Cinema

CS_Presidente e Amministratore Delegato, Lollobrigida diva di fama planetaria


Indimenticabile nella storia del cinema italiano

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“Con la scomparsa di Gina Lollobrigida l’Italia perde una diva di fama planetaria che ha arricchito in modo indimenticabile la storia del cinema italiano”. Così la Presidente Rai Marinella Soldi e l’Amministratore delegato Carlo Fuortes esprimono il proprio cordoglio per la morte dell’attrice. 
“La ‘donna più bella del mondo’, come fu definita dalla stampa negli anni del suo massimo fulgore, è stata una  attrice generosa e versatile, capace di molti registri, nelle sue innumerevoli collaborazioni con i registi più significativi da Cinecittà ad Hollywood. Fuori dal set, ha saputo misurarsi in altri settori delle arti visive, dalla fotografia alla scultura. Oltre ad innumerevoli partecipazioni come ospite nelle trasmissioni Rai, Gina Lollobrigida ha dato vita ad una indimenticabile Fata Turchina nel “Pinocchio” di Luigi Comencini. Le sue qualità di attrice e il suo esempio di donna volitiva e indipendente conservano un posto centrale nell’immaginario degli Italiani”, hanno affermato Presidente e Amministratore Delegato della Rai.

CS_JEAN-LUC GODARD: al cinema un omaggio al grande Maestro della nouvelle-vague (11 ottobre – Cinema Arlecchino di Milano)


A POCHE SETTIMANE DALLA SCOMPARSA DI JEAN-LUC GODARD

WANTED OMAGGIA IL GRANDE MAESTRO DELLA NOUVELLE VAGUE CON

GODARD SEUL LE CINEMA

direttamente dal concorso “Venezia Classici” 2022 e presto al cinema

Il primo appuntamento dopo Venezia 79 sarà l’anteprima dell’11 ottobre, un’anticipazione del Filmmaker Festival, presso il cinema Arlecchino di Milano

140 film all’attivo, molti dei quali poco visti, per una lunga e coerente carriera nel cinema d’avanguardia. Jean-Luc Godard èil cinema, la sua quintessenza, l’autore per antonomasia, osannato dai cinefili fin dai tempi della nouvelle-vague, di cui fu protagonista con Truffaut, Rivette e Rohmer. Il documentario (Francia, 2022, 100′) scritto e diretto da Cyril Leuthy porta lo spettatore dentro la movimentata e imprevedibile carriera del cineasta franco-elvetico, nato a Parigi nel 1930 da una famiglia agiata e morto recentemente, per sua scelta, all’età di 91 anni, a Rolle in Svizzera.

GODARD SEUL LE CINEMA si impone come la prima biografica completa e definitiva dell’immenso regista

Biografia costruita intorno ad archivi, estratti di pellicole e interviste a diverse personalità che prendono la parola per rendere omaggio a uno dei principali fautori delle forme e degli stili cinematografici del secolo scorso.

Tra i tanti testimoni del film Macha Meril, Marina Vlady, Romain Goupil, Julie Delpy, Daniel Cohn Bendit, Nathalie Baye, Hanna Schygulla, per una carrellata tra cinema e politica attraverso film leggendari come “Ro.Go.Pa.G.”, “Il disprezzo”, “Bande à part”, “Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville”, “Due o tre cose che so di lei”, “Crepa padrone, tutto va bene”, “Si salvi chi può (la vita)”, “Prénom Carmen”, “Je vous salue Marie”.

A partire dal suo folgorante film d’esordio del 1960 – “Fino all’ultimo respiro” (“À bout de souffle”) – Godard è stato sempre un assoluto protagonista della scena internazionale, amato e odiato come nessun altro: una tale “aura” deriva da film incredibilmente unici, ma anche da Godard stesso, una figura carismatica e allo stesso tempo un uomo avvolto nel mistero. Tutto e l’opposto di tutto, ha sperimentato ogni strada possibile, fino a diventare un mostro sacro ed enigmatico. Un figlio della borghesia europea che ha condotto la più spietata azione anti-borghese che sia mai stata compiuta nella settima arte.

