interviste

MORGAN ancora su Amici rivela: “Maria mi disse: ti devi inventare qualcosa per uscire, così quando esci io posso parlare bene di te e tu sembri un fico”…


morgan-de-filippi-maria-628724

A Morgan  non va proprio giù il trattamento che gli è stato riservato ad Amici16 e recentemente intervistato da Gino Castaldo per Repubblica, parla di sè degli effetti conseguenti a certe sue dichiarazioni (come quella sul consumo di droga che nel 2010 gli costò l’esclusione dal Festival di Sanremo), parla dei suoi progetti e ritorna, quindi inevitabilmente,  sulla questione Amici e sui suoi rapporti con Maria De Filippi aggiungendo nuove rivelazioni a quanto già affermato in precedenza.

ll cantante e polistrumentista il 5 di giugno sarà il protagonista di una serata musicale interamente dedicata a David Bowie  al Teatro Romano di Verona, nell’ambito dell’edizione 2017 del Festival della Bellezza, in proposito dice: “Bowie per me è un nascondiglio, un posto dove si sta bene, dove sei compreso nelle tue stranezze, dove tutto quello che la gente ti dice che non va bene, lì è permesso” .

Nell’intervista Morgan  parla della sua personalità, delle sue esternazioni  e del suo essere a volte “non capito” e alla domanda “Possiamo dire che è anche un provocatore?“, risponde:

“Sì, a volte, ma tanto non vengo capito. Una volta a X Factor sono uscito da un aereo e ho fatto il saluto fascista. Tutti sconvolti, io ho detto: ma non capite, sto solo citando Bowie che citava Chaplin, è una metacitazione, ha perso completamente il suo valore politico, ma non potevano capirla, e infatti l’hanno tagliata”.

Morgan rivela poi di essersi presentato da “solista” all’ultimo Festival di Sanremo e di essere stato escluso:

“Io già lavoravo con la De Filippi, lei mi disse: ‘Conti vorrebbe trascinarmi a Sanremo, ma figurati se ci vado’. In realtà aveva già firmato, e io avevo già consegnato la canzone, e tutti e due, Conti e la De Filippi, hanno detto che era un capolavoro, però non mi hanno selezionato. Maria disse: io non ho voce in capitolo sul cast. E sì, certo, poi però tra i giovani ha vinto Lele”.

Ritorna quindi sulla questione “Amici”:

È stata una trappola. Maria mi disse: ti devi inventare qualcosa per uscire, così quando esci io posso parlare bene di te e tu sembri un fico. Io ero perplesso, ma lei alla fine mi ha messo il pubblico contro, e io a quel punto sono uscito. Non ero neanche incazzato, tanto era una commedia, credevo. Esco e vado a vedere sullo schermo quello che succedeva e sento lei che dice ‘avete ragione a essere arrabbiati con Morgan, ma non dovete ucciderlo’. Non ci potevo credere. Poi è venuta a cercarmi e mi ha detto: non sei mortificato? Io le ho risposto: no, crocifisso”.

Nell’intervista Morgan poi dice di essere al lavoro su un libro su come si scrive la canzone perfetta e di avere tra le mani cinque dischi fatti e pronti per essere pubblicati, ma di non avere un contratto discografico:

Li ho mandati tutti a fare in culo, oppure forse sono loro che mi hanno mandato a fare in culo, fatto sta che non hanno capito il valore di quello che sto facendo, ed è imbarazzante perché invece il valore di Fedez lo capiscono”.

Redazione

#AMICI16: MORGAN “…hanno agito per “farmi fuori”- l’artista trova nelle parole di Maurizio Costanzo “…la chiara conferma”


La polemica sull’uscita di Morgan da Amici16 non accenna a placarsi. Questa volta a provocare la reazione dell’artista ci ha pensato Maurizio Costanzo che intervistato da Blogo, ha chiamato in causa spontaneamente la questione e alla domanda:

Qual è l’ultimo consiglio che ha dato a sua moglie Maria De Filippi professionalmente parlando?”

Costanzo ha risposto:

Gli ho dato il consiglio di liberarsi di Morgan. Gliel’ho detto molto prima di quando è accaduto il fattaccio. Quando ho intervistato Morgan a me piaceva, ma quando l’ho visto rivolgersi al pubblico di Amici in quel modo ho pensato che non poteva restare lì.

