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LA SECONDA SERATA DEL FESTIVAL: 12 ARTISTI IN GARE|BAGLIONI DUETTA CON MANNOIA, COCCIANTE E MENGONI |CLASSIFICA PARZIALE DELLA SALA STAMPA


Nella seconda serata del Festival di Sanremo di mercoledì 06 febbraio 2019   ancora protagonista la musica,  traghettata nel migliore dei modi dal trio Baglioni-Raffaele-Bisio. Il secondo appuntamento con il Festival ha visto salire sul palco solo 12 dei 24 artisti in gara, in ordine di uscita: Achille Lauro con Rolls Royce, Einar con Parole nuove, Il Volo con Musica che resta, Arisa con Mi sento bene, Nek con Mi farò trovare, Daniele Silvestri con Argento Vivo, Ex-Otago con Solo una canzone, Ghemon con Rose Viola, Loredana Bertè con Cosa ti aspetti da me, Paola Turci con L’ultimo ostacolo, Negrita  con I ragazzi stanno bene, Federica Carta e Shade con Senza farlo apposta.

Grande emozione, anche se prevedibile,  hanno regalato i duetti di Claudio Baglioni con Fiorella Mannoia in  “Quello che le donne non dicono“, con Riccardo Cocciante e “Margherita“, con Marco Mengoni in “Emozioni“.

(foto: ANSA)E un’ attenzione particolare e qualche parola in più merita l’ospitata di Marco Mengoni che ancora prima del duetto con Baglioni si è esibito in duetto con il cantautore scozzese Tom Walker  nella hit radiofonica Hola. A Mengoni il pubblico ha riservato un’accoglienza particolarmente calorosa con una standing ovation e un applauso prolungato  che ha quasi imbarazzato lo stesso Mengoni che emozionatissimo nel ringraziare il pubblico ha detto: “Sanremo ha la lacrima facile – dice,  visibilmente colpito -. Tornare al festival è sempre abbastanza emozionante: le gambe tremano e il palco… è sempre un po’ troppo”. Su twitter l’hashtag #MengoniSanremo2019 è schizzato subito primo in tendenza con oltre 35mila tw.

Nel corso della serata,  Virginia Raffaele   ha finalmente dato sfogo al suo talento divertendo il pubblico, in particolare quando si prende la scena per cantare Habanera, dalla Carmen di Bizet, dimentica le parole, cerca di recuperare da terra (con molta difficoltà, visto l’ingombrante abito che indossa)  il foglio accartocciato con il testo, ma quando si accorge che non è quello dell’opera di Bizet, ma è l’onnipresente “passerotto “di Baglioni, si esibisce semplicemente fischiando. Bravissima.

Sul finire della serata è stato consegnato anche  il Premio alla carriera a  Pino Daniele. Il premio è stato ritirato dalle figlie dell’artista: “Papà ne sarebbe stato veramente onorato”

CLASSIFICA PARZIALE  SECONDO IL VOTO DELLA SALA STAMPA

Fascia BLU

  • Silvestri
  • Arisa
  • Achille Lauro
  • Loredana Bertè

Fascia  GIALLA 

  • Ex Otago
  • Il Volo
  • Ghemon
  • Paola Turci

Fascia ROSSA

  • Federica Carta e Shade
  • Nek
  • Negrita
  • Einar

Si conclude la seconda serata. Appuntamento a giovedì 7 febbraio con la terza serata della 69ma edizione del Festival di Sanremo  su Rai1.

Redazione

 

 

DA #MUSICMAP UN COMMENTO (SEMISERIO) sulle canzoni di #Sanremo2018


  Il Festival secondo ”Sua Acidità” Enrico Faggiano

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente– (arriva 1°) – A prova di come ad unirsi si vince, per il solo fatto che sono in due gruppi di pubblico a televotarti, specie se sei anche figo. Alla fine va bene il concetto di unire la sola retorica buonista festivaliera ad una melodia radiofonica e non ai soliti mattoni da omelia. Però c’è qualcosa per cui Fabrizio Moro proprio non convince, forse quella sua faccia da alternativo sanremese, o da quello che ha sempre qualcosa di serio da dire, boh. Canzone riciclata da altra, si aprirà dibattito. Vince, poteva andare peggio. E meglio.