L’itinerario di Godard si muove in un’unica direzione: il rinnovamento incessante della sua arte. Il regista vede l’atto creativo come un necessario atto di critica e decostruzione. “Parto sempre daI negativo” – diceva – “Sono un uomo positivo che parte dal negativo”. L’artista si reinventa senza sosta e inevitabilmente si distrugge, per molti anni si annulla in un collettivo di regia, per poi tornare a firmare i propri film solo a fine carriera. “Godard seul le cinema” è un ritratto pieno di sorprese, che va oltre i cliché del mito JLG, talvolta diventato caricaturale. Ricchissimo di scene e di backstage sui suoi set, il film ci fa incontrare un uomo più sentimentale di quanto sembri, a volte fagocitato dalla sua arte. Ne esce, forse per la prima volta, un Godard umano, non solo artista provocatore.

“Realizzare questo film ha significato esplorare un artista che, più di molti altri, ha una vera e propria fede nella propria arte” – dichiara il regista del film Cyril Leuthy – “Per navigare in un tale oceano di idee, film e archivi, ho seguito un percorso: rimanere umile e dare voce alle persone che lo hanno conosciuto. Il film è incentrato più sull’uomo che sul suo cinema, ma quando si parla di Godard, cinema e vita si fondono.”

redazione

CS_NASTRI D’ARGENTO DOCUMENTARI 2022: War Is Over di Stefano Obino in cinquina per Il Cinema del reale


WAR IS OVER DI STEFANO OBINOIN CINQUINA AI NASTRI D’ARGENTO 2022 PER IL CINEMA DEL REALE
Dopo essere stato presentato in concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, il documentario War Is Over di Stefano Obino ottiene la candidatura ai Nastri d’Argento 2022, entrando ufficialmente nella cinquina della categoria Cinema del reale.Il film è un racconto sulla resilienza e un vero e proprio viaggio alla scoperta del Kurdistan iracheno, un’area profondamente colpita dal durissimo conflitto contro l’Isis – che ha lasciato più di 40 campi profughi, 1,6 milioni di persone in stato di necessità, di cui la metà con meno di 18 anni – in cui, nonostante tutto, si possono scorgere degli squarci di “vita normale”.Il diario di una madre accompagna gli spettatori all’interno di questo viaggio di “ricostruzione”, fatto di cose semplici. Con uno sguardo discreto ma mai distante, Stefano Obino restituisce quell’euforia esplosiva e inaspettata tipica di una vita che non vuole arrendersi, che vuole andare avanti nonostante le enormi difficoltà.Così, una città bombardata si lascia “colorare” da una piscina e dalle risate di giovani che nuotano. Un campo profughi anela a trasformarsi in una città normale, dove si ordina una pizza a domicilio dalla propria tenda, o ci si riunisce per guardare una partita di calcio assieme agli amici.E poi la forza dell’Arte, quella che riesce a rendere una vecchia fabbrica di tabacco una fucina di giovani creativi che trasformano la violenza in bellezza.Obino scardina uno ad uno tutti i luoghi comuni sulla guerra, su ciò che crediamo di sapere su questi posti senza averci mai messo piede. Restituisce dignità e verità a luoghi e volti che ne sono stati privati, attraverso un uso sapiente delle immagini e dei suoni (che giocano un ruolo cruciale nell’opera) e un incedere narrativo estremamente serrato.War Is Over non è un documentario sulla guerra, è un inno alla vita, alla speranza e a un modo diverso di vedere le cose.Il film è stato prodotto dallo stesso Stefano Obino e da Tania Masi con la collaborazione della ONG Aispo (Associazione Italiana per la Solidarietà tra i popoli), che ricostruisce strutture sanitarie sul territorio curdo e fornisce formazione sanitaria alla popolazione locale al fine di gestire la situazione oltre l’emergenza.La collaborazione con Aispo ha consentito l’accesso a strutture e luoghi, a cui altrimenti sarebbe stato impossibile arrivare. Il regista, infatti, assieme al direttore della fotografia William Chicarelli Filho, ha attraversato tutto il paese fino alla città di Sulaymaniyah, non lontana dal confine con l’Iran.

redazione

CS_Debutta su Cine34 la rassegna «Mai visti in TV»


Martedì 12 aprile, su Cine34 debutta la rassegna «Mai visti in TV». Si inizia con tre autentiche rarità del cinema italiano, tutte in onda poco dopo la mezzanotte.
Titoli per palati curiosi, per sovranisti del cinema autoctono, per amanti del genere. Opere che non possono mancare nella videoteca dell’impallinato di pellicole introvabili, di cui si trovano poche tracce persino nel mare magnum del web.

