canzoni

CS_#RAI1 |Festival di Sanremo|I duetti e le canzoni di Sanremo 70


Risultati immagini per festival sanremo 2020

Nella serata speciale di Sanremo 70, giovedì 6 febbraio, pensata per celebrare i 70 anni del Festival ogni Campione interpreterà un brano che ha segnato la storia della kermesse. I 24 artisti in gara potranno scegliere di esibirsi insieme ad artisti ospiti italiani o stranieri e le loro interpretazioni saranno votate dai musicisti e dai coristi componenti l’Orchestra del Festival. La media tra le percentuali di voto ottenute dagli artisti durante la Terza serata e quelle ottenute dalle canzoni/Artisti nelle Serate precedenti determinerà una nuova classifica nella sezione Campioni.

ANASTASIO – SPALLE AL MURO *
PIERO PELU’ – CUORE MATTO *
ELODIE – ADESSO TU con AEHAM AHMAD
ELETTRA LAMBORGHINI – NON SUCCEDERA’ PIU’ con MYSS KETA
GIORDANA ANGI – LA NEVICATA DEL 56 *
DIODATO – 24 MILA BACI *
RAPHAEL GUALAZZI – E SE DOMANI con SIMONA MOLINARI
FRANCESCO GABBANI – L’ITALIANO *
ALBERTO URSO – LA VOCE DEL SILENZIO con ORNELLA VANONI
MARCO MASINI – VACANZE ROMANE con ARISA
ENRICO NIGIOTTI – TI REGALERO’ UNA ROSA con SIMONE CRISTICCHI
MICHELE ZARRILLO – DEBORAH con FAUSTO LEALI
RITA PAVONE – 1950 con AMEDEO MINGHI
TOSCA – PIAZZA GRANDE con SILVIA PEREZ CRUZ
ACHILLE LAURO – GLI UOMINI NON CAMBIANO con ANNALISA
BUGO E MORGAN – CANZONE PER TE *
IRENE GRANDI – LA MUSICA E’ FINITA con BOBO RONDELLI
LE VIBRAZIONI – UN’EMOZIONE DA POCO con CANOVA
LEVANTE – SI PUO’ DARE DI PIU’ con FRANCESCA MICHIELIN E MARIA ANTONIETTA
JUNIOR CALLY – VADO AL MASSIMO – con i VIITO
PAOLO JANNACCI – SE ME LO DICEVI PRIMA con FRANCESCO MANDELLI
PINGUINI TATTICI NUCLEARI – PAPAVERI E PAPERE, NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE, GIANNA GIANNA, SARA’ PERCHE’ TI AMO, UNA MUSICA PUO’ FARE, SALIRO’, SONO SOLO PAROLE, ROLLS ROYCE
RANCORE – LUCE con DARDUST e La RAPPRESENTANTE DI LISTA
RIKI – L’EDERA con ANA MENA

Altri eventuali ospiti che prenderanno parte alle suddette cover saranno comunicati tempestivamente

Redazione

DA #MUSICMAP UN COMMENTO (SEMISERIO) sulle canzoni di #Sanremo2018


  Il Festival secondo ”Sua Acidità” Enrico Faggiano

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente– (arriva 1°) – A prova di come ad unirsi si vince, per il solo fatto che sono in due gruppi di pubblico a televotarti, specie se sei anche figo. Alla fine va bene il concetto di unire la sola retorica buonista festivaliera ad una melodia radiofonica e non ai soliti mattoni da omelia. Però c’è qualcosa per cui Fabrizio Moro proprio non convince, forse quella sua faccia da alternativo sanremese, o da quello che ha sempre qualcosa di serio da dire, boh. Canzone riciclata da altra, si aprirà dibattito. Vince, poteva andare peggio. E meglio.

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza – (arriva 2°) – Caproni: avessero tolto quella parolaccia dal ritornello, sarebbero diventati gli eroi di tutte le baby dance estive sulle spiagge, in modalità Gabbani. Per il resto sono bravi a farsi trovare pronti nell’occasione in cui le luci della ribalta si accendono su di loro, evitando di metterla in caciara come altri progetti simili del passato. Dite quello che volete, ma essere pronti al momento giusto non è da tutti. E, una domanda: ma la vecchia è la Vanoni che ha finito la tinta?

