Osvaldo Supino

E’ uscito il videoclip di STOP THE RAIN, il secondo singolo estratto dall’album “Behind the Curtain”.


Il cantante italiano indipendente più cliccato in rete pubblica il secondo estratto dal nuovo album “BEHIND THE CURTAIN”.
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Il brano, prodotto da Osvaldo Supino stesso insieme a Nalle Ahlstedt, è la confessione più sincera di una vulnerabilità lontana dall’immagine sicura e perfetta che il nostro tempo ci impone. E’ un invito alla stabilità e concretezza. E’ una dichiarazione senza paura della necessità di avere qualcuno a cui far riferimento nella propria vita.
Crescere è imparare a dire “ho bisogno di te”. Nelle bellissime cose che ho vissuto in questi anni, spesso mi sono sentito molto solo. Una sensazione davvero strana perché in realtà in quei momenti ero circondato da moltissime persone, ma non erano quelle di cui io avevo realmente bisogno.”

Nel videoclip di STOP THE RAIN, Osvaldo scappa dagli eccessi e dalle cose effimere che ne circondano anche i momenti di soddisfazione e felicità più pura, come per lui un concerto, per andare alla ricerca di qualcosa di più autentico a cui affidarsi.  Per questo dodicesimo videoclip della sua carriera, l’artista si racconta in maniera assolutamente inedita. Le provocazioni con cui ha conquistato il web si trasformano in una sofisticata eleganza e allo stesso tempo nella più naturale semplicità, lasciando intravedere un nuovo aspetto della sua personalità. Osvaldo interpreta con grande intensità le parole della canzone, che più di ogni altra, dimostra senza alcuna presunzione, una maturità raggiunta non solo nell’aspetto musicale, ma soprattutto in quello più strettamente personale. Una crescita importante per Osvaldo, tanto da abbandonare con coraggio qualsiasi filtro e concedere proprio alla musica la sua più profonda verità.
 
STOP THE RAIN è stato realizzato a Milano da Menteplastica, e ha richiesto 3 giorni di riprese. Il brano, è uno dei 10 inediti del nuovo lavoro “Behind the Curtain”, un progetto pubblicato lo scorso 26 novembre che al suo rilascio ha già raggiunto la terza posizione dei più scaricati su iTunes. Solo nel 2014 Osvaldo Supino ha totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni in rete diventando nuovamente uno degli artisti italiani indipendenti più cliccati e cercati sul web, ha rappresentato l’Italia al Festival contro il Bullismo a NewYork e ha portato a termine un tour europeo. Si aggiungono 3 nominations ai Bt Digital Music Awards, 1 premio MEI, altri 6 singoli e 1 album in Top10 su iTunes e il premio Unicef come Miglior Performer.  Non sono solo i numeri ad essere cresciuti in questi anni provando l’enorme potenziale del progetto musicale di Osvaldo, ma è cresciuto lui sopratutto lui, e “Stop the Rain”, come tutto il nuovo album, ne è l’ulteriore prova.

OSVALDO SUPINO: Voglio che un giorno mio figlio, ascoltando un mio disco possa dire “che figata, papà!”.


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Behind the Curtain è il nuovo atteso album di Osvaldo Supino rilasciato il 26 novembre ad un anno e mezzo di distanza dal fortunato “Exposed” (4° in classifica su iTunes, ottime recensioni dai più autorevoli siti come PopJustice e EQMUSIC in UK), un album ricco di collaborazioni importanti  come Leeyou&Dancey (Akon, Leona Lewis), Jussi Nikula (nomination Grammy Awards) e Sergio Vinci (Laura Pausini, Nek, Noemi) e un duetto con Antonella Lo Coco nella cover “Missing You”.  Abbiamo intervistato l’artista italiano “indipendente” più cliccato e discusso in rete per “scoprire” qualcosa in più sul suo percorso, la sua idea di musica, di indipendenza  e di famiglia ecco come ha risposto alle nostre domande:

