lirica

13/12/2018 – 21:20 SU #RAI2 “UNICI Luciano Pavarotti: un mito semplice”  


Unici – Luciano Pavarotti: un mito semplice” torna su Rai2  giovedì 13 dicembre alle 21.20. Un’occasione per rivivere la vita e la carriera dell’uomo e del mito, dalla lirica al pop, passando per le sue radici e l’amore per la cucina emiliana. Il “tenorissimo” è stato un vero mito globale, un protagonista assoluto del palcoscenico e delle cronache ma anche una persona semplice, icona della cultura italiana, grazie al talento indiscusso e ad un’umanità straordinaria.

Nel corso della puntata, Giorgio Verdelli ricorderà il Maestro in compagnia di Nicoletta Mantovani, nella loro casa di Modena, ora diventata un museo. Un rilievo particolare avrà poi il Pavarotti & Friends, con il quale, grazie al valore universale della musica, Pavarotti ha saputo richiamare l’attenzione del mondo sulle emergenze umanitarie.

Interverranno tanti nomi di prestigio della musica lirica e classica, come Raina Kabaivanska, Andrea Griminelli, Francesco Canessa (ex Sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli), amici del pop come Zucchero, Francesco Guccini, Jovanotti, Laura Pausini, Anastacia e Andrea Bocelli, e quelli di sempre, come il “Panocia” (Franco Casarini), al fianco di Pavarotti per oltre 50 anni.

Insieme alle più celebri arie di opera lirica e le immagini di una lunga carriera che lo ha visto protagonista assoluto sulle più importanti scene internazionali, tanti i video esclusivi come la preziosa intervista di Lucio Dalla al Maestro, realizzata per un progetto della Decca. O il commovente e divertente ricordo di Jovanotti, accompagnato da alcune sequenze della “strana” contaminazione tra “Serenata Rap” e “Mattinata” di Leoncavallo. O le immagini di un duetto tra Pavarotti e Riccardo Muti al piano: Cristina Mazzavillani, moglie del celebre direttore, racconta il dietro le quinte del concerto che vide i due grandi artisti insieme 20 anni fa.
La storia appassionante di un artista, una persona e di una voce.

Redazione

È morta a 85 anni la soprano Montserrat Caballé: storico il duetto con Freddie Mercury: VIDEO


Montserrat Caballé, addio all'ultima diva del Belcanto

La soprano catalana si è spenta a 85 anni ieri 6 ottobre. Tra le più grandi cantanti liriche del ‘900 che spaziava da bel canto di Mozart, Rossini, Bellini e Donizetti fino a Verdi e Wagner  sostenuto da una tecnica inossidabile e da una qualità interpretativa unica, la Caballé è stata protagonista anche di memorabili incursioni nella musica pop. Una fra tutte, l’album Barcelona con il leader dei Queen, Freddie Mercury realizzato 1988, il cui brano che dava il titolo all’album diventò l’inno dei Giochi Olimpici del 1992.

 

La cantante è stata insignita di varie onorificenze  tra cui la Medalla d’Or de la Generalitat de Catalunya nel 1982, Premio Principe delle Asturie nel 1991 e Premio National de Musica nel 2003.

Redazione

06/09/2017 – 21:25 #RAI1: PAVAROTTI, UN’EMOZIONE PER SEMPRE Omaggio al Maestro in diretta dall’Arena di Verona, conduce Carlo Conti