La partenza, il 12 aprile, è segnata da “La guerra dei robot”. 
Scritto e diretto da Alfonso Brescia, si tratta di una produzione a basso costo, che all’epoca tentò di inserirsi sulla scia del successo di capolavori come Guerre stellari.
La critica lo ha definito un «eclatante esempio di “scifi trash”». 
Nel cast, curiosamente, due papà di figli oggi famosi: Giacomo Rossi Stuart (padre di Kim Rossi Stuart) e Antonio Sabàto (padre del trumpiano Antonio Sabàto Jr.).

Il 19 aprile spazio al lesbo-intellettualismo in b/n (nonostante sia stato realizzato nei Settanta), de “La ragazza dalle mani di corallo”. 
Diretto da Luigi Petrini, con Linda Towne, Susanna Levi e Bernard De Vries, gode della musiche del Maestro Roberto Pregadio, come di eccellenti costumi e fotografia, e di un’estetica curatissima.

Il 26 aprile è l’ora di “Playgirl ’70”, diretto da Federico Chentrens. 
Nel cast spicca Ira von Fürstenberg (figlia del Principe Tassilo Fürstenberg e di Clara Agnelli; alla nota socialite è stato persino dedicato un lido, sulla costa nord-orientale della Sardegna: Spiaggia Ira), in compagnia di Jean Sobieski e di Venantino Venantini. 
Colonna sonora stra-cult, tra il limone duro e il lisergico, di Piero Piccioni.

redazione

CS_CHARLOTTE GAINSBOURG: dal 21 aprile nelle sale italiane “GLI AMORI DI SUZANNA ANDLER”, un film di Benoit Jacquot. E dal 16 giugno “JANE BY CHARLOTTE”, il docufilm sulla vita dell’iconica madre JANE BIRKIN


Attrice, cantante e ora anche regista,

artista eclettica e provocatoria di fama internazionale

CHARLOTTE GAINSBOURG

Dal 21 aprile nelle sale italiane

“GLI AMORI DI SUZANNA ANDLER”

Un film di Benoit Jacquot

tratto dall’omonima pièce di Marguerite Duras

e presentato in anteprima al Torino Film Festival 2021

e dal 16 giugno 

“JANE BY CHARLOTTE”

Il docufilm sulla vita dell’iconica madre JANE BIRKIN,

primo lavoro da regista della Gainsbourg

presentato a Cannes 74

Eclettica, unica, provocatoria, CHARLOTTE GAINSBOURG torna in Italia con due nuovi film, distribuiti da Wanted Cinema: Gli amori di Suzanna Andler”, presentato al Torino Film Festival 2021 e nelle sale dal 21 aprile,e “Jane by Charlotte”,presentato a Cannes 74 e primo lavoro da regista della Gainsbourg, nei cinema dal 16 giugno.

Diretto da Benoit Jacquot e tratto dall’omonima pièce di Marguerite Duras, “Gli amori di Suzanna Andler” vede la Gainsbourg nel ruolo di protagonista: una donna dell’alta borghesia, ricca, oziosa, al limite del suicidio, stretta tra doveri coniugali e desiderio. Il film, che sarà nelle sale dal 21 aprile, è stato girato in una villa sulla Costa Azzurra.

Attesissimo anche “Jane by Charlotte”, primo lavoro da regista di Charlotte Gainsbourg, in uscita il 16 giugno: un lungometraggio in cui viene raccontata Jane Birkin come non è mai stato fatto prima, proprio perché lo storytelling è veicolato dalla figlia; un progetto nato come “una scusa per avvicinarmi a lei, per guardarla, per prendermi del tempo con lei” come racconta la stessa Charlotte. Un docufilm in cui le due donne si aprono sulle loro ansie, i sensi di colpa e l’amore reciproco.

