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Sidney Poitier, il primo uomo di colore a vincere l’Oscar come miglior attore e un Titano del cinema è morto a 94 anni

Sidney Poitier è diventato il primo uomo di colore a vincere un Oscar come miglior attore, per il suo ruolo in Gigli del campo del 1963

Sidney Poitier during The 74th Annual Academy Awards

È morto Sidney Poitier il primo uomo di colore a vincere un Oscar come miglior attore. Aveva 94 anni.

Clint Watson, addetto stampa del Primo Ministro delle Bahamas, ha confermato venerdì a PEOPLE che Poitier è morto giovedì sera.

Con un’incredibile lista di riconoscimenti, tra cui un Academy Award, una Presidential Medal of Freedom e un cavalierato, Poitier lascia un’eredità indelebile che va ben oltre la sua imponente presenza sullo schermo.

“Vivrà in noi, nei suoi nipoti e pronipoti”, ha detto la famiglia Poitier in una dichiarazione rilasciata a PEOPLE dopo la morte del premio Oscar giovedì sera

CS_Emmy Awards, vince l’ italiano Michele Josia con il pezzo sinfonico “River of the last valley”


Uno dei più importanti riconoscimenti dell’industria dell’entertainment a livello internazionale, l’ambitissimo Emmy Awards, è stato assegnato al pluripremiato compositore cinematografico italiano Michele Josia per il pezzo sinfonico “River of the last valley”, registrato in remoto con musicisti provenienti da varie nazioni.

Il premio ricevuto dal compositore romano è il dodicesimo ricevuto quest’anno dall’industria cinematografica.

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Il direttore d’orchestra americano M° Alberto Bade ha definito il pezzo sinfonico “River of the last valley” come “una miscela di eroismo e di velata tristezza, di coraggio e trionfo, che descrive appieno tutto ciò che sta accadendo. Ho scelto questa composizione come riflesso della tragedia che il virus ha provocato ma anche della resilienza e del coraggio che il popolo europeo sta dimostrando in questo terribile periodo storico”.

“Mi sento molto onorato di avere avuto l’opportunità di ascoltare la mia composizione eseguita da musicisti provenienti da Stati Uniti, Spagna, Polonia, Messico, Porto Rico, El Salvador, Venezuela, Romania, Argentina  e di aver ricevuto uno dei più importanti riconoscimenti dell’industria cinematografica mondiale, l’Emmy Awards.

È stato un privilegio per me lavorare con un Maestro straordinario come Alberto Bade e con tutti i musicisti coinvolti”, ha affermato il compositore Michele Josia.

Il pezzo fa parte di un docu-film intitolato “United we Stand“, nel quale musicisti di tutto il mondo riflettono sulla terribile esperienza del Covid-19.

Contro ogni previsione, gli studenti della Miami Dade College Orchestra hanno unito le forze con musicisti di alcune tra le principali orchestre sinfoniche internazionali.

Continuando a suonare insieme, nonostante la crisi sanitaria mondiale in corso, sono riusciti a realizzare il progetto.

redazione

OZZY OSBOURNE  Ritrovato il disco d’oro di ”Blizzard Of Ozz” rubato anni fa: un fan l’aveva ricomprato per 10 centesimi…


Ozzy Osbourne announces expanded reissue celebrating 40 years of Blizzard  Of Ozz | Guitar.com | All Things Guitar

Una storia che ha dell’incredibile quella di Mark Sandwell, fan di Ozzy Osbourne, che ha ritrovato tra le cianfrusaglie di una bancarella dell’usato un disco d’oro rubato al cantante dei Black Sabbath anni fa.

Era il 2010 quando Mark Sandwell, accanito fan di musica metal, punk e hardcore, in pausa pranzo, ha scovato un tesoro tra le bancarelle dell’usato.

Mentre le sue mani scorrevano sui titoli si è imbattuto in un disco singolare: un disco d’oro di “Blizzard Of Ozz” di Ozzy Osbourne nella sua confezione originale a cui mancava il vetro frontale.

Per dieci centesimi Mark lo ha portato a casa, ignaro del tesoro perduto che aveva riportato alla luce tra le cianfrusaglie di una svendita.

Per dieci anni “Blizzard Of Ozz” ha vissuto in un sacchetto di plastica nella libreria di Mark finché, un giorno, non ha deciso di dargli una lucidata e postare la foto sul suo Instagram.

E qui la faccenda si fa interessante: “Dopo dieci minuti sono stato contattato da un mio amico che è promotore musicale a Manchester. Mi ha detto che quel disco era stato rubato, e che lui era amico della figlia dell’attuale manager di Ozzy Osbourne e che l’avrebbe contattata”.