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza – (arriva 2°) – Caproni: avessero tolto quella parolaccia dal ritornello, sarebbero diventati gli eroi di tutte le baby dance estive sulle spiagge, in modalità Gabbani. Per il resto sono bravi a farsi trovare pronti nell’occasione in cui le luci della ribalta si accendono su di loro, evitando di metterla in caciara come altri progetti simili del passato. Dite quello che volete, ma essere pronti al momento giusto non è da tutti. E, una domanda: ma la vecchia è la Vanoni che ha finito la tinta?

Annalisa – Il mondo prima di te – (arriva 3°) – Decognomata periodica, salta fuori per il solito brano, sanremese, di Annalisa. Fosse Chiara, Pina, Calogera, Sbirulina, sarebbe la stessa cosa. Ma un uptempo, anche solo per cambiare musica, proprio non lo vogliamo fare, o continuiamo a proporre le recite da prima Comunione? Però arriva da podio, e forse quindi lagnarsi funziona.

Ron – Almeno pensami – (arriva 4°) – Tocco di classe, che fa risalire Ron dopo svariate prove discretamente non discrete, con una canzone che è una buona, e non scarto di fabbrica, canzone di Dalla. Basta e avanza per uscire dalla massa, anche se è normale che la platea sanremese possa capire ma in parte. Missione compiuta, grazie, alla prossima e chissà. Ma tra lui e gli ex Pooh, la domanda è capire se per andare a Sanremo si debba prima passare dal tricologo.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi – (arriva 5°) – Lei si porta due soggetti che paiono farle da stampella, e va bene il coraggio e tutto il resto. Ma oltre gli 80 il rischio è di sembrare uscita dal festival di Cartagine: il prodotto arriva dopo quella che è l’immagine, ormai non fresca, diciamo. Ormai siamo più a livelli da premio per la carriera, che non imitare Virginia Raffaele che imita Ornella Vanoni. Il “che è ‘sto premio che ho vinto?” finale, poi, pone ancora di più il dubbio: era lei, o l’imitatrice?

Luca Barbarossa – Passame er sale – (arriva 6°) – Alla fine è un ritratto sentimentale minimal-poetico, che difficilmente ricorderemo tra più di due settimane, ma che dimostra un briciolo di inventiva. Niente di clamoroso, però si lascia ascoltare. E, come alcune cose sanremesi, paga l’essere infilata in tanta di quella roba per cui non sei pronto, diciamo, ad aguzzare le orecchie quando magari ce ne poteva essere bisogno. Non stiamo parlando comunque di una meraviglia, eh, non illudiamoci.

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno – (arriva 7°) – Rischia anche lui il problema di chi deve farsi largo tra altre diecimila cose, e quindi il non riuscire ad arrivare al bersaglio dell’ “adesso ascoltami, come sai fare tu”. E poi, abituati a tutte le sue meraviglie da cazzaro, quasi non lo si prende sul serio quando si prende sul serio: insomma, se invece di Cristalda e Pizzomunno avesse detto, che so, di Al Bano e Romina, sarebbe stato uguale, forse. E alla fine è come un bel pesce rosso in mezzo a 18 altri normali pesci rossi e un pesce giallo: non risalta.

Diodato e Roy Paci – Adesso – (arriva 8°) – Ci sono canzoni che arrivano e altre che non arrivano. Questa, personalmente, non mi arriva. Forse perché andrà meglio in radio che non dal vivo, forse chissà. Ha qualcosa, ma non abbastanza da far venir voglia di risentirla, chissà. Vattelappesca.

The Kolors – Frida – (arriva 9°) – A copiare gli N Sync ci avevano già pensato i Sottotono, e finì a sberle. Qui ormai siamo fuori tempo massimo e, volenti o nolenti, portano a Sanremo una loro canzone, e non una cosa fatta ad uso e consumo delle vecchierelle, già occupate nell’imitare quella dello Stato Sociale. Ergo, sanno a chi rivolgersi, e per quello che li riguarda centrano il bersaglio. Possono piacere o non piacere, però svolgono il loro compito, e forse fossimo sedicenni, chissà, ci aggraderebbero pure, dato che non nascondono quello che sono, e a chi si rivolgono.

Giovanni Caccamo – Eterno – (arriva 10°) – Come non sarà questo brano, perché andategli a spiegare che il copia e incolla non funziona, che non si risalta, che servono tante altre cose, e che per il Tavor si può chiedere altrove. Un tempo Battiato patrocinava Sibilla, ora Caccamo: è la prova di inevitabile senescenza?

