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MARCO MASINI IN GARA AL 65° FESTIVAL DI SANREMO CON IL BRANO “CHE GIORNO È” IL 12 FEBBRAIO ESCE “CRONOLOGIA”


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25 anni dopo il suo esordio al Festival, MARCO MASINI torna a Sanremo! Con alle spalle milioni di dischi venduti, il cantautore fiorentino simbolo degli anni ‘90 sarà in gara al 65° Festival di Sanremo (in programma al Teatro Ariston dal 10 al 14 febbraio) con il brano “Che Giorno è”.

Durante la serata di giovedì 12 febbraio, dedicata alle cover, sul palco dell’Ariston Marco Masini interpreterà il brano “Sarà per te” dell’amico Francesco Nuti.

In occasione della partecipazione al Festival, il 12 febbraio uscirà il triplo album antologico “CRONOLOGIA(Sony Music) che conterrà il meglio del repertorio di Marco Masini, con 5 brani inediti e qualche altra “chicca” (tra cui la cover del brano “Sarà per te”).

CRONOLOGIA” verrà presentato da Marco ai suoi fan durante un Instore Tour, queste le tappe: 19 febbraio a Milano (ore 18.00 – Mondadori Megastore, via Marghera 28); 20 febbraio a Torino (ore 17.30 – MediaWorld/Centro Commerciale 8 Gallery, via Nizza 262); 21 febbraio a Firenze (ore 17.30 – MediaWorld/Centro Commerciale Ponte a Greve, Viuzzo delle Case Nuove 9); 23 febbraio a Roma (ore 18.00 – laFeltrinelli, via Appia Nuova 427).

Per Marco Masini sarà la settima volta sul palco del Festival di Sanremo  dove ha trionfato al suo esordio nel 1990, con il brano “Disperato” (nella Sezione “Novità”), e nel 2004 con il brano “L’uomo volante (l’ultima partecipazione è del 2009 con il brano “L’Italia”).

KALIGOLA In gara al FESTIVAL DI SANREMO nella sezione NUOVE PROPOSTE con il brano “OLTRE IL GIARDINO”


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Il rapper romano Kaligola è il più giovane partecipante alla 65° edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con il brano “Oltre il giardino”

«C’è un uomo che frequenta i giardini comunali, sembra un barbone, un pazzo, sorride sempre – racconta Kaligola – I bambini non lo temono, gli adulti lo evitano.  Ma chi è veramente? Dietro quel sorriso e quell’apparente leggerezza si cela una storia di dolore che nessuno ha interesse a ricordare o riconoscere. Le parole di questo brano parlano di come in fondo non sappiamo o non vogliamo sapere niente, della vita degli altri. “Oltre il giardino”, scritto dallo stesso Kaligola, racconta l’emarginazione vista con gli occhi di un ragazzo dalla saggezza inaspettata per la sua giovane età.

Kaligola firma anche la regia e il montaggio del video del brano sanremese, come per i suoi progetti precedenti, perché ritiene che la narrazione di una storia debba essere a tutto tondo e coinvolgere quindi non solo la musica e i testi ma anche le immagini. Il video di “Oltre il giardino” è visibile al seguente link:

http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-4e823bf7-7598-40ef-94ca-a6a40698f830.html

“Oltre il giardino” farà parte dell’omonimo album d’esordio di Kaligola (RWM Records), che sarà pubblicato nella settimana sanremese. L’album contiene 11 canzoni scritte e composte dallo stesso Kaligola e vede la collaborazione, per gli arrangiamenti e la produzione, di Enrico Solazzo e Dario Rosciglione.

