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CS_Gli Inhaler, la band del figlio di Bono, annunciano il primo album ”It Won’t Always Be Like This”


Ecco perché scommettiamo sugli Inhaler, la band del figlio di Bono - Wired

Gli Inhaler, la giovane band irlandese capitanata da Elijah Hewson (figlio di Bono), pubblicherà il prossimo 16 luglio l’album di debutto “It Won’t Always Be Like This”. L’annuncio, arrivato il 17 marzo, è stato accompagnato dall’uscita del nuovo singolo “Cheer Up Baby”, insieme al videoclip girato dal regista Joe Connor. Il giorno scelto per la diffusione della notizia non è casuale. “Mi ricordo la prima volta che abbiamo suonato ”Cheer Up Baby” – ha raccontato il batterista Ryan McMahon – era il giorno di San Patrizio del 2017. Non eravamo ancora molto uniti come band, ma la canzone era già nata e la gente ha creato un legame con essa. Sapevamo che c’era qualcosa di buono al suo interno! Ha questa sensazione di qualcosa di classico, come un inno, ed è piena di speranza”. Gli Inhaler si sono formati nel 2012, quando i componenti erano ancora a scuola: il frontman e chitarrista Elijah Hewson (figlio di Bono degli U2), il chitarrista Josh Jenkinson, il bassista Robert Keating e Ryan McMahon legarono tra loro grazie alla passione comune per la musica di band come Joy Division, Stone Roses, Interpol e The Cure. Il primo singolo ”I Want You” uscì nel 2017. Nel giro di tre anni gli Inhaler hanno raggiunto il favore della critica e del pubblico, con concerti sold-out in tutta Europa e il riconoscimento della BBC che li ha inseriti, per il 2020, al quinto posto della sua classifica di gradimento annuale. L’album “It Won’t Always Be Like This” ha risentito, nella sua scrittura, della pandemia in corso e del relativo lockdown. La band avrebbe dovuto iniziare a registrare le canzoni a marzo 2020, ma il periodo di chiusura generalizzata ha fatto sì che alcuni pezzi venissero ripensati e l’intero album è stato quindi rivisto. “Il lockdown ha rimesso tutto in prospettiva per noi – ha dichiarato il frontman Elijah Hewson – eravamo come su un treno impazzito, pensavamo ‘E ora? Cosa succederà? Cosa succederà domani?’ Non riuscivamo a vedere il quadro completo”. Il batterista McMahon ammette che “le canzoni erano praticamente pronte. Se non ci fosse stato il lockdown, ci sarebbero state un sacco di domande senza risposta, lasciate sospese. Abbiamo esplorato tutti i territori che erano lì, pronti per essere scoperti”. L’album è stato registrato ai London’s Narcissus Studios, con il contributo di Antony Genn (membro dei Pulp e dei Mescaleros), già collaboratore degli Inhaler in passato, che li ha aiutati ad affinare la loro visione e scrivere ben 5 nuove tracce, nel corso del processo di revisione del disco. (Virgin Radio)