Le Vibrazioni – Così sbagliato – (arriva 11°) – Riemergono rokkando rollando, con Sarcina che ormai è pronto per andare a “Tale e quale” a imitare Piero Pelù. Per il resto un po’ di blanda dozzinalità nel fare il proprio mestiere, senza particolari ispirazioni e limitandosi a mettere a dura prova, senza davvero un motivo, le corde vocali del cantante. Uah!, avrebbe urlato il Toro Loco.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno – (arriva 12°) – Arriverà il giorno in cui a Sanremo non ci sarà la solita lacrimata su Scampia, che non è che a citarla ogni volta (ce ne fu una delegazione anche canterina, vero?). Prova di qualità, che non sempre è anche sinonimo di fruibilità, e vanno bene le liriche impegnate, va bene tutto, ma anche questa è una solfa trita e ritrita: almeno, parlando dei meno fortunati, Paolo Vallesi faceva frignare l’utenza. Qui sono sbadigli.

Renzo Rubino – Custodire – (arriva 13°) – Ancora senza essere diventato davvero popolare, ma che passando da Sanremo un anno sì e uno (quasi) pure, almeno riesce ad essere un po’ meno biodegradabile di tanti altri. Poi chiaro, ci vuole capacità interpretativa, e la voglia di mettersi lì ed ascoltare quello che ha da dirci. Cosa che può sembrare un pochino presuntuosa, forse, o no? Dai, anche tu, rallegrati, sei vivo, tra un po’ è primavera, le ragazze si scoprono, divertiti ogni tanto…

Noemi – Non smettere mai di cercarmi – (arriva 14°) – Il problema, cara mia, è che questa canzone te la dovrebbe cantare la canzone stessa, perché tu cerchi, cerchi, grattugi la tua voce in modo anche quasi buono per farti identificare, ma la canzone buona ancora non l’hai trovata? E che a riascoltare tutte le tue sanremate si fatica a distinguere il 2010 dal 2018? Dai, un po’ di allegria, ogni tanto, mica ti muore il gatto ogni febbraio di anni pari…

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto – (arriva 15°) – Brano rock anni ’90, ed è un controsenso che una delle poche cose vive la porti il bassista dei Pooh. Quei Pooh, non i loro nipoti. Ergo, nelle corde di qualche altro sarebbe stata anche interessante, qui (rischio di bypass alla terza interpretazione) rischia di non essere presa sul serio, stranamente. Vince il derby, in attesa che il prossimo anno appaiano gli altri due: d’altronde, se in precedenza abbiamo visto la clonazione dei Dear Jack, almeno qui la carriera rende i giudizi più indulgenti.

Decibel – Lettera dal Duca – (arriva 16°) – Ma cosa serve che Ruggeri rimetta insieme la band se poi il brano sembra molto Ruggeri e poco Decibel? Vista da lontano, gli altri due paioni cloni ingrigiti di Baglioni, e non c’è nemmeno un particolare effetto nostalgia se non nel look (dai, vestirsi da Kraftwerk è per farmi felice, vero?). Serviva meno parlato e più synth, altrimenti cosa li può far riconoscere dal resto? E Bowie, citato nel titolo ma non dopo, che dice?

Nina Zilli – Senza appartenere – (arriva 17°) – Ragazza mia, riesci piano piano a capire che ogni tanto alzando il ritmo si tira fuori qualcosa, e ci porti una roba retorica, banale, donnesca nel peggiore dei sensi? Dai, ti preferiamo quando fai tardi che non quando ti lagni, ok? Perché ad ogni Sanremo c’è sempre, sempre, la canzone sull’orgoglio femminile eccetera, e non sempre si è la Mannoia del 1987… E alla fine si diventa retorici, benchè almeno l’aspetto, quello sì, un premio lo vince sempre.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo – (arriva 18°) – Segreto che loro non hanno scoperto, dato che non fossero loro parrebbero usciti da una orchestrina di paese. Però bello il progetto: c’è un programma su Rai3, “Non ho l’età”, che parla di amori nati (o rinati) in anzianità. Contattarli, please. Altrimenti, siamo a due soggetti che imitano Facchinetti e Fogli, dinstinguibili dal fatto che uno ha trovato chiuso il negozio delle tinte per capelli. Poi, di nascosto, attaccheranno le sottane della vecchietta ballerina? O, con il fatto che la canzone assomiglia ad un pezzo da catechismo (“Symbolum 77”, quello di “tu sei la mia vitaaaa”), faranno i bravi?

