Francesco Facchinetti

La “canzone del capitano” di Dj Francesco è il singolo più venduto del XXI secolo.


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Capita spesso di leggere chi critica i testi delle canzoni giudicandoli banali e privi di contenuti ma la notizia che andiamo a riportare smentisce una volta di più che quello che conta in un concetto di “musica” corrente sia la qualità. E’ così che Dj Francesco al secolo Francesco Facchinetti con un brano lanciato nel 2003 diventato tormentone nel ritornello che recitava: “Porta in alto la mano, segui il tuo capitano, muovi a tempo il bacino, sono il capitan Uncino” conquista il primato di hit di successo più venduto del XXI secolo.

Francesco Facchinetti molto attivo sui social network – di certo non si aspettava un traguardo del genere tanto che  ha ironizzato su Facebook  il  risultato dichiarando:  “Si è concluso il 2014 e La canzone del Capitano è ancora al 1° posto dei singoli più venduti del XXI secolo. Chiedo scusa a tutti i cantanti e non solo”.

La rilevazione del dato sarà vera? non sarà vera? Non è dato sapere… tuttavia al buon Facchinetti, personaggio controverso amato e odiato, spesso al centro del gossip,  neo nuovo giudice di The Voice insieme al Padre Roby, le scuse alla signora “musica” fanno onore ancor più del primato.

Francesco Facchinetti richiama gli artisti “snob” al rispetto del pubblico e dell’etica professionale


 

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Può succedere che un artista rinunci ad uno spettacolo o ad un concerto già programmato per il poco pubblico e decida di non salire sul palco addirittura dopo essere stato pagato? Le ultime notizie che si leggono in rete dicono di si. Non staremo a fare i nomi, per quello basta fare un giro sul web, diciamo tuttavia che, cade a “fagiolo”, il pensiero di Facchinetti postato sulla sua pagina social, che ovviamente condividiamo,  che esprime un punto di vista proprio sugli artisti “snob” puntualizzando sul concetto di professionalità, che di fatto si configura sempre più teorico che pratico soprattutto in chi il successo lo raggiunge per “grazia ricevuta” e nell’ambito di strategie tipicamente speculative di signori e di signore che operano nel mondo del music business  a qualunque titolo.

Questo il commento di Facchinetti:

“Leggo di artisti italiani che non si sarebbero esibiti perché, secondo il loro discutibile pensiero, c’era poca gente davanti al palco. A loro dico, prima di tutto non siete artisti. Secondo non vi meritate neanche un giorno di popolarità. Terzo dovete baciare la terra dove camminano i vostri fan, senza di loro sareste il nulla mischiato col niente. Quando si diventa famosi, o apparentemente tali, il calore del pubblico è la cosa più sincera che ti possa capitare. Un autografo, una stretta di mano, 4 chiacchiere sono il minimo che un artista dovrebbe fare nei confronti dei propri fan. Poi pensare che della gente paga un biglietto, si fa dei chilometri, aspetta ore il suo mito e tu, perché c’è meno gente del previsto, non sali sul palco è allucinante. Mio padre è nato nel 1944, ha venduto più di 30 milioni di copie e ha fatto più di 2 mila concerti. Quando arriva nelle prossimità del palco, la prima cosa che fa è scendere dalla macchina, fare autografi, foto e stringere la mano a tutti i presenti. Questo vuol dire essere artista. L’artista deve essere SEMPRE al servizio del proprio pubblico”.

E se voleste approfondire l’argomento rovistando in rete alla ricerca di notizie sugli episodi e personaggi allusi… sappiate che troverete le inevitabili scuse di facciata degli interessati, le uniche riscontrabili  dopo un accurata pratica di rimozione e censura operata  su facebook e youtube che, come per magia, ha fatto scomparire articoli di denuncia,  testimonianze e  commenti di tantissime persone deluse  a conoscenza dei fatti e presenti sul posto, prontamente rimpiazzati da altrettanti commenti di solidarità e ammirazione di “sedicenti” fan a favore naturalmente dei novelli  “snobbini” fino a ieri  semisconosciuti ai più.

Così è… se vi pare…