Tanto è bastato per confermare a Morgan la sua teoria iniziale che si basava sull’esistenza di  condizioni  “orchestrate” ai suoi danni col solo scopo di “metterlo” fuori dal programma e nella sua pagina Facebook ha postato uno screenshot della frase incriminata a comprova della questione.

 

13 h ·

Posto che le affermazioni di Maurizio Costanzo siano attendibili sono la chiara conferma di tutto quello che ho da subito sostenuto io e cioè che hanno agito in modo tale da “farmi fuori”.
Grazie per avermi dato ragione, meglio tardi che mai.

Morgan

Redazione

ALEX BRITTI sui Talent: “…in quasi 20 anni di talent sono rimasti davvero solo Emma Marrone, Marco Mengoni e Alessandra Amoroso…”


alex

Tutti contro i Talent! Pare siano rari gli artisti che ne riconoscano i vantaggi. Sempre nell’occhio del ciclone i talent sono una realtà che “disturba” il panorama musicale nel minarne gli equilibri con la abnorme immissione nel mercato discografico di talenti (o presunti tali) che si susseguono anno dopo anno ma per poi, in alcuni casi, finire nel nulla. Ma che se ne dica vero è anche che se un aspirante cantante vuole uscire allo scoperto al momento non ci siano altri mezzi di largo impatto che diano tanta visibilità come i talent. Recentemente Alex Britti ospite di AdnKronos Live, in occasione della presentazione del suo disco In nome dell’amore – volume 2 – uscito il 5 maggio, dice la sua sulle case discografiche e sui talent e su come certi programmi abbiano cambiato il panorama musicale  e “attacca”  Amici, The Voice, XFactor. Questo è quello che dice:

Sui talent:

 Le case discografiche si sono arrese ai talent, quasi tutte hanno praticamente chiuso l’ufficio scouting e i ragazzi non hanno alternative al talent in questo momento storico”.

“Se hai talento, il talent di certo non cancella. Ma spesso rende personaggi anche quelli che non sono talenti musicali, grazie a una presentazione gradevole in tv, fatta di look eccentrici, tagli di capelli strani, tatuaggi e coreografie “.

“In fondo in quasi 20 anni di talent sono rimasti davvero solo Emma Marrone, Marco Mengoni e Alessandra Amoroso. Stiamo parlando di tre artisti che magari sarebbero usciti fuori lo stesso. Quando ero ragazzino io c’era ‘La domenica del dilettante’ al Folk Studio, dove ti presentavi senza nessun orpello. E in tv c’era ‘La grande occasione’ su Gbr. Ma c’erano anche i talent scout che giravano per i locali”

Poi svela che anche a lui, come a molti suoi colleghi è stato proposto di fare il giudice in un talent:

“Me lo hanno chiesto più di una volta ma io non sono adatto. Non me la sento, soffrirei. Non riuscirei a dire bene di un ragazzo che non mi piace. Io voglio fare l’artista”.

Redazione

MARIA DE FILIPPI: “Non so se Milly è davvero ossessionata dall’Auditel … “Pensavo vincesse già con la semifinale, ma non è accaduto. Sono certa che accadrà con la finale”.


mariad

Maria De Filippi risponde alla domande di Domenico Naso in una intervista per Il Fatto Quotidiano. Flemmatica, precisa e concisa  passa  dal caso Morgan alla sfida con Ballando con le Stelle, dal web “tarocco” al rapporto dettagliato del rapporto che la lega a RTL e al suo presidente Suraci, per finire a raccontare le dinamiche televisive. Riportiamo alcune parti interessanti della intervista “fiume” che spiegano il suo concetto su alcuni accadimenti che hanno recentemente animato i social e che la riguardano:

Su MorganMorgan per me non è un dente. La scelta di Morgan nasce l’anno scorso, da una provocazione che lui fa su Chi dopo Sanremo: “Chissà se Maria avrà mai il coraggio di invitarmi in un suo programma a cantare…”. E a questo punto sono io che lo cerco, vado a cena con lui e Rudy Zerbi che è suo amico, e oggettivamente rimango affascinata. Mi piaceva il suo modo di ragionare. Abbiamo parlato di tante cose e la mattina dopo lo chiamo chiedendogli di rivederci e lo inserisco nel serale dandogli il ruolo secondo me più giusto per lui, una sorta di giudice che poteva dire la sua sulle canzoni che cantavano i ragazzi o dare delle prove speciali. Finisce l’esperienza con soddisfazione di entrambi e a giugno lui mi chiede di fare il direttore artistico. Alla fine dico sì. È stata una mia scelta.

