, può pensare di trattenere una fidanzatina cantandole ‘passerotto non andare via’? Se io avessi detto ‘passerotto’ ad una ragazza, giustamente mi avrebbe spaccato la faccia. Non mi pento e confermo tutto quello che ho detto sulla melensa creatura che trasuda Baci Perugina da ogni poro, contestualizzato negli anni Settanta, gli anni di piombo.
    Per quanto riguarda le overdose da botox – conclude Ricci -, dimostrerò scientificamente in tribunale che quando bacia la fidanzata ciuccia botulino“.

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Antonio Ricci risponde ai fan di Baglioni: “…Piuttosto la morte che l’accocolamento”.


Dopo le parole piuttosto “forti” di  Antonio Ricci, il papà di Striscia la Notizia  all’indirizzo di Claudio Baglioni,  cantautore romano e direttore artistico del Festival di Sanremo 2018 (che prende il via proprio stasera 6 febbraio a partire dalle 21,00 su Rai1 ndr), che per tutta risposta ha dichiarato di non avere tempo per le polemiche, i fan dell’amato artista hanno lanciato una petizione sul sito change.org pretendendo le scuse del papà del tg satirico_ “Caro signor Ricci, tutti conosciamo bene la sua ironia, ma c’è un limite a tutto e la invitiamo a chiedere UFFICIALMENTE SCUSA a Claudio Baglioni Uomo, Artista e alla sua Arte“.

Per tutta risposta Ricci per nulla impressionato nè pentito ha rincarato la dose:

Avete fatto una petizione per chiedermi di rivolgere le mie scuse al grande poeta. Penso piuttosto che l’autore di un verso osceno come ‘Accoccolati ad ascoltare il mare’ debba chiedere lui perdono all’intera Italia. Io proprio non ce la faccio ad accoccolarmi con voi, neppure con una pistola puntata alla tempia. Piuttosto la morte che l’accocolamento”.

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Antonio Ricci il papà di Striscia la Notizia spara a zero su Baglioni: «…il botulino gli intoppa i ragionamenti nel cervello».


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Antonio Ricci, guru e “papà” di Striscia la notizia  in un’intervista al Corriere della Sera spara letteralmente a zero su Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2018: «Non lo reggo da sempre, da quando ero ragazzo. Sono cresciuto nel ‘68, gli anni della protesta, gli anni di Tenco e Paoli, di Guccini e De André… poi arriva questa melensa creatura dalla maglietta fina che canta passerotto non andare via. Baglioni era il cantante preferito dei fascisti, di La Russa e Gasparri. Non lo sopporto. In uno spettacolo dissi anche che gli avrei tirato una molotov. Ora se gli dai fuoco si sparge odore acre di plastica che semina diossina in tutto il Paese». Poi l’affondo:  «Di fondo non penso sia uno disonesto… del resto non è capace: il botulino gli intoppa i ragionamenti nel cervello».  
Ricci, che si è dettofiero di essere orrendo e malvagioe non ha risparmiato neppure la kermesse ligure: “Purtroppo il Festival ha perso l’aria torbida che aveva un tempo, è diventato uno spettacolo televisivo. Vent’anni fa quando inquadravano le prime file c’erano solo esponenti della criminalità organizzata, percepivi l’idea precisa di cosa poteva essere il carcere di San Vittore”

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