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Addio a Marta Marzotto:”Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre”


Nata Marta Vacondio, figlia di un casellante delle ferrovie e di una mondina, vive i primi anni della sua vita a Mortara, in Lomellina. Comincia a lavorare molto giovane, per poi muovere i primi passi nel mondo della moda, a Milano. Conosce così il conte Umberto Marzotto, uno dei fratelli eredi della dinastia industriale tessile vicentina dei Marzotto. Si sposano nel 1954 e dalla loro unione – durata 15 anni – nascono cinque figli: Paola, Annalisa (morta di fibrosi cistica nel 1989), Vittorio Emanuele, Maria Diamante e Matteo. Tre i grandi amori della sua vita: oltre al conte, da cui divorzierà mantenendo il cognome, il pittore Renato Guttuso e Lucio Magri, intellettuale e parlamentare. Tantissimi i corteggiatori, tra cui anche Sandro Pertini. Regina dei salotti, nel 2006 viene condannata in primo grado per una vicenda che riguardava 700 riproduzioni di opere di Guttuso, per il quale Marta Marzotto è la sua “dolce libellula d’oro”  e anche “miele, sangue, respiro, amore”, i cui diritti legalmente sarebbero spettati al figlio dell’artista.  Viene prima condannata a otto mesi, poi tre anni dopo nel 2011 la Corte d’appello di Milano annulla la sentenza “perché il fatto non costituisce reato”. Il rapporto tra i due cessa improvvisamente dopo circa venti anni.. Marta Marzotto è morta all’età di 85 anni dopo breve malattia, da qualche giorno era ricoverata alla clinica La Madonnina di Milano, a dare la notizia è la nipote, Beatrice Borromeo, con un messaggio su Twitter: “Ciao nonita mia”.

“Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre“, diceva pensando alla morte della figlia. E sulla sua età, sul tempo che passava tagliava corto: “Io no ho età, sono immortale. Bloccatemi se siete capaci”.

Redazione