che storia è la musica

C.S._#RAI3 “Che storia è la musica” Una serata evento con Ezio Bosso


(none)

Nella sconfinata produzione televisiva è molto difficile trovare un segmento non ancora esplorato: c’è voluta quindi una certa dose di coraggio e voglia di sperimentare per realizzare il sogno, a lungo meditato da Ezio Bossodi creare un programma del tutto nuovo, che potesse coniugare la televisione più accessibile alla cosiddetta musica alta. Che storia è la musica dunque è il risultato di questo sogno ed atto d’amore verso il grande repertorio classico e verso tutti coloro che lo sentono inaccessibile, trasposto in televisione dal Maestro insieme ad Angelo Bozzolini, in una serata evento che coprirà la prima e seconda serata di Rai 3 domenica 9 giugno a partire dalle 20.35.

L’idea di partenza è molto semplice e al contempo radicale: innanzitutto obbedire ai tempi televisivi, ma non farvi obbedire Ludwig van Beethoven, le cui sinfonie quinta e settima sono eseguite in tutti i movimenti con l’orchestra della Europa Filarmonica; e poi, raccontare la musica attraverso le metafore della vita e raccontare la vita attraverso la musica, metafora per eccellenza, in un dialogo continuo, orizzontale e democratico, dove tutti sono protagonisti: il Direttore, la sua Orchestra, il pubblico in sala e a casa, i tanti ospiti famosi, provenienti da diverse realtà, che creano un legame ancora più profondo tra la musica d’eccellenza e la prima serata televisiva. Infine Bosso stesso, da sempre lontano dai palchi televisivi, che si mette in gioco senza rete, avendo come unico canovaccio la scrittura musicale beethoveniana e gli stimoli che essa gli trasmette, incontrando per la prima volta sul palco ospiti per lui inusuali ma che con entusiasmo e commozione hanno risposto al quesito su che storia fosse la musica per loro.

Che storia è la musica dunque è una scommessa televisiva, ma soprattutto un lavoro di squadra, dove la vera guida sono le esecuzioni dal vivo della Quinta e Settima sinfonia di Beethoven, curate in ogni singolo dettaglio, a partire dall’eccellenza del suono, per dimostrare ancora una volta la necessità, ma soprattutto l’accessibilità di una musica troppo spesso considerata per pochi, senza che essa venga minimamente tradita o debba piegarsi a codici che non le appartengono.

Il programma televisivo è dunque il racconto di momenti vissuti intensamente, sulla base del pensiero di far la musica insieme, di interazioni spontanee, di fianchi scoperti, di sincerità senza filtri, dove anche l’immensa fatica di dirigere e condurre al contempo di Ezio Bosso non è in alcun modo mascherata o edulcorata.

Il Teatro Verdi di Busseto è stato inoltre rivoluzionato per porre l’orchestra e il suo direttore al centro della platea, così da avere il cuore dello spettacolo avvolto da un’atmosfera intima e famigliare, una casa che pur pensando ai grandi gesti della televisione del passato – da “Non è mai troppo tardi” del Maestro Manzi alle note lezioni di Leonard Bernstein – vuole essere un punto di partenza e soprattutto un’occasione per fare servizio pubblico, con l’obiettivo di raccontare la musica, le sue storie e anche i suoi fedeli operai quasi sempre anonimi, in questo caso i professori d’orchestra della Europa Filarmonica, cioè l’orchestra fondata da Ezio Bosso due anni fa e oggi attiva sotto rinnovata veste e nome. In anteprima, una composizione del Maestro, un piccolo regalo alla platea televisiva della sua musica: In her Name, The Sea Rain, interpretata passionalmente dal violino di Anna Tifu.

Una serata di musica in TV con la speranza che, se in questa occasione il principale protagonista è stato Beethoven, possa ripetersi in futuro per altri grandi musicisti della nostra storia, per amore verso i tanti appassionati che la vivono ogni anno nelle stagioni classiche sparse su tutto il territorio italiano e con la speranza di “togliere la paura” a tanti, tanti altri.
Tra gli ospiti della serata: Luca BIZZARRI, Alessandra FACCHINETTI, Roby FACCHINETTI, Andrea LO CICERO, Nicoletta MANTOVANI, Enrico MENTANA, Alfonso SIGNORINI, Gino STRADA, Anna TIFU, Andrea ZANOTTI e il Coro della Sosat.

Redazione