La rifarei mille volte. Sono un’istintiva, non mi preoccupo di quello che dice la gente. Nella stessa situazione la rifarei. Quando dico che è stato un mio fallimento, lo dico perché secondo me Morgan in un talent potrebbe dare moltissimo, ma nel ruolo di direttore artistico non è andata così quindi sì, è stato un fallimento per tutti e due. Per me perché non sono riuscita a fare emergere le chiavi secondo me più importanti di Marco, per lui perché sono sicura che sia dispiaciuto quanto me.

Su Morgan a BallandoQuando ho saputo che era a Ballando ho pensato: meglio così, perché lavora. E penso che per lui sia importante. 

Alla domanda “Lei al posto di Milly l’avrebbe invitato?” risponde: No, avrei aspettato un’occasione diversa e non avrei neanche giocato sull’equivoco della “verità”.

Sul concetto di “web tarocco”: …ho visto che fa figo essere in tendenza, avere tanti like e tanti commenti. Ma bisogna vedere se sono commenti che rispondono alla verità o sono fatti da un esercito di persone che deve commentare. Non è il massimo quando il web diventa tarocco, non porta niente a nessuno.   È come avere tanti like che poi non corrispondono alla verità. Questo web tarocco mi fa un po’ tristezza, soprattutto perché lo sport preferito in questo momento sembra essere il ricattino: vado sul web e sparo contro ma se mi arruoli smetto.

A proposito dell’articolo durissimo di Aldo Grasso su Milly Carlucci e sulla sua presunta ossessione degli ascolti che la porterebbero a fare dispetti alla De Filippi:  Grasso lo leggo sempre. Penso di detenere un record: so tutti gli articoli che scrive. Penso sia partito dal teaser sulla “verità” che creava l’equivoco sul caso Morgan. Non so se Milly è davvero ossessionata dall’Auditel: lei dice che Ballando non è paragonabile a C’è posta perché C’è posta è partito prima, che non è paragonabile ad Amici perché Amici è partito dopo. Quindi, se dovessi giudicare da quello che dichiara, direi che non è così attenta agli ascolti. Ripeto: giudicando da quello che dichiara. Dell’articolo mi è dispiaciuto il pezzo su di me. Da cinque anni a questa parte, ad Amici, cerco di non cavalcare le polemiche con la giuria. Ma quando ho letto quel pezzo ho capito di stare ancora sulle scatole a Grasso.

Sulla collocazione di Amici in palinsesto al sabato sera?
La scelta di mandare in onda il programma al sabato è di Publitalia. È una collocazione che non amo e credo che durante la settimana sarebbe più adatto. Sono tre anni che ci provo ma non ce la faccio perché Publitalia vende il pacchetto “De Filippi” per tutti i sabati, tutto l’anno. Spero che prima o poi il sabato sera andrà in onda qualcun altro…

Sulle frecciate contenute nella lettera scritta in occasione del rientro di Emma ad Amici:

C’era un accenno polemico a chi prende Amici in un modo diverso da quello che è. Amici c’è da sedici anni e di ragazzi ne sono passati tanti. C’è chi ha avuto la fortuna di realizzarsi come cantante (i ballerini quasi tutti) e chi no. D’altra parte, i cantanti non nascono come funghi. E non è un caso che i grandi nomi della musica italiana siano ancora, da decenni, sempre gli stessi: Laura Pausini, Giorgia, Tiziano Ferro. Già che ci sono dentro anche Mengoni, Amoroso, Emma, Noemi e Annalisa è un risultato enorme. Amici non può essere una onlus. È un programma televisivo che per un anno, e in questo ha più fortuna di X Factor perché c’è una parte oggettivamente scolastica, ti dà tutti gli strumenti per realizzarti. Ma tu devi avere qualcosa in più per farti scegliere dalla gente. Hai talento, ovviamente, altrimenti non saresti entrato, ma deve esserci l’unicità di quel talento. È come quando ricevi i commenti tarocchi sul web. Ti possono esaltare ma lo sai che sono tarocchi. Quando vai in mezzo alla gente non l’hai mica pagata, e al concerto non fai sold out.