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In occasione dei dieci anni dalla scomparsa del Maestro Luciano Pavarotti, avvenuta il 6 settembre 2007, partono dall’Arena di Verona, per poi proseguire con eventi in tutto il mondo, le celebrazioni della Fondazione “Pavarotti 10th Anniversary“, con la serata evento “Pavarotti, un’emozione senza fine”, condotta da Carlo Conti, in onda in diretta mercoledì 6 settembre alle 21.25 su Rai1 e Rai Radio2. Placido Domingo, Josè Carreras, Zucchero, Giorgia, Angela Gheorghiu, Vittorio Grigolo, Eros Ramazzotti, Il Volo, Francesco Meli, Nicola Piovani, Fiorella Mannoia, Nek, Fabio Armigliato, Andrea Griminelli, Massimo Ranieri, Ron Howard, Alessandro Del Piero, Fabio Fazio, sono solo alcuni dei grandi artisti italiani e internazionali che renderanno omaggio al Maestro sul palco dell’Arena di Verona.
Una giornata destinata al ricordo di Pavarotti con un grande evento televisivo in diretta dall’Arena di Verona, tempio della Lirica e casa di tanti successi, per raccontare una storia unica al mondo, ancora oggi ineguagliata. Al centro ci sarà la storia umana e artistica di Big Luciano attraverso le voci e le testimonianze delle persone che gli sono state più vicine e che sono significative per questo racconto di una vita incredibile. A cominciare da Placido Domingo e José Carreras, interpreti di uno dei momenti più popolari della carriera del Maestro con I Tre Tenori, per arrivare alle nuove generazioni cui Pavarotti ha sempre guardato con tanta attenzione: Francesco Meli e Vittorio Grigolo.
Sul palco dell’Arena di Verona saliranno anche il soprano Angela Gheorghiu e il tenore Fabio Armiliato, due artisti che il Maestro Pavarotti stimava molto e che aveva anche voluto accanto a sé in occasione del suo quarantennale di carriera a Modena nel 2001. Tra gli amici anche Andrea Griminelli, storico flautista e amico con il quale ha suonato in tutto il mondo e in collegamento, per un ricordo speciale, Andrea Bocelli.
Un omaggio al ruolo che Luciano ha avuto nella lirica verrà tributato anche da Il Volo e dai 2Cellos, il duo di violoncellisti che si ispira al Maestro. Un omaggio speciale arriverà dal Premio Oscar Nicola Piovani, che ha composto una lirica, Luciano, per questa speciale occasione. Anche gli ospiti del “fronte pop” porteranno il loro contributo per completare il ricordo di quel meraviglioso affresco che è stata la vita di Luciano. A cominciare da Zucchero che partecipò a tutte le edizioni del Pavarotti and Friends e nel 1992 convinse il Maestro a cantare al suo fianco l’aria di Miserere.
Ci sarà Eros Ramazzotti con la sua “Se bastasse una canzone” scelta per rimarcare l’impegno sociale verso i più deboli che è sempre stato tra le priorità di Luciano. Tra gli ospiti internazionali spicca la presenza del premio Nobel per la pace Rigoberta Menchu  insieme ad altri rappresentanti di UNHCR che ricorderanno la grande dedizione di Luciano per i bambini vittime della guerra. Presenti anche Giorgia che duettò con Luciano nel 94 e che Luciano ha sempre ricordato con grande stima e affetto e Fiorella Mannoia che con la sua specialissima versione di Caruso, un’altra pietra miliare del percorso di divulgazione di Luciano, offrirà un modo speciale per ricordare un altro grande amico che non c’è più, Lucio Dalla.
Ci sarà Nek che, oltre a condividere “la modenesità”, condivideva con Luciano anche l’’amore per il canto e per il prossimo, e avrà il compito di ricordarlo attraverso un’Ave Maria composta da Pavarotti stesso, a favore dei bambini in difficoltà.
Ci sarà anche Massimo Ranieri che avrà il compito di rappresentare il repertorio della canzone napoletana, amatissima da Luciano e presente in ogni suo concerto. 
Fabio Fazio, grande amico di Luciano, compagno di tante avventure, per l’occasione racconterà il “suo” Pavarotti e per ricordare la grande passione del Maestro per la Signora del calcio, ha accettato l’invito anche Alessandro Del Piero, storico capitano juventino. Eugene Kohn, che ha condiviso molti palcoscenici con Pavarotti dirigerà l’Orchestra Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo. In occasione del decimo anniversario è partita anche la produzione del docu-film, prodotto da Imagine Entertainment e White Horse Pictures, diretto dal regista Premio Oscar Ron Howard che sarà presente il 6 settembre e che dopo i Beatles ha scelto di raccontare la storia di Pavarotti che ha affascinato il mondo.
Come per i Pavarotti and Friends, a UNHCR sarà devoluto una parte dell’incasso per il sostegno dei rifugiati e l’evento di Verona sarà anche l’occasione di una grande raccolta fondi destinata al sostegno della Casa Museo. La regia della serata televisiva è affidata a Maurizio Pagnussat. Rai Radio2 seguirà l’attesa manifestazione, in diretta dalle 21.00 sulle frequenze di Radio2, per raccontare il territorio attraverso uno dei più grandi eventi musicali dell’anno. A condurre questa serata speciale alla radio sarà Massimo Cervelli”.
Redazione