Note biografiche:

Kaligola, all’anagrafe Gabriele Rosciglione, ha 17 anni e frequenta il quarto anno del liceo scientifico. Il suo nome d’arte è nato casualmente grazie al successo su youtube del suo brano “Ego sum Kaligola” (2012), scritto quando aveva solo 14 anni e apprezzato dai media anche per l’insolito uso del latino nel testo. Musicalmente si è formato studiando per qualche anno pianoforte e ascoltando musica classica (tra i compositori da lui più amati Bernard Hermann, John Williams e Wojciech Kilar) ma anche jazz, funk, soul e hip hop. Nei suoi lavori, inoltre, sono riconoscibili, oltre al suo amore per la musica, anche la passione per la poesia (è un estimatore di Giovanni Pascoli, Alda Merini e Rainer Maria Rilke) e per il cinema (i suoi registi preferiti sono Hitchcock, Kubrik, Tim Burton e Spielberg).

SANREMO 2014: FESTIVAL INCOLORE E MOSCIO “ … E TUTTO IL RESTO E’NOIA”


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Che Sanremo 2014 sia ormai classificato come un “semi-flop” non lo sparano solo con la grancassa trasmissioni televisive di tutte le reti, in cui sia previsto anche uno straccio di “opinionista” qualsiasi, purchè lanciato a ruota libera, “bloggers” dal morso di cobra, tutti i quotidiani e le radio, c’è anche di più della “chiacchiera”, il suffragio di dati freddi, asciutti, ma purtroppo inconfutabili, di per sé già molto eloquenti, a decretare il calo netto di ascolti e quindi di interesse da parte dei telespettatori registrabile quest’anno, rispetto all’edizione precedente, quantificabile in due milioni netti di unità, comunque sia, la prima serata è stata seguita da 10 milioni e 938mila persone, non proprio un disastro, ma a sconcertare è il tonfo della seconda, appena 7 milioni e 700 mila, all’incirca quanto fa Conti con una finale di “Tale e quale show” o la De Filippi con una puntata di “Italia’s got talent”, non certo con uno spettacolo in Eurovisione, per finanziare il quale si attinge a un canone (sempre più salato) imposto agli utenti della tv nazionale. Non è un mistero che la gente non abbia accolto favorevolmente questo “festival”; delusione, malcontento e proteste traspaiono senza filtri nelle brevi interviste improvvisate “on the road” raccolte dagli inviati dei vari “network” davanti a edifici pubblici, scuole, bar, sui mezzi di trasporto, nei centri commerciali, le rimostranze vertono un po’ su tutto, costi eccessivi dell’infernale “macchina-Sanremo” e dei suoi protagonisti, nonostante le iniziali rassicurazioni di Fazio sulla politica di “austerità” perseguita, in considerazione del periodo di crisi che opprime il Paese, da Viale Mazzini, troppa politica insinuata qua e là subdolamente e con ogni pretesto, il siparietto di Grillo fuori dall’Ariston, le lungaggini della trasmissione, molto “fiacca” e dall’andamento lento, scenografie scarne e prive di inventiva, ospiti che, d’accordo, hanno fatto la storia di 64 anni di tv, questa la ricorrenza da celebrare, ma perché chiamare a esibirsi solo i “cimeli storici” (con tutto il rispetto, la critica non è rivolta a loro), cioè gli artisti degli albori di “Mamma Rai” (età 70-94) e non fare, invece, un “excursus” comprensivo di più generazioni, includendo i germogli più freschi e di belle speranze? Ma ci sono, almeno, le canzoni? Non decollano nemmeno quelle; il “cast” in gara prevede tanti illustri sconosciuti, ma ne ha già ampiamente discusso in tutti i “talk” da cui è passata, la Zanicchi, c’è qualche “figlio di”, che Cesare Lanza, come ha affermato, raggelando i presenti, a “La vita in diretta”, “strozzerebbe nella culla”, nella fattispecie, se ne contano due, uno nel girone “big” (Cristiano De Andrè, figlio di Faber) e uno nelle “nuove proposte” (Filippo Graziani, figlio di Ivan), c’è poi chi vuole rilanciarsi, come Antonella Ruggiero, Arisa e Giusy Ferreri, ma i loro pezzi, stavolta, non “arrivano” più di tanto, strappando a fatica, in sala, qualche applauso senza troppa convinzione, mentre fra i “rari nantes in gurgite vasto” (versione addomesticata “de noantri” di Virgilio: i pochi rimasti a galla nel naufragio generale) ci possono stare giusto Francesco Renga, in fondo il brano “Vivendo adesso” (scritto da Elisa) non è poi così male, portato in alto dalla sua voce “sexy” e “maschia” che miete conquiste, c’è poi Noemi, la “rossa fiamma” di temperamento, dalla vocalità aspra e graffiante, inconfondibile, che interpreta con slancio e carica a mille il suo (è fra gli autori) “Bagnati dal sole” e infine Ron con “Sing in the rain”, un professionista “di mestiere” come lui fa centro ogni volta, menzione speciale a Frankie Hi Nrg, “Pedala” è uno dei pochi motivi orecchiabili e vivaci sentiti. E i due conduttori?Battute in riciclo per la Littizzetto, scontata quella sulle rime e associazioni di idee che le suggeriscono cognomi come “Gualazzi” e “Baglioni”, altrettanto quello di Arisa “La miglior P*ppa (ndr si chiama Rosalba Pippa) di sempre!”, meglio quando se la prende con la solita “vittima”, Fazio “In coma erotico per la Casta”, decisamente “pesce fuor d’acqua”, proprio il suo “partner”, quando da presentatore si deve trasformare in attore brillante, recitando, in abiti da esistenzialista francese, in un breve “sketch” in cui, seduto a un tavolino, deve corteggiare la diva d’Oltralpe, che gli sta di fronte, intonandole brani strazianti come “Ne me quitte pas” e “Les feuilles mortes”, in un vasetto davanti a lui, una finta rosa rossa, alle sue prime emissioni vocali, si “ammoscia” di colpo, ci sono fondate ragioni per credere che rimarrà il simbolo e la metafora perfetta di questo “festival”. Cosa inventarsi, il prossimo anno, per farlo risollevare dallo sconsolante “declino” a cui sembra condannato?Arduo trovare chi abbia la “bacchetta magica” per compiere il prodigio, ma un “salvatore” di Sanremo, a ben vedere, ci può essere, Rocco Siffredi (ndr già su quel palcoscenico nel 2013), lui, vi garantiamo, ha molto, ma molto di più …

