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MIRIAN TREVISAN SI SCHIERA CON ASIA ARGENTO: … mi hanno detto: “hai potenzialità (dicevano bellezza ma intendevano la f@@a) e non la sfrutti, sei un pazza”…


Il caso “Bob” Weintein ha aperto il vaso di Pandora e se da una parte alcuni del mondo dello spettacolo si schierano contro Asia Argento rea di aver denunciato “fuori tempo” la “violenza” subita dal regista (e poi in seguito anche da altri in Italia ndr), cercando di sminuire una “pratica” del sistema dello showbiz comunque facilmente intuibile e racchiusa nella voce “compromessi” di cui quel sistema è notoriamente pregno, Miriana Trevisan, ex ragazza di Non è la Rai ed ex velina di Striscia la Notizia, ricollegandosi al caso del regista americano, dà ragione ad Asia Argento e confessa amaramente che anche in Italia vige lo stesso, sporco sistema e lo spiega in un lungo articolo su Linkiesta.

Basta un articolo e le parole diventano fuoco e ti svegli una mattina con il sapore amaro in bocca e la consapevolezza che quello stesso attacco l’hai subito anche tu. E non solo tu. Il problema è che, quando accade, non lo riconosci perché è invisibile mentre sei convinta di essere stata tu, l’invisibile”.

E poi: “Forse perché scappare, imparare a essere trasparente, fare silenzio o avere un milione di dubbi e di incertezze pensi che ti possa aiutare. E se poi cerchi la perfezione fuori da te stessa ti specchi in persone talmente abituate a convivere con atteggiamenti di sottomissione e maschilismo tanto da considerarla una consuetudine: finisci tu per diventare l’inconsueta”. 

Compi le tue scelte e rischi di impazzire da sola nella tua stanza, nella confusione che forse “deve essere davvero così” e che non sei adatta o non sei all’altezza e non hai bisogno di addormentarti il cervello (e la coscienza) con droghe o alcool: ti ripeti “datti da fare, studia, cerca di parlare l’italiano correttamente, impara a cantare e sfilare e recitare ma per favore non perderti nella confusione”. Invece in certi ambienti in confusione ci vai, eccome. A vent’anni, da sola, con un po’ di bulimia, un po’ di anoressia, qualche libro di filosofia. Chissà se sono salva. Ti dici: dai, sono salva. Poi arriva l’anziana cialtrona truccatrice delle star che mentre ti prepara ti dice “Miriana, tu non capisci, è il mondo che va così”.

E il dubbio ti viene, eccome. E se ti viene reagisci scappando. E se scappi “non fai pubbliche relazioni”, ti dicono.”

“Ti fai le feste ma eviti gli incontri, prendi il taxi per tornare a casa piuttosto di qualche auto di lusso; fai finta di non avere capito di essere stata invitata sullo yacht finché alla fine non ti invitano più davvero. Molte delle mie colleghe negli anni del mio lavoro in televisione mi hanno detto la stessa cosa: “hai potenzialità (dicevano bellezza ma intendevano la figa) e non la sfrutti, sei un pazza”, “ci sono calciatori e produttori che sbavano per te: dopo te la lavi ed è tutto come prima”. Consigli dati come se fossi stata un’aliena. Poi ti succede di uscire da un camerino, dopo un’imbarazzante chiacchierata con un mostro sacro della televisione, e una sua dolce collaboratrice ti dice: “hai ancora il rossetto, non ti vedremo più” e con un sorriso di pena ti congeda”.