Charlotte è protagonista anche di “Les passagers de la nuit”, l’atteso film di Mikhaël Hers presentato al Festival di Berlino 2022 che racconta la storia di una famiglia francese attraverso gli anni 80 e che arriverà in Italia entro fine anno distribuito da Wanted Cinema.

redazione

CS_Cento anni di Pasolini


L’omaggio della Rai per un protagonista del XX secolo

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Pier Paolo Pasolini, nato il 5 marzo del 1922, è stato innanzi tutto un grande protagonista della comunicazione. Incurante dello scandalo che suscitava in una società italiana profondamente retriva, ha sperimentato tutti i linguaggi. Attraverso poesia, cinema, riflessioni, corsivi, le invettive affidate a giornali, periodici, convegni e le apparizioni televisive, Pasolini ha passato al setaccio tutti gli aspetti più urticanti e contraddittori della realtà del suo tempo. In occasione dei 100 anni dalla nascita, la Rai ha previsto una programmazione che abbraccia tutte le sfaccettature di un indimenticabile uomo di cultura.
Moltissimi gli appuntamenti, a partire da venerdì 4 marzo, con spazi dedicati nei contenitori informativi in diretta di Rai 1 e Rai 2, mentre Rai 3 prevede alle 13.15 “Passato e Presente – Le lingue di Pasolini” con il professor Lucio Villari (poi anche su Rai Storia). Rai Scuola (canale 146 del digitale terrestre) dedica al centenario della nascita di Pasolini tre appuntamenti: “I grandi della Letteratura Italiana” con Edoardo Camurri; “Tool Box Pasolini” per conoscerne l’attività di poeta; “Pier Paolo poeta delle ceneri”, ripresa live dello spettacolo teatrale per la regia di Irma Immacolata Palazzo.
Sabato 5 marzo la ricorrenza viene sottolineata dai Tg e dai Gr con servizi, interviste e approfondimenti. Speciale l’attenzione della Tgr nel sottolineare i legami di Pasolini con alcuni territori: ha trascorso la sua infanzia in Friuli Venezia Giulia, a Casarsa della Delizia, paese natale della madre, dove è stato sepolto; il suo archivio è custodito al Gabinetto Vieusseux di Firenze; Enrico Brizzi racconta i luoghi di Pasolini a Bologna. Rainews24 offre lo speciale “Pasolini 100”, ospiti Pupi Avati e Walter Siti. Su Rai 1 “Dedicato” riserva l’intera puntata alla ricorrenza mentre “Sottovoce” raccoglie in uno speciale le interviste a Ninetto Davoli, Franco Citti, Laura Betti e Aurelio Grimaldi, arricchite da materiali di repertorio delle Teche Rai. Su Rai 3 “Fuori orario. Cose (mai) viste” propone, durante la notte, il documentario “Il sogno di una cosa – 1943/1946 Pasolini in Friuli”; il film di Abel Ferrara “Pasolini” con Willem Dafoe, Ninetto Davoli e Riccardo Scamarcio; il programma di Enzo Biagi “Terza b facciamo l’appello” con Pier Paolo Pasolini che incontra i compagni di liceo; il reportage “Appunti per un film sull’India” girato da Pasolini nel 1967; il documentario di Anna Zanoli “Io e… Pasolini e la forma della città” per la regia di Paolo Brunatto. La serata di Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) offre tre film cult diretti da Pasolini: “Il Decameron” con Franco Citti e Ninetto Davoli, “I racconti di Canterbury” con Ninetto Davoli e Laura Betti, “Il fiore delle mille e una notte” con Ninetto Davoli e Franco Merli. Il ricordo di Rai 5 (canale 23) parte nel pomeriggio con “Terza Pagina”, il talk culturale condotto da Licia Troisi, che affronta l’eredità di Pasolini tra icona pop e spettro intellettuale. Si prosegue in serata con “Visioni – Pier Paolo Pasolini, una vita corsara” a cura di Alessandra Greco e “Museo Pasolini – Parte I” con Ascanio Celestini, per poi concludere con “’Na specie de cadavere lunghissimo”, ambizioso progetto poetico di Fabrizio Gifuni sui testi più polemici e politici di Pasolini. 
Rai Radio 3 dedica al centenario della nascita di Pasoli tre giorni, 4, 5 e 6 marzo. A partire dalla puntata speciale di “Fahrenheit” in diretta (alle 15 di venerdì 4 marzo) dalla sala M, con molti ospiti. Poi “Hollywood Party” con i ricordi e le testimonianze di tre generazioni che sono entrate in contatto con l’opera di Pasolini. Su RaiPlay Sound sono inoltre disponibili i podcast delle puntate dedicate a Comizi d’amore, Mamma Roma e Il Vangelo secondo Matteo. Disponibile anche il podcast originale di Rai Radio3 con Steve Della Casa, dedicato a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Sabato 5 marzo in onda, alle 20.30, “Pasolinacci e Pasolini”, serata teatrale in diretta dalla Sala A con un testo inedito di Marco Martinelli, che lo interpreta insieme a Ermanna Montanari, con le musiche dal vivo di Daniele Roccato. Il 5 e il 6 marzo, “Radio3suite” affronta il rapporto tra Pasolini e l’arte figurativa fino alle sue prove di pittore e disegnatore in prima persona. “Piazza Verdi” alle 15 ricorda la figura di Pasolini con registi, attori e drammaturghi di diverse generazioni. “Pantheon” alle 18 racconta i rapporti di Pasolini con la televisione mentre domenica 6 marzo alle 10.45 “La Lingua Batte – L’italiano per Pasolini” affronta le idee linguistiche e le espressioni che ci ha lasciato. Per concludere “La Grande Radio” alle 18 propone materiali d’archivio sul Pasolini corsaro.
Il Portale Rai Cultura predispone un elegante WebDoc dedicato https://www.raicultura.it/webdoc/pier-paolo-pasolini/index.html#welcome
RaiPlay offre in Home Page uno spazio Pasolini con diverse sezioni: film, documentari, teche, una collezione Learning, ritratti, interviste e “Venezia 68: Il Festival contestato” con immagini e testimonianze. 
Su Televideo i 100 anni dalla nascita di Pasolini sono evidenziati alla pagina 407.