Osvaldo Supino, chi è e come nasce cantante e da dove prende gli spunti per la sua musica?
La musica fa parte di me da quando ero molto piccolo. E’ sempre stato il mio linguaggio. Penso sia colpa dei miei genitori che si conobbero su una pista da ballo e mi ci hanno portato mentre mi aspettavano e subito dopo. Ho ascoltato e cantato tantissima musica Italiana fin da quand’ero molto piccolo, Baglioni è sempre stato il mio preferito… e poi mi sono appassionato della musica oltre oceano. Viaggiando, osservando e ascoltando ho imparato a captare le nuove influenze e portarle nei miei dischi.
E’ difficile vivere di  musica in Italia? Forse l’estero è più ricettivo per la mancanza di pregiudizi?
Purtroppo gli artisti in Italia, come tante altre categorie di lavoratori, non hanno alcun tipo di garanzia e rispetto perciò andare avanti è sempre più difficile. Non si tratta tanto di pregiudizi ma più che altro di rispetto per un mestiere fatto con passione che coinvolge sempre tante altre persone. Dietro a un progetto, anche piccolo, ci sono sempre più persone che ci credono, si muovono e investono il loro tempo, denaro e professionalità. Aiuterebbe sicuramente se si ricominciasse a dare anche noi nel nostro piccolo un valore maggiore alla musica acquistandola legalmente.
Come nasce la collaborazione con Antonella LoCoco con cui riproponi Missing You nel tuo disco?
E’ una canzone in cui mi sono rivisto subito nel testo, e quando ho scoperto che era una di quelle che i miei ballavano mentre mi aspettavano la cosa mi ha entusiasmato ancora di più. Ho subito pensato di riproporla in una chiave electro pop che mantenesse e ricordasse proprio la stessa magia degli anni 80 e Antonella è stato il primo nome a cui ho pensato. In realtà pensavo mi dicesse di no, e invece è stata carinissima. Sinceramente penso sia una delle mie tracce preferite dell’album.
Quali sono secondo te i limiti della discografia italiana?
Molti discografici hanno paura di rischiare e investire anche un minimo nei giovani che non escono dai talent. Non si fidano di proporre progetti che non coinvolgono i soliti quattro autori, gli stessi fotografi, gli stessi registi di videoclip. Questo non porta la minima evoluzione e costringe anche i grandi a non rischiare nel proporre artisticamente qualcosa che vada un po’ oltre il solito scenario ormai riproposto da più di dieci anni. Purtroppo però andando avanti così non penso le cose si risolleveranno chissà quanto.
L’auto-produzione  artisticamente consente maggiore libertà di espressione e di gestione ma dove incontra le difficoltà maggiori andando a scontrarsi con la concorrenza (major)?
Il problema principale è la promozione. Se non parti con una major hai più difficoltà a trovare passaggi televisivi e radiofonici, e quindi raggiungere gli altri con il tuo messaggio. Ma ho sempre preferito seguire il mio istinto e la mia creatività. E’ il motivo per cui faccio musica, non avrebbe senso arrivare primo in classifica e passare su tutte le radio con qualcosa che non mi rispecchia.
Ritieni che in campo musicale in Italia ci sia posto per tutti o…per pochi?
Il realtà penso sia un ottimo momento per gli artisti indipendenti e noto che molti che la ascoltano non si accontentano più delle solite 10 hits in circolazione e cercano sempre novità. Internet su questo ha aiutato tantissimo. Penso ciò che paghi a lungo termine è la ricerca della novità e della professionalità massima nei lavori proposti. A mio parere ci sono tantissimi giovani che realizzano cose che meriterebbero moltissima visibilità e attenzione in più.
Il tuo ultimo lavoro musicale  è stato registrato tra Milano, Los Angeles e Helsinki risente di particolari contaminazioni musicali nella sua evoluzione? eventualmente quali?
Per la prima volta non ho pensato alle influenze, ho scelto questi pezzi con l’istinto, senza pensare se erano radiofonici o meno, se potevano piacere o no o se rappresentavano una crescita per me. Questo mi ha aiutato molto ad aprire i miei orizzonti ed essere ancora più trasparente e creativo. Senz’altro girare così tanto e confrontarsi con realtà musicali giovani è la maniera migliore per trovare ispirazione, ma è anche fondamentale trovare i produttori giusti che ti ascoltano e ti aiutano a ricreare esattamente quello che vuoi. Io sono stato senza dubbio molto fortunato in questo.
Per preparare l’ultimo album sei andato “in ritiro” in famiglia in che modo ha influito sui contenuti del tuo disco? Il lavoro per Behind The Curtain è iniziato subito dopo la pubblicazione del precedente Exposed. Ho raccolto moltissimo materiale, l’ho ascoltato e lavorato mentre ero in giro, e ho provinato circa una settantina di canzoni prima di scegliere queste 10. Ma le decisioni più importanti le ho prese a casa, ascoltando i miei, i loro discorsi e questo sicuramente ha influito moltissimo sui temi affrontati. Ho sempre cantato ciò che ho vissuto, ciò che cercavo e ovviamente un momento così intenso non poteva che riflettersi nella mia musica.
I talent show sono una scorciatoia al successo o una  una scelta  pericolosa che può creare pregiudizio nell’ambiente musicale?  Un’etichetta difficile da staccare?
Credo molto nella gavetta e nel successo costruito con il tempo. Penso che tutto dipenda dalla volontà dell’artista di costruire su di se un progetto che vada otre la visibilità momentanea data dai Talent. Noemi ad esempio, rappresenta sicuramente un’evoluzione concreta da prendere come riferimento. E’ tutto nel considerare il Talent più come un punto di partenza che di arrivo.
 