Quindi conclude: “E se poi ti fai prendere dall’entusiasmo per una promessa di un ruolo in un film, che quasi ci credi di essere tu, proprio tu, quella giusta per quel personaggio, poi  “dobbiamo parlarne più intensamente nel mio albergo, ho una suite”, ti dice il regista italiano osannato nel mondo. E tu ancora provi a convincerti: che male c’è, io sono la prescelta, devo solo studiare e studiare, dare arte in forma di bellezza, che ci vuole. E invece no. È tutto un buio di parole, parole buie, che entrano solo in vicoli bui. Lo spiraglio, per alcuni di loro, l’unico spiraglio è la figa. Mi proponevano anche la soluzione: il fidanzato giusto, dicevano. Ma il chiodo per me è stato sempre troppo stretto, io scivolo come sapone di Marsiglia. Io, l’aliena, ho pensato che lui mi dovesse piacere, che dovesse profumare di pulito”. 

 “Quando vai avanti così inevitabilmente ti isoli. Come un chiodo, sì, ma l’unico di una parete vuota, immensa. Una parete che qualcuno chiama arte ma io ne ho dipinta una mia, piena d’amore, che chiamo dignità”.

Redazione

WEINSTEIN, SANDRA MILO: TUTTE  LE DONNE VIOLENTATE ALMENO UNA VOLTA. ANCHE IO MA NON FACCIO NOMI. ASIA ARGENTO? NON AVREI FATTO COME LEI. WEINSTEIN? MI FA UN PO’ PENA POVERETTO (VIDEO)


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Sandra Milo, la celebre attrice, musa di Fellini e tra i protagonisti del cinema italiano degli ultimi decenni, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha detto la sua sul caso Weinstein, rivelando la sua esperienza personale e mostrando una visione molto personale sulla brutta vicenda che visto protagonista il produttore hollywoodiano. “Weinstein mi fa un po’ pena, poveretto, ora è così vilipeso da tutti. Le donne – ha esordito la Milo a Rai Radio1 – mi piacciono perché hanno coraggio, ma quelle che hanno denunciato, dopo tanti anni, non è che proprio mi rallegrino”. In realtà – le fanno presente i conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari – sembra che le donne avessero parlato anche allora ma singolarmente, mentre ora, unite, hanno avuto più visibilità. “Questo mi sembra molto strano, avrebbe fatto scandalo allora come oggi. Noi donne, tutte più o meno, siamo state tutte violentate almeno una volta”. Non esageriamo. “Ma sì, prima o poi è successo a tutte ed è sempre successo”. Si riferisce anche a violenze psicologiche? “No, no, penso alla violenza sessuale, quando tu vorresti dire di no e non puoi perché non hai la forza per farlo”. Nella sua lunghissima carriera cinematografica le è mai successo di venire importunata? “Certo -ha detto la Milo a Un Giorno da Pecora – come a tutte le donne, sia nel mondo del cinema che fuori”. E come ha reagito? “Come ho potuto, in ogni modo: con i morsi, coi calci, in tutti i modi. Ma qualche volta non mi è andata bene. Non ho mai denunciato però, avrei dovuto farlo allora, ma non l’ho fatto per paura, per paura che la gente pensasse non fosse vero, paura di non lavorare più”. Lei ha ceduto ad un ricatto o è stato vittima di violenza? “Sono stato vittima di violenza, come tutte. Ma non tutte lo hanno confessato, almeno pubblicamente”. Oggi farebbe i nomi di quelle persone che si sono comportate in quel modo? “Non ci penso proprio – ha affermato a Rai Radio1 – se non ho avuto il coraggio di farlo allora tantomeno lo farò oggi”. Lei si sente più dalla parte delle donne molestate o di Weinstein? “Lui adesso lo sento vittima, perché improvvisamente si scatena mezzo mondo e dice che è uno stupratore. Gli uomini hanno sempre avuto il vizio di molestare le donne”. E’ stato anche espulso dalla giuria degli Oscar…”Ora diventano tutti puritani, ma nell’Academy chissà quanti molestatori ci stanno, non è questo il fatto”. E’ positivo che oggi le donne parlino e denuncino? “Si, fanno bene, ma dovevamo farlo prima, tutte. Ora è troppo facile, oggi la comprensione pubblica è dalla parte delle donne”. Lo pensa anche nel caso di Asia Argento? “Lei ha fatto quello che si sentiva e ha fatto bene. Io, se me lo chiedete, – ha concluso la Milo a Rai Radio1 – non avrei fatto quello che ha fatto lei”.