redazione

CS_Da lunedì 28 febbraio arriva al cinema “SUL SENTIERO BLU”, un emozionante documentario sul viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena fino a Roma (Wanted Cinema). 


DA LUNEDÌ 28 FEBBRAIO

ARRIVA AL CINEMA

“SUL SENTIERO BLU”

L’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sulla via Francigena

oltre 200 km a piedi in 9 giorni fino a Roma

LINK AL TRAILER

IN PROGRAMMA IN TUTTA ITALIA

TANTE SPECIALI PROIEZIONI – EVENTO CON OSPITI D’ECCEZIONE!

QUI L’ELENCO DELLE SALE IN CONTINUO AGGIORNAMENTO:

http://wantedcinema.eu/movies/sul-sentiero-blu/

«Molti pensano che le persone autistiche sono incapaci di fare le cose, ma questo progetto dimostra l’esatto opposto e come io dico sempre: noi persone autistiche non molleremo mai!».

Arriva nelle sale da lunedì 28 febbraio con Wanted Cinema, in collaborazione con CAI (Club Alpino Italiano), “SUL SENTIERO BLU”, l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena. Un documentario, per la regia di Gabriele Vacis e la produzione di Michele Fornasero per Indycache affronta con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismo.

I protagonisti, insieme ai loro medici ed educatori, percorrono oltre 200 km a piedi in 9 giorni. Un cammino di crescita, tra fatica e divertimento, in cui affrontano ed imparano a gestire emozioni e difficoltà grazie a specifici programmi abilitativi per sviluppare le competenze sociali. Oltre che scientifica, si è trattata quindi di un’esperienza profondamente umana volta a migliorare le relazioni delle persone autistiche. I partecipanti devono infatti adattarsi al nuovo ambiente e cercare un modo per convivere, alla scoperta della loro indipendenza.

Il viaggio si concluderà a Roma, dove tra varie autorità incontreranno anche Papa Francesco.

La troupe ha seguito il gruppo dalla partenza fino all’arrivo nella Città del Vaticano, cercando di riportare integralmente l’intensità di questa esperienza, raccontando il formarsi di nuove amicizie e di sentimenti e, soprattutto, di catturare i particolari più significativi di questi eccezionali ragazzi.

Un’immersione nel mondo dell’autismo per abbattere pregiudizi e preconcetti che spesso circondano queste persone, valorizzare le loro competenze e sensibilizzare lo spettatore di fronte queste importanti tematiche.

Al seguente link è visibile il trailer ufficiale del film: https://youtu.be/om5sDZavVd4

L’elenco della sale aderenti, in continuo aggiornamento, è consultabile su http://wantedcinema.eu/movies/sul-sentiero-blu/

In programma in tutta Italia tante speciali proiezioni-evento con ospiti d’eccezione.