Così Mark ha cancellato il suo post e ha aspettato di avere una risposta sul destino del cimelio. Tenerlo non sarebbe stato possibile, lo sapeva bene, ma mai si sarebbe aspettato una ricompensa come quella che ha ricevuto. “All’inizio di quest’anno il team di Ozzy Osbourne si è messo in contatto con me, lo rivolevano indietro in cambio di qualcosa di bello”.

Quello che è arrivato a Mark è stato un altro disco d’oro ufficiale di “Blizzard Of Ozz” con il suo nome inciso sopra. Inoltre ha ricevuto anche la copia con autografo di “Ordinary Man“, il suo album preferito in assoluto. (Spazio Rock)

CS_Cordoglio per la scomparsa di Lina Wertmuller


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Soldi e Fuortes: “Formidabile interprete dei cambiamenti del Paese””Con la scomparsa di Lina Wertmuller l’Italia perde una formidabile interprete dei cambiamenti che nel corso di decenni hanno attraversato il nostro Paese”. Così la Presidente della Rai Marinella Soldi e l’Amministratore delegato Carlo Fuortes esprimono il proprio cordoglio e quello dell’intera Rai per la scomparsa della regista.
“Mancherà il suo sguardo inconfondibile ed ironico, ma restano e resteranno indimenticabili il suo estro e la sua versatilità artistica. Nella storia della Rai hanno lasciato un segno in particolare la sua firma di un classico senza tempo come ’Il giornalino di Giamburrasca’ e alcune regie di opere liriche. Prima donna a essere candidata al Premio Oscar per la regia, Lina Wertmuller è stata una protagonista della cultura italiana che ha saputo unire in forma originale capacità inventive e pregevole leggerezza”.

redazione

CS_Venerdì 3 dicembre al Torino Film Festival la masterclass di ELISABETTA SGARBI “ROMAGNA VISTA DALLA LUNA” con Alexandr Sokurov, Extraliscio, Eugenio Lio, Aliona Shumakova; proiezione del filmino inedito “IN AMAZZONIA”


Venerdì 3 dicembre al Torino Film Festival

la masterclass di ELISABETTA SGARBI

ROMAGNA VISTA DALLA LUNA

al Cinema Massimo, ore 14.30

Intervengono Aleksandr Sokurov, Extraliscio,

Eugenio Lio, Aliona Shumakova

Proiezione del filmino inedito “IN AMAZZONIA” (6,30’)

di Elisabetta Sgarbi

Concerto finale EXTRALISCIO

Fotogramma da “In Amazzonia” con gli Extraliscio

Aleksandr Sokurov e Elisabetta Sgarbi

Venerdì 3 dicembre, in occasione del Torino Film Festival, si terrà al Cinema Massimo (ore 14.30) “ROMAGNA VISTA DALLA LUNA”, la masterclass di ELISABETTA SGARBI, motore inesauribile di arte e cultura, fondatrice e Direttrice de La nave di Teseo Editore e del Festival Internazionale La Milanesiana.

Sarà l’occasione per un dialogo con gli ospiti sul tema delle origini, verrà proiettato il filmino inedito “IN AMAZZONIA” (6,30’) di Elisabetta Sgarbi e l’incontro si concluderà con il concerto degli EXTRALISCIO.

«Ricerca, interpretazione, valorizzazione, condivisione. Lo sguardo di Elisabetta Sgarbi sulla Romagna arriva da lontano, dalle sue origini, dalle origini dei suoi genitori. Nel 2009 dedicò il film “Deserto Rosa” all’opera di Luigi Ghirri, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2009 (Sezione Orizzonti), addentrandosi nei paesaggi fotografati in cui la presenza umana sembra essere appena svanita, mancata di un soffio dallo sguardo che la cercava, con i commenti di Aleksandr Sokurov (Leone d’oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2011), letti da Toni Servillo e con le musiche originali di Franco Battiato. Già lì si delineavano due temi che sarebbero diventati significativi per lei negli anni successivi: la terra delle sue origini, l’Emilia Romagna, a cui ha dedicato anche film più recente “Extraliscio – Punk da balera. Si ballerà finché entra la luce dell’alba” (Premio Siae e Premio Fice), e il fiume Po attraversato da una nave in “Deserto rosa”. Quell’immagine che ritorna anche nel recente “filmino” “La nave sul monte”, sulle note dell’omonimo brano degli Extraliscio, presentato all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia (nell’ambito di Isola di Edipo e Giornate degli Autori), e nel cortometraggio inedito “In Amazzonia”, girato lungo il Po di Boretto, che viene presentato al TFF in anteprima. La regista dialogherà con Alexandr Sokurov su questa ricerca, interrogandosi sul valore antropologico di questo cinema rarefatto alla ricerca delle nostre origini» Aliona Shumakova.