Sui rapporti con le radio, come è nata la collaborazione con RTL e Suraci

Dico tutta la verità, non ho nessun problema e sfido chiunque a smentirmi. Siamo ai tempi di Alessandra Amoroso con Immobile, tempi in cui nessuna radio passava i pezzi dei ragazzi di Amici. Io chiamo Linus pregandolo di sentire il disco di Alessandra. Linus ascolta e mi dice: “Non mi piace”. Chiamo Rds nella persona di Eduardo Montefusco, perché Maurizio aveva lavorato per loro e lo conoscevo. Gli chiedo di ascoltare i pezzi e mi risponde che non sono in linea con l’EarOne. Le radio non passavano un ragazzo di Amici neanche sotto tortura perché secondo loro non funzionavano. Consideravano i talent come i discografici di allora: la feccia della feccia. Arriviamo all’edizione con Emma. Al serale sono invitati anche i giornalisti e tra loro c’è Luca Dondoni (giornalista de La Stampa e conduttore di un programma su RTL, ndr) che durante il programma smanetta con il cellulare e mi dice: “Mi ha scritto Suraci e ha intenzione di passare ‘Calore’ di Emma”. Il primo passaggio avviene, dunque, su RTL. L’anno successivo io impazzisco, per gusti personali, per i Modà e li invito ad Amici. Non so che i Modà sono della casa discografica di Suraci ma da lì si crea un rapporto: Emma finisce a Sanremo con i Modà, poi Emma discute con Suraci e per un po’ di tempo RTL passa solo i Modà e non Emma nonostante il pezzo lo abbiano cantato insieme. Prima che Suraci si avvicini ad Amici, cerco di instaurare un rapporto con 105 e facciamo una sorta di accordo che prevede che passi gli inediti dei ragazzi. Il problema è che più che gli inediti, mandavano in onda le interviste a me. Suraci si presenta proponendo gli inediti dei ragazzi abbinati a un concorso e io dico sì. A questo punto, Suraci ha la possibilità di passare i brani di Amici. Fine. Ma tra me e Suraci non c’è mai stato un contratto o un euro, niente di tutto ciò. Adesso che Piersilvio ha preso 105, Mediaset si è spostata su 105 e ovviamente anche Amici. Questa è la storia vera. Non c’è nulla in mezzo. Del tipo che Suraci non ha mai fatto un regalo di Natale a me e io non l’ho mai fatto a lui. Zero.

Differenza tra sistema Rai e sistema Mediaset
È completamente diverso. Mi è sembrato che a Mediaset ci sia più libertà di contenuto. È anche giusto, visto che la Rai è servizio pubblico e dunque c’è una struttura burocratica che a Mediaset non c’è. Anche solo i passaggi che devi seguire per fare una cosa sono molto di più rispetto ai passaggi che dobbiamo fare noi. (non immagina un suo futuro in Rai, dichiara di stare bene dove si trova ndr)

Cosa si aspetta  dallo scontro finale con Milly Carlucci e con l’ultima puntata di Ballando con le stelle
Io penso che debba vincere Ballando, visto che è la finale. Così magari Milly è felice. Anzi no, visto che lei i dati non li guarda. Pensavo vincesse già con la semifinale, ma non è accaduto. Sono certa che accadrà con la finale.

Redazione

Rocco Siffredi è tornato all’hard da protagonista ma…


roccosigRocco Siffredi arrivato alla soglia dei 53 anni è tornato a calcare la scena dell’hard da protagonista. L’attore porno intervistato a ‘La Zanzara’, ha rivelato anche che la sua scelta è stata condivisa dalla  moglie Rosa che gli ha  chiesto però di limitare le sue prestazioni  al set.

Ho deciso di tornare al porno, a 50 anni riesco ancora a fare sesso ovunque e con chiunque, senza aiutini. Mia moglie ha accettato, ma ha detto di limitarmi al set”, ha dichiarato.

L’età, però, ammette, si fa sentire, anche se tra i giovani aspiranti attori hard Siffredi non vede nessun erede: “Dopo essere tornato in scena ho dolori ovunque, alle gambe e alla schiena. Però non vedo tra le nuove leve qualcuno che sia alla mia altezza”.

Durante l’intervista, Rocco ha anche raccontato di aver vissuto un brutta avventura quando i ladri entrarono in casa sua per rubare. “Io, una volta, ho avuto una brutta esperienza: scoprii dei ladri in casa, rubarono varie cose ma, per fortuna, non ci incrociammo. Loro avevano due coltelli, sarebbe finita male. Pensavo di farmi il porto d’armi, ma mia moglie mi fece cambiare idea. E poi io giro con un’arma impropria naturale!“, ha detto facendo dell’ironia.