VIDEO / CLICCA QUI PER SANDRA MILO A RADIO1 UN GIORNO DA PECORA:  https://wetransfer.com/downloads/e8e6ab6ff684beb7cf4a6083407f49f920171018135831/abed7e947257ed71bf966a423218c0aa20171018135832/3cabb4

da redazione@1giornodapecora

Anche Lory Del Santo contro Asia Argento sul caso Weinstein: Non lo dire quando sei una star mondiale e magari lui ti è servito pure.


Punti di vista differenti indubbiamente quelli di Lory del Santo e Asia Argento sul caso Weinstein  che sta assumendo proporzioni gigantesche estendendosi anche ad altri componenti della famiglia del famoso regista.

Ieri, Asia Argento, attrice, regista e produttrice, nonchè figlia del famoso regista e re del thriller Dario Argento, caduta lei stessa in passato nella “trappola” di Weinstein (e non solo, ha detto di essere stata vittima anche di un regista italiano ndr), è stata protagonista di una bella intervista registrata da Berlino e mandata in onda da Rai3 nel programma di Bianca Berlinguer Cartabiana  e ha ribadito, nonostante i duri attacchi subiti sul web (anche dalla stampa ndr) per essersi unita al coro di “denuncie” contro Weinstein a distanza di tempo,  la sua solidarietà alle tante colleghe del mondo del cinema ma anche alle donne cadute nella spirale di abusi e soprusi da parte di uomini in posizione di potere in qualunque ambito lavorativo, invitandole a denunciare e intanto lei ha annunciato l’intenzione di lasciare l’Italia purtroppo ancora…”retrograda”: «Tornerò in Italia in vacanza. Non vado via subito, ci vorrà un po’ di tempo per organizzarmi, ma non vedo cosa ci sto a fare in Italia adesso, tornerò quando le cose miglioreranno per combattere le battaglie con tutte le altre donne»

Qui  invece le dichiarazioni di Lory del Santo nel corso di un suo intervento radiofonico a La Zanzara:

“Asia Argento?Mi spaventa che dopo vent’anni una se ne esca con delle accuse pesanti. Se è passato tutto questo tempo puoi parlarne in modo scherzoso, non così. Per far ridere va bene, a chi non è capitato. Gli uomini ci provano, questo è chiaro: c’è chi lo fa più porcamente, c’è chi manda i fiori. Ma una può sottrarsi tranquillamente”.

E poi: “Trovo osceno che tutte le attrici in blocco abbiano denunciato Weinstein. E’ uno schifo, una vergogna. Se uno ti invita a farlo va bene, se invece c’è costrizione devi denunciarlo subito. Non si può rovinare una persona dopo tanti anni che è successo. La famiglia è scioccata, i figli piccoli pure. Non lo dire quando sei una star mondiale e magari lui ti è servito pure. Quando io sono andata con uomini potenti l’ho fatto perchè volevo conoscere il potere, denaro ne ho preso poco, qualche regalino”-

 

Redazione

RAI3: #CARTABIANCA La Berlinguer intervista in esclusiva Asia Argento 17/10/2017 – 21:15


Questa sera Bianca Berlinguer intervisterà in esclusiva Asia Argento. L’appuntamento è alle 21,15 su Rai3 a #cartabianca.  Nel corso della puntata si parlerà anche di attualità: dallo scontro in atto in Parlamento sulla legge elettorale alla manovra, agli scenari che si aprono in vista sia delle prossime elezioni politiche sia del voto in Sicilia. Seguirà un confronto sullo Ius Soli: ci si  chiederà se l’impegno preso dal Presidente del Consiglio per approvare il provvedimento entro fine legislatura possa essere realmente mantenuto, quali siano le resistenze in Parlamento e se esista un’ipotesi “fiducia” sul testo. Anche questa sera Geppi Cucciari e Flavio Insinna saranno tra i protagonisti della serata. Gli altri ospiti di Bianca Berlinguer: Pierluigi Bersani, Virman Cusenza, Renato Brunetta, Gianrico Carofiglio, Ferruccio de Bertoli, Giancarlo Cancelleri, Claudio Santamaria.