Annalisa – Il mondo prima di te – (arriva 3°) – Decognomata periodica, salta fuori per il solito brano, sanremese, di Annalisa. Fosse Chiara, Pina, Calogera, Sbirulina, sarebbe la stessa cosa. Ma un uptempo, anche solo per cambiare musica, proprio non lo vogliamo fare, o continuiamo a proporre le recite da prima Comunione? Però arriva da podio, e forse quindi lagnarsi funziona.

Ron – Almeno pensami – (arriva 4°) – Tocco di classe, che fa risalire Ron dopo svariate prove discretamente non discrete, con una canzone che è una buona, e non scarto di fabbrica, canzone di Dalla. Basta e avanza per uscire dalla massa, anche se è normale che la platea sanremese possa capire ma in parte. Missione compiuta, grazie, alla prossima e chissà. Ma tra lui e gli ex Pooh, la domanda è capire se per andare a Sanremo si debba prima passare dal tricologo.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi – (arriva 5°) – Lei si porta due soggetti che paiono farle da stampella, e va bene il coraggio e tutto il resto. Ma oltre gli 80 il rischio è di sembrare uscita dal festival di Cartagine: il prodotto arriva dopo quella che è l’immagine, ormai non fresca, diciamo. Ormai siamo più a livelli da premio per la carriera, che non imitare Virginia Raffaele che imita Ornella Vanoni. Il “che è ‘sto premio che ho vinto?” finale, poi, pone ancora di più il dubbio: era lei, o l’imitatrice?

Luca Barbarossa – Passame er sale – (arriva 6°) – Alla fine è un ritratto sentimentale minimal-poetico, che difficilmente ricorderemo tra più di due settimane, ma che dimostra un briciolo di inventiva. Niente di clamoroso, però si lascia ascoltare. E, come alcune cose sanremesi, paga l’essere infilata in tanta di quella roba per cui non sei pronto, diciamo, ad aguzzare le orecchie quando magari ce ne poteva essere bisogno. Non stiamo parlando comunque di una meraviglia, eh, non illudiamoci.

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno – (arriva 7°) – Rischia anche lui il problema di chi deve farsi largo tra altre diecimila cose, e quindi il non riuscire ad arrivare al bersaglio dell’ “adesso ascoltami, come sai fare tu”. E poi, abituati a tutte le sue meraviglie da cazzaro, quasi non lo si prende sul serio quando si prende sul serio: insomma, se invece di Cristalda e Pizzomunno avesse detto, che so, di Al Bano e Romina, sarebbe stato uguale, forse. E alla fine è come un bel pesce rosso in mezzo a 18 altri normali pesci rossi e un pesce giallo: non risalta.

Diodato e Roy Paci – Adesso – (arriva 8°) – Ci sono canzoni che arrivano e altre che non arrivano. Questa, personalmente, non mi arriva. Forse perché andrà meglio in radio che non dal vivo, forse chissà. Ha qualcosa, ma non abbastanza da far venir voglia di risentirla, chissà. Vattelappesca.

The Kolors – Frida – (arriva 9°) – A copiare gli N Sync ci avevano già pensato i Sottotono, e finì a sberle. Qui ormai siamo fuori tempo massimo e, volenti o nolenti, portano a Sanremo una loro canzone, e non una cosa fatta ad uso e consumo delle vecchierelle, già occupate nell’imitare quella dello Stato Sociale. Ergo, sanno a chi rivolgersi, e per quello che li riguarda centrano il bersaglio. Possono piacere o non piacere, però svolgono il loro compito, e forse fossimo sedicenni, chissà, ci aggraderebbero pure, dato che non nascondono quello che sono, e a chi si rivolgono.

Giovanni Caccamo – Eterno – (arriva 10°) – Come non sarà questo brano, perché andategli a spiegare che il copia e incolla non funziona, che non si risalta, che servono tante altre cose, e che per il Tavor si può chiedere altrove. Un tempo Battiato patrocinava Sibilla, ora Caccamo: è la prova di inevitabile senescenza?