[Articolo a cura di Fede]

Perchè Sanremo è Sanremo… la disperazione spettacolarizzata!


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Ieri, 18 febbraio la prima puntata del Festival di Sanremo  è iniziata con qualche intoppo,  oggi già si leggono impressioni e critiche ma è troppo presto per giudicare. Tuttavia alcune cose vanno dette. Il Festival di San Remo è una manifestazione canora, tema centrale quindi la MUSICA  da ascoltare e valutare…con spensieratezza. L’inserimento in apertura della protesta drammatica di chi da mesi non riceve uno stipendio a significare un malessere generalizzato caratterizzato da una crisi economica senza precedenti che attenaglia la Nazione, francamente sia per contesto (opulento) che per tematica legata al contesto, musicale, ha reso sia la scena del “tentato suicidio” che le motivazioni che l’accompagnavano poco credibili e rese ancor meno credibili dall’indugiare della telecamera e dall’aria di sufficienza di Fazio nel dare lettura veloce e sommaria della “lettera di denuncia” . Il palco di Sanremo non è il luogo giusto nè opportuno per “trattare” di disperazione, di drammi sociali e miseria,   soprattutto se si pensa ai compensi che percepiscono i presentatori della kermesse o anche i compensi percepiti dagli ospiti per limitarsi a sorridere,  un vero schiaffo alla dignità di chi giorno dopo giorno non ha di che campare!Meglio parlare di musica allora…e trattare certi argomenti nelle opportune sedi lontano  da luci, lustrini e …pance piene!