Infine l’ex naufrago dell’Isola dei Famosi ha espresso la sua opinione sul caso ‘Parliamone Sabato’: “Mi sembra esagerato un po’ tutto, compreso l’intervento della Boldrini. Per lei avrei in mente un ruolo in un film. Paola Perego è stata vittima dell’ipocrisia italiana”.

Redazione

MARIA DE FILIPPI Non perdona tutti e confessa … “quando sparano su di me il mio atteggiamento non è sempre di comprensione”…


scena AMICI-MARIA DE FILIPPI_1AC4082-kgsE-U43300588880746avH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Dopo l’esperienza di Sanremo — un frullatore televisivo concentrato in 5 giorniMaria De Filippi ha ripreso ad occuparsi dei suoi programmi che registrano sempre uno share superiore al 20% e seguiti da un pubblico fidelizzato.   In  una intervistata rilasciata a Il Corriere Della Sera Maria De Filippi ha chiarito il suo punto di vista su chi sostiene che i suoi programmi non siano educativi, del perchè ha scelto Morgan nonostante avesse espresso dei giudizi duri su di lei, sul tetto ai cachet Rai, sui vantaggi dell’autoproduzione e tanto altro ancora. Buona lettura.

C’è chi dice che i talent siano una fabbrica di illusioni.

«Intanto non bisogna dimenticare che sono programmi televisivi. E poi sono programmi che danno a tanti ragazzi l’opportunità di vivere un’esperienza importante. Rimane il fatto che una delle serate di Sanremo è stata aperta da una grande compagnia internazionale il cui protagonista è Leonardo Fumarola, ballerino della prima edizione di Amici. Rimane il fatto che più dell’80% degli aspiranti ballerini passati da Amici, oggi è professionista. Rimane anche il fatto che comunque anche se solo uno su cento riuscisse, sarebbe comunque un successo».

Tra i cantanti quelli che ce la fanno veramente non sono pochi? 

«Certo non tutti gli anni spuntano Alessandra Amoroso, Emma o Mengoni. Va a fasi come in tutti i settori, è normale».

La tv deve insegnare, dare modelli?
«Non credo che la tv debba essere pedagogica, dare modelli di comportamento. Uomini e donne io l’ho sempre preso come un divertimento, non ho mai pensato di fare una televisione che dovesse insegnare qualcosa».

A «C’è posta per te» lei racconta la pancia del Paese, quella di cui si parla poco e poi decide le elezioni.
«Anche in questo caso non cerco modelli positivi o negativi, cerco storie di persone con cui la gente si possa identificare».

Il sabato è concentrata sul serale di «Amici». Quest’anno l’impressione è che ci sia più attenzione sulla giuria che sui ragazzi del talent. No?
«Forse è la torrenzialità di Morgan che a un primo impatto può dare un’impressione sbagliata. Ma i ragazzi sono sempre al centro del programma. Quanto alla giuria ho fatto scelte diverse rispetto al passato. Ho preferito puntare su una giuria con personalità più legate al canto, come Ermal Meta, e al ballo, come Eleonora Abbagnato. È una giuria più di nicchia, meno popolare, meno classica: Ermal è meno noto di Loredana Berté; Ambra è meno famosa di Sabrina Ferilli».

C’è anche Morgan, uno che in passato era stato molto duro con lei. Disse che lei era «cattiva». Sarebbe stato più che umano non voler avere a che fare con una persona che ha espresso un giudizio così aspro. Perché lo ha scelto lo stesso?
«Lo considero una persona molto intelligente, anche un provocatore brillante. Volevo capire cosa c’era dietro. E mi ha raccontato che lui conosce e sa come funzionano i meccanismi della comunicazione: se vuoi che le tue dichiarazioni abbiano risalto devi colpire un bersaglio grosso, così il titolo c’è e hai spazio sui giornali. Io ero il bersaglio grosso».

Perdona tutti?
«Lui sì perché lo stimavo anche prima, quando sparano su di me il mio atteggiamento non è sempre di comprensione, ci mancherebbe. C’è chi lo fa apposta e certo non cado nella trappola di dare visibilità a chi non ne ha e la cerca».

La Rai ha chiuso il programma di Paola Perego. Che idea si è fatta della vicenda?
«Mi è sembrato un provvedimento esagerato per un cartello preso dal web e dichiarato come tale. Certo, e parlo per esperienza personale dopo Sanremo, in Rai ho visto una rigidità che a Mediaset non c’è, la macchina Rai è piena di protocolli: mi stupisce molto che nessuno sapesse niente di quel cartello. Quindi credo che dietro ci sia altro».