Mario Biondi – Rivederti – (arriva 19°) – Ormai appurato che certe fanciulle rimangono ingravidate al solo sentir far gargarismi, resta un eccellentemente inutile esercizio di stile, a dimostrar quanto è bravo. Ora tutti a farsi venire la raucedine per cantare come lui. Però, come tante cose festivaliere, dopo non rimane niente, se non appunto il mal di gola a chi cerca di imitarlo. Di fatto, si fosse messo nel testo ad elencare le qualità balsamiche di un aerosol sarebbe stata la stessa cosa.

Elio e le storie tese – Arrivedorci – (arriva 20°) – Troppo facile dire che “Appendi le scarpe al chiodo” fosse più adatta alla bisogna. Qui il brano ha un senso conoscendo la storia della chiusura (ma citare i Beatles di “alla fine l’amore che prendi è uguale all’amore che dai” non era meglio?), ma resta l’idea che sia un temino di terza media scritto da chi è già stato plurilaureato. Insomma, vanno bene i saluti, ma poteva davvero finire diversamente, chissà. Però l’apparizione di Supergiovane, alla fine, rende tutto più meraviglioso: ultimi, forse non sognavano di meglio.

I giovani – Vince uno che, come diceva uno più famoso, “Beati gli Ultimi”. Senza sorprendere più di tanto: specchio della manifestazione, dove si deve essere interessanti ma senza esagerare. Ce ne dimenticheremo, dai. Per fortuna?

Redazione

MAX-NEK-RENGA: questa sera ospiti del Festival di Sanremo con un’inedita versione di “STRADA FACENDO” da mezzanotte in radio e contenuta nell’album “MAX NEK RENGA, il disco”, in uscita il 9 marzo!


Dopo il successo straordinario della prima parte del tour

che sta conquistando i palasport di tutta Italia

con un sold out dopo l’altro

 cover_MNR

MAX PEZZALI

NEK

FRANCESCO RENGA

 

QUESTA SERA OSPITI DEL FESTIVAL DI SANREMO!

 

“STRADA FACENDO”

IL BRANO IN UN’INEDITA VERSIONE A TRE VOCI
DA MEZZANOTTE IN RADIO E IN TUTTI GLI STORE DIGITALI

…E CONTENUTA IN

“MAX NEK RENGA, il disco”

IN USCITA IL 9 MARZO

che raccoglierà tutti i più grandi successi dei tre Artisti

reinterpretati in una versione inedita a tre voci!

 

Dopo il successo straordinario della prima parte del tour che sta conquistando i palasport di tutta Italia, questa sera, sabato 10 febbraio, MAX PEZZALI, NEK e FRANCESCO RENGA si esibiranno come ospiti alla serata finale della 68° edizione delFESTIVAL DI SANREMO.

Sul palco il trio duetterà con il Direttore Artistico Claudio Baglioni sulle note di “STRADA FACENDO”.

Strada facendo, nella versione a tre voci, sarà in rotazione radiofonica e disponibile in tutti gli store digitali da mezzanotte e sarà contenuto nell’album “MAX NEK RENGA, il disco” (Warner Music), in uscita il 9 marzo.

L’album, che sarà in pre-order su iTunes da stanotte a mezzanotte, raccoglierà tutte le più grandi hit dei repertori di Max, Nek e Renga, reinterpretate a tre voci, e non solo, e farà rivivere tutte le emozioni di questo tour che sta conquistando il pubblico di tutta Italia.

Dal 12 febbraio i tre Artisti riprenderanno la tournée che culminerà il 28 aprile in un evento unico all’Arena di Verona: una grande festa della musica con più di 30 brani in scaletta scelti tra i più grandi successi delle rispettive carriere dei tre Artisti,che vantano repertori diventati colonna sonora di intere generazioni.

Sul palco Max, Nek e Renga sono accompagnati da una super band di 9 elementi composta da: Fulvio Arnoldi (chitarra e tastiere),Stefano Brandoni (chitarra), Davide Ferrario (chitarra e tastiere), Luciano Galloni (batteria), Ernesto Ghezzi (tastiere), Chicco Gussoni (chitarra), Enzo Messina (tastiere), Lorenzo Poli (basso), Dj Zak.

