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CS_Piero Chiambretti è guarito dal Coronavirus


piero chiambretti

Piero Chiambretti è guarito dal Coronavirus e oggi è stato dimesso dall’ospedale Mauriziano di Torino dove era ricoverato dal 16 marzo scorso insieme l’amatissima madre Felicita che purtroppo, anche lei contagiata, non ce l’ha fatta. Il conduttore di “#CR4-La Repubblica delle donne” era risultato positivo al Covid-19 e dopo due lunghe settimane di lotta contro il virus oggi finalmente torna a casa. Ora lo aspetta un periodo di convalescenza. “Ringrazio con tutto il cuore il personale sanitario del Pronto Soccorso dell’ospedale Mauriziano di Torino che mi ha assistito e curato con abnegazione, passione e grande umanità in questi lunghi giorni di malattia e di sconforto psicologico. Sono guarito, ho due tamponi negativi. Un messaggio di speranza che voglio condividere e trasmettere a tutti.

Redazione

Mondo del cinema in lutto, è morta Lucia Bosè, madre di Miguel


È morta Lucia Bosé, l'attrice aveva compiuto da poco 89 anni ed aveva contratto il Coronavirus

È morta Lucia Bosé, madre di Miguel Bosé è stata salutata dal figlio con queste parole su Twitter: «Ora è in un posto migliore».L’attrice, scoperta negli anni 50 da Luchino Visconti e che aveva fatto innamorare il torero Dominguin, aveva compiuto 89 anni lo scorso 28 gennaio: da diverso tempo non si sentiva bene e il Coronavirus le è stato fatale secondo quanto riferiscono fonti spagnole.

Redazione

COVID19: morta la madre di Alex Baroni


Coronavirus, è morta la mamma di Alex Baroni

Marina Marcelletti, la madre dello scomparso cantautore Alex Baroni è morta dopo aver contratto il coronavirus. A darne notizia a mezzo Facebook la nipote Valeria Frasca:

Finora solo numeri. Li leggi, e forse l’istinto alla vita ti fa pensare che quella cosa non ti toccherà mai … Aveva una treccia lunghissima ed era la donna più solare e positiva che io abbia mai conosciuto – continua Valeria nel post – Perse un figlio tanti anni fa, qualcuno di voi forse lo ricorderà, faceva il cantante. Il suo nome era Alex Baroni”. Il cantautore è morto il 13 aprire del 2002 dopo 20 giorni di agonia in seguito ad un incidente in moto. Aveva 35 anni. E sua madre, Marina, per cercare di lottare contro l’insopportabile dolore della perdita di Alex, iniziò a correre: “Una runner si direbbe oggi, e a viaggiare viaggiare ovunque, sempre sempre in movimento. Marina ha preso il coronavirus e stanotte ha raggiunto il suo Alex. Non ci saranno funerali, ma un pensiero immenso per lei, che possa correre anche lassù nel cielo. Ciao Marina immensa

Redazione

Morta la madre di Piero Chiambretti, Felicita, a darne notizia Vladimir Luxuria


Coronavirus, è morta Felicita, la mamma di Piero Chiambretti

Sentite condoglianze a Piero, mamma Felicita non ce l’ha fatta” Vladimir Luxuria annuncia la morte di Felicita, madre di Piero Chiambretti. La donna era stata ricoverata al Mauriziano di Torino da martedì insieme al conduttore, dopo essere risultata positiva al covid19 . Le condizioni della signora Chiambretti, che aveva 84 anni, erano apparse subito gravi: in un primo tempo ricoverata nell spazio covid-19 era stata invece spostata in terapia intensiva per l’aggravarsi delle sue condizioni. Il presentatore aspetta invece l’esito del secondo tampone. Il primo test aveva dato un esito di “leggera positività”.

Redazione

NO di Boss Doms il chitarrista di Achille Lauro al remix di “Sincero” nella versione di Morgan: ” …in queste trashiate italiane non ci entro…


Boss Doms rifiuta il remix di

Morgan non molla la pezza e continua a far parlare di sè e a cercare consensi al suo gesto eclatante che, nella semifinale della 70ma edizione del Festival di Sanremo, ha portato ala eliminazione del duo Bugo-Morgan dalla gara canora. Ora vorrebbe che qualche produttore fosse disposto al remix del brano Sincero ma nella versione da lui modificata che ha creato la frattura con Bugo ma che ha generato decine di meme, affidati ai social e condivisi migliaia di volte tanto da risultare più nota di quella originale. Ha chiesto quindi anche a Boss Doms produttore e chitarrista di Achille Lauro dal quale ha ricevuto però un netto rifiuto come raccontato dallo stesso Morgan nel corso della sua ospitata a Live – Non è la D’Urso di Domenica 16 febbraio.