#Canale5 omaggia con due appuntamenti speciali in seconda serata Luciano Pavarotti a 10 anni dalla scomparsa.


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Il 7 settembre 2007, dopo una lunga malattia, si spegne nella sua casa di Modena Luciano Pavarotti, considerato uno tra i dieci tenori più grandi della storia della musica. A quasi dieci anni dalla sua scomparsa, Canale 5 ricorda la figura del tenore con due appuntamenti speciali in seconda serata.

Venerdì 1 settembre, alle ore 23.20, andrà in onda, in prima tv, il documentario “Pavarotti: una voce per sempre”. Prodotto da Thirteen per WNET, lo speciale realizzato nel 2013 raccoglie un’intervista esclusiva rilasciata dal tenore sui suoi 50 anni di carriera, partendo dal lontano 1963 quando debuttò nei teatri internazionali sostituendo Giuseppe di Stefano nel ruolo di Rodolfo ne La Bohème.
Tra ricordi e aneddoti, il documentario propone immagini del tenore nelle arie più famose tratte da La Boheme, Rigoletto e Aida, alle prese con canzoni napoletane fino agli indimenticabili duetti con Bono, Sting ed Eric Clapton.
Nel documentario è anche presente un’inedita registrazione dell’aria di Rodolfo tratta da La Bohème, “Che gelida manina”,  rimasta nascosta negli archivi per 50 anni e scoperta solo successivamente dalla vedova Nicoletta Mantovani, proprio dell’opera che Pavarotti sceglieva per le grandi rappresentazioni perché, come lui stesso aveva dichiarato “mi ha sempre portato fortuna”.

Sabato 2 settembre, alle ore 23.20, sarà il turno di “La nascita di una leggenda: i tre tenori”. Il 7 luglio 1990, in occasione della finale dei Mondiali di calcio a Roma, tre tenori, Josè Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti, si esibirono insieme per la prima volta sotto la direzione del grande maestro Zubin Metha.
Nella splendida e unica cornice delle Terme di Caracalla, i tre diedero vita a un grandioso concerto composto di arie, seguito dalle 60.000 persone presenti e da un miliardo di persone attraverso la televisione.
Tra immagini della serata, interviste e commenti dei protagonisti, lo speciale in onda su Canale 5 ripercorre il concerto che segnò l’inizio di una nuova era per la musica classica e la nascita di una leggenda, quella appunto di tre tenori, capaci di esibirsi insieme su un palco.

 

Redazione

Torna per la dodicesima edizione giovedì 3 agosto il Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli


TEATRO DEL SILENZIO di ANDREA BOCELLI
“Il Canto della Terra”

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Direzione Artistica Alberto Bartalini
Regia di Luca Tommassini
Direttore d’Orchestra Marcello Rota

con Andrea Bocelli e fra gli altri: il baritono Leo Nucci, il tenore Matteo Bocelli, la straordinaria partecipazione di Carla Fracci
e il Coro di Sonia Franzese e il Coro dei Bambini di Haiti

TEATRO DEL SILENZIO, LAJATICO
XII EDIZIONE

Prova generale – mercoledì 2 agosto ore 21,00 (biglietti disponibili – link vivaticket)
Concerto – giovedì 3 agosto ore 20,15 (sold out)

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Torna per la dodicesima edizione giovedì 3 agosto il Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli, ormai celeberrimo evento organizzato e prodotto da City Sound, già sold out da mesi, che ogni anno vede protagonista il tenore italiano più amato nel mondo esibirsi sulle colline di Lajatico (Pi), paese dove è nato e cresciuto.