Queste le prossime date di “MAX NEK RENGA, il tour”: 12 e 13 febbraio al Pala Bam di Mantova16 febbraio all’Arena Spettacoli Padova Fiere di Padova20 febbraio al Nelson Mandela Forum di Firenze, 21 febbraio al Modigliani Forum di Livorno23 febbraioall’Unipol Arena di Bologna,  4 e 6 aprile al Pala Lottomatica di Roma7 aprile al Pala Prometeo di Ancona, 11 aprile al Pala Florio di Bari12 aprile al Pala Mazzola di Taranto16 aprile alla Zoppas Arena di Conegliano – Treviso, 19 e 20 aprile al Mediolanum Forum di Assago – Milano, 28 aprile all’Arena di Verona.

I biglietti per il tour, prodotto e organizzato da F&P Group, sono disponibili su TicketOne.it e nei punti vendita e prevendite abituali.

 RTL 102.5 è media partner di “MAX NEK RENGA, il tour

Redazione

FESTIVAL DI SANREMO 2018: Anche Giorgia tra i super ospiti


Sanremo 2018, tutti gli ospiti di Claudio Baglioni

E dopo i “sì” di Fiorello e Laura Pausini che saliranno sul palco del Teatro Ariston durante la prima serata della 67a edizione,  all’appello di Claudio Baglioni arriva anche il “si” di Nek, Francesco Renga e Max Pezzali, attualmente in tour con il loro spettacolo. Ad annunciarlo sono stati gli stessi cantanti. “Sanremo 2018, la risposta è SÌ! Felici ed onorati di essere qui. Non potremmo essere più emozionati… grazie Claudio Baglioni di averci invitato al Tuo Festival. Fil, Max e Fra”, si legge nel messaggio condiviso a firma dei tre.

Tra gli ospiti “nostrani” ricordiamo anche  Biagio Antonacci,Negramaro, Gianna Nannini e Gianni Morandi. Ognuno degli artisti porta due brani, uno dei quali dovrebbe coinvolgere Claudio Baglioni in un duetto su uno dei successi del cantautore romano. I Negramaro  ritornano a distanza di 13 anni dalla loro partecipazione tra le Nuove Proposte, dove furono eliminati dalle giurie demoscopiche con il brano Mentre tutto scorre che tuttavia li consacrò poi al grande pubblico.

Ma alla lista si aggiunge anche   il nome di  Giorgia! A comunicarlo, appena ieri,Giorgia al Festival di Sanremo nel 2017 (foto: ANSA)

dai  microfoni di Radio2 Social Club è stata la stessa cantante: “Vado a Sanremo, accetto molto volentieri l’invito di Claudio Baglioni. Non me lo aspettavo e per questo è ancora più gradito. Potevo mica dire di no?”.

Sul fronte degli ospiti stranieri, invece ci saranno: Sting e James Taylor. La performance del primo prevede anche un’esibizione con Shaggy per il brano Don’t Make Me Wait, canzone che anticipa l’album scritto a quattro mani 44/876 in uscita il 20 aprile.

Redazione

FESTIVAL DI SANREMO: SVELATI I DUETTI


 

Giornalisti e addetti ai lavori, dopo aver sentito tutte le 20 canzoni in gara alla  68 edizione del Festival di Sanremo,meglio individuato come il Festival di Baglioni, sono concordi nel giudicarlo ancora prima del suo debutto “vecchio”. Festival “vecchio” ma non solo per la media dell’età anagrafica dei cantanti che supera i 50,  ma perchè paradossalmente pare che ad “osare” musicalmente sia stata più la “vecchia guardia” come i Decibel di Enrico Ruggeri con Lettera al Duca (testo di Enrico Ruggeri), dedicata a David Bowie detto appunto il “Duca bianco”, che non i “giovani” Big come i Kolors e Giovanni Caccamo che  sono andati tutti sul sicuro presentando canzoni in cui cuore fa ancora rima con amore.

E se è vero che Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival, sui superospiti non si é sbilanciato, si è invece sbottonato sulla serata dei duetti del venerdì sera  tra concorrenti e artisti non in gara:   Skin con Le Vibrazioni, Alice con Ron, Alessandro Preziosi con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico, Serena Rossi con Renzo Rubino, Giusy Ferreri con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Michele Bravi con Annalisa, Anna Foglietta con Luca Barbarossa. Mario Biondi ha voluto accanto a sé i brasiliani Daniel Jobim e Ana Carolina, Giovanni Caccamo ha chiamato Arisa, Red Canzian duetterà con Marco Masini, Folla sul palco per Elio e le Storie Tese con i Neri per Caso.