Ho sentito anche il compagno di Achille Lauro, Boss Doms, gli ho chiesto: ‘perché non mi fai il remix della canzone con il mio testo?’ E lui ha detto: ‘Perché io in queste trashate italiane non ci entro’. Perché io faccio trash italiano? ‘No, questo tipo di cose non mi interessano proprio’. Non so perché mi ha dato del trashone italiano”, ha concluso Morgan.

Il rifiuto di Boss Doms (Edoardo Manozzi) ha fatto esultare i social facendo emergere un pensiero condiviso dai più che ha portato Boss Doms in vetta alle tendenze.

Redazione

ACHILLE LAURO, un padre avvocato, un nonno prefetto ma anche un vissuto in una comune e… il riscatto dei gioielli della nonna dal monte dei pegni con i primi guadagni


Achille Lauro

Su Achille Lauro, se ne son dette tante e tante se ne dicono, soprattutto dopo il successo riscosso a Sanremo con il brano “Me ne frego“, rappresentato ogni volta sul prestigioso palco da originali quanto coraggiose “rappresentazioni” iconiche, che hanno tenuto incollati alla tv milioni di telespettatori portandolo ad essere il personaggio del momento. Per questo Achille, il cui vero nome è Lauro De Marinis, chiarisce una volta per tutte, in varie interviste, alcuni aspetti della sua vita privata relativi alle sue origini, all’estrazione sociale della sua famiglia e se sia davvero mai stato in carcere.

Di seguito alcuni stralci di quanto racconta:

“Non mi è mai mancato nulla. Mio padre si chiama Nicola De Marinis, è stato professore universitario e avvocato, ha scritto quattro libri, per meriti insigni è diventato consigliere della Corte di Cassazione. Nonno Federico era prefetto di Perugia, l’altro nonno ha combattuto nella seconda guerra mondiale: si chiamava Archimede Lauro Zambon. Sono nato a Verona perché lì abitava la famiglia di mia mamma, Cristina, originaria di Rovigo, ma sono cresciuto a Roma”Mia mamma ha dedicato la vita agli altri. Casa nostra era sempre piena di ragazzi presi in affido. Sono sempre stato abituato a condividere”. ..“Ci fu una crisi. Però mamma per noi c’è sempre stata.

Durante l’adolescenza ha frequentato la periferia romana, vivendo anche in una comune “Con mio fratello Federico, che ha cinque anni più di me, andai a vivere in una comune, a Val Melaina, Montesacro. Il collettivo si chiamava Quarto Blocco, c’erano altri venti ragazzi: chi scriveva, chi dipingeva, chi incideva musica a torso nudo… Così ho iniziato a scrivere, disegnare, incidere. Ora anche a dipingere

Falso che spacciava, che rubava i motorini e sia mai stato in carcere, anche se è vero che ha visto tanti ragazzi fare una brutta fine a causa delle droga. “Su di me circola una leggenda nera, inventata da gente che ha interpretato alla lettera il mio primo libro, Sono io Amleto, che in realtà è una biografia romanzata. Ne sto scrivendo un altro, La storia di una notte, in cui sono innamorato di un ricordo. Non si è mai innamorati di quel che si ha; si è sempre innamorati di quel che non si ha più. Come è andata davvero? Nelle periferie la droga esiste. Far finta che non esista è più sbagliato che parlarne. È una piaga sociale che non va nascosta: ne va dato un giudizio negativo.

Non posso dire che queste cose non le ho mai viste; al contrario, le conosco, e cerco di aiutare le persone a non distruggere la loro vita. Vengono a intervistarmi e poi scrivono “Lauro spaccia”, al presente, “Lauro ruba”, al presente. Sono cresciuto in un ambiente difficile, in mezzo a persone problematiche. Ma Sanremo è il frutto di quindici anni di impegno. Se avessi buttato il tempo in queste sciocchezze non sarei qui. Canto per dire ai ragazzi di non sprecare il loro tempo: prima capisci quello che vuoi fare, prima arrivi al successo. E il successo non è la fama; è la riuscita del proprio percorso”.