Lo scenario incantevole dell’Alta Valdera farà da sfondo allo spettacolo che quest’anno è titolato Il Canto della Terra dove con le parole di Andrea Bocelli: “Lingue e linguaggi apparentemente lontani si sposeranno a dar vita a un canto che abbraccia l’intero globo. Un viaggio a 360 gradi dall’opera lirica al folclore fino alle danze del mondo”. Il tenore interpreterà, affiancato da un cast di stelle internazionali, un repertorio lirico composto da alcune tra le più famose arie d’opera fra cui estratti da Madama Butterfly, Bohème e Tosca di Puccini, Un ballo in maschera e Il Trovatore di Verdi, in un contesto unico al mondo dove la natura della campagna toscana per un giorno lascerà spazio alla musica e al bel canto, dedicando anche una parte dello spettacolo al folclore e alle danze del mondo, attraversando paesi come la Spagna, l’Argentina, l’Armenia e molto altro ancora.

Il TdS nasce nel 2006 da un’idea di Alberto Bartalini e Andrea Bocelli, creando un luogo fatto di musica, arte e emozioni. Nel corso degli anni ha accolto artisti di prima grandezza quali Laura Pausini, Noa, Lang Lang, Nicola Piovani, Placido Domingo, Toquinho, Zucchero, Elisa, Renato Zero, José Carreras e Katherine Jenkins. Non solo musica, ma anche palco per la danza e per le arti figurative dove si sono esibiti ballerini come l’etoile Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato, e ogni anno hanno dedicato una loro opera agli spettacoli artisti quali Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro, Mario Ceroli, Marco Lodola, Hans Peter Ditzler, Kurt Laurenz Metzler, Venio Santoni e Giuseppe Carta.
Dopo il successo del 2016, la regia di questa edizione è stata affidata nuovamente a Luca Tommassini.
Sul palco del Teatro del Silenzio anche Carla Fracci l’étoile di fama mondiale.

La scenografia di quest’anno vede nuovamente la presenza del Maestro Giuseppe Carta con l’opera “The Red Giant” che emerge dalla serena quiete del lago in tutta la sua rossa magnificenza, e rappresenta un peperoncino in resina di oltre sedici metri. La scultura, di impressionante naturalismo, con la sua superficie caldamente animata da sporgenze e rientranze, cattura la luce e la moltiplica, inondandola di molteplici suggestioni. Un intervento di lontana memoria pop, che ne riscopre la pressante attualità.

Tutta la struttura del Teatro viene allestita appositamente per l’evento e disallestita subito dopo l’ultimo spettacolo, in modo da restituire la collina al suo percorso naturale e quindi a una nuova stagione dedicata alla coltivazione del grano. Il palco, completamente senza copertura, sfida ogni anno le condizioni meteorologiche, permettendo così il perfetto inserimento nel paesaggio circostante. Il Teatro del Silenzio prende vita nella pace delle suggestive colline di Lajatico, piccolo gioiello dell’entroterra volterrano, che per 364 giorni l’anno rimane intatto nella sua perfetta armonia e per un giorno – quest’anno per due – si anima di una vita diversa dove i protagonisti sono la musica, la danza e l’arte.

Anche quest’anno i costumi di scena per lo spettacolo al Teatro del Silenzio sono all’insegna di una sostenibilità al 100%. Tutti i capi che andranno in scena il 3 agosto sono realizzati all’interno dell’officina SCART®, il progetto artistico della Waste Recycling, società del Gruppo Hera, che da 20 anni trasforma i rifiuti che transitano sui suoi impianti di stoccaggio e trattamento in prodotti artistici e di design. Scarti di plastica, rotoli e sfridi di tessuto mandati a recupero, gomma e molto altro sono la materia prima con cui la costumista Claudia Tortora sta creando i numerosi costumi per la dodicesima edizione del concerto che si volgerà nella spendida cornice naturale di Lajatico.