E se volete sapere se anche Claudio Baglioni canterà? questa la sua risposta: “Se canterò al Festival? Un pochino sì. Certo, avrei voluto vincerlo, ma sono entrato in un conflitto di interessi micidiale“…

Redazione

 

DECIBEL: in gara al Festival di Sanremo nella sezione Campioni con il brano “LETTERA DAL DUCA” contenuto nell’album di inediti in uscita il 16 febbraio “L’ANTICRISTO”


decibel

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In gara alla 68° edizione del FESTIVAL DI SANREMO

nella sezione Campioni con il brano

“LETTERA DAL DUCA”

contenuto nell’album di inediti in uscita il 16 febbraio

“L’ANTICRISTO”

Atteso ritorno al Festival di Sanremo per i DECIBEL che saranno in gara sul palco del Teatro Ariston, nella sezione Campioni, con “LETTERA DAL DUCA”, brano che sarà contenuto nel loro nuovo album d’inediti “L’ANTICRISTO” (Sony Music Italy), in uscita il 16 febbraio.

A dirigere l’orchestra del Festival di Sanremo per i DECIBEL sarà il Maestro Roberto Rossi.

Nella copertina de “L’ANTICRISTO” Silvio Capeccia, Fulvio Muzio ed Enrico Ruggeri appaiono come tre manager in un futuro apocalittico: hanno gli occhi da rettile e l’aria di chi sta manovrando occultamente i destini dell’umanità.

Dopo la fortunata esperienza del 2017, con l’album Noblesse Oblige e il lungo tour i Decibel continuano a fare sul serio. Chi ha già ascoltato le nuove canzoni giura che “L’ANTICRISTO” è un lavoro destinato a segnare il cammino del rock italiano, ammesso che Enrico e soci siano in qualche modo etichettabili in un genere preciso…

Redazione

Arriva il FESTIVAL DI SANREMO 2018 e puntuali arrivano le polemiche: Loredana Bertè, Gatto Panceri, Gazebo, Morgan hanno affidato il loro sfogo ai social


Non sarebbe Sanremo senza polemiche… e puntuali come ad ogni edizione all’uscita della lista dei partecipanti ammessi, inesorabili arrivano.  Ma c’è chi non sta zitto e ha  affidato al social network il suo sfogo che si aggiunge alle tante denunce degli anni passati ma   che come le precedenti andranno a disperdersi  mantenendo intatte l’attesa, la curiosità e le aspettative che ogni nuova edizione  del più  importante Festival  della musica italiana  suscita semplicemente perchè… Sanremo è Sanremo.

Leggiamone comunque alcuni: Loredana Bertè esclusa perchè ha rifiutato un brano di Biagio Antonacci, Gatto Panceri, perchè vecchio e grasso (di fatto ce ne sono più vecchi di lui anche se… più “in linea” ndr), promette di rivelare i “brogli”, Morgan che decide di lasciarsi tutto alle spalle liberandosi di tutti i cimeli musicali del passato e risorgere a nuova vita, Gazebo che definisce il festival “un terno al lotto”…

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Immediata la replica di Sanremo: “La commissione, pur apprezzando il brano presentato dalla Bertè, non lo ha ritenuto tale da poter entrare nella rosa dei venti Big in gara. D’altronde, scelte ugualmente dolorose hanno riguardato all’incirca altri 120 artisti”.

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Sempre più insistenti le voci sulla possibilità che sul palco, accanto a Claudio Baglioni, ci siano Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, anche se è ancora aperto il derby con Luca Argentero. Ma nessun contratto – a quanto pare – è stato ancora firmato.

Redazione

SANREMO 2018: le dichiarazioni di CLAUDIO BAGLIONI in conferenza stampa dopo l’annuncio dei big


Claudio-Baglioni

Ho chiesto a Elio e le Storie Tese di chiudere la loro carriera a Sanremo. Spero che sia l’unica carriera che finisce all’Ariston… non vorrei fare la stessa fine”

Come riporta TvBlog  così esordisce  Claudio Baglioni  nella prima conferenza stampa ‘ufficiale’ del suo Sanremo, che è seguita all’annuncio dei 20 Big e degli 8 Giovani in gara al 68° Festival della Canzone Italiana.

La battuta si riferisce alla presenza sul palco dell’Ariston  degli Elio e le Storie Tese, che il 19 dicembre celebreranno il loro ‘ultimo concerto’ al Mediolanum Forum di Assago ma che hanno colto l’invito di Baglioni, per  portare sul palco la loro “Arrivedorci” e salutare il pubblico.