Ma è proprio dalle difficoltà famigliari che nasce la sua ambizione: Ho suonato davanti a tre persone. Ho pagato di tasca mia la sala del primo concerto, 300 euro per lo Zoobar di Roma. Per anni non ho dormito, per creare tutto questo. Proprio quando ero stanco, a un certo punto tutto si è messo a posto, sia la mia vita sia quella dei miei”.

Alla domanda sul suo orientamento sessuale “Etero, gay o fluido?” ha risposto non volendosi però etichettare: “Questo lo lascio al caso” .

Una piccola curiosità che gli rende merito è che dopo aver trovato il successo con i suoi primi guadagni il 29enne ha voluto ricomprare i gioielli che appartenevano a sua nonna e che erano stati impegnati durante un periodo di difficoltà economiche. “Sì, i gioielli di nonna Flavia. Li ho riscattati dal monte dei pegni”.

Redazione

Hollywood in lutto: ADDIO A KIRK DOUGLAS aveva 103 anni


E’ con grandissima tristezza che io ed i miei fratelli annunciamo che Kirk Douglas ci ha lasciati, all’età di 103 anni. Per il mondo era una leggenda, un attore dell’epoca d’oro del cinema che ha vissuto a lungo nei suoi anni d’argento, un attivista umanitario la cui dedizione alla giustizia ha indicato uno standard al quale tutti noi possiamo aspirare. Ma per noi era solo un papà…”. Con questo annuncio che ha commosso il mondo, l’attore Michael Douglas ha comunicato la morte del padre dalla sua pagina facebook.

Kirk Douglas nella sua lunga carriera ha lavorato con i maggiori registi e ha interpretato circa 90 film, guadagnando un Oscar alla carriera nel 1996 e numerose nomination. Tra i classici in cui recitò, oltre a ‘Spartacus’, si ricordano , ‘Brama di vivere’, ‘Orizzonti di gloria’ di Kubrick. E’ stato anche un eccellente interprete di film western, tra i quali sono da ricordare ‘Il grande cielo’ (1952) , ‘L’uomo senza paura’ (1955) e ‘Sfida all’Ok Corral’ (1957) al fianco di Burt Lancaster.

La sua ultima apparizione al cinema risale al 2004, con il film ‘Illusion’ di Michael A. Goorjian, ove interpreta un regista moribondo. Saltuariamente attivo anche nelle produzioni televisive, appare per l’ultima volta sul piccolo schermo nel 2008.

Era l’attore vivente più anziano vincitore del Premio Oscar.

Redazione

CS_Steve Jobs: una canzone commemora i 10 anni del celebre discorso “Stay hungry, stay foolish”


 Steve Jobs: una canzone commemora i 10 anni del celebre discorso “Stay hungry, stay foolish”
Roma, 24 gennaio 2020 – Quest’anno ricorrono due importanti anniversari legati a Steve Jobs: il 27 gennaio ricorrono i 10 anni da quando ha lanciato l’iPad e il 12 giugno ricorrono i 15 anni da quando ha pronunciato agli studenti dell’ Università di Standford la famosa frase “Stay hungry, stay foolish…”.Una frase simbolo, che racchiude energia e speranza per chi seguendo il suo esempio si è cimentato e continua a cimentarsi ogni giorno per progredire e avanzare nella vita.Steve Jobs in tutti questi anni è diventato il simbolo, per diverse generazioni, di progresso e voglia di fare, promotore di grandi cambiamenti.Un genio che ha illuminato il mondo con le sue intuizioni e che continua, a distanza di anni, a spronare tanti con il suo esempio di vita.A ricordare il grande genio della Apple con una canzone 3 artisti italiani: Umberto Zanardi autore, Luigi D’Alba compositore e Claudio Loda, musicista, insieme alla splendida voce della cantautrice italo-maltese Kel Moncado.Una canzone che nasce dal celebre discorso “Stay hungry, stay foolish” di Jobs all’Università Stanford rivolto ai laureandi, e  che divenne famoso in tutto il mondo per la sua chiarezza, semplicità e profondità.Il discorso era formato da 3 storie legate ad eventi molto personali della sua vita da cui lui ha tratto degli insegnamenti che ha voluto condividere (si può provare a cercare su YouTube il video “Siate affamati, siate folli” per ascoltare lo spettacolare discorso).Tale discorso terminava appunto con la frase e il consiglio “Siate affamati, siate folli”.Qui un frammento tratto dal discorso di Standford:” Il nostro tempo è limitato per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro.Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo risultati del pensiero di altre persone.Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore.E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione.In qualche modo essi sanno cosa vogliamo davvero diventare.Tutto il resto è secondario”.(Steve Jobs, Standford 2005)A celebrare oggi questo grande discorso il brano cantato dalla cantautrice italo-maltese Kel Moncado, con autore Umberto Zanardi, Luigi D’Alba compositore e Claudio Loda, musicista, disponibile su Youtube al link www.youtube.com/watch?v=JZ-91NjpIq4.  Il video dedicato a “Stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs (www.youtube.com/watch?v=JZ-91NjpIq4) :https://www.youtube.com/watch?v=JZ-91NjpIq4

