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GLI “ASSENTI INGIUSTIFICATI” DI SANREMO 2014: ELHAIDA DANI, MICHELE BRAVI, MORENO DONADONI … E I “TALENT SHOW”


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E’ da anni che Sanremo attinge ai “talent show” come riserva di reclutamento per i propri concorrenti, ricevendone in contraccambio, nel bene e nel male, tutti gli annessi e connessi che a tale genere televisivo sono correlati, come lo sconfinato bacino di “audience” potenziale, la garanzia sicura di grande strepito e amplificazione mediatici sulla lunga durata, da parte di stampa, tv e forse ancora in misura maggiore dei “social network”, da You Tube, a “Twitter” a Facebook, che sulle immancabili e inevitabili polemiche cruente combattute da tifoserie, in questo caso, particolarmente “viscerali”, accanite e oltranziste ci vivacchiano e infine, assolutamente non trascurabile, c’è il televoto, assurto, da molto tempo, a rango di indispensabilità, che può essere, a seconda dei casi, croce o delizia, tormento o estasi, tanto che molti “superbig” che non hanno propriamente “pubblico televotante” se la battono a gambe levate di fronte allo spauracchio di questa forma di preferenza “popolare” (molto pregnanti, in questo senso, le dichiarazioni di Laura Pausini a “Verissimo” sulla scarsa volontà degli artisti di grido di prendere parte a una competizione, riportate da “Soundsblog del 15/11/2013 “Sanremo?… metti che arrivo ultima?”), per i ragazzi “ex talent” invece si tratta della fonte stessa di sostentamento primario, l’unica forza propulsiva in grado di farli decollare alla volta delle alte vette del successo e della gloria.

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E per Sanremo e la Rai, questo tanto controverso e discusso sistema di valutazione, ha sempre rappresentato la manna dal cielo, considerando gli introiti da capogiro che ha consentito di totalizzare nelle passate edizioni. Ma quest’anno il “festival” si preannuncia per molti versi atipico, fra l’altro, si registra l’esclusione, dalla rosa degli “eletti”, dei vincitori neo-laureatisi nei rispettivi “talent” di appartenenza e la cui partecipazione, a Sanremo, almeno finora e fatte le debite eccezioni, è sempre spettata loro per “diritto acquisito”, ma, a ben vedere, in gara, fra il 2009 e il 2013 (periodo di grandi fulgori per gli “ex talent”), si sono visti anche secondi o terzi classificati e non solo. Questi i non ammessi alla manifestazione canora 2014:
Elhaida Dani (21 anni a breve), prima a “The Voice of Italy 2013” (Rai2), il “totonomi” di fine anno aveva fatto circolare anche il suo, poi la mancata convocazione da parte di Fazio, in un’intervista (fonte: “Vanity Fair.it”, autrice Raffaella Serini) la ragazza sembra rammaricarsene, ma riesce ad abbozzare “Non ho trovato la canzone giusta e se non ho una canzone che mi fa sentire che do il meglio di me, meglio che non partecipo».
”, le vengono fatti notare i risultati non proprio entusiasmanti dell’Ep di debutto e lei, senza scomporsi “Me l’aspettavo. Non avrei creduto che un disco con sei singoli e tre cover di –The Voice- potesse arrivare nelle classifiche dei più venduti”, che sia stato questo il fattore pregiudizievole?probabilmente no, la storia di Sanremo è piena di artisti inseriti nella categoria “big” che non hanno mai fatto sfracelli nelle “hit parade”. Rimane l’”autogol” clamoroso fatto dalla Rai sbarrando la strada a un personaggio uscito da un suo vivaio.

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Michele Bravi (v.di sottoclasse 1994) vince la settima edizione di “X-Factor” in onda su Sky, i numeri che accompagnano il trionfo di questo ragazzino di Città di Castello sono, come scrive “La Stampa” del 13 dicembre 2013 “mastodontici”, per l’”interattività”, la serata-evento della finale al “Forum” di Assago con ottomila spettatori, cinque milioni di voti ricevuti, uno “share” di ascolto decisamente altissimo per le medie consuete di una “pay tv” e tanto di inedito in regalo nientemeno che da Tiziano Ferro, tutt’altro che quisquilie. Non si conoscono i motivi per cui non è stato scelto per Sanremo, non necessariamente dipendenti dal fatto che “X-Factor” non è più “affare Rai”, avendo traslocato su Sky, giacchè alla vincitrice in carica prima di lui nello stesso “talent”, Chiara Galiazzo, l’anno scorso, nonostante la collocazione di esso sulla nuova rete, l’ebbrezza di calcare il palcoscenico dell’Ariston non l’ha negata nessuno, trattamento pari a quello di altri “x-factoriani” antecedenti saliti alla ribalta, invece, sul secondo canale nazionale.