Il documentario,prodotto da Indyca con il sostegno di MIC e Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, racconta il progetto “Con-tatto”iniziativa lanciata lo scorso 2021 dal Rotary International Distretto 2031 (che ha collaborato anche alla parte organizzativa del film) e realizzata grazie al contributo scientifico del Dottor Roberto Keller, Direttore del Centro Regionale per i Disturbi dello spettro dell’Autismo in età adulta della ASL Città di Torino.

Il progetto “Con-tatto” è a cura di ASL Città di Torino – Centro Regionale Per I Disturbi Dello Spettro Autistico In Età Adulta.

CHARLOTTE GAINSBOURG: finalmente nelle sale italiane i due nuovi attesissimi film “GLI AMORI DI SUZANNA ANDLER” (14 aprile) e “JANE BY CHARLOTTE” (16 giugno), distribuiti da Wanted Cinema. 


Attrice, cantante e ora anche regista,artista eclettica e provocatoria di fama internazionale

CHARLOTTE GAINSBOURG

Arriva finalmente nelle sale italiane con due nuovi attesissimi film

distribuiti da Wanted Cinema

“GLI AMORI DI SUZANNA ANDLER”

Un film di Benoit Jacquot

tratto dall’omonima pièce di Marguerite Duras

e presentato in anteprima al Torino Film Festival 2021

NELLE SALE DAL 14 APRILE

“JANE BY CHARLOTTE”

Il docufilm sulla vita dell’iconica madre JANE BIRKIN,

primo lavoro da regista della Gainsbourg

presentato a Cannes 74

AL CINEMA DAL 16 GIUGNO

Eclettica, unica, provocatoria, CHARLOTTE GAINSBOURG, torna nelle sale italiane con due attesissimi film distribuiti in Italia da Wanted Cinema: “Gli amori di Suzanna Andler”, presentato al Torino Film Festival 2021 e nelle sale dal 14 aprile,e “Jane by Charlotte”,presentato a Cannes 74 e primo lavoro da regista della Gainsbourg.

Diretto da Benoit Jacquot e tratto dall’omonima pièce di Marguerite Duras, “Gli amori di Suzanna Andler” vede la Gainsbourg nel ruolo di protagonista: una donna dell’alta borghesia, ricca, oziosa, al limite del suicidio, stretta tra doveri coniugali e desiderio. Il film, che sarà nelle sale dal 14 aprile, è stato girato in una villa sulla Costa Azzurra.

Attesissimo anche “Jane by Charlotte”, primo lavoro da regista di Charlotte Gainsbourg, in uscita il 16 giugno: un lungometraggio in cui viene raccontata Jane Birkin come non è mai stato fatto prima, proprio perché lo storytelling è veicolato dalla figlia; un progetto nato come “una scusa per avvicinarmi a lei, per guardarla, per prendermi del tempo con lei” come racconta la stessa Charlotte. Un docufilm in cui le due donne si aprono sulle loro ansie, i sensi di colpa e l’amore reciproco.