Redazione

CS_Nuove rivelazioni di Roberta Faccani su Franco Ciani candidato a Sanremo e poi suicida


01. Faccani e Ciani
Sono profondamente rattristata, sconcertata e attonita; di lui conservo un ricordo di uomo buono, gentile e simpatico. Niente di lui, nemmeno un istante, ci ha fatto subodorare un così forte disagio, un momento di cotanta fragilità evidentemente pregressa e maturata per altre circostanze. Siamo tutti senza parole, profondamente dispiaciuti, ma Franco fino a pochi giorni prima del suo gesto era allegro, ironico, dolce e pieno di progetti per il futuro” racconta Roberta Faccani (ex Matia Bazar) dopo il tragico evento

L’autore e musicista Franco Ciani, ex marito di Anna Oxa (autore di grandi successi tra cui “Ti lascerò“, brano interpretato dalla stessa Oxa e Fausto Leali, vincitore dell’edizione del Festival 1989), suicida il 2 gennaio in un hotel di Fidenza in provincia di Parma, aveva forse tentato un’ultima carta per tirarsi fuori dai debiti che lo stavano perseguitando da tempo, proponendo ad Amadeus il duo Faccani – De Santis per il Festival di Sanremo 2020.

Prosegue la Faccani: “Franco Ciani mi ha contattato qualche settimana fa tramite un nostro caro comune amico, Nando Sepe, per prestare la mia voce a un duetto con la giovane cantante lirica Barbara De Santis da lui prodotta. Entusiasti del risultato abbiamo deciso di candidare il brano a Sanremo Big in vista anche di una mia nuova progettualità artistica con il produttore Gianni Testa“.

Redazione

CS_”L’amica geniale” vince ai C21 International Drama Awards Andreatta: “Riconoscimento a prodotto e a nostra sfida internazionale”


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Non solo il grande successo d’ascolto tv: la fiction “L’amica geniale” vince anche all’estero. Lo dimostra il premio del prestigioso C 21 International Drama Awards – promosso da C21, editrice di rilievo nel settore internazionale della televisione, dei media e dell’intrattenimento, e assegnato ieri sera a Londra – come migliore serie non in lingua inglese.
Il premio – dice la direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta – rappresenta un riconoscimento prestigioso per il nostro prodotto e per la nostra sfida internazionale. La Rai si è assunta con i produttori di Fandango e Wildside e con HBO l’impegno ambizioso ed entusiasmante di tradurre in una serie televisiva il bestseller di Elena Ferrante e il premio viene a confermare sul piano della qualità un successo che ha coinvolto il pubblico di tutto il mondo. Ed è tanto più significativo che arrivi mentre si sono appena concluse le riprese della seconda serie, L’amica geniale – Storia del nuovo cognome, che vedremo in onda su Rai1all’inizio di febbraio del prossimo anno”.
Un motivo di orgoglio, una conferma per Rai Fiction e per la produzione italiana – prosegue Andreatta – rispetto a tutte le grandi storie seriali a cui stiamo lavorando. Un grazie al talento generoso e visionario di Saverio Costanzo, agli autori che assieme a lui hanno lavorato alle sceneggiature, ai produttori e alla professionalità italiana e alle magnifiche interpreti de L’amica Geniale. E ovviamente all’autrice da cui tutto questo nasce, ad Elena Ferrante”.
Redazione