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Moreno Donadoni (v.di sotto, cl. 1989): il suo caso ha addirittura dell’inspiegabile, il “rapper” genovese riuscito a prevalere nell’edizione 2013 di “Amici” vanta una collaborazione con Fabri Fibra per il primo disco da solista, un fulmineo contratto con la “Universal” e una certificazione doppio platino pochi mesi dopo l’uscita dell’album. Che a Fazio non vada troppo giù il “rap”?Ma se è una vita che va spampanando di voler offrire agli spettatori la panoramica più variegata possibile di generi musicali, senza preclusioni. E infatti Frankie Hi-Nrg Mc (fonte “Wikipedia”: Francesco Di Gesù, n. 1969, fra i suoi brani: “Quelli che benpensano”, “Giù le mani da Caino”, “Rivoluzione”), che sarà a Sanremo, è, guarda caso, un “rapper”, semplicemente al conduttore di “Che tempo che fa” può darsi riesca indigeribile il “rap” in salsa “amiciana”. E chi si aspettava un “blitz” dell’ultimo istante da parte di Maria De Filippi in veste di provvidenziale “deus ex machina”, volto a capovolgere il verdetto contrario pronunciato nei confronti del suo “coccobello”, sarà rimasto deluso, la signora è, al momento, “in tutt’altre faccende affaccendata”, Mediaset e Piersilvio, quelle sì, sono belle gatte da pelare.
Vada come vada, pur senza il cicaleccio, l’effervescenza e il fermento che da sempre le imprese degli “ex talent” trascinano nella loro scia, andrà a finire che ci guarderemo lo stesso questo Sanremo 2014 “austerity style”, dite che riusciremo a trattenere gli sbadigli?

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[Articolo a cura di Fede]

Guerra aperta fra ex finalisti di “The Voice (Of Italy)”: Timothy Cavicchini contro Elhaida Dani


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L’estate 2013 non sarà ricordata come particolarmente calda per le temperature esterne, sicuramente al di sotto delle medie stagionali, ma ad “arroventare” il clima, in compenso, ci penseranno le polemiche tuttora in corso, è il caso di quella che contrappone il secondo classificato di “The Voice of Italy” Timothy Cavicchini, aspetto che ricorda alla lontana il modello dalla bellezza “da capogiro” Markus Schoenkenberg, sebbene un filino meno avvenente e “glam” di lui (ma ci si può anche accontentare, vista l’eccezionalità dell’”originale”), alla vincitrice del “talent” di Raidue, Elhaida Dani, pupilla di Riccardo Cocciante, che le ha fatto balenare, al di là della collaborazione attuale, avendole scritto un brano, future prospettive di lavoro sempre sotto il suo patrocinio.

La contesa è scoppiata proprio in questi giorni, quasi alla vigilia dell’uscita del primo ”ep” per entrambi i cantanti, in particolare ha fatto discutere qualche affermazione del ragazzo rilasciata alla rivista “Vanity Fair”, tra cui: “Elhaida è entrata nelle case ma la sua canzone non è arrivata nella testa delle persone. D’altra parte che idea è far cantare a un’albanese una canzone in inglese in un talent italiano? Non è un caso che stiano già facendo uscire il suo secondo singolo…” , in effetti è andata proprio così, il primo singolo lanciato da Elhaida già nelle ultime puntate di “The Voice of Italy”, esattamente al contrario di quanto avviene in pressoché la totalità dei casi di suoi colleghi usciti trionfatori (e non solo loro) da “talent” del suo stesso filone, non ha trovato nessun riscontro di interesse nel pubblico, non riuscendo a balzare in cima alle classifiche dei brani più scaricati, tanto che la casa discografica, per correre ai ripari, le ha fatto già presentare, durante “Una canzone per Padre Pio” un nuovo motivo confluito nell’ “ep”, che stavolta porta la firma di Kekko dei “Modà”, invece, a quanto risulta, il singolo di Cavicchini “A fuoco”, di genere “roccheggiante”, sembra se la stia “cavicch-iando” (e ci sta anche il gioco di parole) discretamente. Accusato da più parti sul Web per queste critiche molto spietate e sferzanti, il bel Timothy ha pensato bene di discolparsi, sempre dalle pagine di “Vanity Fair”, chiarendo la sua posizione “Non nego di aver detto certe frasi ma il modo in cui sono state riportate o perlomeno il modo in cui i lettori le hanno percepite, hanno fatto pensare che fossi razzista e questo non mi sta bene perché non lo sono assolutamente. Io ho le mie idee e non ho paura di dirle però non accetto di passare per quello che non sono …Con la frase -che idea è far cantare a una ragazza albanese un testo in inglese in un talent italiano?- criticavo per l’appunto la scelta del brano e il mescolone di identità culturali, ma se la ragazza invece che albanese fosse stata danese sarebbe stato lo stesso e probabilmente non mi avrebbero dato del razzista”.

 Beh, certi “controsensi” nella scelta di qualche concorrente li avevano notati un po’ tutti, a maggior ragione in un programma che vanta il merito di premiare la migliore voce nazionale, c’è da chiedersi se a qualche nostro giovane cantante sarebbero state accordate uguali opportunità che da noi a Elhaida, se si fosse presentato alle selezioni per il corrispondente “The Voice” edizione britannica o tedesca o spagnola o quello che volete, fatevi delle domande e datevi delle risposte.

[Articolo a cura di Fede]