Baglioni ha dichiarato  che ha selezionato i brani con Claudio Fasulo, Duccio Forzano, Massimo Giuliano, Massimo Martelli e Geoff Wesley, membri della Commissione Musicale.

Tra le 150 proposte arrivate abbiamo privilegiato quelle dei candidati che avessero un’identità artistica e un percorso professionale riconosciuti e riconoscibili come interpreti musicali. Il che, talvolta, ha voluto dire rinunciare a proposte altrettanto interessanti di personaggi di altre discipline del mondo dello spettacolo”

ha aggiunto Baglioni, stuzzicando la curiosità sull’identità degli esclusi. Il principio che ha guidato la scelta è, ha ribadito ancora Baglioni, 

“… semplice e innovativa: ‘la musica al centro’ (come recita anche il tour del 50ennale, previsto nel 2018, ndr). Questo Sanremo, dunque, sarà un ‘evento musicale’ raccontato dalla televisione”

principio peraltro non estraneo ai precedenti direttori artistici.

L’intenzione di portare la musica al centro ha ispirato, ‘a cascata’, tutte le grandi novità del Festival: l’eliminazione dell’eliminazione,  la maggiore durata dei brani, con canzoni più lunghe di quasi un quarto rispetto al passato, niente cover per poter avere una serata ‘utile’ in più per riascoltare le 20 canzoni protagoniste in una nuova ‘veste’ e coglierle sotto un’altra luce”

sanremo tutti i partecipanti.jpg

ha sottolineato una volta in più Baglioni, di certo orgoglioso della rosa che è riuscito a portare all’Ariston e che ricordiamo approderanno a Sanremo 2018_ Roby Facchinetti Riccardo FogliNina Zilli, The KolorsDiodato e Roy PaciMario Biondi, Luca Barbarossa, Lo Stato Sociale, Annalisa, Enzo Avitabile con Peppe ServilloGiovanni CaccamoOrnella Vanoni con Bungaro e PacificoRenzo RubinoNoemi, Ermal Meta e Fabrizio Moro, Le Vibrazioni, Ron, Max Gazzè, i Decibel di Enrico Ruggeri, Red Canzian e infine Elio e Le Storie Tese.

GIOVANI: Mudimbi, Eva, Mirkoeilcane, Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri, Ultimo, ai quali si aggiungono i due giovani in arrivo da Area Sanremo, Leonardo Monteiro e Alice Caioli.

Un Festival di “sapori” (parola  cara a Conti ) più classici di stampo “autoriale”, un pò meno popolare ma con una spruzzata di modernità con la moderata presenza di ex talent come Annalisa alla sua quarta partecipazione, The Kolors e Noemi anche lei alla quarta partecipazione, ma prima di azzardare giudizi su cantanti e conduttore che dite? forse è meglio  aspettare …Sanremo, dal 6 al 10 febbraio 2018 su Rai1, ore 21,00.

 Redazione

CLAUDIO BAGLIONI CHIAMA “IL VOLO” AL FESTIVAL DI SANREMO 2018


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Hanno trionfato  alla 65 edizione del Festival di Sanremo nel 2015 con “Grande amore” e da allora non si sono mai fermati portando in giro per il mondo un lunghissimo tour,  e sono tra i primi ospiti convocati da Claudio Baglioni al Festival di Sanremo 2018 in onda su Rai1 dal 6 al 10 febbraio 2018 –  si tratta del trio tenorile  Il Volo.  Questa volta  a lanciare la notizia  è stato il giornale Tv Sorrisi e Canzoni  ma per quanto riguarda  il resto del cast per il momento girano solo voci di corridoio e il tutto è ancora completamente sconosciuto. Ugualmente per quanto riguarda i co-conduttori, è infatti intenzione di Claudio Baglioni mantenere il massimo riserbo fino al momento della conferenza stampa di presentazione della kermesse canora che si terrà a  gennaio.