Le Vibrazioni – Così sbagliato – (arriva 11°) – Riemergono rokkando rollando, con Sarcina che ormai è pronto per andare a “Tale e quale” a imitare Piero Pelù. Per il resto un po’ di blanda dozzinalità nel fare il proprio mestiere, senza particolari ispirazioni e limitandosi a mettere a dura prova, senza davvero un motivo, le corde vocali del cantante. Uah!, avrebbe urlato il Toro Loco.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno – (arriva 12°) – Arriverà il giorno in cui a Sanremo non ci sarà la solita lacrimata su Scampia, che non è che a citarla ogni volta (ce ne fu una delegazione anche canterina, vero?). Prova di qualità, che non sempre è anche sinonimo di fruibilità, e vanno bene le liriche impegnate, va bene tutto, ma anche questa è una solfa trita e ritrita: almeno, parlando dei meno fortunati, Paolo Vallesi faceva frignare l’utenza. Qui sono sbadigli.

Renzo Rubino – Custodire – (arriva 13°) – Ancora senza essere diventato davvero popolare, ma che passando da Sanremo un anno sì e uno (quasi) pure, almeno riesce ad essere un po’ meno biodegradabile di tanti altri. Poi chiaro, ci vuole capacità interpretativa, e la voglia di mettersi lì ed ascoltare quello che ha da dirci. Cosa che può sembrare un pochino presuntuosa, forse, o no? Dai, anche tu, rallegrati, sei vivo, tra un po’ è primavera, le ragazze si scoprono, divertiti ogni tanto…

Noemi – Non smettere mai di cercarmi – (arriva 14°) – Il problema, cara mia, è che questa canzone te la dovrebbe cantare la canzone stessa, perché tu cerchi, cerchi, grattugi la tua voce in modo anche quasi buono per farti identificare, ma la canzone buona ancora non l’hai trovata? E che a riascoltare tutte le tue sanremate si fatica a distinguere il 2010 dal 2018? Dai, un po’ di allegria, ogni tanto, mica ti muore il gatto ogni febbraio di anni pari…

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto – (arriva 15°) – Brano rock anni ’90, ed è un controsenso che una delle poche cose vive la porti il bassista dei Pooh. Quei Pooh, non i loro nipoti. Ergo, nelle corde di qualche altro sarebbe stata anche interessante, qui (rischio di bypass alla terza interpretazione) rischia di non essere presa sul serio, stranamente. Vince il derby, in attesa che il prossimo anno appaiano gli altri due: d’altronde, se in precedenza abbiamo visto la clonazione dei Dear Jack, almeno qui la carriera rende i giudizi più indulgenti.

Decibel – Lettera dal Duca – (arriva 16°) – Ma cosa serve che Ruggeri rimetta insieme la band se poi il brano sembra molto Ruggeri e poco Decibel? Vista da lontano, gli altri due paioni cloni ingrigiti di Baglioni, e non c’è nemmeno un particolare effetto nostalgia se non nel look (dai, vestirsi da Kraftwerk è per farmi felice, vero?). Serviva meno parlato e più synth, altrimenti cosa li può far riconoscere dal resto? E Bowie, citato nel titolo ma non dopo, che dice?

Nina Zilli – Senza appartenere – (arriva 17°) – Ragazza mia, riesci piano piano a capire che ogni tanto alzando il ritmo si tira fuori qualcosa, e ci porti una roba retorica, banale, donnesca nel peggiore dei sensi? Dai, ti preferiamo quando fai tardi che non quando ti lagni, ok? Perché ad ogni Sanremo c’è sempre, sempre, la canzone sull’orgoglio femminile eccetera, e non sempre si è la Mannoia del 1987… E alla fine si diventa retorici, benchè almeno l’aspetto, quello sì, un premio lo vince sempre.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo – (arriva 18°) – Segreto che loro non hanno scoperto, dato che non fossero loro parrebbero usciti da una orchestrina di paese. Però bello il progetto: c’è un programma su Rai3, “Non ho l’età”, che parla di amori nati (o rinati) in anzianità. Contattarli, please. Altrimenti, siamo a due soggetti che imitano Facchinetti e Fogli, dinstinguibili dal fatto che uno ha trovato chiuso il negozio delle tinte per capelli. Poi, di nascosto, attaccheranno le sottane della vecchietta ballerina? O, con il fatto che la canzone assomiglia ad un pezzo da catechismo (“Symbolum 77”, quello di “tu sei la mia vitaaaa”), faranno i bravi?

Mario Biondi – Rivederti – (arriva 19°) – Ormai appurato che certe fanciulle rimangono ingravidate al solo sentir far gargarismi, resta un eccellentemente inutile esercizio di stile, a dimostrar quanto è bravo. Ora tutti a farsi venire la raucedine per cantare come lui. Però, come tante cose festivaliere, dopo non rimane niente, se non appunto il mal di gola a chi cerca di imitarlo. Di fatto, si fosse messo nel testo ad elencare le qualità balsamiche di un aerosol sarebbe stata la stessa cosa.