Nel tuo ultimo album ti racconti per la prima volta senza paura…ma cos’è Osvaldo oggi e dove vuole arrivare?
In realtà mi sono sempre raccontato in maniera trasparente nella mia musica, la differenza è che forse oggi, crescendo nascono in me nuove esigenze, nuovi desideri e nuovi modi di percepire le cose. Penso di essere lo stesso del mio debutto, è solo che mi identifico di più in altri argomenti. Voglio che un giorno mio figlio, ascoltando un mio disco possa dire “che figata, papà!”.

OSVALDO SUPINO OGGI IL NUOVO SINGOLO “STOP THE RAIN”


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Esce oggi “Stop the Rain” il nuovo singolo che annuncia il ritorno sulle scene musicali di Osvaldo Supino.
Il brano è stato scritto e co-prodotto dal cantante stesso insieme a Nalle Ahlstedt e Niclas Lundin.

Una ballad autobiografica caratterizzata da atmosfere suggestive, risultato di una crescita artistica evidente e coerente avvenuta anche grazie alla stretta collaborazione in questi anni dell’artista con importanti produttori internazionali.

Stop The Rain” arriva dopo il successo del concerto di New York dove Osvaldo è stato scelto come testimonial per rappresentare l’Italia al festival mondiale contro il bullismo, il tour europeo appena concluso, e accompagna l’uscita del nuovo album “Behind The Curtain” in uscita il prossimo 26 novembre.

Un progetto nato durante un periodo di pausa auto-imposta del cantante per dedicarsi alla sua vita privata: “Ho sentito la necessità di fermarmi, di stare con la mia famiglia, riprendere fiato, mettere insieme i pensieri, sentirmi FIGLIO. Queste canzoni sono lo specchio esatto di chi sono adesso e di ciò che ho imparato dagli altri.”

Un album ricco di collaborazioni, che segna sicuramente un punto importante nella carriera di Osvaldo Supino che partito solo 7 anni fa con un progetto discografico indipendente, oltre a rimanere uno dei più cliccati è discussi in rete, è diventato senza dubbio uno degli artisti italiani che più si differenzia dal panorama musicale tipico italiano.

Di Stop The Rain Osvaldo racconta: “Crescere è imparare a dire “ho bisogno di te”, è non vergognarsi di sentire la necessitá di qualcuno che ci protegga, qualcuno a cui fare riferimento nei nostri momenti più difficili. Nelle bellissime cose che ho vissuto in questi anni, spesso mi sono sentito molto solo. Una sensazione troppo strana, in realtà in quei momenti ero circondato da moltissime persone.. ma che non erano quelle di cui io avevo realmente bisogno. È un testo in cui chiunque può identificarsi per le più diverse motivazioni ma soprattutto è un invito a svincolarsi dalla mania di perfezione e apparenza che il nostro tempo quasi ci impone. Spesso è proprio in quelle che consideriamo le nostre debolezze, la nostra vera forza, il segno di una particolarità.”

Con oltre 3 milioni di visualizzazioni totalizzate solo l’anno scorso, 2 album e 7 singoli piazzati nella top 10 dei più venduti su iTunes, Osvaldo Supino riparte con Stop the Rain, già da oggi nelle radio e disponibile in tutti gli store digitali.

Osvaldo è cresciuto e questo nuovo lavoro ne è sicuramente la prova