 Redazione

FESTIVAL DI SANREMO2017: TRIONFA FRANCESCO GABBANI, SECONDA FIORELLA MANNOIA E TERZO ERMAL META- CLASSIFICA – PREMI E ASCOLTI


 

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 Questa 67 edizione di Sanremo, presentata da Carlo Conti e Maria De Filippi  si potrebbe definire il Festival delle sorprese che ha mantenuto un linea di coerenza fino alla sua conclusione che ha visto  trionfare inaspettatamente  Francesco Gabbani con “Occidentali’s Karma” riservando il secondo posto alla superfavorita fino alla fine Fiorella Mannoia e il terzo posto a Ermal Meta  con “Vietato Morire” che le ha ‘soffiato’ anche il premio della Critica “Mia Martini”, lasciando a Che Sia Benedetta il Premio della della Sala Stampa radio&tv “Lucio Dalla” e il Premio “Bardotti” quale miglior testo. Tra gli altri premi, al brano di Albanodi rose e di spine” è andato il premio per il miglior arrangiamento.

Tra gli ospiti della serata finale Zucchero che apre la finalissima di Sanremo, prima, e regala poi un momento musicale toccante con l’omaggio all’amico scomparso Pavarotti, intonando, con un duetto virtuale, «Miserere». Standing ovation per lui. E ancora Maurizio Crozza che è sceso sul palco a ricevere gli applausi nei panni del senatore Ratti, i Ladri di Carrozzelle, musicisti disabili, che “stravedono per la vita”,  Rita Pavone premiata con “Premio Città di Sanremo” per i suoi 50anni di carriera si è emozionata ed ha emozionato cantando “Cuore” e nel ricevere una standing ovation ha ironizzato   “A 72 anni ancora me la cavo bene a cantare…“. Ancora, dopo 14 anni  Enrico Montesano, Geppi Cucciari  con una scontata simulazione di “C’è posta per te”che fa sedere sul divanetto proprio la De Filippi e  Alvaro Soler che fa ballare la platea con la sua hit “Sofia”

Tra le particolarità di questo Sanremo ancora  Maria De Filippi che sceglie di non scendere le scale: “L’ho fatto per rispetto al pubblico, le scale bisogna saperle anche scendere…”,

I 16 big si esibiscono uno dopo l’altro accompagnati dagli auguri  di un video-messaggio di un collega-amico.

 

LA CLASSIFICA riserva più di una sorpresa  sovvertendo i pronostici che vedevano Fabrizio Moro, la superfavorita Fiorella Mannoia e Paola Turci sul podio.

Eccola:- Clementino è 16esimo, Alessio Bernabei 15esimo, 14esima è Chiara, 13esimo è Marco Masini, 12esima Lodovica Comello, Michele Zarrillo è 11esimo, decimo è Samuel, nona è Bianca Atzei, ottava Elodie, settimo è Fabrizio Moro, sesto è Sergio Sylvestre, quinta è Paola Turci, quarto è Michele Bravi. Il televoto si riapre per Fiorella Mannoia, Ermal Meta e Francesco Gabbani.

A vincere la 67esima edizione del Festival di Sanremo è inaspettatamente Francesco Gabbani con Occidentali’s Karma, quindi  secondo posto per Fiorella Mannoia con “Che tu sia benedetta” e terzo gradino del Podio per Ermal Meta con “Vietato morire”.

Merita menzione il quarto posto di Michele Bravi, che alla sua prima partecipazione al Festival  con “Il Diario degli errori” ha convinto la giuria ed è la  vera rivelazione di questa 67a edizione della kermesse.

Analisi degli ASCOLTI come rilevato da TvBlog:  La sfida dell’access time vede al comando la curva del Festival di Sanremo che scorre fra il 30 ed il 40% di share con la curva di Striscia la notizia che resiste stoicamente sopra la linea del 10% di share.

Prime time con la curva di Rai1 con la serata finale del 67° Festival della canzone italiana che si porta nella corsia che va dal 50 al 60% di share, crescendo poi fin verso il 70% con picco in seconda serata dell’80% di share durante la proclamazione del vincitore dopo l’una.

Il picco in valori assoluti alle ore 22:19 con 15.183.000 telespettatori durante l’intervento di Maurizio Crozza.

Francesco Gabbani rappresenterà l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest: “Per me è un trionfo già aver avuto la possibilità di condividere il palco con Fiorella Mannoia – commenta Gabbani a caldo – non me l’aspettavo questa vittoria. Magari in un angolino del mio cuore ci speravo, ma non me l’aspettavo proprio. Devo ancora realizzare. Sono molto gioioso…“.

Note: Paola Turci ritornava dopo 16 anni di assenza…se ci fosse una giustizia divina,Sanremo l’avrebbe dovuto vincere  lei con la sua “Fatti bella per te” su misura per il Festival, gran bel testo. gran bel ritmo pop-rock e gran bella performance.

Redazione