In Rai si discute di tetto agli stipendi.
«Mi sembra un discorso fuori luogo e senza senso. Per la Rai sarebbe un duro colpo».

Mediaset però ne guadagnerebbe, per tutte le tv private sarebbe un bel vantaggio…
«Perdere un competitor forte non è mai un bene. E comunque solo in Italia chi guadagna viene visto in maniera negativa. Basta guardare a cena tra amici: tutti pronti a parlare di calciatori che guadagnano troppo, ma mai nessuno a osservare che riempiono gli stadi e fanno girare un’economia».

Fazio attacca la politica e si dice pronto a autoprodursi. Lei lo fa già con la sua Fascino: che vantaggi ci sono a essere produttori di se stessi?
«Hai una struttura più snella e agile, fai le cose meglio e più velocemente, lavori con persone che scegli, con cui hai più affinità e che riesci anche a motivare di più. I vantaggi sono tanti».

Così si riesce anche ad avere tutto sotto controllo. Lei è una perfezionista?
«Annaspo quando sono impreparata, mi sgamano subito. Io detesto non sapere le cose e non essere preparata».

Redazione

LORY DEL SANTO: HO PROVATO 4 VOLTE CON LA FECONDAZIONE ASSISTITA MA E’ ANDATA MALE. VORREI UNA FIGLIA A 58 ANNI


 

un“Vi rivelo una cosa che non avevo mai detto prima: appena tornata dall’Isola dei Famosi, provai quattro volte ad avere un figlio, con la fecondazione assistita. Purtroppo non ci sono riuscita”. La showgirl Lory Del Santo, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha raccontato il suo desiderio di avere un figlio, anche se non è più giovanissima. Quindi lei è davvero convinta: vuole un figlio, a 58 anni. “Si, voglio un figlio, perché l’amore deve essere coronato da qualcosa di indelebile”. Come sta provando ad averlo? “Sto provando a fare quanto possibile, mi piacerebbe avere una bambina”. Il suo fidanzato però ha solo 25 anni…”Quando c’è l’amore e ce la voglia di fare, perché mettere freni? E poi mi chiedo anche: perché non si può adottare, solo perché c’è un problema di età del mio compagno? Questi limiti stupidi non li ho mai capiti”. Come chiamerebbe sua figlia? “Alù. Deve essere un nome corto e facilmente ricordabile”. Il suo fidanzato si chiama Cucolo di cognome, quindi sua figlia si chiamerebbe Alù Cucolo…”Infatti il suo cognome è inutilizzabile, meno male che si può usare anche il cognome della mamma”, ha commento la Del Santo a Rai Radio1

da RedazioneUngiornodapecora

Marco Mengoni va in …”aspettativa”


me.jpg

“Vado in aspettativa. Ho bisogno di un po’ di tempo per schiarirmi le idee e chiarire il mio stomaco, la mia anima, il mio cervello”  – “Voglio aspettare, ma non aspettarmi. Non voglio avere aspettative. Quello che deve arrivare, arriverà. Un libro? Forse è presto, non sarei in grado di entrare nell’abisso di un’emozione e raccontarla. Lo faccio con la #musica. Ho già fatto un biglietto open, date flessibili. Parto solo, molto presto. Prima destinazione New York, poi da lì si vedrà”

A dichiarare quanto sopra è Marco Mengoni in un’intervista a “Sette” il magazine del Corriere della Sera.  Il cantante di Ronciglione quindi  zaino in spalla e da solo, dopo due anni  di successi ma anche molti faticosi in cui ha pubblicato tre album, è stato impegnato in un tour di 60 date, ha fatto ospitate e promozione,   pare abbia deciso di concedersi una  “pausa” lontano dalla musica e dall’Italia per ascoltare il “suono del mondo”. Si consolino però i suoi fan, nell’intervista l’artista ha cercato di spiegare il suo rapporto con i fan e quello che ne è emerso è un legame indissolubile che reggerà al periodo di “aspettativa” breve o lungo che sia:

E’ una relazione quella che si crea con i tuoi fan, ogni volta diversa. È come una madre che dice: tu sei mio figlio, io ti ho portato in grembo per nove mesi, questo legame non ce lo toglierà mai nessuno. Lo stesso mi porto dentro io del mio pubblico. Si crea un legame iper-uranico che ti travolge e ti stravolge, rimette in discussione la tua vita…”. 