Redazione

CASO WEINSTEIN, SCAMARCIO: “ARTISTI AVREBBERO DOVUTO PARLARE PRIMA. SGRADEVOLE CHI PARLA ADESSO MA HA FATTO CARRIERA…”


riccardo scamarcio

Riccardo Scamarcio, attore italiano tra i più noti, oggi Un Giorno da Pecora Rai Radio1 ha detto la sua sul caso Weinstein, il produttore americano che è stato accusato di molestie da attrici di tutto il mondo. Scamarcio ha esordito spiegando di non apprezzare il modo con cui i media stanno trattando il caso Weinstein. “Della vicenda Weinstein la cosa che mi sembra più triste è che il popolo vuole il sangue e la stampa glielo fornisce”. Si spieghi meglio. “Le reazioni di chi ha preso distanze dai comportamenti di Weinstein, certamente e assolutamente condannabili, in questo momento mi sembrano altrettanto sgradevoli. Ci sono artisti che parlano adesso e che comunque hanno fatto la loro carriera”. Avrebbero dovuto parlare prima? “Si, col senno di poi – ha detto a Rai Radio1 Scamacio – possiamo dire quello che vogliamo. Ora lo stanno massacrando e ora giù tutti a massacrarlo e non si capisce che dietro c’è un uomo che ha una patologia, che si è comportato in maniera deplorevole ma che rimane un esser umano. Ora massacrarlo come sta facendo il New York Times, che si erge a beniamino della giustizia…”

da redazione @1giornodapecora

Marco Carta tra le rivelazioni di Tale e Quale Show: “Non voglio vincere, mi basta dare qualcosa alla gente e al pubblico e dimostrare che sono un professionista serio. Questo per me significa vincere”


Marco Carta,  è tra le rivelazioni dell’edizione in corso di Tale e Quale Show e infatti svetta ai primi posti della classifica generale. In un’intervista rilasciata ai microfoni di TvZoom qualche giorno fa ha svelato di voler semplicemente dimostrare il suo valore: “Non voglio vincere, mi basta dare qualcosa alla gente e al pubblico e dimostrare che sono un professionista serio. Questo per me significa vincere” – “Mi sto divertendo tantissimo, eppure ero terrorizzato all’inizio: molti pensano che per un cantante mettersi nei panni di un altro sia più facile, ma in realtà è l’opposto, chi ha già una sua chiara identità ha più difficoltà”.

Tra i suoi avversari ha rivelato di aver legato con Bisciglia: “Con chi ho legato di più?…Filippo Bisciglia, ci troviamo molto.

Per Marco Carta  non c’è uno più bravo dell’altro tra i concorrenti dello show: Il più bravo? Non c’è, perché non esiste una sola bravura e questa forse è la differenza principale rispetto ad Amici. In ‘Tale e Quale’ ogni settimana c’è una rivelazione, per esempio non mi sarei mai aspettato da Platinette un Louis Armstrong fatto così bene”,  

Poi alla domanda  E dopo Tale e Quale cosa si aspetta? Risponde: 

«Sto già facendo provini per nuovo il disco, poi vediamo anche in Rai se succede qualcosa di inaspettato, magari mi propongono qualcosa di diverso. Ci sono diverse cose che mi attirano».

Marco Carta nell’imitazione di Bon Jovi   canta It’s my life. Nella classifica finale della 3a puntata di Tale e Quale Show si è posizionato al 5° posto.