Elio e le storie tese – Arrivedorci – (arriva 20°) – Troppo facile dire che “Appendi le scarpe al chiodo” fosse più adatta alla bisogna. Qui il brano ha un senso conoscendo la storia della chiusura (ma citare i Beatles di “alla fine l’amore che prendi è uguale all’amore che dai” non era meglio?), ma resta l’idea che sia un temino di terza media scritto da chi è già stato plurilaureato. Insomma, vanno bene i saluti, ma poteva davvero finire diversamente, chissà. Però l’apparizione di Supergiovane, alla fine, rende tutto più meraviglioso: ultimi, forse non sognavano di meglio.

I giovani – Vince uno che, come diceva uno più famoso, “Beati gli Ultimi”. Senza sorprendere più di tanto: specchio della manifestazione, dove si deve essere interessanti ma senza esagerare. Ce ne dimenticheremo, dai. Per fortuna?

Redazione

06/02/2018 – #RAI1: 68° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA In diretta dal Teatro Ariston di Sanremo comincia il Festival di Claudio Baglioni –


Cinque prime serate in diretta su Rai1 e Radio2 dal Teatro Ariston dal 6 al 10 febbraio, arricchite dalla presenza di grandi ospiti, come Rosario Fiorello e Laura Pausini nella prima serata e, tra gli altri, James Taylor, Sting con Shaggy, Biagio Antonacci e i Negramaro. In gara, venti i Campioni e otto le Nuove Proposte. Conduce il Direttore Artistico Claudio Baglioni, affiancato da Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. 
Il Festival di Sanremo è scritto da Martino Clericetti, Pietro Galeotti, Ermanno Labianca, Massimo Martelli, Guido Tognetti, Paola Vedani. Massimo Giuliano è il  consulente musicale del Direttore Artistico.
La regia è di Duccio Forzano e la scenografia è affidata a Emanuela Trixie Zitkowsky.
Redazione

 

L’8 dicembre 2014 moriva a 60 anni Mango – I suoi successi – VIDEO


mango

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2014, moriva Pino Mango, stroncato da un infarto alla fine del concerto che stava tenendo al Pala Ercole di Policoro, in provincia di Matera. Stava cantando Oro, uno dei suoi più grandi successi, quando aveva interrotto l’esibizione scusandosi con il pubblico, per poi accasciarsi. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime e inutli sono stati i soccorsi.  Aaveva 60 anni. Ecco alcuni scatti per ricordarlo.

Tutti i testi delle 20 canzoni di Sanremo 2016


festival-2016-001_crop-799x1024

Il settimanale Sorrisi e Canzoni ha pubblicato tutti i testi delle canzoni in gara a Sanremo per il titolo di “canzone più bella”, ve li riportiamo in attesa di sentirle a partire dal 9 di febbraio e fino a sabato  13, finale del Festival.

“Via da qui” – Giovanni Caccamo e Deborah Iurato
“La borsa di una donna” – Noemi
“Noi siamo infinito” – Alessio Bernabei
“Il primo amore non si scorda mai” – Enrico Ruggeri
“Guardando il cielo” – Arisa
“Wake Up” – Rocco Hunt
“Mezzo respiro” – Dear Jack
“Un giorno mi dirai” – Stadio
“Infinite volte” – Lorenzo Fragola
“Il diluvio universale” – Annalisa
“Blu” – Irene Fornaciari
“Sogni e nostalgia” – Neffa
“Di me e di te” – Zero Assoluto
“Ora o mai più (le cose cambiano)” – Dolcenera
“Quando sono lontano” – Clementino
“Cieli immensi” – Patty Pravo
“Finalmente piove” – Valerio Scanu
“Semplicemente” – Bluvertigo
“Nessun grado di separazione” – Francesca Michielin
“Vincere l’odio” – Elio e le Storie Tese

Quale testo preferite?

Redazione

 

La doppia compilation è DISCO DI PLATINO! Da 6 settimane al 1° posto della classifica con oltre 63.000 copie vendute  


Super-Sanremo-2015-news_3 

SUPER SANREMO 2015”, la doppia compilation del festival di Sanremo , conquista il disco di platino (certificazioni FIMI/GFK Retail and Technology Italia) con ben oltre 63.000 copie vendute e 6 settimane consecutive al 1° posto della classifica.