 

Redazione

LE NOSTRE INTERVISTE: LE RIVOLTELLE UNA BAND TUTTA AL FEMMINILE.


riv

Le Rivoltelle sono una band tutta al femminile dalla solida formazione musicale; Elena, Alessandra, Paola ed Angela sono abili musiciste che si raccontano in chiave rock, particolarmente apprezzate per le loro spettacolari performance ‘live’. Hanno all’attivo due album e due singoli, tra brani inediti di spessore sociale e cover ri-arrangiate secondo il loro originalissimo stile, su tutte “La notte”, il successo internazionale del cantautore italo-francese Salvatore Adamo. Hanno partecipato come ospiti ad importanti rassegne nazionali ed internazionali, come il MusiCultura Festival, il Festival Anime Salve, il MEI SuperSound, il RadioNorba Battiti Live, il Fiat Music Tour, il PopKomm di Berlino e la Festa delle Nazioni in Belgio. Recentemente hanno pubblicato il nuovo singolo “Auguri scomodi” che a poco più di un mese dal rilascio ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100. Il provocatorio videoclip viene invece selezionato da Tgcom24 per un’anteprima esclusiva che consacra il percorso rivoluzionario delle quattro ragazze rock

Le abbiamo intervistate:

Quando è iniziata la vostra carriera musicale?

 Ci conosciamo da dieci anni e da allora suoniamo insieme e crediamo in questo progetto

Come descrivereste la vostra musica in 3 parole?

Sorriso, rabbia, ironia

Cosa rappresenta la musica nella vostra vita?

 È la parte più bella delle nostre vite. è il nostro rifugio e la nostra valvola di sfogo.

Solitamente ciò che cantate coincide con quello che accade nella tua vita?

Per noi è importante essere credibili e coerenti, raccontiamo il nostro vissuto, descriviamo quello che ci sta intorno toccando temi che ci stanno a cuore

Pensi che la scelta di una professione nell’ambito musicale possa cambiare il tipo di rapporto con chi vi sta intorno?

La musica influenza positivamente tutte le tipologie di rapporto..quando è condivisa è un collante e accresce notevolmente la complicità e l’empatia tra due o più persone, quando non è condivisa funge comunque da stimolo per andare oltre i propri gusti musicali e cercare di capire l’altro anche attraverso il linguaggio musicale

Quali sono i vostri interessi, oltre alla musica?

Ognuna di noi ha un proprio mondo fatto di interessi diversi. Insieme, oltre alla musica, condividiamo la passione per i viaggi e la lettura.

La discografia oggi va a pescare dai “talent” quanto è difficile farsi notare per chi ne sta fuori?

Il successo dei talent oggi è  direttamente proporzionale alla capacità di raggiungere immediatamente e facilmente la popolarità ed è legato alle logiche di un mercato musicale in cui si privilegiano artisti provenienti da programmi tv piuttosto che dai luoghi in cui sifadavvero la musica.

E’ il talent la formula giusta per emergere? Avete mai pensato di partecipare a un talent show?

Crediamo che i talent abbiano in sé una formula che scavalca quelle che fino ad oggi sono state le Il successo dei talent oggi credo sia direttamente proporzionale alla capacità di raggiungere immediatamente e facilmente la popolarità ed è legato alle logiche di un mercato musicale in cui si privilegiano artisti provenienti da programmi tv piuttosto che dai luoghi in cui si fa davvero la musica, buoneregole di un vero musicista e cioè studio e tanta gavetta. Non amiamo molto questo genere di manifestazioni ed è per questo che non abbiamo mai pensato di parteciparvi

Un opinione sulla musica che passa in radio?

Purtroppo i grandi network radiofonici funzionano un pò come le case discografiche rispetto ai talent. Si passa in radio ciò che è più popolare o ciò che si DEVE passare!

Grazie per l’intervista.

Redazione

Marracash su J-Ax e Fedez: “Non sono rapportabili a noi. Basta guardare alle rime e agli artisti con cui collaborano …” e scoppia la polemica su Instangram con Fedez


Nelle ultime ore su Instangram infuria la polemica al vetriolo tra Fedez e Marracash

Vediamo i fatti.