Interverranno anche Eugenio Lio, filosofo e teologo, da sempre al fianco di Elisabetta Sgarbi come aiuto regia e consigliere eclettico, Aliona Shumakova, critica ed esperta di cinema russo, e la band Extraliscio, prodotta dalla Betty Wrong Edizioni Musicali di Elisabetta Sgarbi, che ha sta portando avanti una rivisitazione della musica folk, non solo romagnola, portandola nei contesti più importanti: il Festival di Sanremo, i Festival più importanti del Cinema Europeo, in libreria e in concerto all’estero.

Redazione

CS_JENNIFER LOPEZ: Disponibile in digitale “ON MY WAY”, il nuovo singolo della superstar internazionale estratto dalla colonna sonora del film “MARRY ME”, in uscita in Italia il 17 febbraio! Tra i protagonisti la stessa Jennifer Lopez. Owen Wilson e Maluma


JENNIFER LOPEZ

È DISPONIBILE IN DIGITALE

ON MY WAY

IL NUOVO SINGOLO

tratto dalla colonna sonora del film

MARRY ME

in uscita nelle sale cinematografiche italiane

giovedì 17 febbraio

NEL CAST

Jennifer Lopez, Maluma e Owen Wilson

Il brano è stato PRESENTATO IERI a Los Angeles

sul palco degli AMERICAN MUSIC AWARDS 2021

È disponibile in digitale “ON MY WAY” (https://onmyway.lnk.to/JenniferLopez), il nuovo singolo della superstar internazionale JENNIFER LOPEZ, estratto dalla colonna sonora del film “MARRY ME”, in uscita nelle sale cinematografiche italiane il 17 febbraio 2022.         
Tra i protagonisti del film, la stessa 
Jennifer Lopez, Owen Wilson e la star mondiale della musica latina MALUMA!

Il brano è stato presentato live ieri sera a Los Angeles, sul palco degli AMERICAN MUSIC AWARDS 2021.

Oltre al singolo “On My Way”, la colonna sonora del film sarà ricca di brani di Jennifer Lopez e Maluma.

“Marry me” racconta un’improbabile storia d’amore tra due persone molto diverse alla ricerca di qualcosa di reale in un mondo in cui il valore si basa sul numero di “Mi piace” e “followers”. Una moderna storia d’amore su celebrità, matrimonio e social media. È online il trailer ufficiale del film: youtu.be/fT7bKS27HR0

Nel film Jennifer Lopez e Maluma interpretano Kat Valdez e Bastian, una coppia di celebrità di fama mondiale. Con loro l’attore Owen Wilson nei panni di Charlie Gilbert, un insegnante di matematica divorziato.

“Marry Me”, diretto da Kat Coiro (Dead to Me, It’s Always Sunny in Philadelphia, upcoming She-Hulk), nasce da una sceneggiatura di John Rogers (The Librarians), Tami Sagher (NBC’s 30 Rock) e Harper Dill (The Mick) basata sul graphic novel di Bobby Crosby. Il film è prodotto da Jennifer Lopez, Elaine Goldsmith-Thomas (Hustlers, Maid in Manhattan) per la Nuyorican Productions della Lopez, , Benny Medina (Hustlers, The Fresh Prince of Bel-Air)e John Rogers per Kung Fu Monkey Productions. I produttori esecutivi del film sono Alex Brown, Willie Mercer, Pamela Thur e J.B. Roberts.

JENNIFER LOPEZ con oltre 75 milioni di album venduti ha concluso recentemente un tour mondiale sold out, “It’s my party”, ed è stata protagonista di una performance da record all’Halftime Show del Pepsi Super Bowl. Nel suo curriculum da attrice Lopez ha generato con i suoi film oltre 3 miliardi di dollari. Icona di stile, imprenditrice e filantropa, Jennifer Lopez è stata inserita nella lista delle “100 persone più influenti del pianeta” di TIME, nella classifica “Most Powerful Celebrity” di Forbes e nella “Most Beautiful Woman in the World” di People, oltre ad aver ricevuto il premio MTV Videao Vanguard e due nomination ai Golden Globes per il suo ruolo nel film record di incassi “Hustlers and Selena”. Ad oggi, rimane l’unica artista donna ad aver ottenuto contemporaneamente un album alla prima posizione in classifica e un film al primo posto al box office. Con una carriera che dura da oltre due decenni, Jennifer Lopez è consolidata nella storia come un’icona mondiale.

