Naoemi

Debutta “The Voice” talent “anti-Amici di Maria De Filippi”


 

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[Articolo a cura di Fede]

Avvio promettente per il nuovo “talent” di Raidue “The Voice” con  uno “share” del 12,34%, salito al 15% nell’ultimo segmento, nonostante il debutto in una serata difficile come il giovedì e una contro programmazione dei maggiori competitor quali la seguitissima “fiction” di Raiuno “Che Dio ci aiuti”, un film da record di incassi Bisio-Siano di Canale5 che e infine “Servizio Pubblico” di Santoro sulla 7.

Lanciato senza debordante strepito o profusione di aggettivi magniloquenti da parte della stampa e della tv, ma con una promozione mediatica giocata piuttosto sull’attesa di un prodotto autenticamente innovativo e capace di “scardinare” gli schemi ormai logori e ripetitivi del genere a cui esso appartiene. E le aspettative non sono andate deluse, “The Voice” non ricalca formule trite ritrite a cui il pubblico italiano è ormai abituato,ma si ispira a un “format” ampiamente testato e con notevolissimi consensi, all’estero che ha conquistato la Raffaella nazionale, che, per questo,  ha pensato, di portarlo in Italia.

Scenografia minimalista eccezion fatta per le poltroncine girevoli dei giudici, molto “futuribili” nel “design” e che ricordano vagamente quelle dell’astronave “Enterprise” di “Star Trek, e una gigantesca mano che impugna il gelato di un microfono quale simbolo e autentica griffe della trasmissione e il pubblico “silenzioso” inquadrato in lontananza, dal quale provengono gli applausi, ma nessun vocio di sottofondo, del tutto banditi gli schiamazzi che invece trionfano nelle riserve del “trash”.

Uno spettacolo ben congegnato, dotato di ritmo, appassionante, incalzante e vivace, mai pesante, costruito attorno a una squadra di professionisti di prim’ordine per competenza ed esperienza sul campo, da Raffaella Carrà a Cocciante, a Pelù e Noemi, quattro giudici “atipici”, affiatatissimi, in armonia pure quando si è trattato di “contendersi” i concorrenti, ai quali spettava, novità assoluta, la scelta del “tutor”. In stile completamente contrapposto ad altri talent, uno su tutti in particolare, senza bisogno di nominarlo, in cui gli insegnanti,  in guisa di “stupide galline che si azzuffano” (ndr la citazione è presa in prestito da “Bandiera Bianca” di Battiato) hanno sempre dato un’immagine di sé assai poco credibile e sicuramente non esemplare.

La vera “rivelazione” della trasmissione è stato il “coach” metallaro pluritatuato e palestrato Piero Pelù, una sorgente inesauribile di battute irresistibili, di una simpatia travolgente che ha sorpreso un po’ tutti, che con il suo fare persuasivo da diavolo tentatore è riuscito a “inforcare” e accaparrarsi i candidati, almeno, sulla carta, più grintosi e a lui affini. La carrellata di personaggi inediti, o quasi, visto che uno di loro è già stato a Sanremo, ha visto scorrere, complessivamente, delle belle voci generalmente intonate, qualche timbro interessante, qualche copia-carbone di artisti affermati, scartata da subito, qualche sfumatura “bisex” che ha completamente portato fuori strada, nel corso delle “blind audition” nello specifico, Noemi, comunque, “se son rose, fioriranno” nel corso della prossima gara vera e propria.

I giudici si sono distinti anche nel  trattamento riservato ai partecipanti, in particolare quelli che non sono risultati fra i prescelti, nessun  ha infierito su di loro, né li ha sottoposti all’umiliazione di commenti mortificanti, scoraggianti o derisori, ben lontani dallo stile e dal compartamento di altri ben noti giudici su altre reti, in altre atmosfere dove il buon gusto, in genere, non alligna; Raffaella Carrà stessa spiega in un’intervista i motivi della linea “sobria” perseguita dalla trasmissione (da “Nuovo” n. 10 14/03/2013) e sottolinea la “Responsabilità nei confronti dei ragazzi e delle ragazze che concorrono a –The Voice-“ e prosegue “E’una gioia dare possibilità ai giovani. E’vero che molti di loro andranno a casa, ma voglio che sentano che non hanno perso tempo e che il passaggio a –The Voice- non è stato inutile. Se vanno via con questo pensiero, è positivo perché capiranno che devono ancora migliorare. Come sempre”. E intanto sul Web fioccano i commenti a migliaia sulla trasmissione e sono in massima parte entusiastici. Che “The Voice” rappresenti una svolta nella concezione del “talent show” e sia riuscito a colpire nel segno?