Bon Jovi, It’s my life: il testo

 

This ain’t a song for the broken-hearted
No silent prayer for the faith-departed
I ain’t gonna be just a face in the crowd
You’re gonna hear my voice
When I shout it out loud
It’s my life
It’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I’m alive
It’s my life
This is for the ones who stood their ground
It’s for Tommy and Gina who never backed down
Tomorrow’s getting harder, make no mistake
Luck ain’t enough
You’ve got to make your own breaks
It’s my life
And it’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I’m alive
It’s my life
You better stand tall when they’re calling you out
Don’t bend, don’t break, baby, don’t back down
It’s my life
And it’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)

 

Redazione

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TV, COSTANZO: CRITICHE PER INTERVISTA MASO? “Gli avvocati parlano di miseria sperando di guadagnare di più”.


TV, COSTANZO: CRITICHE PER INTERVISTA MASO? SECONDO ME INTERVISTA MOLTO VERA. AVVOCATI DELLE SORELLE SPERANO SOLO DI GUADAGNARE DI PIU’

Maurizio Costanzo, oggi ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, ha parlato della prima intervista della nuova edizione del suo programma, per poi raccontare anche un aneddoto sui reality che lo avrebbero potuto vedere protagonista. Domani ricomincia il suo programma l’Intervista, con un ospite che sta facendo molto discutere: Pietro Maso. “Io parto da un principio: le persone vanno conosciute. Lui ha fatto 22 anni di carcere e poi è uscito per volere del magistrato. Non solo: dopo che l’ho intervistato, sarebbe partito per la Spagna, avendo il passaporto che gli hanno dato le autorità”. L’avvocato delle sorelle di Maso ha definito la sua intervista una miseria, pensata per ottenere qualche punto di share in più. “Gli avvocati parlano di miseria sperando di guadagnare di più. Com’è stata l’intervista? “Secondo me – ha detto a Un Giorno da Pecora – molto vera. Consiglio alle persone prive di preconcetti di guardarla per capire una persona che ha il suo passato”. Sul web sono fioccati commenti pesanti, come ‘sciaccali’…”Ma li faccia parlare, devono dare un senso alla vita. In questo i social aiutano molto…” Il Grande Fratello VIP le piace? “Ne sto vedendo dei pezzi, io con i reality di questo tipo mi annoio molto. E ho sempre detto che non ci andrei nemmeno sotto tortura”. Le hanno mai chiesto di partecipare ad un reality? “Si, agli inizi dell’era dei reality, non ricordo se era il GF o l’Isola dei Famosi. Ma gli ho detto – ha concluso Costanzo a Rai Radio1 – che, appunto, non lo avrei fatto nemmeno sotto tortura, e che non si discuteva nemmeno per la cifra”

Redazione

LUCIANO LIGABUE al TEMPO DELLE DONNE, domenica 10 settembre (ore 15.00) al Teatro dell’Arte di Milano (via Alemagna, 6) è uno degli ospiti più attesi


Teatro dell’Arte, domenica 10 settembre ore 15

Luciano Ligabue al Tempo delle Donne

Conversazione con Pasquale Elia e Barbara Stefanelli: il rocker appena tornato sul palco dopo 6 mesi di stop forzato parlerà di musica, di «Made in Italy» e non solo…

Luciano Ligabue, appena tornato «on the road» dopo lo stop forzato per un problema alle corde vocali, è uno degli attesi ospiti del Tempo delle Donne: conversazione con Pasquale Elia e Barbara Stefanelli, domenica 10 settembre ore 15 al Teatro dell’Arte di Milano.

Al momento il rocker di Correggio è impegnato con il tour “Made In Italy – Palasport 2017” che lo vede protagonista nei palasport di tutta Italia per presentare alcuni brani dell’ultimo album “Made In Italy”, oltre ai suoi grandi successi.