In una recente intervista pubblicata ieri,concessa ad Andrea Laffranchi per il Corriere della Sera, rilasciata in coppia con Gué Paqueno (con cui  ha inciso l’album “Santeria”), Marracash   parlando di J-Ax e Fedez, che proprio come Marracash e Pequeno hanno inciso insieme un disco (che presenteranno dal vivo con un tour nei palasport italiani), Marracash ha detto:

“Non sono rapportabili a noi. Basta guardare alle rime e agli artisti con cui collaborano per capire che sono una forma di pop, ma non scomoderei nemmeno nomi come Baglioni e Battisti, che si maschera da rap”.

Poi, parlando nello specifico di Fedez, il rapper ha aggiunto:

Fedez è una macchina da guerra del business, glielo riconosco, ma il mio fare musica ha altri obiettivi”.

Quasi immediata la risposta di Fedez , che ieri sera, insieme alla sua fidanzata, la fashion blogger Chiara Ferragni, è stato ospite della sfilata milanese di una famosa casa di moda italiana. Fedez ha raccontato di aver incontrato Marracash all’evento, di averlo guardato in faccia e di averlo insultato e che Marracash avrebbe reagito abbassando lo sguardo. Ecco la clip pubblicata su Instagram:

“Deve essere frustrante fare le interviste ed essere costretti sempre a pronunciare il nostro nome perché se no non vi cagano di pezza e nel titolo è più grosso il nostro nome del vostro. E poi, tipo ieri: ti vedo dal vivo e ti dico che sei un coglione faccia a faccia e abbassi lo sguardo. Comunque, giusto per ribadire: il nostro tour ha venduto più di 100.000 biglietti, non è ancora uscito il disco, la terza data del Forum è praticamente quasi sold out e apriremo una quarta. Fa male, vero?”.

Marracash,  ha risposto alle dichiarazioni di Fedez dandogli del “cazzaro” in alcune immagini pubblicate proprio su Instagram:

“Se abbasso lo sguardo è perché mi arrivi al cazzo”.

E in alcune clip ha attaccato il rapper milanese definendolo un “nano con la sindrome di Napoleone” e come “l’unico babbo della storia dell’umanità che va alle sfilate di moda con il bodyguard”, tirando pure in ballo come testimone il rapper Ghali (anche lui ospite, come Marracash e Fedez, della sfilata milanese):

“Ho letto dei messaggi buffi sui social. A quanto pare il nano con la sindrome di Napoleone… Gli è partita la nave sui social. Ha inventato un bel po’ di cazzate. […] Tu ieri mi hai visto, mi hai detto che sono un coglione e io ho abbassato lo sguardo? Ma dove? Tu ieri alla sfilata di Moschino eri seduto esattamente di fronte a me: non mi hai neanche per sbaglio mai guardato, neanche un secondo. […] Ti stai inventando una cazzata totale: pensa che abbiamo riso alla fine con Ghali dopo la sfilata, tu sei scappato in tempo zero appena è finita, come un ladro, che sei l’unico babbo della storia dell’umanità che va alle sfilate di moda con il bodyguard: e tu mi avresti guardato, mi avresti detto che sono un coglione e io ho abbassato lo sguardo? Io abbasso lo sguardo perché tu mi arrivi al cazzo, al massimo: ripigliati, curati. Non so dove cazzo l’hai sognata sta cosa. Comunque si sapeva che sei disposto a tutto, però addirittura inventarti una roba così è veramente incredibile: ci sono miliardi di testimoni, tutti quelli che erano lì”.

Questa la replica di Fedez :

“Non aspettavate altro che io parlassi di voi. Avevate pure le grafiche pronte. Brutto eh, avete bisogno di vendere altre due copie in più. Ovviamente vi siete scatenati perché non vedevate l’ora di cavalcare questa cosa. In sostanza, a me non interessa dimostrare quello che ho detto o meno. è così, i testimoni ce li ho anche io”.

Non è la prima volta che Marracash e Fedez si attaccano pubblicamente sui social: l’ultima volta che è capitato  Marracash aveva definito Fedez come uno che “si dice impegnato poi fa musica che non lo è”.

Polemiche non certo edificanti,  ma fanno parte del nuovo modo di fare musica che genera una competizione “malata” nella forsennata rincorsa a fare “grandi numeri” per arrivare ai gradini più alti delle classifiche piuttosto che a rispettarne i valori tradizionali e questo col benestare di  “tutto un sistema”  che alla musica sta cambiando via via  i “connotati”.

Redazione