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EUROFESTIVAL 2014: MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO EMMA MARRONE … MA LA MERITA VERAMENTE


emma

Il prossimo 10 maggio si svolgerà a Copenhagen la nuova edizione dell’”Eurovision Song Contest”, gara canora che vedrà darsi battaglia i paesi europei qualificatisi per la partecipazione, con un canale preferenziale per l’Italia e poche altre nazioni che invece vi accedono già di diritto. Attorno alla candidatura della nostra rappresentante all’evento, per chi non lo sapesse, Emma Marrone, si sta scatenando in questi giorni un’autentica bufera, che ha avuto origine sul primo sito italiano per creare petizioni online “Firmiamo.it” (della “Livepetitions.org”), il titolo dell’iniziativa per “silurarla” e sotto cui poter esprimere il proprio voto è “Via Emma dall’Eurovision Song Contest 2014”, l’obiettivo è 2000 sottoscrizioni, ma ne sono state raggiunte a malapena un centinaio (fonte: “Musica.Virgilio.it 06/02/2014), assieme ad altri 548 “simpatizzanti” su Facebook (fino a ieri). A seguire, alcuni passi salienti del testo, che, a tratti, ha la stessa solennità di un’ interpellanza parlamentare letta  a Montecitorio “Noi non ci sentiamo rappresentati da questa cantante mediocre, da questa ragazza che in ogni dove (come nell’ultima intervista presso l’Edicola di Fiorello) non fa che ribadire, con arroganza e zero umiltà, la sua superiorità e la sua bravura … E della sua popolarità, che non è certo sinonimo di bravura, non ce ne può fregare di meno. Vogliamo che la bravura, che la massima eccellenza, abbiano la visibilità che meritano. Chiediamo che, per una volta, invece dei numeri venduti (leggete Multiplatini) o della popolarità suonata a furor di ‘gossip’ (leggete triangolo Marrone-De Martino-Belen e successivo Marrone-Marco Bocci-Laura Chiatti) vengano riconsiderati l’ARTE e il TALENTO (ndr con la lettera maiuscola nel proclama) di cui il rappresentante al festival sia un degno simbolo …” Immediatamente sotto la petizione sono pubblicati i commenti sdegnati, pungenti o snobistici di chi vede la Marrone come fumo negli occhi, c’è chi cita nomi di altri artisti perfetti per difendere i colori dell’Italia, paese dalle celebrate tradizioni musicali, chi, desolatamente, lamenta, facendo, purtroppo, di tutte le erbe un fascio, il continuo pompaggio, i maneggi, la promozione senza requie degli “scadenti prodotti defilippiani” e infine, denominatore comune a molti, non si perdona a Emma la volgarità da buzzurra. A voler dar retta a tutta questa gente che conciona e pontifica, si sarebbe indotti a credere che la manifestazione assommi solamente il “Gotha” della musica internazionale e che possa conferire prestigio imperituro, ma è veramente così? Esaminiamo, per esempio, canzoni e interpreti dell’Eurofestival di un anno fa, in attesa della nuova edizione, basta fare una breve escursione “panoramica” su “You Tube” e ci si trova di fronte a tutt’altra realtà, risalta, salvo eccezioni, la non eccelsa qualità dei brani, alcuni dei quali sono stati a rischio di esclusione per plagio (da “Wikipedia”) e poi i cantanti, che definire semplicemente “folkloristici” equivarrebbe a usare un eufemismo, altamente esemplificativi, a riguardo, quelli della Grecia, che ha spedito a rappresentarli un vecchio con un piccolo mandolino e dei ragazzi in gonna e scarpe da ginnastica, per la Germania,una specie di valchiria dai lineamenti durissimi,

con la stessa eleganza e leggerezza di movimento di un ufficiale della Wehrmacht che sfila durante una parata militare, la Romania, poi, dal canto suo, ha proposto un tale  Cezar, che ha cantato in inglese “It’s my life” e qui viene il bello, in costume “carnevalesco” che sembrava trafugato a qualche mago malvagio del “Signore degli anelli”, da non perdere, la coreografia risibile che ha introdotto la cantante dell’Ucraina, giunta in scena in braccio a un nerboruto personaggio “mitologico” dotato di mantello, elmo e copricapo “cornuto” e ancora, il cantante svedese in tuta da ginnastica grigia e pettorina bianca lunga, capello “apprettato”, copia androgina dei Duran Duran, decisamente fuori moda, visto che le luci della ribalta si sono spente ormai da quasi trent’anni sui suoi modelli e la galleria del “trash” non terminerebbe qui, ma non è il caso di proseguire, un’idea, forse, ce la si può già essere fatta.

Se questo è il tenore della manifestazione, perché mai, allora, disprezzare, in nome dell’esterofilia, il sacrosanto prodotto nazionale? Emma Marrone, ci deve andare, eccome, al festival,  c’è pure da scommettere che ci farà la sua porca figura.

[Articolo a cura di Fede]