Jennifer Lopez :

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CS_FREDDIE MERCURY  30 anni fa ci lasciava l’inimitabile ed irripetibile showman


Lo straordinario e inatteso successo di “Bohemian Rapsody”, il film sulla storia dei Queen che con un budget di 52 milioni di dollari è arrivato a incassarne un miliardo vincendo quattro Oscar tra cui quello per il miglior attore protagonista (Rami Malek), è la dimostrazione più clamorosa di cosa rappresenti la band nella storia del rock e, ormai, nell’immaginario collettivo.

E se questa vicenda comincia a confondersi con il mito è perché Freddie Mercury è stato uno dei front man più esplosivi, trasgressivi e coraggiosi mai visti su un palco.

Purtroppo Freddie, morto il 24 novembre 1991 a Londra, è anche una delle più celebri vittime dell’Aids, che l’ha stroncato a soli 45 anni, nella sua residenza londinese quando la positività all’HIV era ancora una sentenza di morte.

Come in tanti ricordano ormai grazie al film, si chiamava Farrock Bulsara, era nato a Zanzibar e aveva ascendenze parsi e indiane. Con la sua band, insieme a Brian May, John Deacon e Roger Taylor aveva trovato la sintesi della sua personalità di rocker innamorato della lirica ma che, cresciuto negli anni ’60 e formatosi nei ’70, amava Jimi Hendrix, Elvis Presley, Led Zeppelin e Black Sabbath, Liza Minnelli, David Bowie e il Glam rock di Marc Bolan e i T. Rex e ammirava Paul Rodgers, il cantante dei Free che anni fa ha compiuto le tournée con Brian May e Roger Taylor portando in giro per il mondo il mito dei Queen con risultati a dir poco deludenti.

E’ stato chiaramente un uomo di grande curiosità musicale che amava mescolare i generi, capace di intuizioni geniali come “Bohemian Rapsody” e di scivolate kitsch come “Barcelona”, inno olimpico inciso insieme a Montserrat Caballe, o la colonna sonora di “Metropolis” realizzata con Giorgio Moroder. Un cultore dell’iperbole, dotato di un provocatorio sense of humour, che continua a essere venerato da un pubblico trasversale e che ha lasciato alle spalle un’impressionante serie di hit, da “We Are The Champions” a “Radio Ga Ga”, da “Love of My Life” a “Under Pressure”, da “Somebody To Love” a “Love of My Life”, “Crazy Little Thing Called Love”, “We Will Rock You” per citare solo qualche titolo.

Era un performer che usava la teatralità come un’arma, l’esibizione del suo machismo gay aveva il senso di uno sberleffo liberatorio che si accompagnava alla sue incredibili doti vocali e al suo talento di pianista. E’ stato un uomo tormentato e insicuro nonostante l’ego smisurato: ha tentato anche la strada solista e ha fallito clamorosamente, perché lontano dai Queen non è riuscito a ritrovare la magia.

Ha condotto una vita spericolata e piena di eccessi ma senza mai rendere pubblica la sua verità di uomo. Dopo la sua morte, John Deacon ha deciso di abbandonare le scene: sono Brian May e Roger Taylor a tenere in piedi la ditta e il mito, con le tournée, il musical (un altro clamoroso successo), la produzione del film. Freddie Mercury è stato semplicemente inimitabile.

Sfidando le sue fragilità ha lavorato duro per diventare un mito: è morto troppo presto, ma per sua fortuna ci sono i suoi vecchi amici che tengono sempre viva la fiamma del ricordo. (Ansa)

CS_Il cordoglio dell’Azienda per la scomparsa di Gian Piero Galeazzi 


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“Con Gian Piero Galeazzi scompare un giornalista che nell’arco di una lunga carriera in Rai è stato volto e voce inimitabile di tanti successi dello sport italiano, e un modello per generazioni di cronisti”. La Presidente Marinella Soldi e l’Amministratore Delegato Carlo Fuortes ricordano così – unendosi con tutta la Rai al cordoglio dei familiari – un professionista che ha lasciato un segno profondo nella storia della televisione del nostro Paese.
“Galeazzi era animato da una profonda conoscenza e da una straordinaria passione per lo sport, praticato da atleta ad altissimi livelli”, proseguono Soldi e Fuortes. “Il suo ricordo resta indissolubilmente legato al racconto delle imprese olimpiche dei fratelli Abbagnale e dei successi dell’Italia del tennis, e allo stile inconfondibile delle sue interviste ai più grandi protagonisti del calcio”.

redazione

WU-TANG CLAN   Il leggendario album ”Once Upon a Time in Shaolin”, stampato in 1 sola copia, è stato venduto per 4 milioni di dollari!


