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“VivaMogol”: a proposito dell’Immensità Don Backy scrive alla Rai “il brano è totalmente mio – parole e musica”


mogol-rossano-110816-1Il 24 settembre e il 1 di ottobre su Rai1  sono andate in onda le due serate di VIVAMOGOL su conduzione di Massimo Giletti, in omaggio agli 80anni di Mogol, celebre paroliere. Entrambe le serate hanno vinto la gara degli ascolti del primetime incollando   davanti allo schermo quasi 5milioni di spettatori. La prima puntata aveva sollevato più di una polemica sia per la mancanza di alcune presenze nel cast sia per le imprecisioni contenute nella narrazione dei fatti riferiti alla morte di Luigi Tenco, che ha sollevato la protesta dei famigliari del cantautore, sia per l’attribuzione impropria del testo del brano l’Immensità  a Mogol che ha  scatenato la reazione di Aldo Capone in arte Don Backy che 29 settembre dalla sua pagina Facebook annuncia di aver scritto una lettera a Mamma Rai don

Ne riportiamo il testo:

Non voglio essere noioso né tedioso, ma visto il clamore suscitato dal caso, penso che abbiate il diritto di sapere che ho appena inviato alla Direzione Generale della Rai, la seguente mail con postaPec. Buona lettura.

Spett.le
Direzione Generale Rai.
V.le Mazzini 14
Roma – direzionegenerale@rai.it

Egregi signori, non ho avuto modo di seguire la serata di sabato 24/09/16, che la prima rete Rai ha dedicato al paroliere Mogol. Mi è però stato riferito da molti telespettatori, che, nel contesto dei vari brani di successo, scritti dal sig. Rapetti, vi è figurata anche la mia canzone L’Immensità. Con mio sommo sbigottimento, ho appreso che il presentatore sig. Massimo Giletti, nel presentare il brano, non ha sentito il dovere di citarmi almeno come co-autore dello stesso, lasciando così intendere al colto e all’inclita, che la canzone sia di totale appartenenza del sig. Mogol.
Non sto a ribadire che il brano è totalmente mio – parole e musica – e che il sig. Mogol, a suo tempo, ebbe a sostituire 2 sole parole “proverai felicità”, con “farfalla volerà” (su “amichevole consiglio” di Adriano Celentano, essendo la canzone già provinata su acetato, con il testo completo, di cui allego prove cartacee epocali, pubblicate sui miei libri – incontestati – e sui miei profili FB e blog), annettendosi così da quel momento i 2,24mi dei miei sacrosanti diritti d’autore. Mi chiedo e Vi chiedo: E’ sua la canzone? E quante volte nel corso di questo 50 anni, durante i quali ho avuto modo di cantare il brano su tutte le reti nazionali e no – compreso durante “I Migliori anni” da Carlo Conti (con Giletti presente in sala), la canzone è stata presentata come di Mogol? MAI! ma sempre e soltanto “L’Immensità, di Don Backy”, senza citare – giustamente – altri pretendenti.
Mi chiedo oltresì, per quale motivo siano stati invitati a eseguirla, due bravi cantanti (Pavone e Morandi) e in un’altra “serata Mogol” su rete Mediaset, il bravissimo Fausto Leali e non il più logico titolare della stessa e cioè io? Forse perché non avrei concesso che la stessa fosse assegnata al novello Dante Alighieri/Mogol? E mi chiedo, perché lo stesso Mogol non abbia almeno menzionato la mia co-paternità, forse per gonfiarsi ancor più di una gloria che non gli appartiene e nonostante abbia scritto bellissimi testi, questa canzone ha una magìa in più e per questo è difficile rinunciarvi?
Ovviamente sono disponibile a incontrare il sig. Rapetti in qualsiasi contesto per fargli alcune domande, su come, dove e quando, ci siamo incontrati per scrivere questa canzone, se non in un’unica occasione presso il suo ufficio in Galleria del Corso a Milano, ascoltandola direttamente dall’acetato/provino/sanremese, realizzato con il gruppo I Camaleonti e già completo del testo, sul quale intervenne cambiando le 2 sole parole su menzionate?
So di godere la fama di polemico e litigioso. Ebbene, se ho preteso – in ogni occasione – che mi sia dato quello che mi appartiene, allora lo sono. Altrimenti significa che il più forte avrà sempre ragione, mentre la Giustizia, dorme!
Cordiali saluti.
Don Backy.

n.b. allegate le pagine delle mie agende epocali con il testo originale de L’Immensità.

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Redazione