Charlotte Gainsbourg, figlia del cantautore francese Serge Gainsbourg e dell’attrice britannica Jane Birkin. Nel corso della sua carriera ha vinto due Premi César, un Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes, un Premio Bodil e un Premio Robert. È una delle attrici francesi più note e più richieste a livello internazionale. Ha debuttato al cinema nel 1984, partecipando al film Amore e musica (Paroles et Musique). Nel 1986 ha vinto il Premio César come migliore promessa femminile per il suo ruolo in “L’effrontée – Sarà perché ti amo?”. Nel 1990 interpreta uno dei tre ruoli femminili ne “Il sole anche di notte” dei fratelli Taviani. Nel 1993 viene diretta per la prima volta in inglese dallo zio Andrew Birkin nel film “Il giardino di cemento”. Nel 1994 debutta a teatro, mentre nel 1996 ha interpretato Jane Eyre nell’omonimo film “Jane Eyre”, di Franco Zeffirelli, adattamento del romanzo di Charlotte Brontë. Nel 2000 ha vinto un altro Premio César come migliore attrice non protagonista per il film “Pranzo di Natale”. Nel 2006 ha recitato in “Nuovomondo” di Emanuele Crialese ed in “L’arte del sogno” di Michel Gondry; l’anno successivo è stata candidata ancora come migliore attrice non protagonista ai César per “L’arte del sogno”. Nel 2009 ha ricevuto il Prix d’interprétation féminine (migliore interpretazione femminile) al Festival di Cannes per il suo ruolo nel controverso “Antichrist” di Lars von Trier. Nel 2011 ha interpretato Claire nel film “Melancholia” al fianco di Kirsten Dunst, Kiefer Sutherland e Charlotte Rampling, sempre sotto la direzione di Von Trier. Nel 2012 fu confermata nella parte di protagonista nel film “Nymphomaniac” di Von Trier. Sempre nel 2012 ha fatto parte della giuria al 62º Festival di Berlino. Charlotte Gainsbourg si è dedicata a più riprese all’attività di cantante. L’esordio la vede partecipare nel 1984 alla realizzazione dell’album del padre “Love on the Beat”, dove canta con lui in Lemon Incest. Nel 1986 debutta con l’album solista “Charlotte for Ever”, ancora in collaborazione con il padre, con cui duetta in Charlotte for Ever e Plus doux avec moi. Nel 2000 collabora con Madonna nell’album Music per il brano “What It Feels Like for a Girl”, la cui introduzione è un pezzo recitato dalla Gainsbourg tratto dal film “Il giardino di cemento”. Nel 2001 collabora ancora con “Les Restos du Cœur”: partecipa alla realizzazione dell’album L’Odyssée des Enfoirés, dove, fra le altre canzoni, interpreta con Marc Lavoine, Julien Clerc e Thierry Lhermitte una canzone di Renaud, Manu. Nel 2006 pubblica il suo secondo album, 5:55. Il disco è realizzato in collaborazione con gli AIR, Jarvis Cocker (ex cantante dei Pulp), Nigel Godrich e Neil Hannon dei Divine Comedy. L’album contiene testi in inglese e francese ed ha raggiunto la vetta dei dischi più venduti in Francia. Alla fine del 2009 pubblica l’album IRM, prodotto da Beck. Il disco ha raggiunto la quarta posizione della classifica di vendita francese. Nel 2011 pubblica il doppio album “Stage Whisper”, una collezione di tracce live e inediti. Nel 2013 pubblica una cover del brano Hey Joe, per promuovere il film Nymphomaniac. Nel 2017 pubblica l’album “Rest”.

redazione

CS_Presidente e Amministratore delegato della Rai: “Con Monica Vitti scompare grande attrice di rara versatilità”


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“Con la scomparsa di Monica Vitti l’Italia perde un’attrice di rara versatilità, capace di passare dal cinema d’autore a prove comiche di grande popolarità, sempre con lo stesso talento e la stessa qualità artistica”. Così la Presidente Rai Marinella Soldi e l’Amministratore delegato Carlo Fuortes esprimono il proprio cordoglio per la morte dell’attrice. “Protagonista al cinema e in teatro, Monica Vitti ha anche attraversato la storia della Rai, fin dagli esordi della televisione, con la partecipazione ai grandi varietà, per arrivare negli anni ’90 a condurre una edizione di grande successo di Domenica in. Nonostante la prolungata assenza dalle scene, Monica Vitti conserva e avrà sempre un posto importante nell’immaginario degli Italiani”.

redazione

CS_Cordoglio per la scomparsa di Lina Wertmuller


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Soldi e Fuortes: “Formidabile interprete dei cambiamenti del Paese””Con la scomparsa di Lina Wertmuller l’Italia perde una formidabile interprete dei cambiamenti che nel corso di decenni hanno attraversato il nostro Paese”. Così la Presidente della Rai Marinella Soldi e l’Amministratore delegato Carlo Fuortes esprimono il proprio cordoglio e quello dell’intera Rai per la scomparsa della regista.
“Mancherà il suo sguardo inconfondibile ed ironico, ma restano e resteranno indimenticabili il suo estro e la sua versatilità artistica. Nella storia della Rai hanno lasciato un segno in particolare la sua firma di un classico senza tempo come ’Il giornalino di Giamburrasca’ e alcune regie di opere liriche. Prima donna a essere candidata al Premio Oscar per la regia, Lina Wertmuller è stata una protagonista della cultura italiana che ha saputo unire in forma originale capacità inventive e pregevole leggerezza”.

redazione