È uno dei progetti più rari, se non il più raro, nella storia hip hop degli Stati Uniti, un disco introvabile di cui è stata stampata una sola copia da uno dei membri del gruppo: stiamo parlando di “Once Upon a Time in Shaolin”, album registrato nel 2015 dal Wu-Tang Clan e acquistato dopo soli pochi mesi dall’imprenditore, condannato per truffa, Martin Shkreli.

Dopo che gli Stati Uniti hanno confermato la condanna a Shkreli, con un’ammenda che supera abbondantemente i sette milioni di dollari, nelle scorse ore si è tenuta una delle più importanti aste digitali, con il disco che è stato venduto come NFT all’incredibile cifra di quattro milioni di dollari a un gruppo, il Pleasr DAO.

La copia fisica è adesso invece in qualche “caveau di New York” come ha dichiarato il collettivo. Una storia che ha seguito le orme predette anche da RZA, membro della band, che si è espresso negli scorsi anni a favore del recupero del disco, anche attraverso un riacquisto: la giustizia americana invece, dopo aver accusato e condannato Skhreli, con un’ammenda da 7,6 milioni di dollari, ha deciso di mettere all’asta digitale il disco. (105.net)

ARETHA FRANKLIN  La sua ”Respect” è la nuova n.1 della storica top 500 delle canzoni più belle di tutti i tempi


Nella nuova top 500 delle canzoni di tutti i tempi Aretha Franklin, Sam Cooke e Public Enemy hanno spodestato Bob Dylan, i Rolling Stones e John Lennon. La bibbia del rock, la rivista Rolling Stone, ha aggiornato per la prima volta in 17 anni la sua storica hit parade e lo ha fatto all’insegna dell’inclusione. La nuova lista e’ stata creata con l’aiuto di 250 tra musicisti, giornalisti e producer che hanno preso in considerazione oltre quattromila canzoni.

Tra le 500 prescelte, 254, cioe’ piu’ della meta’, non erano state messe in elenco nell’edizione del 2004 che aveva visto ai primi tre posti il futuro premio Nobel per la Letteratura, l’ex Beatle e la band di Mick Jagger: tutti musicisti bianchi. La lista originaria era dominata da rock e soul, ora sono entrate nella top 500 generi diversi come l’hip hop, il Latin pop, il country, il rap, l’indie rock e il reggae.

“Dal 2004 molto e’ cambiato”, spiega Rolling Stone: “Allora l’iPod era relativamente nuovo e Billy Eilish aveva tre anni. Cosi’ ci e’ sembrato giusto dare alla lista una rispolverata. Il risultato e’ una visione piu’ vasta e inclusiva del pop, una musica che continua a riscrivere la sua storia ad ogni nota”. La troika originaria era composta da “Like a Rolling Stone” di Dylan, “(I Can’t Get No) Satisfaction” degli Stones e “Imagine” di Lennon. Adesso e’ “Respect” a fare da apripista, seguita da “Fight The Power” di Public Enemy, scritta all’epoca del film del 1989 Spike Lee “Fai la Cosa Giusta”, e “A Change Is Going to Come” di Sam Cooke che ha spedito, quest’ultimo, il brano pacifista del marito di Yoko Ono al 19esimo posto in classifica. La canzone di Dylan resta al quarto posto seguita da “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana. “Satisfaction” e’ stata relegata al 31esimo posto.

Diciassette anni fa la versione di “Respect” del 1967 interpretata dalla grande Aretha era arrivata quinta. Altre inclusioni hanno provocato sorpresa: debutta in classifica al settimo posto “Strawberry Fields Forever” dei Beatles e per la prima volta c’e’, due posizioni piu’ in basso, “Dreams” dei Fleetwood Mac, forse spinto nella top 500 dalla nuova popolarieta’ alimentata da un video virale di Nathan Apodaca che fa skateboarding su Tik Tok. Svaniti senza lasciare traccia invece brani che erano entrati nella ultima top ten: tra questi “Good Vibrations” dei Beach Boys, “Hey Jude” dei Beatles e “What’d I Say” di Ray Charles. (Ansa)