Il doppio album, pubblicato da Sony Music, è disponibile nei negozi tradizionali e in digital download, ed include tutto il meglio dell’ultimo Festival di Sanremo.

Oltre ai brani in gara, la doppia compilation include anche le grandi cover presentate dagli artisti sul palco dell’Ariston e molti dei singoli già certificati disco d’oro come “Siamo Uguali” di Lorenzo Fragola , “Straordinario” di Chiara e “Grande Amore” de Il volo.

TRACK LISTING

Cd1:

Grande amoreIl Volo
StraordinarioChiara
Che giorno èMarco Masini
Un vento senza nomeIrene Grandi
Sogni infrantiGianluca Grignani
Come una favolaRaf
SolaNina Zilli
Siamo ugualiLorenzo Fragola
Adesso e qui (nostalgico presente)Malika Ayane
Buona fortuna amoreNesli
Una finestra tra le stelleAnnalisa
Fatti avanti amoreNek
LiberaAnna Tatangelo
VoceLara Fabian
Oggi ti parlo cosìMoreno
Io sono una finestraGrazia Di Michele & Mauro Coruzzi
Vita d’infernoBiggio e Mandelli
Ritornerò da teGiovanni Caccamo
Io non lo so cos’è l’amoreRakele
RitorneraiChanty

CD 2:

Io che amo solo teDear Jack
Ciao amore ciaoBianca Atzei & Alex Britti
Il volto della vitaChiara
Una città per cantareLorenzo Fragola
Se perdo teIrene Grandi
Sarà per teMarco Masini
Dio come ti amoAnna Tatangelo
Vedrai vedraiGianluca Grignani
Se bruciasse la cittàNina Zilli
AncoraIl Volo
AlgheroGrazia Di Michele & Platinette
Una carezza in un pugnoMoreno
Sto male Lara Fabian
E la vita, la vitaBiggio e Mandelli
Mare mareNesli
Oltre il giardinoKaligola
CredoAmara
ElisaKuTso
Qualcosa da decidereEnrico Nigiotti
GalleggiareSerena Brancale

“Super Sanremo 205″ è disponibile su iTunes: https://itun.es/i6Bv7Fx, Google Play: http://bit.ly/Super-Sanremo-2015-GPlay, Amazon.it (2CD): http://amzn.to/1DJvMpl e in streaming su Spotify, Deezer e TIMmusic: http://www.multiurl.com/l/mC3


 

CHIARA CIVELLO: ONLINE I VIDEO DEI DUETTI CON GILBERTO GIL E CHICO BUARQUE


CHIARA CIVELLO

chiara

SONO ONLINE I VIDEO DEI DUETTI

CON GILBERTO GIL E CHICO BUARQUE

Il 7 dicembre il disco “Canzoni” esce in Giappone

Sono online su YouTube e VEVO i video dei duetti di CHIARA CIVELLO con due stelle della musica internazionale, Gilberto Gil e Chico Buarque. Gilberto Gil duetta con la sofisticata cantautrice sulle note diIo che non vivo senza te”, mentre Chico Buarque si esibisce sulle note diIo che amo solo te”. Entrambi i brani sono contenuti nell’ultimo disco di Chiara Civello, “Canzoni(distribuzione Sony Music).

«Non sono stati gli ospiti a scegliere le canzoni, ma sono state le canzoni ad aver coinvolto gli ospiti a cantarle – racconta Chiara CivelloGilberto Gil conosceva già la canzone di Pino Donaggio, la ascoltava nella versione originale in radio a Bahia. Durante la registrazione del brano, quando è arrivato il ritornello, Gil si è commosso e io con lui. In quel momento abbiamo entrambi capito di essere riusciti ad entrare davvero nel cuore di questa canzone e di averne attualizzato il groove senza che questo si perdesse. Altro discorso per Chico Buarque: era amico di Sergio Endrigo, perciò la sua interpretazione è uno dei momenti più emozionanti del disco.»