Il concerto del 3 agosto è già tutto esaurito, mentre sono ancora disponibili i biglietti per le prove generali aperte al pubblico di mercoledì 2 agosto
City Sound & Events raccomanda di acquistare i biglietti presso le prevendite autorizzate (Vivaticket, City Sound e la Vetrina di Lajatico). Comprando biglietti al di fuori dei suddetti canali, si può incorrere in prezzi maggiorati, biglietti falsi o comunque non validi, per i quali la City Sound S.r.l. non si ritiene responsabile.

Il cast
ANDREA BOCELLI – TENORE
LEO NUCCI – BARITONO
FEDERICO LONGHI – BARITONO
PAOLO PECCHIOLI – BASSO
TIZIANA CARRARO – MEZZO SOPRANO
DINARA ALIEVA – SOPRANO
LOLA ASTANOVA – PIANISTA
ZARA – CANTANTE ORCHESTRA
MATTEO BOCELLI – TENORE
MARCELLO ROTA – DIRETTORE D’ORCHESTRA
CHRISTIAN RIGANELLI – FISARMONICISTA
CARLA FRACCI – ÉTOILE
CZECH NATIONAL SYMPHONY ORCHESTRA – ORCHESTRA
CORO DI SONIA FRANZESE
CORO DEI BAMBINI DI HAITI
VIVA LE GENTE – UP TO PEOPLE

 

Redazione

ARENA DI VERONA – GALA’ DELLA LIRICA: IL TELEVOTO “PROFANA” IL TEMPIO DEL “BELCANTO”


(1/06/20014) Quinta edizione, quella trasmessa ieri in prima serata su Rai1, in Eurovisione, de “Lo spettacolo sta per iniziare”, galà della lirica, con concessione ad intermezzi “pop”, ospitato da uno dei templi del “belcanto”, l’Arena di Verona. Antonella Clerici ha raccontato le emozioni che prova per l’onore di essere stata scelta, nuovamente, come “padrona di casa” a “Telesette” (n. 22 03/06/2014), in un’intervista in cui, in relazione all’arte e alla cultura, fa un appunto generalizzato a tutti “In Italia dobbiamo imparare a essere un po’ più fieri del nostro Paese, perché siamo troppo abituati a ciò che abbiamo e ci dimentichiamo di valorizzarlo”. Non si può dire che qualcosa non si stia muovendo, l’appuntamento, a cadenza annuale, con Verona, indubbiamente, procede in questa direzione e potrebbe costituire un bel biglietto da visita per l’Italia al di là dei confini nazionali.

L’evento, complessivamente, è stato di buon livello, forse non proprio di bell’effetto, visto da casa, il sovraffollamento disordinato di comparse e coristi in costume, per la “Carmen” di Bizet, sul palco, dove sono confluiti da varie provenienze, compresi i corridoi della platea, un’ “invasione di campo” in stile stadio, forse si sarebbe dovuto regolare meglio il “traffico”; di sicura presa sul pubblico le esibizioni in cartellone: Massimo Ranieri, uno dei re della musica leggera nazionali, che va a segno con la sempre suggestiva “Perdere l’amore”, Ted Neeley che dalla balconata intona “I only want to say”, brano tratto dal “musical”, quando uscì, ritenuto, a torto, dissacrante, “Jesus Christ Superstar”, con croce luminosa che improvvisamente spunta dalla notte oscura e si accende alle sue spalle, poi il dolente e colmo di “pathos” “Un bel dì vedremo” (ndr dalla “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini), i tre giovanissimi tenori de “Il Volo” – con Gianluca, il “leader”, sempre più tentato dall’imitazione di “Fonzie” – balzati alla ribalta proprio con un “Ti lascio una canzone” di vecchia data sotto l’egida di “mamma Antonella”, che accompagnano un’ospite d’eccezione, la “star” Anastacia, in forma smagliante da tutti i punti di vista, con cui cantano, da lei coccolati, un “Io che non vivo senza te” e un “ ‘O sole mio” bilingui, italiano e inglese.