“Made in Italy” si intitola anche il nuovo film da lui diretto, in uscita a fine gennaio, con Stefano Accorsi nei panni di Riko, il suo alter ego. Al Tempo delle Donne il Liga parlerà di musica, del suo ritorno sul palco e non solo… Il nuovo tour, ricominciato lunedì scorso, dopo sei mesi di sospensione, dal Palasport di Rimini, fa tappa a Milano (domani e sabato) al Forum di Assago. Nuova la scaletta, come ha raccontato Andrea Laffranchi sul Corriere della Sera (http://iltempodelledonne.corriere.it/2017/notizie/ritorno-ligabue-per-me-tutto-nuovo-c975d432-921b-11e7-a584-742676259d49.shtml). «Per me è tutto “nuovo”. È “nuovo” risalire su un palco a tenere un concerto, sono “nuove” le mie corde vocali, è ancora più “nuovo” mettere nello spettacolo immagini di un film già girato», aveva detto Luciano nei giorni scorsi.

Al Tempo delle Donne, Pasquale Elia e Barbara Stefanelli lo stimoleranno a raccontarsi e dire la sua su svariati temi. L’ingresso è gratuito.

Redazione

DAVIDE ROSSI il figlio di Vasco: Ho sempre considerato un valore essere cresciuto con una ragazza madre…Ma lui c’è sempre stato, e non solo per telefono


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Davide è il primo dei tre figli  di Vasco Rossi,   (nato da un flirt giovanile   con Stefania Trucillo è stato riconosciuto dal rocker solo nel 2003 dopo che il ragazzo si era sottoposto di sua spontanea volontà al test del DNA. Il cantante ha poi ammesso che sarebbe stato pronto a riconoscerlo fin dalla nascita, anche se la storia con Gabri era finita, ma che a quel tempo non gli fu permesso di eseguire il test di paternità ndr) . Davide è un  attore, cantautore è anche uno dei Dj più richiesti sulla piazza. E’ nato a Pagani nel 1986  e dei tre figli è quello che più somigliante al mitico Blasco.  Dopo il diploma all’istituto Kennedy di Roma, Davide ha studiato alla scuola di cinema e Tv a Cinecittà, ma il suo aspetto da adolescente ribelle lo ha portato a lavorare con successo come attore in film e fiction tv.  Nel maggio 2014 ha regalato il primo nipote al Komandante  (attualmente Vasco è anche nonno di Lavinia, figlia del secondogenito  Lorenzo nata nel 2017  ndr).

Davide recentemente ha tracciato  un profilo del padre, denso di ricordi piacevoli e indelebili che rivelano un aspetto paterno inedito del rocker, premuroso e attento, rigido quanto basta e solo a fin di bene. L’intervista è tratta dal Il Corriere.it e inizia così

Vasco Rossi, papà rocker

Si parte da un fermo immagine di tanti anni fa «Ero piccolissimo, ho un ricordo vago dei flash nella piscina del Baia Hotel di Salerno, dove la leggenda dice che sono stato concepito. Io e mio padre stavamo giocando». L’ultima cosa bella è una istantanea datata 29 giugno 2017.«Era il giorno delle prove di Modena, che poi anche quelle sono state un concerto vero e proprio, lui è davvero un campione. Quando sono arrivato dietro il palco con mio figlio Romeo, di tre anni, papà stava salendo. In quei momenti ogni artista va lasciato tranquillo. Romeo però ha cominciato a gridare “Nonno, nonno!” e a muovere la mano per salutarlo e lui, voltandosi, ha ricambiato alzando la sua. È una scena che mi ha riempito il cuore». 

Un padre non convenzionale

«Ho sempre considerato un valore essere cresciuto con una ragazza madre (Stefania Trucillo, ndr). Ma lui c’è sempre stato, e non solo per telefono. Mi ha ascoltato ogni volta che ero in crisi, mi ha richiamato tutte le volte che trovava un mio messaggio in segreteria, perché ai tempi il telefono lo teneva perennemente spento, solo adesso lo lascia acceso e squilla. Non mi ha mai fatto mancare niente».