Partirà il 14 novembre il tour invernale di Chiara Civello, dove la cantautrice cambierà volto, mostrando diverse sfaccettature della propria personalità artistica: a volte accompagnata dalla Salerno Jazz Orchestra, a volte dal Nicola Conte Jazz Combo e a volte in versione solista, sul palco soltanto con la sua chitarra, dando spazio al lato più intimista dei brani.

ch

Queste le prime date confermate del tour invernale di “Canzoni”: il 14 e 15 novembre al Jazzino di Cagliari (in solo), il 21 novembre allo Spirito Club di Vigarano Mainarda (Ferrara), il 29 novembre al Teatro Augusteo di Salerno (con Salerno Jazz Orchestra), il 14 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma (con Nicola Conte Jazz Combo), il 20 dicembre al Teatro Forma di Bari (con Nicola Conte Jazz Combo), il 27, 28, 29 e 30 dicembre all’Orvieto Jazz Winter di Orvieto (con Nicola Conte Jazz Combo), il 21 gennaio allo Spirito Club di Vigarano Mainarda -Ferrara- (in solo), il 22 gennaio al Diavolo Rosso di Asti (in solo), il 29 gennaio al Bravo Caffè di Bologna (in trio), il 30 gennaio al club Il Moro a Cava de’ Tirreni –Salerno- (in trio) e il 5 febbraio al Verona Jazz Winter di Verona (con Nicola Conte Jazz Combo).

Il 7 dicembre il disco di Chiara Civello, “Canzoni”, uscirà anche in Giappone (Sony Jazz & Classics), dove la cantautrice lo presenterà in tre appuntamenti speciali (organizzati in collaborazione con “SUONI ITALIANI” di New Age Productions): il5 dicembre al Gala Night ICCJ – Italian Chamber of Commerce in Japan di Tokyo (live in acustico con Alfonso Deidda), il 7 dicembre al Tsutaya Daikanyama – Anjin di Tokyo (showcase acustico di presentazione del disco) e il 9 dicembrepresso SUONI ITALIANI all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo (live acustico con Alfonso Deidda).

L’album “Canzoni”, prodotto artisticamente da Nicola Conte, vede Chiara Civello, per la prima volta nelle vesti di sola interprete, presentare brani del repertorio italiano dagli Anni 60 fino ai giorni nostri come non sono mai stati ascoltati finora, donando loro una nuova anima. Al disco hanno partecipato alcuni ospiti d’eccezione: gli artisti di fama mondiale GILBERTO GIL e CHICO BUARQUE, la statunitense ESPERANZA SPALDING e la star del pop brasiliano ANA CAROLINA. Da Paolo Conte a Lucio Battisti e Mogol, da Vinicio Capossela a Sergio Endrigo, da Fred Buscaglione a Umberto Bindi, arrivando fino ad artisti come Vasco Rossi e Negramaro: Chiara Civello reinterpreta ognuno di questi pezzi con la sua voce calda e vibrante, creandone delle versioni dal sound internazionale dove si mescolano Northern Soul, Bossa Nova, Blue Eyed Soul, jazz e pop.

Il brano più trasmesso dalle radio nel primo semestre 2014 è HAPPY (PHARRELL WILLIAMS) seguito da JUBEL (KLINGANDE) e DEMONS” (IMAGINE DRAGONS)


CLASSIFICA DEI BRANI
PIU’ TRASMESSI DALLE RADIO
NEL PRIMO SEMESTRE 2014

 

Sono cinque le etichette indipendenti presenti nella top 20
dei brani più trasmessi dalle radio italiane nel primo semestre 2014.
La Ego Music con “Jubel” si piazza in seconda posizione tra Sony e Universal.
Cesare Cremonini, Ligabue, Biagio Antonacci e Vasco Rossi gli unici italiani presenti.

CLASSIFICA DEI BRANI ITALIANI
PIU’ TRASMESSI DALLE RADIO
NEL PRIMO SEMESTRE 2014

Il brano italiano più trasmesso
dalle radio italiane nel primo semestre 2014
è “Logico #1” di Cesare Cremonini.
In seconda e terza posizione “Per sempre” di Ligabue
e “Ti penso raramente” di Biagio Antonacci.

 

Sondaggio: cinque canzoni che fanno piangere? Dite la vostra.


Su twitter domenica 12 maggio è partito un sondaggio “mondiale”   sulle cinque canzoni che fanno piangere questo l’hastag  #5SongsThatMakeMeCry. Intendiamoci, non canzoni  poco apprezzate, ma canzoni che “smuovono” dentro… che emozionano fino alle lacrime. Dire che  questa canzone di Eros Ramazzottidolce Barbara” sia un un buon inizio…