E ancora, la  rivelazione della lirica, Vittorio Grigolo (classe 1977), che sta uguagliando i primati e i consensi di critica e pubblico di Luciano Pavarotti negli Stati Uniti, in abiti moderni, munito di Vespa, presenta “Una furtiva lagrima” (ndr dall’ “Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti), a seguire, qualche stralcio del “musical” di Riccardo Cocciante, che successivamente interverrà, “Notre Dame de Paris”, con in scena interpreti di varie nazionalità che l’hanno rappresentato nei rispettivi paesi, spicca, fra tutti, Lola Ponce, con la sua gravidanza incipiente e c’è spazio per far sfilare una versione “futurista” dell’ “Aida”, per il balletto di Tchaikovsky e per il saggio sbalorditivo del violinista di 16 anni, Giovanni Andrea Zanon, per il quale il pubblico scatta in piedi.

Ma il momento culminante è l’ingresso del premio Nobel Dario Fo, che la Clerici chiama “maestro”, giunto per anticipare la prossima messa in onda in tv del suo spettacolo “Il santo giullare Francesco” e che ne approfitta per qualche digressione sull’omonimo papa attuale, capace di conquistarlo nonostante egli si professi fino alla radice dei capelli “ateo, marxista e leninista”, ma sull’aria “Casta diva” (ndr dalla “Norma” di Vincenzo Bellini), da lui seguita in silenzio, in disparte, sul palcoscenico, accanto alla conduttrice, improvvisamente si scioglie fino alle lacrime, ricordando la moglie Franca Rame, che tanto amava quest’opera e definisce “incantevole” l’artista che l’ha eseguita con tanta sensibilità.

Purtroppo non manca la nota (per rimanere in tema) stonata ed è la sconcertante novità di introdurre il televoto da casa al fine di poter premiare con un contratto con l’ente lirico veronese i due tenori usciti vittoriosi dalla sfida (ma dove siamo, ad “Amici”, al “Grande Fratello”, a “The Voice of Italy”?) con un collega, oltretutto tipologia di selezione alquanto umiliante per i quattro finalisti, tutti già in attività, con una preparazione canora e musicale corpose alle spalle e non certo “pivellini” allo sbaraglio che tentano il tutto per tutto, una caduta di stile da far rimanere senza parole. Ma ve li sareste immaginati Giuseppe Di Stefano, Franco Corelli, Beniamino Gigli, Mario Del Monaco “televotati” dalla panettiera di Sesto San Giovanni o dal salumiere di Reggiolo?

Melomani di tutta Italia, insorgete!

Fede

Auguri a Giuni Russo


Oggi Giuni Russo, la cantante  di Un’estate al mare, brano firmato da Franco Battiato caratterizzato sul finale dell’esecuzione dall’imitazione del verso dei gabbiani con l’emissione di note particolarmente acute, a comprova  della sua notevole estensione vocale, avrebbe compiuto gli anni.
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Ebbene tre giorni fa nella buca delle lettere della amica e manager Maria Antonietta Sisini  nonché fondatrice di una “Fondazione” dedicata alla artista-cantante scomparsa, è stata recapitata una busta bianca con il mittente: “F. Casa Santa Marta, Città del Vaticano”, contenente una  lettera di Papa Francesco a cui la Sisini, in un impeto di coraggio, aveva inviato, insieme ad un CD di Giuni Russo, un servizio di dodici pagine intitolato Giuni Russo: una vita in musica, di Claudio Zonta, pubblicato su La Civiltà Cattolica, antica rivista italiana ancora attiva che pubblica articoli di formazione e riflessione teologica, filosofica, morale, sociale, politica e letteraria. Un servizio  dal contenuto biografico sull’artista teso ad evidenziare la sua crescita spirituale. Uno dei desideri di Giuni sarebbe stato quello di cantare davanti al Papa. La lettera scritta di pugno da Papa Francesco, per scelta della Sisini non è stata resa pubblica per motivi riservatezza, La Sisini, ha dichiarato:

Mai nella sua vita ha avuto per il suo compleanno un regalo più bello!

Ascoltate attentamente questa intervista e poi l’interpretazione di una canzone che Giuni presentò a Sanremo nel 2003 – Morirò d’Amore

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