«Ammetto di averlo fatto penare abbastanza… Quando infine gli ho dato la notizia che io e la mia compagna Alessia stavamo aspettando Romeo, mi ha un po’ spiazzato: disse che era arrivato il momento di prendersi le responsabilità. Lì per lì avrei preferito un abbraccio. Poi, quando sono diventato padre anch’io, ho capito cosa intendeva. Io però con mio figlio sono molto presente: ci gioco, lo cambio, lo porto al parco. Non ho mai pensato che queste cose mi fossero mancate, ma ora sento di doverle a Romeo, e anche a me».

La notte passata a giocare a Risiko

 Sorride di quella volta che il rocker lo andò a prendere a scuola: «Facevo le elementari al San Giuseppe, a Roma. Tutta la scuola uscì fuori, e lì ho capito perché non veniva mai… Ero orgoglioso». Dei cinque anni passati in Costa Azzurra, con il nuovo compagno della mamma, (padre di sua sorella Alessandra), non può scordare quando Vasco lo raggiungeva in barca. «Una volta trascorremmo due giorni insieme e con lui imparai a giocare a Risiko. C’era anche Luca (il terzogenito, dopo Lorenzo, nato dall’attuale moglie Laura Schmidt, ndr) che a un certo punto andò a dormire. Noi, invece, restammo svegli tutta la notte a giocare, c’era pure Roccia, una delle sue guardie del corpo».

Il primo libro: «Siddhartha»

È stato il padre a introdurlo alla lettura. «Cominciò con Siddhartha. I libri me li mandava o me li dava di persona quando ci vedevamo. Uno che mi ha molto colpito è In un milione di piccoli pezzi, di James Frey. L’ultimo è L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón». Durante l’adolescenza, oltre ai romanzi, arrivavano pacchi di autografi. «Li dovevo smistare agli amici dei miei amici. Non tanto ai compagni di liceo dello Chateaubriand, riservatissimi, ma ai conoscenti. Per i ragazzi della mia comitiva non ce n’era bisogno: loro venivano con me sotto palco ai concerti». Il suo primo, però, lo vide in tribuna, allo stadio San Siro di Milano, con la mamma e un’amica. «Fu l’unico. Erano i tempi in cui vivevo in Francia. Fu una sensazione bella e surreale».

Vasco Rossi, papà rocker
Nessun veto, e il regalo più bello

Veti, il padre, non gliene ha mai posti. Non gli ha mai detto no categorici o sì definitivi. «Voleva che ci arrivassi da solo. È stato ferreo solo sulle droghe più pesanti, come l’eroina». Di regali nel tempo ne sono arrivati tanti. «Per i miei 18 anni la macchina: ne volevo una sportiva, lui scelse il Suv perché, disse, “Non ti regalerò il mezzo per ucciderti”». Ma oggi considera il regalo più bello una cornice d’argento. «Me la diede per metterci una foto di Romeo. E infatti ci sono io che suono il piano con il piccolo sulle spalle. Quando la vedo penso che racchiuda tutto: mio padre, me e mio figlio». Qualche anno fa, invece, lo ha sorpreso lui con un paio di occhiali Persol. «Li avevo comprati per il suo compleanno. Erano della collezione Steve McQueen in edizione limitata: li scelsi neri con le lenti blu per lui e marroni per me». Piccoli oggetti che uniscono.

Un nuovo progetto

Il brano di Vasco che preferisce è Canzone. La intona. «Nella sua semplicità è un capolavoro, poesia pura».

In autunno anche Davide si metterà alla prova con un progetto cantautorale. «Sono dieci anni che scrivo canzoni, per Valerio Scanu ne ho già firmate quattro». Non lo manda papà. «È una cosa solo mia, non ho voluto coinvolgerlo. Però spero tanto che gli piaccia».

[Fonte: Il Corriere.it]